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Montolivo

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La sua ultima partita risale a sette mesi fa, il 13 maggio. Riccardo Montolivo era entrato al posto di Lucas Biglia, facendosi poi espellere al 75’. Si giocava Atalanta Milan a Bergamo, lì dove il centrocampista ha iniziato la sua carriera nelle giovanili e in prima squadra. Ora il numero 18 rossonero potrebbe tornare a respirare l’odore del campo contro un’altra sua ex squadra, la Fiorentina. L’emergenza a centrocampo costringe Gattuso a rimescolare le carte. I soli disponibili sono Josè Mauri, Bertolacci, Halilovic e proprio Montolivo. Finito nel dimenticatoio per questioni fisiche (e di contratto), l’ex azzurro ora potrebbe giocarsi le sue nuove chance contro i viola.

Montolivo ai tempi della Fiorentina

Io non ho nulla contro Montolivo, io faccio solo le mie scelte. In questo momento vedo giocatori più avanti di lui e quindi faccio giocare loro.

Le parole di Gattuso smentiscono qualsiasi attrito tra i due. Nel mezzo, Biglia e Bonaventura sono gli infortunati di lungo corso. Kessie e Bakayoko gli squalificati dopo il pari incolore di Bologna. Il tecnico è alla ricerca di nuove strategie tattiche per difendere il prezioso quarto posto. L’alternativa al cervello di Biglia sarebbe in casa, anche se messo in naftalina. Montolivo, in scadenza di contratto l’anno prossimo, è al Milan dal 2012. Con i rossoneri ha disputato 158 partite con 10 gol. Arriva in rossonero l’estate in cui lasciano i senatori (Seedorf, Inzaghi, Nesta e proprio Gattuso). Diventa presto capitano, ma non entra mai nel cuore dei tifosi. Un po’ per i paragoni ingombranti con Pirlo, un po’ per i problemi fisici che lo attanagliano, un po’ per quell’indolenza che i suoi critici gli rimproverano.

Montolivo solleva con Abate la Supercoppa vinta a Doha

Con il Milan vince una Supercoppa a Doha contro la Juventus nel 2016. Finito ai margini della squadra, dopo aver rifiutato la cessione la scorsa estate, Montolivo non è mai finora sceso in campo. E’ solo andato in panchina nel match di Udine un mese fa. Ora potrebbe capitargli l’occasione della stagione. Il prossimo 18 gennaio compirà 34 anni. Non è mai stato l’erede di Pirlo, né il trascinatore delle folle in grado di cambiare da solo l’inerzia delle gare. Ma nella mediocrità attuale del centrocampo rossonero, complici le numerose assenze, meriterebbe quantomeno di giocarsi anche solo una possibilità. Ancora contro una sua ex, quella Fiorentina in cui ha giocato 7 anni, dal 2005 al 2012.