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A caccia del tris, mettendo da parte i sentimenti. L’Italia del volley torna in campo per la terza partita dei Mondiali, incrociando l’Argentina di Julio Velasco alle 21.15 al Mandela Forum di Firenze (diretta Rai 2).

Match da non fallire per proseguire la strada finora immacolata del torneo iridato: i ragazzi di Blengini hanno, infatti, liquidato abbastanza agevolmente Giappone e Belgio nelle prime due gare della competizione con il medesimo punteggio (3-0). L’Albiceleste è a quota due punti in classifica: sconfitta con la squadra di coach Anastasi (1-3) e vittoria in scioltezza contro la Repubblica Dominicana (3-0).

Ecco la situazione nella Pool A:

Italia 2v 6p, Slovenia 2v 6p, Belgio 1v 3p, Argentina 1v 3p, Giappone 1v 3p, Repubblica Dominicana 0v 0p

Ivan Zaytsev, protagonista del match contro il Belgio

Italia Argentina non può solo essere una sfida dei Mondiali di volley, ma è soprattutto la gara tra la Nazionale Italiana e il suo mentore, l’allenatore che più di ogni altro ha influenzato il modo di agire e di pensare non solo della pallavolo ma dell’intero sport azzurro.

Julio Velasco incarna l’essenza autentica dello sport: tecnico, psicologo, motivatore, pensatore straordinario. Ha guidato la generazione dei fenomeni degli anni ’90, quella a cui è mancato solo l’oro olimpico ma che ha segnato il decennio d’oro del volley tricolore. Due Mondiali, tre Europei, 5 World League, una Coppa del Mondo, un argento olimpico ad Atlanta ’96. Velasco ha anche allenato la Nazionale femminile nella stagione 1997-1998. What else?

Julio Velasco, ct dell’Italia negli anni ’90

Dopo il derby (vinto) contro un altro coach azzurro, Andrea Anastasi oggi alla guida del Belgio, il Mandela Forum di Firenze ospita una nuova sfida nostalgica e dal sapore speciale anche per Gianlorenzo Blengini. Proprio contro l’Argentina l’attuale tecnico italiano debuttò sulla panchina della Nazionale nel 2015. E ancora contro la Selección gli Azzurri hanno rimediato una brutta figura (0-3) nella Nations League a San Juan lo scorso giugno.

Il coach azzurro, Gianlorenzo Blengini

Le altre big dei Mondiali di volley non steccano: dopo l’esordio positivo degli Azzurri di Blengini contro il Giappone, obiettivo centrato all’esordio anche per Brasile, Polonia, Russia e Usa mentre la sfida nostalgia tra Anastasi e Velasco va al tecnico mantovano. E oggi torna in campo la Nazionale Italiana, attesa proprio dalla sfida contro il Belgio di Anastasi.

Il Belgio ha superato l’Argentina 3-1

Nella giornata di mercoledì 12 settembre, nel girone dell’Italia (Pool A), il derby nostalgico tutto azzurro tra Andrea Anastasi e Julio Velasco va al Belgio che sconfigge agevolmente 3-1 l’Argentina (25-19; 25-19; 22-25; 25-19) a Firenze. Determinanti, per la vittoria belga, le prestazioni di Sam Deroo (21 punti), Bram Van Den Dries (17), Simon Van De Voorde (12, 7 muri) e Tomas Rousseaux (12), uomini da seguire bene nella sfida di questa contro l’ItalVolley che vale un pezzo di primato. Nello stesso gruppo successo della Slovenia contro la Repubblica Dominicana (3-1: 22-25; 25-13; 25-13; 25-17).

POOL A (a Roma e Firenze): Italia 1 vittoria (3 punti), Belgio 1 vittoria (3 punti), Slovenia 1 vittoria (3 punti), Argentina 0 vittorie (0 punti), Repubblica Dominicana 0 vittorie (0 punti)

Nella Pool B, a Rose in Bulgaria, vince il Brasile campione olimpico che passeggia sull’Egitto (3-0: 25-17, 25-22, 25-20). Debutto in scioltezza anche per la Francia contro la Cina (3-0: 25-20, 25-21, 25-17) e per il Canada sull’Olanda (3-0: 25-15, 25-23, 25-18).

