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Debutto convincente per l’azzurra Camila Giorgi al Wta Premier di Tokyo per quello che è il primo di una serie di 4-5 tornei prima della chiusura dell’anno.

La netta vittoria sulla giapponese Misaki Doi ha dato buone sensazioni alla tennista maceratese, la quale continua il suo percorso di crescita. Un roboante 6-2 6-1 non ha lasciato scampo alla nipponica la quale si è dovuta arrendere sotto i colpi della Giorgi.

L’azzurra quindi vince e avanza agli ottavi del tabellone e ora la sua avversaria è sicuramente più ostica: la numero 2 del ranking mondiale e testa di serie del torneo, la danese Caroline Wozniacki.

In passato la danese è stata una delle vittime preferite dalla Giorgi, che l’ha superata in due occasioni: prima allo Us Open (2013) e poi a New Haven (2015). Va detto che la campionessa dell’ultimo Australian Open col torneo di Tokyo ha un feeling speciale (l’ha vinto 3 volte), e contro Camila ha vinto tre sfide: tutte però giocate sull’erba, mentre sul cemento l’ha sempre spuntata l’azzurra.

Camila, dunque, puntando sulla velocità del campo proverà a mettere in difficoltà la campionessa scandinava. L’azzurra attualmente è al 37esimo posto nel ranking, ma è la prima tra le italiane.

Intanto, col successo sulla Doi la 26enne marchigiana si è già garantita 55 punti, un terzo del bottino che deve raccogliere per puntare a eguagliare e migliorare la trentesima posizione del ranking, ottenuta nel 2015.

Con gli ultimi tornei da giocare entro la fine dell’anno la Giorgi potrà dare l’assalto alla classifica per raccogliere i punti necessari per completare l’assalto cercato ormai da un paio d’anni, guadagnarsi una testa di serie per il prossimo Australian Open.

Una carriera ricca di successi è quella che si lascia alle spalle la tennista italiana Roberta Vinci, che ha annunciato il suo ritiro in occasione degli Internazionali d’Italia a Roma, dove ha disputato la sua ultima partita.

Nel suo palmares ci sono 10 titoli wta, il record assoluto di vittorie consecutive di doppio, 4 titoli nella Fed Cup (2006, 2009, 2010, 2013) e il primato di essere l’unica italiana ad aver vinto su ogni superficie. Insomma, una leader nel suo campo che per  anni è stata l’orgoglio dell’Italia.

Nel singolare, oltre alla soddisfazione di aver battuto tenniste del calibro di Serena Williams, il suo più importante risultato risale al 2015, quando arrivò in finale agli US Open contro Flavia Pennetta. In una sfida tutta all’italiana è la seconda che ebbe la meglio, lasciando comunque Roberta Vinci con la gioia di essere arrivata ad un passo dal titolo.

Ma è soprattutto nel doppio che la tennista detiene il suo record più importante, per aver vinto ben 25 tornei di cui 22 in coppia con Sara Errani. Inseparabili e imbattibili, hanno condiviso per anni la scena e i trofei, facendo l’una la spalla all’altra. Oggi che la Vinci decide di appendere la racchetta al chiodo non potevano di certo mancare i commenti e gli auguri dell’amica, postati sui social:

L’affetto della sua collega non è l’unico su cui può contare Roberta Vinci, come dimostra il lunghissimo applauso ricevuto al termine del suo annuncio e la premiazione da parte del presidente della Fit, Angelo Binaghi, che le ha voluto donare 21 rose rosse, ognuna per ogni anno di carriera.   Ma lei, sorridente e felice, vince l’emozione con l’ironia e con gioia urla al suo pubblico:

Io sono felice! Scusate ragazzi ma io non ce la facevo più, da domani sono in vacanza! VA-CAN-ZA! Non ne potevo più!

Un addio non sofferto, quindi, quello della tennista italiana che lascia il mondo del tennis senza rammarico e con la gioia di aver dato tanto. Diversi i post che volutamente ha dedicato ai suoi fans sui social dove ringrazia tutti per il sostegno e saluta lo sport che è stato parte della sua vita per tanti anni.

Ho iniziato a giocare tanti anni fa e il tennis è stato la mia vita. Ho dato tutto al tennis e il tennis ha dato tutto a me. Oggi senza rimpianti di fronte a questo pubblico bellissimo finisce la mia carriera, è stata un’avventura magnifica. Grazie a chi c’è stato

Ed è in uno di questi post che ci tiene a dare il suo addio al tennis con un augurio speciale verso le nuove generazioni:

E’ scomparsa ad appena 49 anni Jana Novotna, vincitrice del torneo di Wimbledon nel 1998. La tennista, ha reso noto la Wta, è stata stroncata ieri da un cancro, dopo lunga malattia. Il decesso è stato confermato dalla famiglia all’agenzia di stampa ceca CTK.

Nella sua carriera professionistica, durata 14 anni, Novotna ha vinto 24 titoli di singolare, raggiungendo la seconda posizione nel ranking mondiale femminile. Il successo a Wimbledon rimane l’unico in un torneo del Grande Slam, ma ha ne collezionati ben 12 nel doppio e quattro nel doppio misto. Vinse anche la medaglia olimpica per tre volte e la Fed Cup con la Repubblica Ceca nel 1988. Ha inoltre raggiunto la finale agli Australian Open, battuta da Moncia Seles nel ’91 e per due volte la semifinale del French Open e degli US Open.

