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Sarà tra Senegal e Algeria la prossima finale della Coppa d’Africa, edizione 2019, la prima che si gioca a 24 squadra e in estate.  I Leoni di Teranga hanno avuto la meglio della Tunisia ai tempi supplementari grazie a un autogol di Bronn; per l’Algeria è Mahrez, giocatore del Manchester City, a realizzare il gol del definitivo 2-1 contro la Nigeria a tempo ampiamente scaduto con un perfetto calcio di punizione. La finale tra Senegal e Algeria è in programma per venerdì 19 luglio allo stadio Internazionale del Cairo alle ore 21.00 e visibile su Dazn.

 

SENEGAL-TUNISIA 1-0

Un clamoroso errore di Hassen, portiere della Tunisia (fino a quel momento tra i migliori in campo), regala di fatto ai tempi supplementari la finale della Coppa d’Africa al Senegal, che torna a giocarsi il trofeo continentale dopo 16 anni dall’ultima volta. La prima occasione è per le Aquile di Cartagine: corner da destra di Khazri, Koulibaly buca la marcatura ma Msakni spedisce alto da ottima posizione.
Il Senegal risponde immediatamente con una grande giocata di Sabaly ma la conclusione si stampa sul palo. Ancora Senegal pericoloso verso la fine del primo tempo: prima Niang spreca mandando al lato l’assist di Diatta, poi Mane arriva a tu per tu con Hassen, lo salta, ma sbilanciato non riesce a trovare lo specchio della porta. La Tunisia si rifa viva a inizio ripresa: Khenissi sfugge alla coppia centrale del Senegal, si presenta davanti a Gomis ma il suo tentativo di pallonetto finisce alto. La squadra di Giresse potrebbe passare dal dischetto al 75′: Sassi calcia e trova il braccio largo di Koulibaly in scivolata (giallo per il difensore del Napoli che, diffidato, salterà la finale) e per l’arbitro è rigore. Dal dischetto si presenta proprio Sassi, che però si fa ipnotizzare da Gomis.
Stesso copione dell’altra del campo al minuti 81′: Sarr viene abbattuto in area da Meriah, ma Hassen è bravo e intercetta il tiro di Saivet. Si arriva così al 10’ del primo tempo supplementare: questa volta Hassen sbaglia clamorosamente l’uscita su una punizione da destra, la palla sbatte in maniera rocambolesca su Bronn e finisce in rete. È l’autogol che manda il Senegal in finale, per la seconda volta nella sua storia.

ALGERIA-NIGERIA 2-1

Soffre tantissimo l’Algeria, che riesce ad avere la meglio contro un’ottima Nigeria al 95’ grazie a una punizione capolavoro di Mahrez che beffa il portiere Akpeyi, non del tutto esente da colpe nella circostanza. Comincia molto bene l’Algeria, che si rende subito pericolosa con Bennacer che chiude il triangolo tra Feghouli, Mahrez, ma il tiro del gioiellino dell’Empoli viene respinto dalla difesa avversaria.
Bensebaini non riesce a centrare lo specchio della porta di testa, poi poco dopo si fa vedere anche la Nigeria con Awaziem, anche lui impreciso con uno stacco. L’Algeria torna a pressare: alla mezz’ora Bounedjah tira addosso ad Akpeyi sprecando così un’ottima occasione. Collins rischia l’autogol nel tentativo di anticipare Bounedjah con un pallonetto ma, al 40’, l’autorete si concretizza: Feghouli crossa forte in mezzo e dopo una serie di carambole, il pallone rimbalza su Troost-Ekong e termina in fondo al sacco alle spalle di un incolpevole Akpeyi. La Nigeria non si fa comunque intimidire e fa la partita nel secondo tempo: il primo spunto del match di Iwobi porta alla penetrazione e al tiro a lato di quest’ultimo.
Poi, al 72’, Feghouli reclama a gran voce un fallo di mano di Mandi nella propria area e il Var gli dà ragione: è rigore per la Nigeria. Ighalo è freddissimo dal dischetto, spiazza M’Bolhi e pareggia i conti. L’Algeria sembra uscita dal campo nella ripresa, ma si risveglia improvvisamente nel finale. Feghouli spara altissimo da ottima posizione, Bennacer colpisce in pieno la traversa con un bolide da fuori area e infine, nell’ultimo minuto di recupero, la punizione dal limite di Mahrez sorprende il portiere sul suo palo con un gran sinistro a giro. Nigeria beffata a pochissimi secondi dai supplementari. L’Algeria vola in finale.