POOL B (a Ruse): Brasile 1 vittoria (3 punti), Francia 1 vittoria (3 punti), Canada 1 vittoria (3 punti), Paesi Bassi 0 vittorie (0 punti), Cina 0 vittorie (0 punti), Egitto 0 vittorie (0 punti)

Nel girone C, i fari erano tutti puntati sul PalaFlorio di Bari con la sfida tra Stati Uniti e Serbia: vincono gli americani dopo 134 di una partita e un tie break (3-2: 15-25; 25-14; 21-25; 25-20; 15-10). Non è bastato agli slavi il doppio vantaggio, prima per 1 set a 0 e poi 2-1: decisivi, per gli Usa, i 19 punti di Matt Anderson e Aaron Russell, da segnalare per la Serbia le prestazioni di Kovacevic (19 punti) e Atanasijevic (14). Nello stesso raggruppamento vittorie anche per i campioni d’Europa della Russia contro l’Australia (3-0: 25-21; 25-20; 25-16) e del Camerun contro la Tunisia (3-0: 25-20, 28-26, 25-21).

Gli Usa  hanno superato la Serbia dopo oltre due ore di gara

POOL C (a Bari): Russia 1 vittoria (3 punti), Camerun 1 vittoria (3 punti), USA 1 vittoria (2 punti), Serbia 0 vittorie (1 punto), Australia 0 vittorie (0 punti), Tunisia (0 punti)

Infine la Pool D, il girone dei padroni di casa della Bulgaria in programma a Varna: sorrisi per i campioni del Mondo della Polonia che superano Cuba 3-1 (25-18, 25-19, 21-25, 25-14) e per l’Iran che liquida 3-0 Portorico (25-19, 25-14, 25-18).

POOL D (a Varna): Bulgaria 1 vittoria (3 punti), Polonia 1 vittoria (3 punti), Iran 1 vittoria (3 punti), Cuba 0 vittorie (0 punti), Finlandia 0 vittorie (0 punti), Porto Rico 0 vittorie (0 punti)

La partita di questa sera tra Italia e Belgio, in programma alle 21.15 al Mandela Forum di Firenze con diretta su Rai 2, è già uno scontro diretto decisivo per la leadership della Pool A: i ragazzi di coach Gianlorenzo Blengini devono archiviare la bella vittoria contro Giappone nell’esordio del Foro Italico di Roma e concentrarsi sulla sfida contro l’ex di lusso, coach Andrea Anastasi, alla guida della Nazionale italiana tra il 1999 e il 2003 e il 2007 e il 2010. Decisivi, oltre alla vittoria, anche i set concessi agli avversari nell’economia del primato del gruppo. L’Italia non vince un Mondiale da vent’anni, da Giappone 1998, quando conquistò il tuo terzo titolo consecutivo sconfiggendo la Jugoslavia 3-0. In panchina per gli Azzurri c’era coach Bebeto, recentemente scomparso. 

Coach Anastasi quando era alla guida dell’Italvolley

I Mondiali 2018 di volley maschile entrano nel vivo. Dopo i due incontri d’apertura di domenica 9 settembre che hanno visto i padroni di casa Italia e Bulgaria vincere rispettivamente contro Giappone (riuscita l’idea di disputare il match all’aperto all’interno del Foro italico) e contro Finlandia, nella giornata di mercoledì 12 il torneo si carica con ben 10 incontri in programma sparpagliati tra Firenze, Bari, Varna e Ruse (entrambe in Bulgaria).

Si inizia con Francia – Cina, alle ore 13, nel Pool B. A Ruse, favori del pronostico tutti indirizzati verso i Galletti nonché campioni d’Europa del 2015. Alle 14.00, per il Pool C, a Bari il derby africano tra Camerun e Tunisia, senz’altro le compagini con il più basso livello tecnico di tutta la manifestazione.

Molto probabilmente tra Paesi Bassi e Canada (ore 16, Pool B, a Ruse) dovrebbe uscire la terza squadra del girone alle spalle delle più quotate Francia e Brasile. Dopo due stagioni positive, i canadesi partono leggermente favoriti rispetto agli Orange decisamente lontani dai fasti di 20 anni fa quando proprio contro l’Italia si contendevano i palcoscenici più importanti.

