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È in Russia dal 2016, prima come vice e poi come primo allenatore, e Massimo Carrera non intende cambiare aria per ora.

A Mosca nello Spartak ha trovato il suo ambiente dopo gli anni trascorsi alle spalle di Antonio Conte nella Juventus.

L’anno scorso è arrivato il primo titolo da primo allenatore dopo i successi ottenuti nel club bianconero accanto all’attuale mister del Chelsea.

Il carisma e la bravura dell’allenatore di Sesto San Giovanni gli hanno permesso di fare bene anche da leader della panchina. In effetti lo scorso anno è riuscito a riportare lo Spartak Mosca alla vittoria della Russian Premier League, con tanto di promozione alla Champions League, e della Supercoppa nazionale.

Quest’anno, anche a causa dei vari impegni anche nelle Coppe, ha avuto in rendimento differente. La squadra è attualmente seconda a due punti dalla capolista Lokomotiv (ma con una partita in meno).

Decisamente meglio dell’altro Italians in terra russa, Roberto Mancini, che con il suo Zenit San Pietroburgo è alla quinta posizione con ben dieci punti di distacco dalla squadra di Carrera.

Con le continue belle prestazioni ovviamente anche la notorietà di Carrera è salita e si è consolidata in Russia. Da notare anche che durante le elezioni politiche in Russia c’è chi ha addirittura votato l’allenatore italiano al posto di Putin. Molto probabilmente sarà stato un tifoso, ma la notizia ha fatto comunque clamore dato che Putin ha rivinto nettamente.

Per Carrera ci sono altre gare da giocare e lo Spartak ha tutti i mezzi per ripetersi dopo la scorsa stagione trionfale.

In Italia è ricordato come il collaboratore tecnico di Antonio Conte; colui che, negli anni di rinascita bianconera, ha dato il contributo alla vittoria dei primi tre scudetti accanto all’allenatore salentino.
A qualche anno di distanza però, Massimo Carrera è diventato finalmente il vero protagonista indiscusso del successo in un campionato di calcio, e lo ha fatto in Russia.

Il 53enne tecnico milanese è riuscito a trionfare con lo Spartak Mosca, ottenendo la decima Prem’er-Liga russa della storia del club moscovita dopo 16 lunghi anni d’attesa. Infatti, il titolo di campione  mancava in casa biancorossa dal lontano 2001, dopo che nelle prime dieci stagioni gli Spartachi erano riusciti a trionfare addirittura nove volte.
Il successo, per l’ex campione della Juventus, arriva anche grazie alla sconfitta dello Zenit San Pietroburgo per 1-0 contro il Terek.
Una stagione calcistica dominata sin dall’inizio. In effetti la squadra, a suon di vittorie, è riuscita a domare club molto più prestigiosi e blasonati come lo Zenit di mister Lucescu, e i rivali cittadini del Cska Mosca. Il tutto è stato appunto possibile grazie alla guida di Massimo Carrera che, dopo gli anni accanto ad Antonio Conte, è riuscito a mettere in pratica gli insegnamenti tanto da poi essere vincente anche da solo.

L’avventura in Russia inizia a rilento perché il tecnico lombardo entra nello staff del team in qualità di allenatore in seconda. Dopo la prima giornata di campionato però, prende provvisoriamente il posto del dimissionario Dmitrij Alenicev. Dopo la più che positiva partenza, il presidente del club moscovita, Leonid Fedun, lo ha confermato sulla panchina e lui ha ricambiato la fiducia con uno storico trionfo, ottenuto addirittura con tre giornate d’anticipo.

“Abbiamo pianto per l’emozione. Io e mia moglie Pinny. Al fischio finale ho provato un’emozione fortissima. Un risultato molto bello e importante per tutta la nostra famiglia e per la mia carriera. Sono felice per i giocatori, per i nostri tifosi e per il presidente. È la vittoria di tutti”.

A contribuire nella vittoria c’è anche un altro po’ di Italia. In effetti, all’interno della rosa biancorossa, c’è anche un altro italiano doc, Salvatore Bocchetti. Il difensore ex Genoa e Milan è oramai russo d’adozione poiché ha vestito anche la maglia del Rubin Kazan. Nel club, inoltre, militano anche altre conoscenze della Serie A come i brasiliani Luiz Adriano (ex Milan), Fernando (ex Sampdoria) e Mauricio (ex Lazio).

Un trionfo italiano in Russia quello di Massimo Carrera che si va ad aggiungere ai due campionati vinti da Luciano Spalletti nel 2010 e nel 2012 alla guida dello Zenit.
I complimenti per la vittoria del Russian Premier League sono arrivati anche dal club bianconero attraverso i social.

Per l’allenatore italiano ora non resta che chiudere al meglio il campionato per poi godersi le meritate vacanze in vista della prossima stagione che vedrà il club moscovita protagonista non solo in Russia ma anche in Europa in Champions League; e magari il destino potrà fare scontrare il tecnico lombardo con il suo mentore Antonio Conte, ora alla guida degli inglese del Chelsea.

Dario Sette