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La Nazionale ha raggiunto nel tardo pomeriggio di ieri Madrid e gli Azzurri hanno effettuato il consueto walk around sul terreno di gioco del ‘Santiago Bernabeu’, che stasera (ore 20.45 – diretta su Rai 1) ospiterà la sfida tra Italia e Spagna valida per le qualificazioni 2018 ai Mondiali di Russia. Il match ha perso intanto uno dei suoi protagonisti: nella seduta di allenamento di ieri mattina a Coverciano, Giorgio Chiellini ha accusato un infortunio al polpaccio destro che lo costringerà a saltare l’incontro di stasera e quello di martedì con Israele.

“L’infortunio di Chiellini non ci voleva – esordisce in conferenza stampa da Madrid Giampiero Ventura – ma non cambia le decisioni che avevamo preso. Abbiamo perso un grande giocatore, dispiace non ci sia, ma possiamo fare una partita importante anche senza di lui”.

Dopo la sconfitta di un anno fa all’esordio nell’amichevole con la Francia, Ventura ha collezionato 9 risultati utili consecutivi (7 successi e due pareggi con Spagna e Germania) e spera questa sera di poter allungare la striscia positiva di 4 vittorie:

“Sono contento di potermi giocare questa partita – ribadisce il Ct – è eccitante potersi giocare una qualificazione da primi in classifica a pari punti. Sono convinto che ci siano i presupposti per fare qualcosa di sorprendente. E’ una partita importante, in uno stadio importante contro giocatori importanti. Questo vuol dire che occorre una prestazione importante. Ma in una partita di calcio c’è la possibilità di mettere in difficoltà qualsiasi squadra al mondo, è un match che ha una notevolissima importanza e giocheremo con la voglia di essere protagonisti”.

 

 

Sul fronte spagnolo c’è grande rispetto per gli Azzurri, come confermano le parole pronunciate in conferenza stampa dal Ct Julen Lopetegui “l’Italia è una grandissima squadra, per vincere serve la Spagna dei giorni migliori”, Andrés Iniesta “è sempre bello affrontare i migliori giocatori del mondo e provare a batterli” e Sergio Ramos, convinto che quella di stasera “sia una delle partite più belle che si possano vedere al mondo”. Pur senza annunciare né il modulo né la formazione che scenderà in campo, Ventura fa capire con il sorriso sulle labbra che l’Italia affronterà la partita senza paura: “Sono andato in campo e non ho trovato né coccodrilli né serpenti, il vero problema sono gli avversari, che sono di grande qualità”.

Come di consueto seduto accanto al Ct in conferenza stampa c’è Gigi Buffon:

“Al di là del modulo è importante l’equilibrio e la compattezza con cui affronteremo la gara e faremo le due fasi, di attacco e di difesa. In questa settimana abbiamo lavorato molto per cercare di mettere a frutto i dettami del mister e spero che domani riusciremo a trovare quella spregiudicatezza e quel coraggio necessari per mettere in pratica tutto quello che abbiamo provato e per fare una prestazione maiuscola”.

Il capitano azzurro è ottimista, convinto che l’Italia abbia le carte in regola per poter impensierire Iniesta e compagni:

“La nostra è una squadra giovane, azzerata dalla pressione di una gara così importante. Spero che questo clima ci accompagni domani in campo, ci servirà. Confido nel fatto che giocheremo una bella gara, in Spagna ho visto spesso sonore sconfitte, ma mi auguro che riusciremo a fare una partita da grande squadra. Uscire dal Bernabeu dopo una bella prova sarebbe un’iniezione di fiducia”.

Il Ct Giampiero Ventura ha scelto i 25 Azzurri convocati per le due sfide valide per le ‘European Qualifiers’ alla Coppa del Mondo FIFA di Russia 2018 con Spagna (Stadio ‘Santiago Bernabeu’ di Madrid, 2 settembre ore 20.45 diretta Rai 1 – arbitra l’olandese Bjorn Kuipers) e Israele (Stadio ‘Città del Tricolore’ di Reggio Emilia, 5 settembre ore 20.45 diretta Rai 1 – arbitra il francese Benoit Bastien).
Torna tra i convocati Mattia Perin, assente dalle gare del novembre 2016 con Liechtenstein e Germania a causa della rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro riportata lo scorso gennaio. La Nazionale si radunerà nella serata di oggi al Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove resterà ad allenarsi fino a venerdì 1° settembre per poi partire nel pomeriggio alla volta di Madrid.

