Tag

under 21

Browsing

Al Mapei Stadium gli Azzurrini avevano l’obbligo di battere il Belgio già eliminato per continuare a sperare nella qualificazione alle semifinali. Poco prima dell’intervallo la sblocca Barella, poi raddoppia Cutrone; per il Belgio accorcia Vershaeren, al minuto 87 Mancini colpisce il palo di testa sugli sviluppi di un corner, ma poi ci pensa Chiesa con un bellissimo gol a siglare il 3-1 finale. Il contemporaneo 5-0 della Spagna sulla Polonia, però, qualifica gli spagnoli come primi.

Ora, per la squadra del ct Di Biagio, il proseguo del cammino in Europa si complica tantissimo: di fatto, l’Italia può passare solo come migliore seconda. Ma con incastri quasi impossibili: le seconde degli altri gironi (Germania, Danimarca o Austria nel gruppo B, Francia e Romania nel gruppo C) devono chiudono a quota 6 punti (o meno) con una differenza reti inferiore a quella degli azzurri o, a parità di differenza reti, con meno gol segnati, o, in caso di ulteriore parità, con un punteggio disciplina più alto.

BELGIO-ITALIA 1-3 

44′ Barella, 53′ Cutrone, 79′ Vershaeren, 89′ Chiesa

BELGIO (4-4-2): De Wolf; Cools, Bornauw, Bushiri, Cobbaut; Omeonga (59′ Vershaeren), Schrijvers, Heynen, Bastien (59′ Mangala); Lukebakio, Saelemaekers (74′ Mbenza). All. Walem

ITALIA (4-3-1-2): Meret; Calabresi, G. Mancini, Bastoni, Pezzella; Barella, Mandragora, Locatelli (72′ Tonali); Lo. Pellegrini (80′ Bonazzoli); Chiesa, Cutrone. All. Di Biagio

Ammoniti: Saelemaekers (B), Cools (B), Bushiri (B), Mangala (B), Locatelli (I), Vershaeren (B), Mbenza (B)
Espulso: Mbenza (B)

L’Europeo dell’Italia è congelato. Serviranno quarantotto ore per capire se saremo su un aereo per Tokyo nell’estate 2020 ma soprattutto per sognare il titolo continentale. L’Italia fa il suo dovere, batte 3-1 il Belgio e chiude a sei punti, ma non basta per vincere il girone perché a Bologna la Spagna strapazza 5-0 la Polonia e arriva prima per la miglior differenza reti nella classifica avulsa. Siamo appesi a un filo nella corsa al posto di migliore seconda, ma Francia-Romania di lunedì sera spaventa non poco.

La punizione per il ritardo decisa per Kean rimescola le carte della formazione: Di Biagio conferma il 4-3-3 ma è costretto ad alzare Pellegrini largo a sinistra e a inserire Locatelli a centrocampo. L’Italia parte decisa e al 7’ va vicinissima al vantaggio con Barella, che arriva in tuffo di testa sul cross di Pezzella ma non inquadra la porta per centimetri. Sembra l’inizio di un arrembaggio e invece l’Italia va col freno a mano. Circolazione lenta e scolastica, che non sorprende il Belgio. Anzi è proprio il Belgio a spaventarci con un diagonale di Lukebakio respinto in tuffo da Meret. Come con la Polonia, gli azzurri faticano negli ultimi venti metri e allora provano da fuori, senza mai spaventare realmente De Wolf. Serve una scintilla, che arriva poco prima dell’intervallo dal giocatore più elettrico: Pezzella pesca ancora Barella sul secondo palo che stavolta calcia al volo, la respinta del portiere belga torna verso il centrocampista del Cagliari che di sinistro trova il palo lungo. La gioia azzurra è però contenuta: la Spagna è già 3-0 con la Polonia.

Senza pensare a ciò che accade a Bologna, l’Italia inizia la ripresa all’assalto perché comunque serve una buona differenza reti per sperare ancora in un eventuale piazzamento come migliore seconda. E all’8’ arriva subito il 2-0 con una bella girata di testa di Cutrone. Al 20’ Locatelli ha un’occasionissima in spaccata a pochi metri dalla porta, ma manda a lato. Poi Mandragora e Cutrone sbattono sul muro De Wolf. Però è un bel segnale: l’Italia vuole fare il massimo per sperare ancora.

