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Qualche settimana fa si è concluso il campionato di China Super League e all’allenatore Italians, Fabio Cannavaro ha ottenuto un gran bel risultato.

In effetti l’ex campione del Mondo 2006, alla guida del Tianjin Quanjian ha conquistato una storica qualificazione alla Champions League asiatica alla sua prima vera occasione. Il Tianjin è salito nella CSL solo quest’anno e, centrare questo risultato, non è stata cosa da poco.

Tuttavia la favola tra Cannavaro e lo Tianjin si è conclusa con l’addio dell’allenatore napoletano dalla panchina. Una scelta ponderata sia dal mister che dal club che sta per chiudere con l’ex Viola, Paulo Sousa.

Fabio Cannavaro però, ha già trovato un’altra sistemazione, nella grande società del Guangzhou Evergrande. Gradito ritorno per l’ex capitano azzurro dov’è rimastoper qualche mese. In effetti Cannavaro fu chiamato il 5 novembre 2014, su richiesta di Lippi che passò nel ruolo di direttore tecnico del club.

Il 4 giugno 2015, però, con la squadra al primo posto in campionato e ai quarti di Champions, è stato esonerato e sostituito da Luiz Felipe Scolari. In totale su 23 partite ne ha vinte 11, pareggiate 7 e perse 5.

Proprio con l’ex ct del Brasile, il Guangzhou ha vinto l’ultimo campionato senza troppe difficoltà.

La squadra di Canton ha ufficializzato l’acquisto di Cannavaro tramite i loro canali social. Quindi per il mister italiano la prossima stagione sarà quella della conferma ma anche del riscatto verso quella piazza che lo ha prima accolto, poi lasciato andare e poi ripreso.

Intanto per il lavoro fatto lungo tutta la stagione appena terminata, la federazione del campionato cinese lo ha premiato come miglior allenatore della China Super League. A premiarlo un suo ex compagno alla Juventus, Pavel Nedved. Un Pallone d’oro che ha premiato un altro Pallone d’oro.

Dario Sette

Svanisce in semifinale il sogno di Sara Errani al “Tianjin Open”, torneo Wta International dotato di un montepremi di 500mila dollari in corso sui campi in cemento di Tianjin, in Cina. La 30enne romagnola, al rientro dopo la squalifica di due mesi per l’assunzione (accidentale) di letrozolo, si è arresa per 6-1 6-3, in in poco meno di un’ora di gioco, alla bielorussa Aryna Sabalenka, 19 anni, numero 102 Wta, che ha così centrato la sua prima finale nel circuito maggiore.

L’azzurra, scesa al numero 280 del ranking mondiale e passata attraverso le qualificazioni, non si è espressa al meglio, subendo la potenza dei colpi della sua giovane avversaria, e ha probabilmente pagato la stanchezza accumulata nei due match precedenti (tra ottavi e quarti era rimasta in campo ben sei ore).

Resta comunque più che positiva la settimana in Cina della ravennate che guadagnerà un centinaio di posizioni nel ranking. Quella di Tianjin era per la Errani la prima semifinale da cinque mesi a questa parte (l’ultima volta sulla terra di Rabat, a inizio maggio, fermata dalla russa Pavlyuchenkova) e non vinceva cinque match di fila dal torneo di Dubai dello scorso anno, ultimo trofeo messo in bacheca.

La Sabalenka sfiderà ora Maria Sharapova. La 30enne siberiana, oggi all’86esimo posto della classifica dopo la lunga squalifica per doping e in tabellone grazie a una wild card, si e’ sbarazzata per 6-3 6-1 della cinese Shuai Peng, terza testa di serie, e andrà così a caccia del 36esimo titolo della carriera. La russa non gioca una finale dal successo agli Internazionali d’Italia del 2015.

Intanto a Shanghai Nadal-Federer di nuovo di fronte l’uno contro l’altro in finale per la terza volta dell’anno. Accadrà domani allo ‘Shanghai Rolex Masters’, penultimo Atp Masters 1000 della stagione in corso sui campi in cemento della metropoli cinese. Dopo lo spagnolo, che si è sbarazzato del croato Marin Cilic, è toccato al svizzero, n. 2 del mondo, raggiungere la finale, eliminando in rimonta l’argentino Juan Martin Del Potro 3-6, 6-3, 6-3 dopo un’ora e 58 minuti di gioco.