L’elenco dei convocati

Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Genoa);
Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Andrea Conti (Milan), Danilo D’Ambrosio (Inter), Matteo Darmian (Manchester United), Daniele Rugani (Juventus), Leonardo Spinazzola (Atalanta);
Centrocampisti: Daniele De Rossi (Roma), Riccardo Montolivo (Milan), Marco Parolo (Lazio), Lorenzo Pellegrini (Roma), Marco Verratti (Paris Saint Germain);
Esterni: Federico Bernardeschi (Juventus), Antonio Candreva (Inter), Stephan El Shaarawy (Roma), Lorenzo Insigne (Napoli);
Attaccanti: 
Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Manolo Gabbiadini (Southampton), Ciro Immobile (Lazio.

Il Ct azzurro Giampiero Ventura rimarrà sulla panchina azzurra fino al 2020. Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha annunciato oggi il prolungamento del contratto di Ventura, che guiderà quindi la nazionale fino al prossimo Europeo.

“Il rinnovo del contratto fino al 2020” ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio “è un riconoscimento della fiducia del sistema al ct e vogliamo metterlo nella migliore condizione spirituale possibile per affrontare la difficile e determinante partita con la Spagna”.

E ha aggiunto:

“La prossima partita con la Spagna -conclude Tavecchio- è di importanza notevole anche se non la fine del mondo. E’ un incontro importante e sapete tutti quanto vale”.

Domenica 9 aprile il Commissario Tecnico Giampiero Ventura diramerà le convocazioni per il terzo stage emergenti in programma da lunedì 10 a mercoledì 12 aprile al Centro Tecnico Federale di Coverciano.

Dopo i primi due raduni di novembre e febbraio, prosegue quindi il progetto portato avanti dalla FIGC e dal Ct Ventura con l’obiettivo di allargare la base dei calciatori pronti a far parte della Nazionale e attuare un ricambio generazionale. Un percorso che prevede altri due appuntamenti (2-3 maggio e 29-30 maggio) e che si concluderà mercoledì 31 maggio allo stadio ‘Carlo Castellani’ di Empoli con una gara amichevole con la Nazionale di San Marino.

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Gli Azzurri si raduneranno nella serata di lunedì 10 aprile a Coverciano e sosterranno una doppia seduta di allenamento nelle giornate di martedì 12 e mercoledì 13 aprile. Sono stati 32 (27 provenienti dalla Serie A e 5 dalla Serie B) i calciatori convocati in occasione dei primi due raduni, con un’età media di 22 anni e 3 mesi, diminuita di quasi un anno tra il primo e il secondo raduno (22 anni e 8 mesi a novembre, 21 anni e 9 mesi a febbraio).

Il calcio italiano si appesta a vivere una nuova era e a cambiare forma. Tecnologia e interessi economici porteranno la Serie A a una doppia epocale novità. Dalla stagione 2018-2019, infatti, sarà introdotta la Var, la cosiddetta moviola in campo e, per preparare fisicamente i calciatori al Mondiale in Qatar nel 2022 verrà sperimentato l’inizio del campionato addirittura a ferragosto.
Novità che, in realtà, circolavano già da diverso tempo, tra semplici voci di corridoio e proposte semiserie, ma dopo l’ultimo consiglio dei vertici sportivi internazionali, adesso si ha una data d’esordio che verrà ufficializzata entro il prossimo giugno.
Solo pratiche burocratiche, in verità: le strette di mano ci sono con buona pace di tutti gli organi di competenza.

La moviola in campo

Partiamo dalla Var (Video assistance referee). La recente amichevole tra Francia e Spagna con il gol annullato ai transalpini e la rete convalidata a Deulofeu tramite utilizzo della moviola ha convinto anche i più critici.
Di test nell’ultimo anno se ne sono fatti parecchi e dimostrano che, grazie a un pronto dialogo tra arbitro di gara e video assistenti, è possibile prendere con serenità la giusta decisione in pochissimo tempo.
Addio dunque alle care discussioni da bar o alla crociata di Aldo Biscardi. Dopo la goal-line technology, dunque, in Italia crolla un altro tabù legato allo sport più amato nella penisola.
Come detto, a partire dal 2018, i cinque maggiori campionati europei avranno a disposizione un prezioso aiuto tecnologico in più. Come già visto anche in Italia, ve ne avevamo parlato qui, nell’amichevole tra Italia e Germania under 16 giocata a Verona il 22 marzo è stato, infatti, annullato il primo calcio di rigore grazie all’ausilio della Var. E sono bastati solo 14 secondi.

C’è chi ovviamente storce il naso sostenendo che le troppe perdite di tempo rallenteranno e spezzetteranno il ritmo del gioco, ma Ruud Bakker, delegato europeo della moviola in campo, rasserena gli scettici:

Il calcio adesso è molto più veloce rispetto a 20-30 anni fa. Gli arbitri sono spesso chiamati a prendere decisioni in un battito di ciglia e, come abbiamo visto, non sempre l’assistenza dei giudici di porta ha portato a decisioni corrette. Anche per gli stessi tifosi che ci mettono cuore e passione, anche per dare costante credibilità a uno sport amato e seguito, non possiamo più girare lo sguardo da un’altra parte e rimandare la decisione

 

Ancora non è chiaro quando l’arbitro potrà avvalersi dall’assistenza mediante video, se solo in caso di rigore o fuorigioco o esteso anche su espulsioni e altri episodi dubbi, ma un prezioso rapporto lo potrà dare il Mondiale che si giocherà in Russia: entro marzo 2018, infatti, l’International Board darà il suo nulla osta, o meno, all’impiego della tecnologia di supporto arbitrale durante la Coppa del mondo.