Le notizie che arrivano da Bologna però non sono confortanti e il 4-0 di Ceballos gela anche il Mapei Stadium. Di riflesso l’Italia sembra perdere foga e permette al Belgio di rientrare in partita con una perla da fuori a giro di Verschaeren, che infila Meret all’incrocio dei pali. Il palo di Mancini al 43’ sembra un segnale sinistro per il futuro, ma il gol di Chiesa al 44’ alimenta la fiamma della speranza. L’Italia chiude seconda con sei punti e con un più 3 di differenza reti: non è male, ma l’incubo biscotto tra Romania e Francia è dietro l’angolo. E i romeni potrebbero anche perdere 2-0 e passare ugualmente: avrebbero la stessa differenza-gol dell’Italia, ma con 8 reti realizzate.

Se nasci oriundo e diventi calciatore, arriva prima o poi quel momento in cui decidere da che parte stare. Quali colori indossare, quale inno nazionale cantare. Chiedere informazioni a Luiz Felipe Ramos Marchi, giovane difensore della Lazio che qualche giorno fa ha risposto alla convocazione dell’Under 21 di Di Biagio. Di origini italiane, Luiz Felipe aveva fatto la sua scelta. Al verdeoro della torcida aveva preferito l’azzurro vivo. Ma probabilmente è stato solo un momento di debolezza, visto che il sangue brasiliano ha avuto alla fine la meglio.

I motivi del No

Dopo aver raggiunto il ritiro dell’under, il difensore laziale ha fatto marcia indietro. Ha riflettuto, ha capito che quella non sarebbe stata la Nazionale sognata da bambino. E per rispetto suo e dei colori italiani ha abbandonato il ritiro di Roma. In un post su instagram Luiz Felipe ha fatto poi chiarezza. Ha ringraziato Di Biagio e la Federazione, si è detto lusingato di poter indossare «la prestigiosa maglia della Nazionale italiana». Ma tutto questo non bastava.

Il calcio è soprattutto una questione di cuore e sentimento e sono sicuro che la mia scelta verrà compresa

E dire che un eventuale debutto azzurro non avrebbe precluso le chance di Luiz Felipe di giocare con la maglia della Seleçao. Ma il cuore ha avuto la meglio e mister Luigi Di Biagio ha capito la scelta.

Ne ho preso atto, ci ha sorpreso, ma siamo rispettosi di quello che ci ha detto il giocatore. Mi dispiace, lo avrei valutato per queste due gare e avrei magari capito se poteva far parte o meno del nostro gruppo, così non è stato.

Gli azzurrini sono in ritiro a Roma per preparare le amichevoli contro l’Austria a Trieste giovedì e la Croazia, a Frosinone lunedì prossimo. Sullo sfondo ci sono gli Europei Under 21 che l’Italia giocherà in casa dal 16 al 30 giugno (in coabitazione con San Marino). Gli azzurrini non vincono la competizione dal 2004, in finale 3-0 contro la Serbia Montenegro.


 

Il ragazzo ha una carta d’identità che pesa, o meglio, è il primo di una nuova generazione che si affaccia al mondo. Classe 2000, inevitabilmente ogni conquista che realizza tra i grandi, è una conquista del nuovo millennio. Poi ci metti il talento e la buona attitudine sportiva e il ragazzo brucia tappe e record.

Moise Kean è nato a Vercelli il 28 febbraio 2000 ed è attaccante della Juventus, dopo esser cresciuto nelle giovanili del club torinese e dopo esser stato l’anno scorso in prestito al Verona. Contro il Bologna, il 27 maggio 2017, è stato il primo calciatore della sua generazione ad aver segnato in Serie A e sempre con la maglia bianconera aveva fatto il suo esordio in Champions League il 22 novembre 2016 a 16 anni e 258 giorni.