A completare le gare delle 16, per il Pool D a Varna, c’è Iran contro Porto Rico. Match esotico e di difficile lettura con la formazione mediorientale più tecnica e pronta rispetto ai caraibici.

Alle ore 17 si ritorno a Bari, al PalaFlorio, per il Pool C dove si alza il sipario per l’esordio dei campioni d’Europa e freschi vincitori della Nations League. La Russia è di scena contro l’Australia, nazionale che non dovrebbe creare ostacoli per l’armata russa che corre spedita per la vittoria finale.
Dopo ben 44 anni di assenza, torna ai Mondiali la Repubblica Dominicana. Alle 17, per il Pool A a Firenze, la cenerentola del torneo ha di fronte la Slovenia, possibile insidia nel cammino azzurro.

Ci avviamo verso sera con i due match delle 19.30 dove scendono in campo due topteam: sulla carta facile esordio per i campioni Olimpici del Brasile (sempre per il Pool B) che provano a mettere in saccoccia i primi tre punti contro l’Egitto, nonostante diversi infortuni. Ma gli occhi sono tutti puntati a Varna, nel Pool D, per il primo incontro dei campioni del Mondo: la difesa del titolo della Polonia inizia contro Cuba, avversario alla portata.

Nostalgia e prove tecniche sono le motivazioni che spingono l’Italia a osserva la sfida tra Belgio e Argentina (ore 20.30 a Firenze per il Pool A): da un lato le prossime due avversarie per gli azzurri, dall’altro occhio ai ct con Andrea Anastasi a guidare il Belgio e Julio Velasco per l’Albiceleste. Parliamo di due leggende per la pallavolo italiana: il primo quarto ai Mondiali del 2010, Velasco, detto il “Guru”, è colui che ha creato la famigerata Generazione dei Fenomeni.

Credits: Volleyball.it

Chiude questa pirotecnica giornata il big match e tra le più attese sfide di questa prima fase. Ancora a Bari, sempre 20.30, per il Pool C, riflettori puntati sulla classica Usa- Serbia. Due favoriti per il titolo finale, chi vince questa può avere già un piede nella fase successiva.

Non sempre è facile lasciare il proprio Paese, la propria famiglia e la “vecchia” vita. Non è stato però molto difficile per la pallavolista Alessandra Roventini, toscana doc che attualmente vive a Stoccolma con il proprio fidanzato e gioca nel Sollentuna Club, unico club nella capitale svedese.

La giovane alzatrice ex Dream Volley Pisa, con cui ha vinto il campionato C passando in B2, ha seguito il proprio ragazzo in Scandinavia e ora si è realizzata professionalmente sia come sportiva che come farmacista dato che è laureata e abilitata.

Da quanto tempo sei in Svezia? E perché proprio lì?

Ho seguito il mio ragazzo che ha trovato lavoro qui nel settembre 2016. Prima di seguirlo, però, ho cercato di trovare qualcosa (a livello lavorativo). Per questo motivo ho iniziato a mandare mail a diverse società pallavolistiche svedesi per cercare di capire se c’era possibilità di inserimento.
Non potevo smettere di giocare (ride, ndr). Tra le varie risposte, ho ricevuto quella della mia attuale squadra. Il club voleva dei miei video, ed io ero in vacanza in California. Tra le miriade di chiamate fatte al mio allenatore della Dream Volley Pisa, per avere i filmati, sono riuscita a mandarne qualcuno. La risposta positiva e sono volata qui nel Sollentuna Club dove ho avuto un’accoglienza perfetta , sia con le compagne che con il coach. E da qui non mi smuovo (ride, ndr).

Com’è il livello agonistico?

Io personalmente sono nella massima serie, però posso tranquillamente ammettere che il livello non è altissimo perché comunque la pallavolo non è tra i primi sport nazionali e non c’è molta cultura legata a questo disciplina sportiva.
Posso confermare che gli svedesi stravedono per l’Italia e il nostro saluto prima del match è tutto “italiano”: 1, 2, 3 Forza!!