 

Il clima del Qatar preoccupa: serie A parte a ferragosto

Ma se questo piccolo passo per l’uomo, ma grande per l’umanità era già nell’aria, ha sorpreso, invece, la decisione di anticipare l’avvio della Serie A il 15 di agosto.
E qui pesa la scelta di giocare il Mondiale del 2022 in Qatar che ha già stravolto le logiche calcistiche: spinti da patti economici, per la prima volta, infatti, la manifestazione iridata farà tappa in Medio Oriente e, considerando le temperature proibitive del paese qatariota, la Fifa ha imposto di giocare in inverno e non nei classici mesi di giugno e luglio.
Ma Ala Buf, a capo dei delegati che si occupano della tutela e del monitoraggio climatico in relazione alle attività agonistiche ha di fatto confermato che, anche giocando a dicembre o gennaio, il clima sarà afoso, umido e privo di vento.

Gli atleti devono allenare il corpo ed essere pronti psicologicamente, pertanto, ecco la volontà di anticipare l’avvio della Serie A a ferragosto. Una scelta che, in sostanza, si uniforma alla Bundesliga o alla Premier League che, però, hanno medie climatiche decisamente diverse dalle nostre. Provate a immaginare una partita giocata al Barbera giù in Sicilia o anche al San Paolo di Napoli.
Una condizione, inizialmente, proibitiva non solo per calciatori, ma anche per gli stessi tifosi. Non ci sono ancora conferme sugli orari delle partite di agosto, sembra umanamente plausibile che saranno tutte in notturna anche se gira voce di un anticipo alle 18.00. Da riprogrammare, quindi, tutte le attività nei ritiri estivi delle società che già vedono ridotto il periodo di preparazione perché molti giocatori saranno da poco rientrati dal Mondiale in Russia.

Tra l’altro questa decisione arriva qualche giorno dopo la dichiarazione del ct Giampiero Ventura che aveva proposto di anticipare di una settimana l’inizio della Serie A (stagione 2017, però), in modo da avere più giorni di rodaggio nelle gambe per prepararsi alla sfida decisiva contro la Spagna del 2 settembre:

E’ interesse nazionale anticipare l’inizio del campionato al 13 agosto. Ho chiesto di giocare tre domeniche di campionato prima di affrontare la Spagna, ma mi hanno detto di andarmi a ricoverare. Giocano tutti prima, noi siamo un po’ schematizzati, ma per raggiungere grandi obiettivi, bisogna anche creare i presupposti

 

Insomma, tra calcio “spezzatino”, giocato ad agosto e con la moviola in campo, quello che sembrava impensabile anche solo 15 anni fa, ora è diventato realtà. E pensare che prima molte partite si giocavano solo la domenica in contemporanea…

Yanik Frick ha fatto il suo esordio nel Liechtenstein, in Nazionale maggiore, lo scorso sei ottobre nella partita, persa 2-0, contro l’Albania valevole per le qualificazioni ai Mondiali in Russia nel 2018. Mezz’ora in campo seguiti da un quarto d’ora, qualche giorno dopo, nel match contro Israele. Diciotto anni di belle promesse e un fardello grande da portare: essere il figlio di un’autentica icona nel proprio Paese.
Mario Frick, 22 anni in Nazionale, 125 presenze e 16 gol, è ancora oggi il calciatore con più presenze nella storia della Nazionale del piccolo Principato. Da attaccante ad attaccante, un’eredità non indifferente anche se papà Mario, uno che ha deciso di ritirarsi a oltre 40 anni, nelle ultime partite ha deciso di riciclarsi come difensore centrale. Stesso numero di maglia, la 10, ma lontano diversi metri da quell’area di rigore che l’ha visto protagonista anche in Italia. E’ questo che rende Mario Frick un idolo in patria e, perché no, beniamino anche da noi.