Risultati immagini per moise kean champions

Un giovane per la Vecchia Signora che si dà da fare anche con la maglia azzurra della Nazionale. Per quella maggiore ci sarà tempo, ma lunedì 15 ottobre ha segnato il nuovo passo: primo Millenial ad andare in rete con gli Azzurrini, nell’amichevole dell’Under 21 giocata a Vicenza e vinta 2-0 contro la Tunisia (l’altra rete porta la firma di Parigini).

Moise Kean, figlio di genitori ivoriani, con un tiro potente a mezz’altezza ha trasformato il rigore al 38’ ottenuto da Bastoni che, alla prima da titolare, viene trattenuto da Hnid sugli sviluppi di un calcio d’angolo.Per l’attaccante delle Juve è il primo gol alla seconda presenza da titolare con l’Under 21 di ct Di Biagio che ha detto:

Sta facendo bene. E’ un 2000, si trova qua, una meraviglia. Non è nuovo in questa squadra, lo conosciamo da bambino

Un gol scritto nel destino, un gol contro la squadra in cui è cresciuto e dove sogna di giocare in futuro. È successo questo a Federico Dimarco, terzino del Parma gol partita del match tra i crociati e l’Inter a san Siro.

Per il difensore è arrivato il primo gol in carriera in Serie A proprio contro la società con cui ha avuto modo di crescere calcisticamente e tuttora proprietà del suo cartellino.

Entrato nella ripresa al posto di un acciaccato Gobbi, Dimarco ha realizzato un eurogol dai 30 metri, beffando il portiere Handanovic e regalando così i tre punti agli emiliani.

Gol da applausi con conseguente esultanza da capogiro dopo anni difficili, in uno stadio importante come il Meazza davanti a 60mila spettatori.
Proprio in favore dei tifosi interisti, Dimarco ha scritto un post su Instagram scusandosi per il gol fatto ma soprattutto di evitare offese nei suoi confronti.

Stella dell’under 21, Dimarco ha avuto modo di esordire in tutte le categorie della nazionale e segnare anche parecchio. Dotato di un buon piede, il terzino è anche rigorista e calcia le punizioni. Agli Europei Under 19 del 2016 segnò quattro gol in altrettante partite trascinando in finale una squadra piena di talento: Meret, Romagna, Barella, Locatelli, Favilli e Cutrone erano le stelle di quella nazionale che perse 4-0 in finale contro la formidabile Francia di Mbappé, Tousart e Augustin.

Stessa crescita anche nel club nerazzurro. Arrivato all’Inter a soli 8 anni, ha iniziato da attaccante per poi essere spostato più dietro. Dopo le grandi prestazioni con la Primavera, è Roberto Mancini a dargli la possibilità di esordire in Serie A, il 31 maggio 2015, a San Siro contro l’Empoli, una squadra nella quale ha giocato in prestito due stagioni dopo.

Ora la società nerazzurra lo tiene d’occhio e che sia la volta buona per un gradito ritorno.

Una grande novità è in arrivo nel mondo del calcio italiano. Si tratta dell’introduzione delle seconde squadre, formate da calciatori under 21 e due fuoriquota di under 23.

È lo stesso Alessandro Costacurta, subcommissario della Figc, che presenta il progetto, spiegando le modalità in cui avverrà il cambiamento e le sue motivazioni:

Dal prossimo anno i club di Serie A potranno avere delle seconde squadre, e le potranno iscrivere ai campionati di Lega Pro, occupando i posti delle società che non si iscriveranno. Quest’anno non ci saranno ripescaggi e i buchi saranno occupati proprio dai club che aderiranno al bando

L’idea è di adeguarsi alle formazioni europee che già adoperano questo criterio e cercare di risollevare il calcio italiano che ha bisogno di essere ricostruito, partendo proprio dalla Nazionale, reduce ancora dalla delusione dell’esclusione ai Mondiali di Russia 2018.