Oltre alla pallavolo, sogni di fare anche altro?

Premesso che la pallavolo, oramai, è parte della mia vita, ho sempre fatto anche altre attività sportive come l’atletica leggera. Mentre a livello professionale, ho comunque sempre pensato che il volley sarebbe stato qualcosa da aggiungere alla mia vita, tant’è che sono laureata in Farmacia e ho da poco avuto l’abilitazione proprio come farmacista da esercitare a Stoccolma, dopo aver studiato bene la lingua. Ora le mie attività sono farmacia e volley. Ho lasciato l’impiego come Au Pair in una famiglia.

Cosa ti manca dell’Italia?

Schiettamente dico che non mi manca nulla! Ho tutto e sono felice, ogni tanto ricevo qualche pacco dall’Italia con roba da mangiare (ride, ndr). Confido che però, quando torno in Italia per le vacanze, una partitella con la mia ex squadra la disputo, così per non perdere il ritmo col gioco italiano.

Hai qualche aneddoto simpatico?

Ah si! Praticamente quando ero in Italia portavo con me sempre i miei documenti perché è d’obbligo presentarli prima del match, cosa che qui in Svezia non si fa. Per i primi mesi è stato difficile “disintossicarsi” da questa abitudine e puntualmente ero ansiosa di prendere i miei documenti in vista di un match!

Il calore e le emozioni che offrono le panchine delle nazionali sono al centro dei pensieri di molti allenatori di varie discipline sportive.

Ed è quello che ha provato anche e soprattutto l’ex coach della Nazionale azzurra, Andrea Anastasi, il quale ha deciso di accettare la proposta di guidare il Belgio.

Un contratto di due anni per l’attuale coach della squadra polacca del Danzica che allena dal 2014. Quella del Belgio sarà la quarta selezione nazionale per il tecnico originario di Poggio Rusco, dopo Italia (con cui ha vinto un Europeo, due World League e un bronzo olimpico a Sydney), Spagna e Polonia.

Qui sono a casa mia, ormai è un nido per me. Mi mancava l’esperienza internazionale. Il Belgio è stata un’ottima chance, i collegamenti sia con l’Italia che con la Polonia sono facili e il Belgio ha comunque una buona squadra. Certo, so che non partiamo fra le squadre vincenti ma si può fare un buon lavoro.

Il ct ammette inoltre di aver ricevuto anche altre offerte importanti come dalla federazioni pallavolistiche asiatiche, ma ha preferito restare in Europa, con lo scopo di fare bene l’Europeo 2019 che si disputerà proprio in Belgio e poi magari a provare a qualificarsi per l’Olimpiade di Tokyo 2020.

La Walk of Fame di Roma si arricchisce di nuovi nomi di atleti che hanno reso grande lo sport italiano.

I campioni scelti per aggiungere altri tasselli nella via lastricata più famosa della capitale sono cinque: Luigi Beccali (atletica), Ercole Baldini (ciclismo), Paolo Maldini (calcio), Samuele Papi (pallavolo) e Massimiliano Rosolino (nuoto).

A ciascuno di loro è stata dedicata una mattonella perché nell’arco della loro carriera si sono distinti a livello internazionale.

La strada che prende il nome di Walk of Fame riprende l’idea di Hollywood, dove le più famose star hanno una propria targa lungo l’Hollywood Boulevard e la Vine Street per celebrare la loro fama.

In Italia non è il mondo della televisione e del cinema a dare visibilità nella Walk of fame, ma quello sportivo, con 117 campioni che hanno fatto la storia ognuno nella propria disciplina e hanno una propria targa lungo la strada che porta allo Stadio Olimpico.

Le prime celebrità ad essere inserite a partire dal 2015 sono state 100, tra cui l’indimenticabile Fausto Coppi, eroe del ciclismo, o la campionessa dello sci alpino Debora Compagnoni, la prima ad avere vinto l’oro in tre edizioni olimpiche. Ma sono solo alcuni nomi tra i più famosi sportivi che hanno regalato importanti riconoscimenti al nostro paese.

Dopo i 7 nomi inseriti l’anno scorso, adesso si sono aggiunte altre cinque stelle provenienti dal mondo dell’atletica, del ciclismo, del calcio, della pallavolo e del nuoto.

