Si sono disputate  sabato 24 marzo nella città di Kolomna, un centinaio di chilometri a sud-est di Mosca, le finali del pattinaggio di velocità su ghiaccio sulle distanze di 500, 1500 e 5000 metriFormalmente, anche quest’anno, il torneo si svolge per la coppa intitolata all’ex campione sovietico Valeri Muratov, peraltro originario proprio di Kolomna, ma quest’anno assume un significato particolare, divenendo parte dei giochi olimpici alternativi organizzati dal ministero dello sport per permettere agli atleti russi esclusi da PyeongChang 2018 di gareggiare.

Nei 500 metri uomini ha prevalso Pavel Kulizhnikov, con un tempo di 34″ e 63 centesimi, nei 1500 metri donne Elizaveta Kazelina con 1′ 57″ e 73 centesimi, mentre nei 5000 metri uomini ha trionfato Daniil Semerikov, il quale ha fermato il cronometro a 6′ 17″ e 46 centesimi, un tempo che sarebbe valso il decimo posto nella finale olimpica di PyeongChang.

Pertanto anche in queste categorie gli atleti russi confermano le loro prestazioni di alto livello ed i primi classificati si apprestano ad intascare i lauti premi messi a disposizione dal ministero dello sport russo, da 1,7 a 4 milioni di rubli, come risarcimento per l’esclusione dalle olimpiadi.

Dopo le premiazioni Pavel Kulizhnikov, detentore del record mondiale dei 500 metri, ha dichiarato ai giornalisti presenti:

Se fossi stato alle Olimpiadi, dove ci sono più adrenalina e motivazione, avrei potuto correre meglio, credo. Qui non ho potuto dare il massimo. Ho corso con desiderio, sì, ma sicuramente non ho mostrato tutto il mio potenziale.

Infine, una nota di colore: nel palazzetto del ghiaccio di Kolomna, tra le varie gigantografie di diversi atleti di pattinaggio di velocità su ghiaccio pluridecorati di ogni nazionalità vi era anche quella della nostra Arianna Fontana, vincitrice di un oro, due argenti e cinque bronzi olimpici nella categoria 500 metri.

 

 

Birmingham, Gran Bretagna, dal 1 al 4 marzo è la sede dei Mondiali di Atletica Indoor 2018 e già nelle prime giornate arriva una soddisfazione per il nostro paese con la prima medaglia, che giunge del tutto inaspettata.

A salire sul terzo gradino del podio è Alessia Trost, che festeggia un traguardo atteso almeno tre anni. L’ultimo suo grande risultato, infatti, risale al 2015 negli Europei di Praga dove vinse l’argento. Poi per lei ci furono altre gare ma nessuno podio, come nel 2016, che arrivò quinta alle Olimpiadi.

Dopo di allora la giovane atleta ha dovuto affrontare un periodo veramente difficile, soprattutto a causa di alcune perdite significative nella sua vita, come quelle della madre e dell’ex allenatore, al quale era molto legata. Ma Alessia non ha mai mollato e ha continuato ad allenarsi cercando quel salto di qualità per emergere davvero in questa disciplina in cui dedica tutta se stessa.

La medaglia di bronzo nel salto in alto è un buon inizio per spiccare il volo: a farle compagnia sul podio, infatti, due avversarie di altissimo livello. È prima la russa Mariya Lasitskene, ancora imbattibile e giunta alla sua 38esima vittoria consecutiva. Subito dopo, si aggiudica l’argento la statunitense Vashti Cunningham, campionessa uscente.

Alessia conquista il podio nel salto in alto con la misura di 1,93. Dopo questo, che è il suo miglior punteggio di stagione, Alessia confida ai giornalisti di sentirsi incredula del risultato e la sua felicità le si legge chiaramente negli occhi mentre esprime come si sente:

Come una bambina alla prima gara. So che la misura non è degna di una medaglia mondiale, ma prendo e porto a casa. Mi ripaga di quanto fatto nell’ultimo anno e mezzo. Ci ho messo tanto e ho raccolto poco. Ora mi godo il momento

Non era certo all’interno della rosa dei preferiti e questo rende il successo ancora più importante. Adesso guarda avanti con più grinta e ottimismo e si avvia verso il prossimo obiettivo, la stagione all’aperto e gli Europei di Berlino di agosto, perché sa bene che la strada è ancora lunga e lei deve ancora perfezionarsi:

E’ dura portare avanti un progetto ambizioso senza vedere risultati. I cambiamenti sono stati tanti, tecnici e motivazionali. Il processo è lungo e tutt’altro che completato. Ma siamo sulla giusta strada. Questo risultato mi alleggerisce e mi dice che so ancora combattere

Alessia Trost è riuscita a regalare all’Italia la 24esima medaglia della storia ai Mondiali Indoor, come non succedeva dal 2016 con l’oro di Gianmarco Tamberi a Portland. Incredulità e sorpresa per la sua vittoria lasciano subito il posto alla speranza di riempire il medagliere di questa competizione iridata con altre medaglie, tifando per i nostri azzurri in gara nelle altre discipline.

Ecco tutti i nomi degli altri convocati azzurri:

Uomini: triplo: Fabrizio Donato (Fiamme Gialle), 60hs: Paolo Dal Molin (Fiamme Oro Padova), Hassane Fofana (Fiamme Oro Padova); 3000m: Yassin Bouih (Fiamme Gialle).

Donne: 60m: Anna Bongiorni (Carabinieri); 400m/4×400: Ayomide Folorunso (Fiamme Oro Padova), Raphaela Lukudo (Esercito), Chiara Bazzoni (Esercito), Marta Milani (Esercito), Maria Enrica Spacca (Carabinieri).

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Altri Sport: La galassia degli sport cosiddetti minori e che molto spesso ci regalano medaglie e soddisfazione ai mondiali e ai giochi olimpici