Le squadre B saranno composte di calciatori under 21, con la possibilità di introdurre due fuori quota under 23 e dovranno avere in rosa un numero minimo di giocatori (ancora da definire) convocabili per le Nazionali italiane. Le squadre parteciperanno al campionato regolarmente con eventuali promozioni o retrocessioni. C’è un’unica limitazione: non potranno mai giocare nel campionato della prima squadra

Secondo le parole di Costacurta, quindi, le seconde squadre delle Serie A saranno formate da giovani talenti che potranno mettersi in mostra in un campionato di livello professionistico e non più solo giovanile. Ma soprattutto potranno concorrere alla formazione delle nazionali italiane, in cerca di nuovi stimoli e motivazioni.

Nonostante la validità del cambiamento che dovrebbe prendere il via già dalla prossima stagione, non tutti sembrano essere concordi con il progetto e con l’ottimismo di Costacurta.

Il primo parere discordante arriva da Balata, presidente della Lega B, che manifesta le sue preoccupazioni contestando la mancata condivisione di un progetto che riguarda tutti:

Pur nella consapevolezza dell’importanza della crescita dei giovani, mission che la Lega B si è già data da diversi anni come dimostrano i numeri che la vedono per oltre il 30% popolata da giocatori under 21, tali decisioni vanno a incidere sulle caratteristiche del campionato di B e per questo devono essere oggetto di attenta riflessione e confronto, partendo inevitabilmente dalle specificità della B, fondata su valori inalienabili quali la presenza sul territorio e i giovani

D’altro canto arrivano anche le dichiarazioni di Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, che tende a smentire l’effettiva imminenza del cambiamento parlando piuttosto di “opportunità” da prendere in considerazione:

Più che una rivoluzione è un percorso di innovazione, noi ne abbiamo parlato ormai da tanti anni, riteniamo che sia una possibilità, una opportunità di adeguamento a quello che avviene in altre federazioni europee. Quello che è apparso, anche in termini di comunicato oggi, non corrisponde alla realtà: abbiamo chiuso l’accordo con Costacurta per le seconde squadre dalla stagione 2019-2020 a pieno regime; saranno inserite nella stagione 2018-2019 solo se ci dovesse essere un vuoto d’organico. Chiarisco tuttavia che non c’è nessun blocco dei ripescaggi

Insomma, è chiaro che al momento non c’è nulla di definito e che una decisione così rivoluzionaria all’interno del calcio italiano non può che suscitare l’interesse di tutti e inevitabilmente attirare anche pareri non favorevoli.

E’ partita vera, quella tra l’ Under 21 e la Russia. Novanta minuti per niente scontati che si chiudono con una bella vittoria della giovane Italia 3-2, in vantaggio nel primo tempo con Verde, poi raggiunta proprio in chiusura della prima frazione da Rasskazov, addirittura superata al 21’ della ripresa dalla rete di Chernov.

Ma il grande cuore degli Azzurrini ha la meglio su una Russia impegnata nel percorso delle qualificazioni europee e reduce dalla vittoria contro l’Armenia: al 32’ Parigini firma il 2-2 e al 48’ ci pensa Orsolini a regalare a Di Biagio e ai circa ottomila tifosi presenti sugli spalti un meritato successo.

Quarta vittoria consecutiva per gli Azzurrini, dopo i successi ottenuti contro Slovenia, Ungheria e Marocco all’indomani della sconfitta rimediata all’esordio del nuovo biennio contro la Spagna. Esattamente undici anni dopo l’amichevole con la Repubblica Ceca disputata il 14 novembre 2006 allo stadio ‘Matusa’ (0-0), l’Under torna a giocare a Frosinone, stavolta allo stadio ‘Benito Stirpe’, il nuovo impianto cittadino da circa 16mila posti a sedere inaugurato lo scorso 28 settembre. Di Biagio presenta il supercollaudato modulo con Audero in porta, Dickmann, Capradossi, Romagna, Pezzella in difesa, a centrocampo Verde, Barella, Mandragora, Depaoli, in attacco Bonazzoli e Cutrone.

Soddisfatto a metà Gigi Di Biagio:

“Fa sempre piacere vincere una partita, ancora di più se si gioca bene. Siamo stati bravi a riprendere in mano la gara, ma ci sono molte cose da migliorare”.