Il primo è Luigi Beccali, medaglia d’oro nei 1500m alle Olimpiadi di Los Angeles, che viene ricordato con queste parole:

È stato uno dei più grandi della storia, abbiamo cercato di rintracciare la famiglia ma non ci siamo riusciti perché ormai vivono negli Usa, ha rappresentato al meglio l’Italia prima della Guerra, un orgoglio essere qui 

Dal passato si rievoca poi la grandezza di Ercole Baldini, grande ciclista che è l’unico finora ad avere vinto una medaglia d’oro olimpica, un campionato mondiale ed un Grande Giro. Già nel lontano 1956 faceva sognare l’Italia con la medaglia d’oro alle Olimpiadi in Australia. Dalla voce di Renato Rocco, Presidente della Federciclismo, il tributo al campione:

Un mito, ricordo ancora l’oro alle Olimpiadi in Australia nel 1956 dove non avevano l’inno italiano perché non se lo aspettavano e il pubblico lo cantò dal vivo, grande atleta e grande uomo

Poi è la volta di Samuele Papi, giocatore di punta della nazionale di pallavolo, che ha avuto un ruolo decisivo ai Mondiali di Volley del 1998, dove l’Italia vinse il titolo a Tokyo, con il commissario tecnico Bebeto, che ci ha lasciato da poco. Di Papi ecco cosa si racconta:

È stato un grandissimo giocatore, determinante nel mondiale vinto in Giappone. Un giocatore di primo livello che ha dimostrato il suo attaccamento alla nazionale e la misura dell’uomo e dell’atleta, un vero fenomeno

Ma tra queste nuove stelle ci sono anche due atleti che hanno avuto l’onore di poter essere ancora presenti alla celebrazione della loro carriera. Si tratta di Paolo Maldini e Massimiliano Rosolino.

Il primo, visibilmente emozionato, commenta così questa targa in suo onore:

Lo sport mi ha dato tanto e per me è un vero onore ricevere questo tributo

 

Giovanni Malagò, infatti, lo esalta con parole di grande ammirazione:

I suoi numeri fanno rabbrividire: 7 scudetti, 5 Champions, record di 8 finali giocate, un onore e un orgoglio di tutto lo sport italiano

Infine, tocca al campione di nuoto, che assiste alla cerimonia con tutta la sua famiglia e ci tiene a ringraziare per questo riconoscimento ufficiale:

E’ un onore che ripaga di tutti i sacrifici sostenuti per arrivare fin qui. Sinceramente ci speravo; probabilmente il motivo che questo giorno sia giunto solo oggi è che non ho mai dichiarato ufficialmente di terminare l’attività e infatti non ho ancora smesso. Ora mi dedico al triathlon ed è comunque un modo per tenermi in forma e curare il benessere psicofisico. A tutti i ragazzi dico che, al di là dei mezzi a disposizione, serve sempre una grande forza psicologica e fisica per arrivare ai massimi livelli e questo riconoscimento ne è la testimonianza

Ed è con queste sue parole di incoraggiamento per le nuove generazioni che lo sport italiano spera di arricchire anche nei prossimi anni la Walk of Fame nostrana.

 

Lutto nel mondo dello sport che piange uno dei più grandi allenatori della nazionale italiana di volley nel corso della storia.

Ci lascia Bebeto, nome d’arte di Paulo Roberto De Freitas, colpito da un infarto fulminante all’età di 68 anni.

Chi ricorda i Mondiali di Volley del 1998? È l’anno di una strepitosa vittoria della nostra nazionale azzurra che conquista il titolo insieme al suo commissario tecnico, l’allenatore brasiliano Bebeto, che esulta con la sua squadra per il successo ottenuto contro la Jugoslavia nella finalissima.

Siamo nella generazione dei fenomeni e per la terza volta consecutiva la nazionale di volley azzurra si porta a casa il titolo mondiale, com’era già avvenuto nel 1990 contro il Brasile e nel 1994 contro l’Olanda.

