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All’inizio del 1954, uno dei problemi dei dirigenti della neonata televisione italiana è quello di convincere gli italiani a comprare un apparecchio Tv. Le trasmissioni ufficiali sono nate il 3 gennaio di quell’anno e nei giorni successivi i programmi si succedono tra la curiosità dei favorevoli e le perplessità dei teorizzatori di un nuovo modello di “malcostume sociale”.
Il 24 gennaio 1954 è una domenica che per il mondo dello sport in Tv fa da spartiacque col passato. Quel giorno, la televisione trasmette la sua prima partita di calcio in diretta, ed è una partita della Nazionale, Italia-Egitto. L’Italia del calcio non è più quella trionfante negli anni Trenta e neanche quella del dopoguerra, composta in prevalenza da elementi del Grande Torino. È un periodo di crisi per il football e la Nazionale fatica a tornare alla ribalta. Per qualificarsi ai Mondiali del 1954, l’Italia deve affrontare e battere il modesto Egitto. Una pura formalità, pensano i più.

Alla guida degli Azzurri c’è una commissione tecnica formata da un ex campione del mondo, Angelo Schiavio, e dall’ungherese Lajos Czeizler, tecnico che ama il gioco d’attacco e che nel 1949 aveva portato al Milan tre svedesi destinati a trionfare, Gunnar Nordahl, Gunnar Gren e Niels Liedholm. Vinto lo scudetto nel 1951, Czeizler diventa il secondo Ct straniero della storia della Nazionale nel 1953, quarant’anni dopo Harry Goodley. Czeizler sceglie i giocatori e Schiavio fa da tramite tra l’ungherese e l’allenatore, che è Silvio Piola. Insomma, il doppio impegno con l’Egitto dovrebbe facilmente portare la squadra al Mondiale che si svolgerà in Svizzera.

Ma la partita d’andata, al Cairo, la prima per la commissione Czeizler-Schiavio-Piola, non è quella passeggiata che si credeva. Gli azzurri vincono 2-1 dopo essere stati in svantaggio nel primo tempo. E solo a undici minuti dalla fine un gol dell’ala destra Muccinelli consente alla Nazionale di avere la meglio sulla squadra africana. Improvvisamente pessimisti, i dirigenti della Federcalcio decidono che la partita di ritorno debba essere giocata a Milano, in pieno gennaio, sperando nell’aiuto del meteo.

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Il maltempo, effettivamente, aiuta la squadra: neve e gelo totale con i poveri egiziani intirizziti, capaci più di scivolare sul terreno che di giocare la palla. Con poco onore, allo stadio San Siro di Milano, l’Italia “trionfa” per 5-1, ma dopo un primo tempo finito sull’1-1 che lasciava presagire ulteriori delusioni. Eppure, è proprio questa la partita che inaugura il connubio tra calcio e televisione. È la prima volta che un’intera partita viene trasmessa dalla Tv. Ma, attenzione: sono i primi vagiti della Rai e ancora non c’è un accordo, nero su bianco, con la Federcalcio. Così, per evitare polemiche o, peggio ancora, il ricorso alle carte bollate, la Tv manda in onda una diretta parziale, solo per alcune fasi dell’incontro. E lo fa con ben tre telecronisti che si alternano nel racconto: Carlo Bacarelli, Vittorio Veltroni e Nicolò Carosio, destinato a diventare la voce ufficiale del calcio nazionale e della squadra azzurra per più di un decennio.

L’ultimo bellissimo gesto di Zlatan Ibrahimovic non è un gol impossibile, magari con una mossa pari a quella di taekwondo. L’attaccante svedese ha regalato una gradita sorpresa a un gruppo speciale di suoi fan. Durante la trasmissione americana “The Ellen DeGeneres Show” il campione dei Los Angeles Lakers ha fatto il suo ingresso trionfale in studio. Ha trovato ad attenderlo gli occhi pieni di meraviglia dei 12 ragazzi thailandesi intrappolati per 18 giorni in una grotta nel loro Paese, insieme al loro allenatore.

L’ex centravanti, tra le altre, di Juventus, Inter e Milan ha regalato al gruppo della squadra “Wild Boars” una sua maglietta per ogni ragazzo, invitando anche i suoi piccoli tifosi a un allenamento dal vivo dei suoi Lakers. Ibrahimovic ha commentato così la sua speciale esperienza in tv:

Pensavo di essere coraggioso ma questa squadra lo è più di me. I ragazzi hanno mostrato spirito di squadra e avuto pazienza confidando pure negli altri. Questa è probabilmente la migliore squadra del mondo

Ellen Degeneres è un’attrice americana che dal 2003 conduce un talk show basato su interviste, monologhi comici e intrattenimento musicale. Su twitter ha voluto esprimere tutta la sua emozione per aver ospitato nella sua trasmissione i 12 ragazzi thailandesi

I giovani calciatori thailandesi avevano lasciato il mondo con il fiato sospeso dal 23 giugno al 10 luglio scorsi. Erano rimasti intrappolati, con il loro allenatore 25enne, nella grotta di Tham Luand. Hanno tutti tra gli 11 e i 16 anni. Nonostante la loro giovane età, sono riusciti a mantenere la calma e ad attendere i soccorsi, abbandonando la grotta al termine delle operazioni di salvataggio. Negli ultimi giorni, i Cinghialetti, così come sono stati soprannominati, sono stati invitati a partecipare anche alle Olimpiadi giovanili di Buenos Aires, giocando contro i coetanei del River Plate.

Il salvataggio dei ragazzi thailandesi nella grotta

Negli ultimi giorni anche Rafa Nadal si è reso protagonista di uno splendido gesto di solidarietà, aiutando direttamente le popolazioni colpite dall’alluvione di Maiorca, in Spagna.

L’epifania di una nuova era o se vogliamo di un nuovo modo di vivere il calcio in Italia. Anche se nell’esperimento fu coinvolta solo una città, Tortino, per una partita di cartello che passerà alla storia per diversi motivi. Del resto Roma non è stata costruita in un giorno, così la Rai sul finire degli anni ’40 iniziò a lavorare per portare quello che diverrà lo sport più popolare su piccolo schermo.

Il 5 febbraio 1950 è una data da segnare in rosso: fu il giorno in cui la Rai trasmise la prima partita di Serie A, Juventus-Milan. E’ la prima partita di un campionato di calcio in tv, ma come detto a beneficiare di questo furono solo i torinesi. Beneficiare fino a un certo punto perché quel Juve-Milan della quarta giornata di ritorno, giocata alle 14.30 allo stadio Comunale, non solo rappresentò una prova in esterna con le telecamere, ma fu anche la peggior sconfitta casalinga nella storia del club piemontese (se si esclude l’8-0 con cui il Torino vinse nel 1912, ma in quegli anni la Juventus aveva in organico solo 10 giocatori).

Il match, infatti, finì 1-7 per il Milan. La Juve passò in vantaggio al 12′ con Hansen, prima della furia svedese Gre-No-Li con 15′ Nordahl, 23′ Gren, 24′ Liedholm, 26′ e 49′ Nordahl, 70′ Burini, 84′ Candiamo II. La partita, però, fu un semplice esperimento perché la programmazione iniziò a diventare corposa solo quattro anni dopo.