Senegal Tunisia e Algeria Nigeria. Sono queste le semifinali della Coppa d’Africa, in programma il 14 luglio. Gli ultimi due quarti di finale hanno completato il tabellone di chi si giocherà un posto per la finale del 19 luglio. La Tunisia si sbarazza nel secondo tempo della sorpresa Madagascar, mentre all’Algeria occorrono i calci di rigore per avere la meglio sulla Costa d’Avorio.

Madagascar Tunisia 0-3

Assieme al Benin è stata la sorpresa di questa edizione del torneo. Il Madagascar aveva attirato le simpatie per il suo ruolo di under dog in questi quarti di finale. E dire che la squadra di Nicolas Dupuis era partita anche bene nel match impensierendo con Nomenjanahary la porta tunisina. La gara si sblocca e si decide nella ripresa: al 52’ Sassi beffa il portiere Adrien del Madagascar grazie a una deviazione fortuita di Fontaine. Otto minuti più tardi la Tunisia chiude i conti con Msakni, mentre Sliti al 93’ sigilla il match. Un risultato forse bugiardo che penalizza oltre modo il Madagascar. La Tunisia torna in una semifinale di Coppa d’Africa dal 2004, quando poi vinse quell’edizione.

Costa d’Avorio – Algeria 1-1 (4-5 dcr)

Gara palpitante a Suez tra ivoriani e algerini. Al 20’ c’è il vantaggio delle Volpi nel deserto con Feghouli. Nella ripresa l’Algeria ha l’occasione ghiotta di raddoppiare con un rigore al 48’ sprecato da Bounedjah, che centra la traversa. Gol sbagliato, gol subito e la Costa d’Avorio trova il pari al 62’ con Kodjia. Partita bloccata, i minuti trascorrono e la paura di perdere attraversa sia la squadra di Kessie che quella di Bennacer, probabili futuri compagni di squadra nel Milan di Giampolo. Si va ai rigori: il centrocampista rossonero non sbaglia, al pari del napoletano Ounas. Gli errori decisivi della Costa d’Avorio con Bony e Die rendono vano l’unico penalty sbagliato dall’altra parte con Belaili.

L’Algeria vola in semifinale, la festa dei suoi tanti tifosi residenti in Francia (circa due milioni) si trasforma in tragedia a Montpellier dove una donna è morta investita dall’auto di un algerino che ha perso il controllo del mezzo. La polizia ha arrestato l’uomo, mentre il figlio della vittima è in gravi condizioni in ospedale.

Semifinali

14 luglio, Il Cairo, ore 18: Senegal Tunisia (diretta Dazn)

14 luglio, Il Cairo, ore 21: Algeria Nigeria (diretta Dazn)

Che Salah fosse venerato in patria non lo si scopre di certo oggi: nelle scorse elezioni in Egitto, nel marzo 2018, l’attaccante del Liverpool ha preso un milione di voti…pur non essendo, ovviamente, candidato. L’exploit dell’egiziano dalla chioma folta, passato da Firenze e dalla Roma, è supportata anche dal suo modo di fare simpatico, sorridente e disponibile, anche e soprattutto sui social.

Sabato 17 novembre si è giocata la partita Egitto – Tunisia, quinta giornata del Gruppo J che assegna due posti per l’accesso alla prossima Coppa d’Africa. Una partita sentita, contro la squadra imbattuta del girone e sugli spalti, a fare il tifo per Momo e compagni, c’era anche una giovanissima tifosa che ha esibito uno striscione davvero divertente:  “Salah, segna per favore! Devo andare a casa per finire i compiti”.