In carriera era salta fino al secondo posto del ranking mondiale. Nel 2005 era stata inserita nella International tennis hall of fame.

Il WTA chief executive officer Steve Simon ha dichiarato: “Jana ha ispirato chiunque ha avuto l’opportunità di conoscerla, sia per quello che ha fatto in campo che fuori. La sua stella brillerà sempre nella sotira della WTA. Le nostre condoglienze e i nostri pensieri vanno in questo momento alla famiglia di Jana”

Svanisce in semifinale il sogno di Sara Errani al “Tianjin Open”, torneo Wta International dotato di un montepremi di 500mila dollari in corso sui campi in cemento di Tianjin, in Cina. La 30enne romagnola, al rientro dopo la squalifica di due mesi per l’assunzione (accidentale) di letrozolo, si è arresa per 6-1 6-3, in in poco meno di un’ora di gioco, alla bielorussa Aryna Sabalenka, 19 anni, numero 102 Wta, che ha così centrato la sua prima finale nel circuito maggiore.

L’azzurra, scesa al numero 280 del ranking mondiale e passata attraverso le qualificazioni, non si è espressa al meglio, subendo la potenza dei colpi della sua giovane avversaria, e ha probabilmente pagato la stanchezza accumulata nei due match precedenti (tra ottavi e quarti era rimasta in campo ben sei ore).

Resta comunque più che positiva la settimana in Cina della ravennate che guadagnerà un centinaio di posizioni nel ranking. Quella di Tianjin era per la Errani la prima semifinale da cinque mesi a questa parte (l’ultima volta sulla terra di Rabat, a inizio maggio, fermata dalla russa Pavlyuchenkova) e non vinceva cinque match di fila dal torneo di Dubai dello scorso anno, ultimo trofeo messo in bacheca.

La Sabalenka sfiderà ora Maria Sharapova. La 30enne siberiana, oggi all’86esimo posto della classifica dopo la lunga squalifica per doping e in tabellone grazie a una wild card, si e’ sbarazzata per 6-3 6-1 della cinese Shuai Peng, terza testa di serie, e andrà così a caccia del 36esimo titolo della carriera. La russa non gioca una finale dal successo agli Internazionali d’Italia del 2015.

Intanto a Shanghai Nadal-Federer di nuovo di fronte l’uno contro l’altro in finale per la terza volta dell’anno. Accadrà domani allo ‘Shanghai Rolex Masters’, penultimo Atp Masters 1000 della stagione in corso sui campi in cemento della metropoli cinese. Dopo lo spagnolo, che si è sbarazzato del croato Marin Cilic, è toccato al svizzero, n. 2 del mondo, raggiungere la finale, eliminando in rimonta l’argentino Juan Martin Del Potro 3-6, 6-3, 6-3 dopo un’ora e 58 minuti di gioco.

Da lunedì Simona Halep sarà la nuova regina del tennis femminile, la 25esima da quando esiste il ranking mondiale (1975), spodestando la spagnola Garbine Muguruza. La certezza di coronare il suo sogno la rumena l’ha avuta qualificandosi per la finale del “China Open”, torneo Wta Premier Mandatory dotato di un montepremi di 6.381.679 dollari in corso sui campi in cemento di Pechino, in Cina.

In semifinale la Halep, numero 2 Wta e del seeding, ha sconfitto per 62 64, in un’ora ed un quarto di gioco, la lettone Jelena Ostapenko, numero 10 Wta e nona testa di serie. Per la 25enne di Costanza era un match che valeva tanto, visto che per l’ennesima volta in questa stagione era ad una sola vittoria dal coronare il sogno di diventare la regina del tennis mondiale. Ebbene stavolta il sogno è diventato realtà, per giunta battendo proprio la 20nne di Riga che lo scorso giugno nella finale del Roland Garros, recuperando un set ed un break di svantaggio, le aveva impedito di diventare le nuova numero uno del mondo.

Stavolta Simona non ha commesso lo stesso errore, anche se avanti di un set e 3-2 nel secondo con un break di vantaggio ha permesso a Jelena di agguantarla e superarla (4-3) prima di riprendere in mano le redini della partita e di aggiudicarsi gli ultimi tre giochi.

Quella di domenica sarà la 27esima finale in carriera per la Halep (15 i titoli vinti, l’ultimo lo scorso maggio a Madrid), la quinta in questa stagione (oltre Madrid le altre sono Roma, Roland Garros e Cincinnati): ultimo ostacolo la vincente di KvitovaGarcia.

Francesca Schiavone ha vinto il titolo del “Claro Open Colsanitas”, torneo Wta International dotato di un montepremi di 250mila dollari che si è concluso sui campi in terra rossa di Bogotà, in Colombia.

In finale la 36enne milanese, scesa al numero 168 del ranking mondiale e in tabellone grazie ad una wild card, ha sconfitto per 6-4 7-5, in un’ora e quaranta minuti di gioco, la spagnola Lara Arruabarrena, numero 65 del ranking mondiale e quarta testa di serie.

E’ il terzo successo azzurro a Bogotà dopo quelli di Flavia Pennetta (2005) e Roberta Vinci (2007). Grazie ai punti ottenuti con la vittoria in terra colombiana Francesca (ottavo titolo in carriera per la milanese) da lunedì risalirà al numero 104 del ranking (guadagnando ben 64 posizioni) garantendosi la partecipazione al main draw del prossimo Roland Garros.