Bebeto allora aveva preso in mano le redini di una squadra, fino ad allora allenata da Julio Velasco, delusa dal risultato delle Olimpiadi di Atlanta del 1996, e l’ha condotta inevitabilmente verso il suo riscatto avvenuto appunto due anni dopo.

La sua carriera comincia in Brasile, ad allenare la squadra di volley del suo paese. Nel 1984 conquista l’argento alle Olimpiadi di Los Angeles ma nel 1990 non può fare nulla per impedire che il Brasile venga sconfitto per 3-2 proprio da quell’Italia che poco tempo dopo sarà lui stesso ad allenare. Gli anni che trascorre nel nostro paese prima di raggiungere il trofeo iridato ’98 sono comunque ricchi di successi, tra scudetti e coppe, nel club del Parma.

Con la nazionale azzurra ha conquistato la World League 1997 e il bronzo all’Europeo dello stesso anno. Poi l’ennesima vittoria, stavolta ai Mondiali di Volley del 1998.

Dopo di allora Bebeto ha deciso di dedicarsi al calcio ed è stato presidente di alcune squadre del suo paese, come l’Atletico Mineiro e il Botafogo.

Ma, oggi che si piange la sua scomparsa, è chiaro che nel cuore degli italiani resta sempre colui che ha guidato l’Italvolley verso la vittoria a Tokyo.

Non solo Mondiali di calcio: si parla tanto del sorteggio protagonista oggi in Russia in vista delle prossima competizione di giugno, ma non è l’unico sorteggio importante di questi giorni. Anche nel Volley nella giornata di ieri si è svolto un importante sorteggio, nel cuore dell’Italia.

A Firenze, si sono decise le sorti delle nazionali che parteciperanno al 19esimo Mondiale maschile di Volley.

Ecco come sono state suddivise le squadre:

Pool A: Italia, Argentina, Giappone, Belgio, Slovenia, Domenicana.
Pool B: Brasile, Canada, Francia, Egitto, Cina, Olanda.
Pool C: Stati Uniti, Russia, Serbia, Australia, Tunisia, Camerun.
Pool D: Bulgaria, Polonia, Iran, Cuba, Finlandia, Porto Rico.

Si preannuncia una competizione difficile per l’Italia, che si ritrova a scontrarsi con alcune delle nazionali più forti, come l’Argentina e il Belgio. Ma c’è grande fiducia e aspettativa nella squadra azzurra.

Nel grande evento fiorentino erano presenti diverse personalità illustri nel campo del volley, tra cui molti campioni della pallavolo. I dirigenti hanno commentato positivamente l’andamento della manifestazione e l’intera organizzazione dei Mondiali di Volley 2018, che ricordiamo si disputeranno dal 10 al 30 settembre tra Italia e Bulgaria.

Ecco alcuni dei loro commenti.

Bruno Cattaneo, Presidente della Federazione Italiana Pallavolo:

Sono felice di vedere qui tanti campioni, credo ci siano tutti i presupposti per fare bene a questi Mondial. La pallavolo oggi è un grande spettacolo

Luca Lotti, Ministro per lo sport:

Crediamo nei grandi eventi sportivi. Vogliamo dimostrarlo al mondo intero attraverso il nostro modo di lavorare

Dario Nardella, Sindaco di Firenze:

Convinto che Firenze e le altre città saranno in grado di organizzare un grande evento. La pallavolo appassiona l’intero popolo italiano

E infine, Gianlorenzo Blengini, ct della nazionale italiana:

Nel primo girone abbiamo qualche sassolino da toglierci (vedi il Belgio) nel secondo invece potremmo trovare squadre molto toste come Francia, Brasile, Serbia, Russia e Usa, ma come abbiamo visto nell’ultimo Europeo prima le partite bisogna giocarle. Non si può mai dire. Sappiamo che abbiamo una grande responsabilità, ma anche un grande orgoglio

Continuano le qualificazioni maschili per il Mondiale di Volley che avrà inizio nel settembre 2018. Ancora qualche sfida da disputare, ma è già quasi al completo l’elenco delle squadre che si disputeranno il titolo di campioni del mondo.