Salah effettivamente ha segnato, anzi ha deciso la partita con una rete al 90’ che ha permesso all’Egitto di vincere in rimonta per 3-2, portarsi a 12 punti e a qualificarsi per la Coppa d’Africa. Ecco sì, promessa mantenuta, ma forse la rete è arrivata un tantino tardi rispetto alle pretese della bambina. Così la stella reds che ha segnato 36 gol in Premier League l’anno passato ed è a quota 12 quest’anno, si è “scusato” su Twitter. Ecco la sua risposta: «Sono veramente dispiaciuto per averti mandato a casa troppo tardi, e anche per averti tenuto fino all’ultimo minuto. Spero che il tuo insegnante capisca la situazione!»

Momo davvero geniale…non solo in sul rettangolo di gioco.

Ci pensa Harry Kane a scacciare i fantasmi dell’esordio che aleggiavano sull’Inghilterra dopo aver colpito già Argentina, Germania e Brasile. L’uragano del Tottenham fa respirare Southgate al 91’ consentendo alla Nazionale dei Tre Leoni di superare a fatica la Tunisia (2-1). Svezia e Belgio rispettano i pronostici della vigilia superando Corea del Sud (1-0) e, più agevolmente, Panama (3-0). La vittoria degli scandinavi, in particolare, inguaia la Germania: ora i tedeschi nel girone F non possono più sbagliare.

Cosa è successo oggi

Gruppo F: Svezia Corea del Sud 1-0

E’ il 18 giugno, sono trascorsi 16 anni da Daejeon e da Byron Moreno, poco più di 7 mesi dallo spareggio mondiale perso a San Siro. Svezia Corea del Sud è la partita della rabbia italiana per un curioso scherzo del calendario.

Così, mentre gli azzurri sono alla tv o in vacanza, a Novgorod il match scorre via tra poche emozioni e qualche sbadiglio del primo pomeriggio. Scandinavi a condurre le danze, ma che impattano sulle parate del portiere Hyun-Woo Cho e la mira da rivedere dei suoi cecchini. Serve un calcio di rigore al 65’ concesso, con l’utilizzo del Var, dall’arbitro salvadoregno Aguilar. Il capitano, ed ex genoano, Granqvist trasforma dal dischetto, coreani che rischiano il blitz finale con un colpo di testa al 91’ di Hwang. Svezia in corsa per la qualificazione con Germania e Messico, asiatici che, dopo una sola giornata, sembrano già spacciati.

 

Gruppo G: Belgio Panama 3-0

La favola di Panama dura un’ora circa, dall’ingresso in campo fino al secondo tempo. A Sochi grandi emozioni dei centramericani, al loro primo Mondiale, durante l’inno nazionale, con occhi lucidi per molti giocatori panamensi.

Primo tempo bloccato, spazi chiusi e diavoli rossi che sbattono contro il muro del ct Gomez. Serve il colpo del fuoriclasse e il Belgio può disporne a volontà: prodezza balistica al volo di Mertens al 47’, poi è monologo giallorosso. Hazard e De Bruyne ispirano, Lukaku trafigge per due volte il portiere Penedo (69’ e 75’). Il Belgio non stecca e si candida a un Mondiale da protagonista, il caso Nainggolan è già in soffitta.

 

Gruppo G: Tunisia Inghilterra

Più che dell’invasione pacifica dei supporter inglesi, la Volgograd Arena deve fare i conti con sciami di moscerini che fanno irruzione durante le dirette tv e ronzano attorno ai giocatori in campo durante il match. La doppietta di Harry Kane regala la prima vittoria meritata a Southgate, che ha faticato più del dovuto per sconfiggere la Tunisia. Gran primo tempo degli inglesi, forse il migliore di una big al Mondiale finora: la velocità di Delle Alli e Sterling affonda negli spazi dei nordafricani, con Kane che colpisce subito all’11’. I calciatori di Sua Maestà hanno però il demerito di non chiudere il match, consentendo il ritorno degli uomini del ct Maaloul. Il pari tunisino arriva con un rigore (generoso) trasformato da Sassi al 35’. Secondo tempo all’arrembaggio bianco, Souhgate lancia Rushford, ma deve sudare fino al primo minuto di recupero prima di gioire.