Il presidente della Figc Carlo Tavecchio ha annunciato oggi, nel corso della riunione del Consiglio federale, la composizione degli staff tecnici del Club Italia a partire dalla stagione in corso: tra le Nazionali di vertice, Luigi Di Biagio e’ stato confermato alla guida dell’Under 21 e Milena Bertolini dal 16 agosto sara’ sulla panchina della Nazionale A Femminile. Lo rende noto la Figc.

In Nazionale A c’e’ una sola variazione nello staff con l’ingresso di Alberico Evani, reduce dal 3° posto nel Mondiale Under 20, in sostituzione di Paolo Vanoli, nel ruolo di assistente tecnico del ct Gian Piero Ventura. Per le Giovanili, oltre alla conferma di Maurizio Viscidi nel ruolo di coordinatore, e’ stato rinnovato per altri due anni l’accordo con Luigi Di Biagio, che guidera’ l’Under 21 nell’Europeo di categoria del 2019 in programma in Italia e che mettera’ in palio 4 posti per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

“Sono molto felice – commenta Di Biagio – di continuare, per l’ottavo anno, la mia esperienza con le Nazionali Azzurre e lo faro’ con la passione e l’entusiasmo di sempre. Siamo pronti a iniziare una nuova avventura che ci portera’ a giocare l’Europeo in Italia, davanti al nostro pubblico”.

 

Nello staff dell’Under 21 entrera’ Massimo Mutarelli, che prende il posto di Carmine Nunziata, al quale e’ stata affidata la guida dell’Under 17. Una new entry per la Nazionale Under 20: Federico Guidi, che lo scorso anno con la Fiorentina Primavera ha raggiunto la Finale scudetto perdendo con l’Inter, prende il posto di Evani, come detto promosso in Nazionale A.

Cambiano anche altre due panchine: oltre alla gia’ citata Under 17 affidata a Nunziata e che vedra’ l’esordio di Bernardo Corradi da assistente tecnico, Paolo Nicolato passa dall’Under 18 (con Daniele Gasparetto assistente tecnico) all’Under 19, mentre Daniele Franceschini prende il suo posto. Conferme per Daniele Zoratto (U16), con Patrizia Panico assistente tecnico, e Antonio Rocca (U15).

cabrini

Sara’ Milena Bertolini a ricoprire il ruolo di Commissario tecnico della Nazionale A, subentrando ad Antonio Cabrini, che lascia la Figc dopo 5 stagioni. La Bertolini, emiliana di Reggio, dopo una carriera da calciatrice con Reggiana, Modena, Prato, Sassari, Bologna, Agliana, Fiammamonza, Pisa e Verona culminata con la conquista di 3 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Promozione dalla Serie B, ha allenato Verona, Reggiana e Brescia, conquistando 3 Scudetti, 3 Coppe Italia e 4 Supercoppe italiane, oltre ad aggiudicarsi per 6 volte la “Panchina d’Oro”, il premio assegnato dal Settore Tecnico della FIGC in base ai voti degli allenatori.

“Per me allenare la Nazionale vuol dire coronare un sogno – commenta la Bertolini – e da oggi mi mettero’ al lavoro con l’impegno e la passione che hanno sempre caratterizzato la mia carriera, in campo e in panchina. Abbiamo di fronte una sfida difficile, quella di riportare nel 2019 l’Italia al Mondiale dopo 20 anni, ma sono sicura che siamo in grado di poterla vincere”.

Abbandonare  una città in cui hai lascito il segno per anni, dove i tifosi ti hanno amato e ti ricorderanno per sempre, non è una situazione semplice, ma quando un ciclo è finito è giusto che si vada via.

È l’epilogo di Massimo Maccarone, per tutti Big Mac, attaccante classe ’79 a Empoli. La punta, dopo l’ultimo campionato di Serie A con i toscani, chiusasi con la beffarda retrocessione all’ultima giornata, ha deciso di lasciare l’Italia per volare a migliaia di chilometri di distanza: l’Australia.