Il calcio italiano negli ultimi anni ha conquistato la Cina.
Se le oramai società milanesi Inter e Milan sono in mani a proprietà cinesi, anche molti calciatori italiani si sono trasferiti nel grande Paese orientale per provare una nuova esperienza calcistica magari strappando un contratto faraonico.

Ultimo della lista è bomber Federico Piovaccari. L’attaccante, dopo aver girovagato in molti campionati come: Italia, Romania, Australia e Spagna, ha deciso di provare una nuova esperienza. Durante la finestra di mercato di riparazione, la punta ha accettato l’offerta dello Zhejiang Yiteng, club della città di Shaoxing, militante nella China League One (pari alla Serie B italiana).

Tuttavia l’elenco degli italiani a “masticare” il calcio cinese è corposo. Ai calciatori bisogna anche aggiungere la presenza degli allenatori.
Il pioniere di questa “migrazione” è stato Damiano Tommasi nel 2009. L’ex calciatore della Roma firma un contratto da 40mila dollari al mese con il Tianjin Teda, squadra che milita in Super League.

Dopo un ex romanista, un ex laziale: Fabio Firmani. All’inizio del 2011, ormai ai margini del club biancoceleste, il centrocampista romano approda allo Shaanxi Renhe. Diciotto presenze e due gol, di cui una in quella che è stata la sua ultima gara da professionista.

In un periodo più recente il duplice acquisto italiano DiamantiGilardino ha fatto notizia nel 2014. Entrambi si sono trasferiti al Guangzhou Evergrande allenato dall’ex ct della nazionale, Marcello Lippi. Il club cinese mette sul piatto un triennale da 6,9 milioni di euro che per Alessandro Diamanti sono irrinunciabili. Il centrocampista tra alti e bassi, collezionando 4 reti in 24 partite di Super League, riesce a contribuire alla vittoria del campionato del suo Guangzhou.
Qualche mese più tardi un altro eroe del Mondiale 2006, Alberto Gilardino, accetta le lusinghe del club guidato da Lippi. Dopo pochi mesi però entrambi rientrano in Italia.

Ultimo in ordine cronologico, ma colui che è riuscito a strappare un contratto faraonico, è sicuramente Graziano Pellè. L’attaccante salentino, dopo un buon Europeo (a parte il calcio di rigore contro la Germania) ha detto sì allo Shandong Luneng. Con ben 15 milioni di euro a stagione, è lo sportivo italiano più pagato al mondo.

GLI ALLENATORI

Ma se il primo calciatore è stato Tommasi nel 2009, il primo mister a sedere su una panchina cinese è stato Beppe Materazzi nel 2003, proprio nella squadra in cui militerà qualche anno più tardi l’ex centrocampista romanista.

I trionfi però arrivano per nome di Marcello Lippi. L’attuale commissario tecnico della nazionale di calcio cinese, è stato allenatore dello Guangzhou Evergrande per tre stagioni in cui ha vinto tre China Super League, una Coppa di Cina e la Champions League asiatica del 2013.

Tra il 2014/15 è stato anche direttore tecnico del club cinese, cedendo la panchina a un altro italiano doc: Fabio Cannavaro.
Proprio l’ex capitano azzurro e pallone d’oro 2006, dopo la parentesi al Guangzhou e altre in Arabia Saudita, accetta di guidare il Tianjin Quanjian con la consapevolezza che la sua proprietà condurrà una campagna acquisti faraonica.

Meteore invece sono state Alberto Zaccheroni e Ciro Ferrara. L’ex ct del Giappone, in seguito ai successi con la nazionale nipponica, decide di firmare con la squadre pechinese del Bejing Gouan. Lascerà la guida del club dopo sole 9 giornate.
L’ex difensore napoletano invece, dopo una salvezza in netto anticipo con lo Wuhan Zall, serie B cinese, viene esonerato dopo poche giornate al suo secondo anno.

Ultimo a firmare un cospicuo contratto con una proprietà cinese è Fabio Capello. L’allenatore ha detto sì a Suning, famiglia proprietaria dello Jiangsu e dell’Inter. L’obiettivo del mister friulano è quello di risollevare la squadra da una pessima situazione in classifica.

Dario Sette