 

 

Cosa aspettarci domani

Gruppo H: Colombia Giappone (ore 14, Italia 1, Mordovia Arena, Saransk)

Le ultime squadre all’esordio a Russia 2018 sono quelle del gruppo H. Colombia e Giappone è in, realtà, un revival di Brasile 2014 quando i cafeteros di Peckerman demolirono la squadra di Zaccheroni per 4-1. Confermato il ct argentino, dopo il mondiale verdeoro concluso ai quarti di finale, la Colombia è alla ricerca dell’equilibrio perduto tra un reparto offensivo ricco di soluzioni (Falcao, Cuadrado, James Rodriguez, Uribe) e una difesa balbettante.

Il Giappone, allenato da Akira Nishino, prova a giocarsi le proprie carte affidandosi alla cerniera di collegamento tra le varie zone del campo: dietro l’ex interista Nagatomo, a centrocampo il talento del Borussia Dortmund Kagawa, dietro le punte l’ex milanista Honda. Fari puntati anche sulla stella Inui, presentato venti giorni fa dal Betis Siviglia in stile Dragon Ball.

Probabili formazioni

Colombia (4-2-3-1): Ospina; Arias, D. Sanchez, Mina, Mojica; Aguilar, C.Sanchez; Cuadrado, James Rodriguez, Uribe; Falcao. All.: José Pekerman.

Giappone (4-3-3): Kawashima; Sakai, Makino, Yoshida, Nagatomo; Yamaguchi, Hasebe, Kagawa; Honda, Osako, Inui. All.: Nishino.

Gruppo H: Polonia Senegal (ore 17, Italia 1, Spartak Stadium, Mosca)

Match inedito tra le due formazioni che non si erano mai affrontate prima. Il gruppo H è uno dei gironi più equilibrati in cui tutte e 4 le squadre hanno chance di qualificazione. Non è solo Lewandowski contro Koulibaly: Zielinski, Manè, Milik e Niang promettono scintille in campo. Il Senegal torna a un Mondiale dopo Giappone e Corea 2002, torneo in cui raggiunse i quarti di finale e sconfissero, a sorpresa, la Francia campione uscente con un gol di Bouba Diop. La Polonia, all’ottava partecipazione a un Mondiale, non raggiunge la fase a eliminazione diretta dal 1986. Robert Lewandowski arriva in Russia con la palma di capocannoniere della zona europea con 16 reti. La difesa senegalese è avvisata.

Probabili formazioni

Polonia (4-4-2): Szczesny; Piszczek, Glik, Pazdan, Bereszynski; Blaszczykowski, Krychowiak, Zielinski, Grosicki; Lewandowski, Milik. Ct: Adam Nawalka

Senegal (4-3-3): K.N’Diaye; Wagué, Koulibaly, Mbodj, Sabaly; Gueye, Kouyaté, P.N’Diaye; Keita, Sow, Mané. Ct: Aliou Cissé

 

Gruppo A: Russia Egitto (ore 20, Canale 5, Saint Petersburg Stadium)

La seconda giornata dei gironi si apre con la sfida tra i padroni di casa e gli africani di Momo Salah. La Russia è a caccia di conferme dopo l’abbuffata dell’esordio (5-0) contro l’Arabia Saudita. Il ct Cherchesov punta sulla stella Golovin (un gol e due assist contro i sauditi), finito nell’orbita della Juventus e sull’attaccante Cheryshev, protagonista inatteso del match di apertura con una doppietta dopo aver sostituito l’infortunato Dzagoev.

Per l’Egitto è la gara della vita. Beffata al fotofinish contro l’Uruguay, la squadra di Cuper si aggrappa alle giocate della stella del Liverpool, che torna in campo dopo l’infortunio alla spalla nella finale di Champions League contro il Liverpool. Al netto di una prevedibile vittoria dell’Uruguay contro l’Arabia, gli egiziani si giocano le residue speranze di qualificazione nella gara di San Pietroburgo.