A quasi 38 anni l’ex numero 7 azzurro, uno dei più grandi goleador della squadra toscana con oltre 100 reti all’attivo in 280 presenze, ha optato per una scelta drastica, in grossa parte dovuta anche dalla società. Come si legge dalla lettera scritta dall’attaccante e indirizzata ai tifosi:

Giusta la rifondazione voluta dalla società, ma si doveva partire dai dirigenti!

Da qui appunto l’idea di cambiare Paese e calcio, così come è successo qualche anno fa ad Alex Del Piero dopo che non rinnovò il contratto con la Juventus. L’allora ex numero 10 bianconero si trasferì a Sydney, mentre Big Mac ha optato per Brisbane.
Gli arancioneri hanno fortemente voluto l’ex goleador empolese per riproporsi come una delle protagoniste principali del campionato di Australian League.

Ho trascorso gran parte della mia carriera a difendere questi colori, che oramai sento e ho stampati sulla pelle e avrei continuato a farlo anche a fine carriera dando il mio contributo per la crescita dei giovani.

Tono nostalgico ma anche un po’ polemico con una società che ha deciso di tagliarlo fuori.

La nuova avventura in Oceania però apre una nuova partentesi di vita per Big Mac, uno che ha già provato un’esperienza calcistica fuori dai confini nazionali.

Nel 2005, dopo due buonissima annate con l’Empoli in Serie B venne acquistato dagli inglesi del Middlesbrough squadra di Premier  League per una cifra pari a 13 milioni di euro.

L’esperienza inglese però non è stata certo una delle migliori per l’attaccante originario di Galliate (No). In effetti con i Boro non va oltre le 24 reti in 102 presenze, e quindi la decisione di ritornare in Italia dove la sua situazione calcistica personale è nettamente differente.

In Serie A, infatti, Maccarone non ha mai smesso di fare ciò che gli usciva meglio: segnare molti gol. A Siena e proprio a Empoli vive le sue migliori annate. La stagione 2015/16 con 13 reti contribuisce in maniera superlativa alla salvezza degli azzurri di mister Giampaolo.

Big Mac bene ha fatto anche con la maglia azzurra. Dopo quasi tutte le trafile, è nella Nazionale Under 21 che mostra il suo talento. Undici reti in 15 presenze con gli azzurrini e capocannoniere dell’Europeo di categoria del 2002 in Svizzera.

Ripartire non è semplice ma per uno che ha sempre tirato calci a un pallone non sarà del tutto complicato. Il suo sogno, a quasi 38 primavere, è fare bene in Australia, contribuendo con i suoi gol alla vittoria del campionato e magari festeggiando nuovamente così!

Dario Sette

Sarà una sfida dal sapore particolare il preliminare di Europa League che disputerà il Milan contro l’Universitatea Craiova, club che milita nel campionato Liga I romeno, guidato dall’italianissimo Devis Mangia.

Un ritorno al quanto suggestivo per la squadra allenata da Montella, che torna a calcare i campi d’Europa dopo un digiuno di tre anni. La partita non sarà sicuramente semplice perché i rossoneri si troveranno sia a smaltire ancora i carichi di una preparazione estiva lunga e difficile, che a scontrarsi con una squadra che è già più avanti dal punto di vista atletico e fisico e che, tra l’altro, è guidata da un allenatore che conosce bene il calcio italiano.

Per Mangia sarà un vero e proprio derby dato che è nato a Cernusco sul Naviglio ed è cresciuto con il mito di Arrigo Sacchi.
L’ex ct dell’Under 21, inoltre, è un pupillo dello storico allenatore del Milan dei campioni olandesi soprattutto per lo schema di gioco molto simile a quello del mister emiliano.

La prima delle due sfide si terrà in Romania il 27 luglio allo Stadionul Extensiv di Craoiva (7mila posti), mentre le replica a San Siro sarà il 3 agosto.

La squadra di Montella, che tanto sta facendo parlare di sé per quanto riguarda il calciomercato, dovrà battere i romeni per raggiungere la fase a gironi dell’Europa League. Proprio la competizione continentale è un obiettivo alla portata per la squadra rossonera che, deve lasciarsi alle spalle la telenovela Donnarumma (oramai chiusa con il rinnovo del contratto) e tutte le vicende del mercato che sinora hanno portato 9 acquisti (quasi 10 con il sì di Bonucci).