Da poco è toccato all’Egitto e al Camerun, che superano le qualificazioni e possono accedere al mondiale. Ma nella formazione delle squadre africane la vera sorpresa è rappresentata dalla Tunisia, che proprio ieri ha battuto l’Egitto per 3-0 conquistandosi il diritto di partecipare alla prossima rassegna iridata.

Un trionfo assoluto per i giocatori tunisini capitanati dall’italiano Giacobbe Antonio, che è riuscito a condurre la sua squadra ad un alto livello in grado di superare con maestria l’ottima tattica di gioco dei giocatori egiziani, che da sei edizioni erano imbattuti.

Vediamo dunque quali sono i paesi che vedremo contendersi il titolo nel 2018:

Italia, Bulgaria, Polonia, Francia, Paesi bassi, Slovenia, Russia, Serbia, Finlandia, Belgio, USA, Repubblica Dominicana, Canada, Giappone, Australia, Iran, Cina, Egitto, Tunisia, Camerun, Brasile, Argentina.

Restano ancora due posti da decidere per le ultimissime qualificazioni che saranno disputate tra Cuba, Porto Rico, Messico, Guatemala.

Volley 2018 tra Italia e Bulgaria

Con grande soddisfazione, i prossimi Mondiali di Volley saranno disputati anche nel nostro paese. Le partite si giocheranno tra Italia e Bulgaria dal 9 al 30 settembre 2018.

Le città italiane interessate sono Roma, Bari, Firenze, Bologna e Milano mentre quelle bulgare sono Sòfia, Varna e Ruse. La finalissima avrà luogo direttamente in Italia nella città di Torino.

È la terza volta che il nostro paese ha l’onore di ospitare questa rassegna mondiale di tale entità: in passato ha accolto i mondiali maschili del 2010 e i mondiali femminili del 2014.

Il Campionato del mondo maschile di pallavolo per la prima volta viene diviso tra due paesi differenti, in un accordo che nasce dalla collaborazione tra la Federazione Italiana con quella bulgara.

Il Presidente Magri, con orgoglio manifesta così la sua soddisfazione:

Voglio ringraziare tutte le persone che in questi mesi mi hanno sostenuto, il Consiglio Federale, il Comitato Olimpico e le istituzioni politiche, perché senza il loro appoggio non avrei potuto presentare una candidatura così importante. Penso che l’organizzazione di un Mondiale in Italia sia qualcosa di cui debba andare orgoglioso non solo l’intero mondo pallavolistico, ma tutto il nostro paese. Spero che questo attestato di fiducia verso la nostra federazione possa essere di buon auspicio per la Candidatura Olimpica di Roma 2024.

L’Italia gioca in casa, dunque, e non esiste occasione migliore per dimostrare il suo talento e prendersi la sua rivincita dopo la bruciante delusione degli Europei 2017 che hanno visto la nazionale azzurra maschile essere schiacciata per 3-0 sia dall’Olanda che dal Belgio.

Si tende ad una svolta che i giocatori di volley vogliono dare al loro percorso proprio nella prossima competizione mondiale, con il tifo e il sostegno di tutto il paese.

Anno di nascita: 1981; altezza: 185 cm; sport: pallavolo; ruolo: schiacciatrice; segni particolari: schiacciate a più non posso.

Stiamo parlando della giocatrice, Nadia Centoni, nata a Barga nella provincia di Lucca. Una professionista esemplare che, dopo tanti anni d’esperienza, continua a colpire la palla come poche sue colleghe.

Attualmente gioca a Cannes, squadra in cui ha già militato per sette anni dal 2007 al 2014. Un’Italians a tutti gli effetti, data anche l’avventura in Turchia a Istanbul nel Galatasaray.

Con la nazionale italiana di volley tanti bei ricordi. Dopo le Olimpiadi di Rio2016 ha deciso di lasciare la maglia azzurra.

Come mai hai deciso di tornare a Cannes?

Sono tornata in Francia perché, pur essendomi trovata benissimo in Turchia, iniziavo a sentire un po’ di nostalgia e avevo bisogno di “riavvicinarmi”. Tra le varie proposte che ho avuto a fine campionato, Cannes era per me, soprattutto a livello personale, la soluzione migliore.

 

Come valuti l’esperienza al Galatasaray?