Probabili formazioni

Russia (4-2-3-1): Akinfeev; Mario Fernandes, Ignashevich, Kutepov, Zhirkov; Gazinsky, Zobnin; Samedov, Golovin, Cheryshev; Smolov. Ct: Cherchesov

Egitto (4-2-3-1): El Shenawy; Fathy, Gabr, Hegazy, Abdel-Shafi; Hamed, Elneny; Salah, Elsaid, Trezeguet; Mohsen. Ct: Cuper

In questi primi giorni di Mondiale certo non sono mancate le sorprese: la sconfitta della Germania, campione del Mondo 2014, i pareggi sofferti di Brasile e Argentina e le vittorie per il rotto della cuffia di Francia e Uruguay.

Risultati che hanno un po’ spiazzato tutti, soprattutto avvenute contro nazionali molto abbordabili. Questa sera torna in campo, dopo 12 anni dall’ultima volta, la Tunisia che tanto bene ha fatto nella Coppa d’Africa 2017, sconfitta in semifinale contro il Burkina Faso.

La Tunisia sfidera’ l’Inghilterra in quello che puo’ definirsi un altro match in cui ci potrebbero essere delle sorprese.

Proprio la nazionale delle Aquile di Cartagine e’ stata la prima formazione africana a ottenere una vittoria in un match Mondiale. Dobbiamo fare un salto ad Argentina 1978, quando i nordafricani sconfissero il Messico per 3-1, grazie alle reti di Kaabi, Ghommidh e Dhouieb.

In effetti sino proprio a quell’edizione, il continente africano contava le presenze solamente di Egitto (2-4 dall’Ungheria nel 1934) e Marocco (un pareggio e due sconfitte a Messico 1970), oltre che la sciagurata edizione del 1974 in cui lo Zaire si trovo’ a vivere una bruttissima situazione a causa delle ire del dittatore Mobutu Sese Seko.

In Argentina la nazionale tunisina arrivo’ certo non sprovveduta ma comunque con tutti i pronostici a sfavore, data la presenza di formazioni molto piu’ blasonate e storicamente forti.

Ma la Tunisia oltre alla vittoria contro il Messico riusci’ addirittura a fermare anche la Germania Ovest (campione del Mondo 1970) sullo 0-0. Risultato che pero’ non riusci’ a dare la possibilita’ di passare il turno, a causa della sconfitta patita contro la Polonia per 1-0.

Tuttavia per il calcio tunisino la vittoria ottenuta il 2 giugno  ’78 contro i messicani resta comunque una data importante e storica.
Davanti a 17mila spettatori al Gigante de Arroyito di Rosario, riusci’ a dare una scossa al Mondiale. Quella nazionale  era guidata dal commissario tecnico Abdelmajid Chetali e dal talento Dhiab Tarak, nominato pallone d’oro africano per l’anno 1977 . Tarak era dotato di un piede raffinatissimo in grado di mettere davanti alla porta i propri compagni di squadra. Da notare anche il portiere Mokhtar Naili, discreta tecnica tra i pali anche se con qualche limite.

Quella contro El Tricolor fu una partita in salita per gli africani, dato che i primi a passare furono proprio i messicani grazie alla rete su calcio di rigore di Vázquez Ayala.

Piu’ volte i messicani provarono a chiudere il match ma, come spesso accade nel calcio, i tunisini riuscirono prima a pareggiarla e poi addirittura a vincerla dopo che gli americani continuarono a divorarsi occasioni nitide davanti al portiere Naili.

Grande prima vittoria per una nazionale africana in un Mondiale e stasera proveranno a ripetersi.

Serata di emozioni in Africa per l’ultimo turno di gare nei gironi di Qualificazioni al Mondiale di Russia 2018.

Non poche soprese sono arrivate dal continente africano.

Nel gruppo A alla Tunisia bastava un punto per andare in Russia e con il pareggio a reti bianche arrivato in casa con la Libia, le Aquile di Cartagine possono esultare. Nel gruppo C stesso destino per il Marocco che si qualifica ai Mondiali dopo 20 anni di assenza grazie alla vittoria per 2-0 in Costa D’Avorio. A segno anche il difensore bianconero Benatia che elimina gli Elefanti di Wilmots.

Dunque sono Nigeria, Senegal, Egitto, Marocco e Tunisia i cinque Paesi africani che andranno ai prossimi Mondiali.