Per quanto riguarda il CSU Craiova, mister Mangia è alla guida del club da pochi mesi e proprio oggi, giorno del sorteggio di Europa League, parte in campionato contro il Poli Iasi.

Il tecnico ha accettato la sfida di allenare lontano dall’Italia, dopo le ultime parentesi poco incisive. La Romania è un campionato che sta crescendo e tuttavia Mangia non è l’unico allenatore italiano che sta insegnando calcio nell’Europa dell’est. Obiettivo della stagione è sicuramente migliorare il quarto posto dello scorso anno oltre che, magari, fare bene in Europa.

Prima di volare in Romania, Mangia ha girovagato un bel po’ di piazze calcistiche italiane di Serie A e B.
Dopo esser maturato nelle giovanili di molte realtà lombarde, è nella Primavera del Varese che si mostra un allenatore caparbio tanto che riesce a raggiungere la finale del campionato, persa contro la Roma.
A fine stagione il direttore sportivo dei lombardi, Sean Sogliano, lo porta con sé nella Primavera del Palermo del presidente Zamparini. Da qui poi l’esordio in prima squadra, dopo l’esonero di Stefano Pioli.

Una stagione in Sicilia e poi l’avventura con la Nazionale Under 21. L’esperienza è stata abbastanza positiva, peccato per la sconfitta in finale all’Europeo 2013 contro la Spagna.

Dopo la panchina azzurra, diverse apparizioni negative con Spezia, Bari e Ascoli, fino alla firma con la società romena.

Nella rosa dei rumeni c’è un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano, il centrocampista Fausto Rossi, scuola Juventus, annunciato la scorsa settimana. Sulla trequarti, invece, giostrerà Gustavo Vagenin, classe 1991, che in Italia abbiamo ammirato in Lega Pro tra Salernitana, Novara e Lecce. Per il Milan un avversario ampiamente alla portata, ma che nasconderà qualche insidia.

Dario Sette

Hector Bellerin ha un cuore d’oro. Il terzino spagnolo in forza all’Arsenal, sul suo profilo Twitter aveva annunciato, prima dell’inizio dell’Europeo Under-21, un’azione in favore delle vittime del tremendo rogo alla Grenfell Tower di Londra.
Un’azione diretta, ma anche un invito a tutti a dare una mano, lui che abita nella capitale inglese da luglio 2011: 50 sterline donate per ogni minuto giocato nella competizione.

 

Per lui il sogno di salire sul tetto d’Europa con la Roja si è spezzato proprio in finale con la rete di Weiser che ha consegnato lo scettro alla Germania.
Ma Bellerin, delusione sportiva a parte, può ritenersi un vincitore dal punto di vista umano: con i suoi 381 minuti disputati, il terzino ha raccolto 19.050 sterline, circa 23mila euro, che andranno direttamente nella casse della Croce Rossa inglese.
Unica nota stonata è stata la panchina nel match contro la Serbia, voluta dal ct della Spagna Under-21, come turnover per far rifiatare i giocatori in attesa della semifinale contro l’Italia.

 

L’incendio della Grenfell Tower, un grattacielo di 24 piani, è divampato nella notte del 14 giugno. Oltre 80 persone hanno perso la vita nelle fiamme, mentre sono 70 le persone sono rimaste ferite.
La polizia di Londra ha, inoltre, dichiarato che il bilancio definitivo delle vittime non sarà disponibile prima del 2018, a causa delle difficoltà nell’identificazione dei cadaveri e nel definire l’esatto numero di persone presenti nella torre al momento dell’incendio.

Ma nel lutto e nelle lacrime che hanno coinvolto Londra e l’Inghilterra, ci sono stati anche forti gesti come l’incessante e estenuante lavoro dei vigili del fuoco e atti di umanità come quello del calciatore spagnolo classe 1995. Complimenti Hector!