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Di sicuro c’è che alla prima pole position o al primo gp vinto nessuno ne parlerà più. Ma la Ferrari SF90 presentata a Maranello sta già facendo discutere per il suo colore lontano dai canoni tradizionali del Cavallino. Il rosso Ferrari, infatti, non esiste più: è diventato opaco, poco lucido, con tinte rossonere sulla carrozzeria al posto del bianco. I più conservatori hanno già arricciato il naso. Le tinte cromatiche della creatura che sfreccerà nei test di Fiorano sono il simbolo della vettura made in Italy per eccellenza. Lo stesso Enzo Ferrari, fondatore nel 1947 della casa automobilistica più famosa del mondo, amava ripetere:

Chiedi a un bambino di disegnare una macchina e sicuramente lui la farà rossa

“E’ colpa della luce”

Chissà come avrebbe reagito a questa vettura che non è così rossa come immaginavamo. Il nuovo team principal di Maranello, Mattia Binotto, ha rassicurato tutti: «Il colore opaco è una scelta tecnica e non estetica: la vernice pesa meno e ci fa risparmiare qualche etto». Il colore rivoluzionario non piace a tutti, ma l’erede di Arrivabene tranquillizza: «State tranquilli, alla luce naturale vedrete un bel rosso». Di certo questo rosso, un po’ arancio un po’ milanista, ha l’arduo compito di far dimenticare l’annata appena trascorsa. Quella della grande illusione di Seb Vettel, rimasto all’asciutto dopo un avvio promettente. La SF90, per celebrare i nove decenni del Cavallino, sarà anche la monoposto di Charles Leclerc, prodotto dell’Accademia Ferrari e pronto a rovesciare le gerarchie.


Una Ferrari biancoblu

Il colore rosso ha un’origine storica ben precisa. Già un secolo fa le auto da corsa avevano delle tinte cromatiche ben definite in base alla provenienza. Così le francesi erano blu, le inglesi verdi, le tedesche bianche. Le vetture italiane erano, invece, rosse a causa di un accordo preso da quella che diventerà la federazione internazionale (FIA). Il rosso corsa Ferrari è sempre stato usato in gara sin dalla prima monoposto (125 F1) del 1948. Eppure, nel 1964, la Ferrari 158 vinse il Mondiale con la livrea biancoblu. A causa della non omologazione della 250LM, il Drake di Modena decise di correre le ultime due gare mondiali con il nome di North American Racing Team (NART). La scelta, per due gp, portò comunque bene: il pilota britannico John Surtees vinse il mondiale sia piloti che costruttori. Ma quel biancoblu restò solo una fortunata parentesi.

La Ferrari in biancoblu del 1964

 

Un addio al quanto inaspettato che ha spiazzato tutti, a due mesi dall’inizio del nuovo mondiale di Formula 1.

Maurizio Arrivabene, team principal della Scuderia Ferrari dal 2015, è stato sostituito da Mattia Binotto già direttore dell’area tecnica.

La notizia è stata colta come una sorpresa da parte dei tifosi della Rossa, convinti che la prossima stagione sarebbe stata ancora sotto la regia di Arrivabene.
La famiglia Elkann ha deciso di cambiare rotta e affidare tutto a Binotto, il quale avrà il dovere di continuare il percorso di crescita iniziato negli ultimi anni e che deve completarsi con la vittoria di un titolo che manca dal 2007 con Kimi Raikkonen.

Attraverso un comunicato ufficiale, la scuderia ha ringraziato l’ex dirigente marketing della Philip Morris per il lavoro svolto.
Tifosissimo della Juventus e già consigliere all’interno del Cda della società bianconera dal 2012, Arrivabene potrebbe già ottenere un altro importante ruolo a livello dirigenziale. Infatti, il presidente della Juve, Andrea Agnelli, gli avrebbe proposto la carica di amministratore delegato del club, lasciato vacante da Beppe Marotta, passato all’Inter. Il patron bianconero gli vorrebbe concedere la gestione commerciale, dati gli anni di esperienza e di successi all’interno dell’azienda dei tabacchi.

In casa Ferrari il cambio di timone, invece, non è stato poi del tutto sorprendente, poiché si è cercato di proseguire con l’idea del rinnovo, già lanciata da Marchionne. L’ex presidente aveva individuato in Binotto una forte figura a cui affidarsi.
Una sostituzione che però non porterà stravolgimenti netti. Il dt limerà alcuni dettagli utili al raggiungimento di traguardi importanti per la casa del Cavallino.

C’è da sottolineare che, il rapporto tra Arrivabene e Binotto era giunto a un punto di non ritorno e a Maranello, con il capo area tecnica sempre più convinto di lasciare la scuderia. Le cose, poi, non sono andate così.

Tra le novità che porterà il nuovo team principal c’è quella legata al pilota, Charles Leclerc. Il monegasco, per quella che sarà la sua prima stagione in Ferrari, avrà subito il ruolo di protagonista insieme al compagno di squadra Vettel. Binotto, infatti, affiderà a entrambi i piloti pari attenzioni e pari poteri per ottenere da entrambi il massimo durante tutta la stagione iridata.  

L’obiettivo del team è quello di regalare a Vettel e Leclerc una macchina competitiva e che sia sempre in continua evoluzione così da poter tornare a regalare gioie a tutti gli amanti della Rossa.