Con la vittoria del gruppo A, la Tunisia centra un passaggio alla fase finale di un campionato del Mondo che mancava da Germania 2006 grazie al pareggio 0-0 in casa contro una Libia già eliminata. Le Aquile di Cartagine hanno chiuso prime a 14 punti. Non è bastato dunque alla Repubblica Democratica del Congo il successo per 3-1 arrivato nel finale con la Guinea.

Nel gruppo C è invece storica la qualificazione del Marocco che non andava un Mondiale da 20 anni (Francia 1998). I Leoni dell’Atlante hanno eliminato la Costa d’Avorio in uno scontro diretto dove il mattatore è stato Medhi Benatia, sia in difesa che in attacco con un gol.

Continuano le qualificazioni maschili per il Mondiale di Volley che avrà inizio nel settembre 2018. Ancora qualche sfida da disputare, ma è già quasi al completo l’elenco delle squadre che si disputeranno il titolo di campioni del mondo.

Da poco è toccato all’Egitto e al Camerun, che superano le qualificazioni e possono accedere al mondiale. Ma nella formazione delle squadre africane la vera sorpresa è rappresentata dalla Tunisia, che proprio ieri ha battuto l’Egitto per 3-0 conquistandosi il diritto di partecipare alla prossima rassegna iridata.

Un trionfo assoluto per i giocatori tunisini capitanati dall’italiano Giacobbe Antonio, che è riuscito a condurre la sua squadra ad un alto livello in grado di superare con maestria l’ottima tattica di gioco dei giocatori egiziani, che da sei edizioni erano imbattuti.

Vediamo dunque quali sono i paesi che vedremo contendersi il titolo nel 2018:

Italia, Bulgaria, Polonia, Francia, Paesi bassi, Slovenia, Russia, Serbia, Finlandia, Belgio, USA, Repubblica Dominicana, Canada, Giappone, Australia, Iran, Cina, Egitto, Tunisia, Camerun, Brasile, Argentina.

Restano ancora due posti da decidere per le ultimissime qualificazioni che saranno disputate tra Cuba, Porto Rico, Messico, Guatemala.

Volley 2018 tra Italia e Bulgaria

Con grande soddisfazione, i prossimi Mondiali di Volley saranno disputati anche nel nostro paese. Le partite si giocheranno tra Italia e Bulgaria dal 9 al 30 settembre 2018.

Le città italiane interessate sono Roma, Bari, Firenze, Bologna e Milano mentre quelle bulgare sono Sòfia, Varna e Ruse. La finalissima avrà luogo direttamente in Italia nella città di Torino.

È la terza volta che il nostro paese ha l’onore di ospitare questa rassegna mondiale di tale entità: in passato ha accolto i mondiali maschili del 2010 e i mondiali femminili del 2014.

Il Campionato del mondo maschile di pallavolo per la prima volta viene diviso tra due paesi differenti, in un accordo che nasce dalla collaborazione tra la Federazione Italiana con quella bulgara.

Il Presidente Magri, con orgoglio manifesta così la sua soddisfazione:

Voglio ringraziare tutte le persone che in questi mesi mi hanno sostenuto, il Consiglio Federale, il Comitato Olimpico e le istituzioni politiche, perché senza il loro appoggio non avrei potuto presentare una candidatura così importante. Penso che l’organizzazione di un Mondiale in Italia sia qualcosa di cui debba andare orgoglioso non solo l’intero mondo pallavolistico, ma tutto il nostro paese. Spero che questo attestato di fiducia verso la nostra federazione possa essere di buon auspicio per la Candidatura Olimpica di Roma 2024.

L’Italia gioca in casa, dunque, e non esiste occasione migliore per dimostrare il suo talento e prendersi la sua rivincita dopo la bruciante delusione degli Europei 2017 che hanno visto la nazionale azzurra maschile essere schiacciata per 3-0 sia dall’Olanda che dal Belgio.

Si tende ad una svolta che i giocatori di volley vogliono dare al loro percorso proprio nella prossima competizione mondiale, con il tifo e il sostegno di tutto il paese.