A Istanbul sono stata benissimo! Ho trascorso tre stagioni molto positive in cui abbiamo sempre centrato se non addirittura superato gli obiettivi prefissati. Personalmente posso dire di aver giocato tre buone stagioni e mi son davvero divertita perché il livello del campionato è davvero alto.

Tornare dove hai fatto grandi cose, potrebbe essere un rischio? Come sei stata accolta?

Tornare a Cannes è una scelta che porta ad una grossa presa di responsabilità e sicuramente di pressione, ed è anche per queste ragioni che sono tornata. Non sono cose che mi spaventano, anzi mi danno ancora più carica. Con il fatto che la squadra nelle ultime due stagioni non è andata benissimo, vorrei provare a dare una mano a tornare in alto. L’accoglienza è stata grandiosa. Sono stata circondata da tanto affetto e veramente non me lo sarei aspettato!

Come cambia la pallavolo fuori dall’Italia?

Diciamo che più che nel gioco, cambia il livello di investimenti che fanno le federazioni, le leghe e i club. Da questo dato poi ci sono giocatrici e tecnici di più o meno alto livello.
Attualmente credo che il campionato turco sia quelli più forte, quello italiano subito dietro e il campionato francese forse ancora uno scalino sotto.

La pallavolo ti ha dato tanto, ti manca ancora qualcosa?

La pallavolo è la mia vita! Sicuramente mi ha dato tantissimo e sicuramente ci son state occasioni in cui avrei voluto di più, ma per come sta andando la mia carriera non posso certo lamentarmi (ride ndr).

Sei un punto di riferimento di molti giovani. Cosa gli consiglieresti per fare bene?

Per il successo non c’è una ricetta speciale, è un insieme di fattori che funzionano e che spesso non dipendono nemmeno totalmente da noi. Una cosa che sicuramente aiuta è fare le cose con passione e con spirito di sacrificio. Alla fine nello sport, come nella vita, son queste le cose che per me contano.

Qual è stata la tua più bella vittoria, sia di gruppo che personale?

Ci sono tante belle vittorie che ho nel cuore, una che ricordo con particolare attenzione è quella con la maglia del Cannes contro il Vakifbank del coach italiano Giovanni Guidetti nei quarti di finale di Champions League. Una vittoria sofferta, contro una squadra forte e contro i pronostici. Siamo riusciti a batterli e a volare in semifinale! È stata una partita da annali.

Qual è il segreto per restare sempre competitivi?

A saperlo! C’è un po’ di fortuna, ma soprattutto tanta dedizione al lavoro e una buona dose di attenzione al proprio corpo come mezzo di lavoro per cercare di stare meglio possibile!

Capitolo nazionale. Come hai “smaltito” la decisione di lasciare la nazionale? E qual è il tuo più bel ricordo con la maglia azzurra?

La nazionale è stata per tanti anni il mio impegno fisso. Indossare la maglia azzurra ti dà un qualcosa in più, ma decidere che è arrivato il momento di dire basta ti dà consapevolezza sulle tue capacità e sul fatto che il tempo passa inesorabilmente ed è bene che ci siano forze più giovani e fresche, per essere al top estate e inverno in campo internazionale.
I ricordi positivi con l’Italia sono tanti. Forse uno dei più recenti è il Mondiale 2014 giocato in Italia. È stato un quarto posto che nel mio cuore vale quanto un oro.

Come hai preso il fatto che la giovane Paola Egonu ha battuto il tuo record di punti una gara dell’Italia?

Benissimo! Non sapevo nemmeno di avere quel record e sono felice che sia stata Paola a batterlo! Le auguro una carriera piena di successi.

In futuro ti vedi ancora nel mondo della pallavolo?

Non lo so. Sicuramente mi vedo ancora nel mondo sportivo, adesso sto studiando anche come preparatore fisico per il volley, in futuro vedremo.

Hai intenzione di fare un’ultima esperienza italiana? Ti manca l’Italia?

Non credo che tornerò a giocare in Italia, ma mai dire mai! L’Italia mi manca ma ho la capacità di adattarmi bene (altrimenti non avrei giocato per dieci anni all’estero) e ogni volta che ho potuto sono tornata.

Dario Sette