Formula 1

Il rosso Ferrari che nel 1964 si trasformò in biancoblu

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Di sicuro c’è che alla prima pole position o al primo gp vinto nessuno ne parlerà più. Ma la Ferrari SF90 presentata a Maranello sta già facendo discutere per il suo colore lontano dai canoni tradizionali del Cavallino. Il rosso Ferrari, infatti, non esiste più: è diventato opaco, poco lucido, con tinte rossonere sulla carrozzeria al posto del bianco. I più conservatori hanno già arricciato il naso. Le tinte cromatiche della creatura che sfreccerà nei test di Fiorano sono il simbolo della vettura made in Italy per eccellenza. Lo stesso Enzo Ferrari, fondatore nel 1947 della casa automobilistica più famosa del mondo, amava ripetere:

Chiedi a un bambino di disegnare una macchina e sicuramente lui la farà rossa

“E’ colpa della luce”

Chissà come avrebbe reagito a questa vettura che non è così rossa come immaginavamo. Il nuovo team principal di Maranello, Mattia Binotto, ha rassicurato tutti: «Il colore opaco è una scelta tecnica e non estetica: la vernice pesa meno e ci fa risparmiare qualche etto». Il colore rivoluzionario non piace a tutti, ma l’erede di Arrivabene tranquillizza: «State tranquilli, alla luce naturale vedrete un bel rosso». Di certo questo rosso, un po’ arancio un po’ milanista, ha l’arduo compito di far dimenticare l’annata appena trascorsa. Quella della grande illusione di Seb Vettel, rimasto all’asciutto dopo un avvio promettente. La SF90, per celebrare i nove decenni del Cavallino, sarà anche la monoposto di Charles Leclerc, prodotto dell’Accademia Ferrari e pronto a rovesciare le gerarchie.


Una Ferrari biancoblu

Il colore rosso ha un’origine storica ben precisa. Già un secolo fa le auto da corsa avevano delle tinte cromatiche ben definite in base alla provenienza. Così le francesi erano blu, le inglesi verdi, le tedesche bianche. Le vetture italiane erano, invece, rosse a causa di un accordo preso da quella che diventerà la federazione internazionale (FIA). Il rosso corsa Ferrari è sempre stato usato in gara sin dalla prima monoposto (125 F1) del 1948. Eppure, nel 1964, la Ferrari 158 vinse il Mondiale con la livrea biancoblu. A causa della non omologazione della 250LM, il Drake di Modena decise di correre le ultime due gare mondiali con il nome di North American Racing Team (NART). La scelta, per due gp, portò comunque bene: il pilota britannico John Surtees vinse il mondiale sia piloti che costruttori. Ma quel biancoblu restò solo una fortunata parentesi.

La Ferrari in biancoblu del 1964

 

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

Comments are closed.