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Vancouver 2010

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Tra i partecipanti alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018 c’è anche un atleta di nome German Madrazo, la cui storia ha appassionato media e curiosi perchè mostra come la forza di volontà possa cambiare un’intera vita. L’atleta messicano ha dato una svolta alla sua esistenza entrando quasi in sordina nell’evento in scena da oggi in Corea del Sud.

Chi è German Madrazo? Fino ad un anno fa la risposta sarebbe stata vaga, perché il suo nome non era affatto conosciuto. Ciò che si sa di lui e del suo passato racconta di una vita normale, fatta di trasferimenti repentini per sfuggire alla malavita di quartiere e di una famiglia con la quale decide di aprire un negozio di articoli sportivi per andare avanti.

Oggi, invece, è un atleta di Pyeongchang: gareggerà nello sci di fondo e sarà anche portabandiera del suo paese, il Messico.

Una svolta radicale avvenuta quasi per caso, partendo da una grande passione per lo sport, soprattutto nuoto e triathlon, e da un nome: Roberto Carcelen, il peruviano che è riuscito a partecipare a 15 km di sci di fondo ai Giochi di Vancouver 2010 e Sochi 2014.

Un giorno, un amico mi ha inviato un comunicato stampa con un articolo su Roberto Carcelén, che era nei Giochi del 2010 e 2014. L’ho cercato su Facebook e mi ha dato le informazioni del suo allenatore, che mi ha aiutato a iniziare. Ho chiesto al coach quanto mi sarebbe costato insegnarmi a sciare e allenarmi. Mi disse che non aveva tempo e che doveva viaggiare dal Michigan allo Utah, che è quasi 3.000 km. Suggerì che se avessi guidato e pagato le spese, sarebbe stato felice di insegnarmelo. Così ho viaggiato nel Michigan. E quando stavamo guidando attraverso gli Stati Uniti, ci siamo fermati nei villaggi per imparare a sciare. Ed è così che è iniziato il sogno

E da quel momento è iniziata la sua avventura verso le Olimpiadi, in cui hanno avuto un ruolo fondamentale due compagni che condividevano lo stesso obiettivo. Si tratta del cileno Yonathan Fernandez, il primo fondista del suo Paese ai Giochi invernali e Pita Taufatofua, polinesiano di Tonga che è passato dal taekwondo allo sci di fondo.

All’inizio di dicembre 2017 abbiamo capito che per farcela in uno sport individuale devi avere una squadra. Ci siamo allenati insieme, abbiamo viaggiato insieme, abbiamo cucinato uno per l’altro. È stata un’esperienza emozionante

Sono state le parole di Pita che hanno aiutato Madrazo a non arrendersi nonostante le difficoltà anche economiche affrontate fino ad oggi. Era lui che gli diceva:

Combatti ancora un giorno fratello, fino alla fine

Uno slogan che è diventato il punto fermo della sua vita per la realizzazione di un sogno che oggi è diventato realtà. Forse non sarà in grado di portare a casa una medaglia, ma avrà vinto comunque.

Nel giro di un anno ha cambiato la sua vita, concretizzato un sogno quasi impossibile e oggi avrà anche l’onore di rappresentare il suo paese come portabandiera. Cosa chiedere di più? Nulla, se non che il suo percorso sia un modello per chi non crede nelle proprie possibilità:

Questa storia può aiutare molte persone a raggiungere cose impossibili. Le battaglie possono essere vinte solo se non ti arrendi

Madrazo si aggiunge alla lista di atleti che sono partiti dal nulla e hanno fatto di tutto per essere presenti a Pyeongchang e che, comunque vada, sono già parte integrante della storia olimpica.