“La vie c’est fanstastique quando segna Mario Frick” era il coro che i tifosi intonavano quando l’attaccante d’oltralpe segnava. Dal 2000 in Italia, dopo il passaggio in Svizzera tra Basilea e Zurigo, approda all’Arezzo, poi col Verona Serie A, prima di scendere in Serie B con la Ternana e ritornare tra i grandi con la maglia del Siena. Il giocatore classe 1974 ha chiuso la carriera dove l’ha iniziata, nel FC Balzers, squadra del suo Paese.
Quando era a Siena ha portato suo figlio a giocare nelle giovanili della squadra toscana, ma Yanik ora gioca nella seconda squadra della formazione austriaca del Rheindorf Altach.
Da un Frick a un altro, a un anno di distanza: dal ritiro di Mario il 12 ottobre 2015, all’esordio nel 2016 del figlio. Una dinastia destinata a regnare, sperano nel piccolo Principato, ancora per molti lustri.

L’ultima apparizione di Sebastian Giovinco con la maglia della Nazionale risale all’incirca a un anno fa: 13 ottobre 2015, stadio Olimpico di Roma, Antonio Conte concede al giocatore del Toronto una mezz’ora di gioco, subentrando all’infortunato Eder, nel match vinto per 2-1 contro la Norvegia. Il talento salpato in America non ha mai convinto del tutto l’attuale allenatore del Chelsea che l’ha poi escluso dalla formazione che ha partecipato a Euro 2016. Problema evidente di modulo, ci può stare come motivazione. Nel 3-5-2 dogmatico di Conte, Seba non era piazzabile, lui che, il suo meglio lo garantisce come seconda punta pura o appena dietro l’attaccante di riferimento.

Del resto chi meglio di Conte può conoscere la Formica Atomica? Voluto alla Juventus nell’estate del 2012, dopo l’esplosione a Parma, Giovinco è rimasto per molti un bel desiderio inespresso, la bellezza a intermittenza tipica di quei talenti che i tifosi più romantici non riescono a capire e trovare rassegnazione. La Juventus c’ha provato una, due, tre volte: lui nato a Torino, dall’età di nove anni in tutta la trafila bianconera, non poteva essere una meteora da quelle parti.
Una breve comparsa nella Juve vestita da Serie B, un giro a Empoli, poi il ritorno in bianconero, le convincenti stagioni al Parma e il terzo e ultimo ritorno nella sua città e nella sua squadra. Bene nel complesso il primo anno anche se non dimostra lo strappo da campione, poche apparizioni l’anno dopo, quasi nulla nel 2014-2015. A gennaio chiude la valigia e sbarca in Canada, città Toronto. Esplode definitivamente collezionando 69 partite, 45 gol e 28 assist, ultima tripletta nella semifinale contro i New York City di Pirlo nella semifinale playoff della Conference Est di Mls. Nel punto più basso della sua carriera, fatta di panchine e delusione, quando molti vanno negli Stati Uniti per chiudere la carriera, lui l’ha riaperta trovando un ambiente che, mentalmente, lo fa stare bene.

Oltreoceano, nel 2016 (e la stagione non è ancora finita), ha realizzato 21 reti e 16 assist, affermandosi tra i giocatori più determinanti, incisivi e spettacolari. Conte non l’ha convocato per mancanza di affinità col suo modulo, ma forse anche per un pizzico di discredito verso un campionato, quello della Mls, ritenuto non troppo performante. Ora la gestione della Nazionale italiana è stata affidata a Giampiero Ventura e Giovinco non ha ritrovato una maglia azzurra. Problema di modulo, anche qui, un’altra volta con l’ennesimo 3-5-2.
Ma considerando l’infortunio di Berardi, l’esclusione di Pellè e un Balotelli che sta ritrovando se stesso in quel di Nizza, Giovinco ha fatto davvero tanto peggio rispetto gli altri attaccanti convocati per i prossimi impegni azzurri? Se dovessimo valutare l’intero anno solare (seconda parte della stagione 2015-2016 e nella prima parte dell’attuale 2016-2017) in pochi hanno sorriso: c’è sicuramente Lapadula con 20 gol nel 2016 (19 di questi realizzati con il Pescara in Serie B), convocato da Ventura per rimpiazzare l’infortunato Gabbiadini (per lui solo 5 realizzazioni). Positivo il bilancio di Belotti con 19 marcature e di Immobile, rientrato in Italia prima al Torino e ora alla Lazio, con 15 gol. La quarta scelta dell’ex allenatore del Toro è Pavoletti, 12 reti, prima di sprofondare nel quasi nulla con Zaza e le sue tre reti, per finire con Eder, solo due gol con la maglia dell’Inter da quando è arrivato a gennaio.

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Possiamo sospettare, per indole italica, sulla caratura dei difensori avversari, sul tasso tecnico delle squadra, ma resta un dato, restano i numeri che, spesso, sono veritieri, e soprattutto le giocate: calci di punizione, colpi di genio, dribbling e assist. Indipendentemente dagli avversari, Sebastian Giovinco, quest’anno, ha fatto meglio di tutti. Ah, un’ultima cosa: sapete con quale modulo gioca il Toronto? Esatto, proprio il 3-5-2.