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La Nazionale chiama, Milano risponde. A poche ore dall’inizio della vendita dei biglietti per la sfida dei play off Mondiali tra Italia e Svezia, sono circa 20mila i tagliandi già acquistati per la gara di ritorno in programma lunedì 13 novembre (ore 20.45) a ‘San Siro’.

Ancora una volta arriva quindi una straordinaria dimostrazione di affetto e attaccamento alla maglia azzurra da parte di una città da sempre roccaforte della Nazionale, che proprio all’Arena Civica di Milano ha disputato il 15 maggio 1910 la prima gara della sua storia (successo per 6-2 sulla Francia). Un legame vincente confermato anche dai numeri, visto che nelle 56 gare giocate a Milano, gli Azzurri hanno raccolto 37 successi, 17 pareggi e solo 2 sconfitte.

Tante le agevolazioni per i tifosi in un match decisivo per l’accesso al Mondiale: i biglietti ridotti sono riservati alle donne, ai ragazzi fino ai 18 anni (nati dopo il 13 novembre 1999), agli Over 65 (nati prima del 13 novembre 1952) e ai possessori della Card Vivo Azzurro. I tagliandi possono essere acquistati presso i punti vendita della TicketOne e sui siti www.vivoazzurro.it e www.ticketone.it .
Ottima risposta anche dalla vendita dei biglietti per la gara d’andata del play off Mondiale: nel giro di poche ore  sono stati acquistati infatti centinaia di tagliandi del settore riservato ai tifosi italiani per il match in programma venerdì 10 novembre alla ‘Friends Arena’ di Solna (ore 20.45). I biglietti sono in vendita sui siti www.vivoazzurro.it e www.ticketone.it fino ad esaurimento dei posti disponibili e non oltre le ore 15 di venerdì 3 novembre.

Inizierà alle ore 15 di domani la vendita dei biglietti per Italia-Svezia, gara di ritorno dei play off Mondiali in programma lunedì 13 novembre (ore 20.45) allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di Milano.

Ad un anno di distanza dall’amichevole del 15 novembre 2016 con la Germania (0-0 il risultato), l’Italia torna a giocare in una città da sempre roccaforte della Nazionale, che proprio all’Arena Civica di Milano ha disputato il 15 maggio 1910 la prima gara della sua storia (successo per 6-2 sulla Francia).

Nelle 56 gare giocate a Milano, gli Azzurri hanno raccolto 37 successi, 17 pareggi e solo 2 sconfitte (nel 1911 e 1925) in due incontri disputati all’Arena Civica e sul terreno di gioco di ‘Campo Milan’. Al ‘Meazza’ l’Italia non ha ancora mai perso e spera di proseguire la sua striscia positiva di risultati contro la Svezia, con cui a Milano ha un bilancio di tre successi e un pareggio.

Tante le agevolazioni per i tifosi, chiamati a dare una spinta fondamentale alla Nazionale in un match che vale l’accesso al Mondiale: i biglietti ridotti sono riservati alle donne, ai ragazzi fino ai 18 anni (nati dopo il 13 novembre 1999), agli Over 65 (nati prima del 13 novembre 1952) e ai possessori della Card Vivo Azzurro. I tagliandi potranno essere acquistati presso i punti vendita della TicketOne e sui siti www.vivoazzurro.it e www.ticketone.it .

Alle ore 16 di domani prenderà il via anche la vendita dei biglietti del settore riservato ai tifosi italiani per la gara d’andata del play off Mondiale con la Svezia in programma venerdì 10 novembre alla ‘Friends Arena’ di Solna (ore 20.45). I tagliandi potranno essere acquistati sui siti www.vivoazzurro.it e www.ticketone.it fino ad esaurimento dei posti disponibili e non oltre le ore 15 di venerdì 3 novembre.

La doppia sfida del 10 e del 13 novembre mette di fronte all’Italia una nazionale che è riuscita a rialzarsi nonostante l’assenza fondamentale di un leader come Zlatan Ibrahimovic.

Gli azzurri, tuttavia, non devono certo abbassare la guardia contro una squadra che seppur diversa da quelle degli scorsi anni, ha saputo fare nel gruppo una vera e propria arma.

I precedenti con la nazionale gialloblù sono 23 considerando tutte le competizioni: 11 trionfi italiani, 6 pareggi e altrettante sconfitte. Ultimo match in ordine cronologico è stato nella fase a gironi dell’Europeo 2016 in Francia, quando la nazionale guidata da Conte ha battuto gli svedesi per 1-0 con gol di Eder.

È, invece, il primo confronto in uno spareggio per il Mondiale.

Il primo match in cui Italia e Svezia si sono scontrati è stato in occasione delle Olimpiadi 1912 a Stoccolma. Vittoria degli azzurri per 1-0 con rete di Bontadini. Qualceh anno più tardi seguirono due amichevoli con un pareggio per 2-2 (1924) e la prima sconfitta italiana per 5-3 all’Olympiastadion di Stoccolma (1926).

La vera prima beffa per la nazionale italiana avviene nel Mondiale 1950 in Brasile. Gli azzurri di mister Novo vengono sconfitti per 3-2 (reti di Carapellese e Muccinelli per gli Azzurri e doppietta di H. Jeppson e rete di Andersson per i Blagult) durante la fase a gironi. Sconfitta che costò l’uscita dell’Italia dal campionato del Mondo.

Tra un’amichevole e un’altra, la rivincita dell’Italia avviene nel Mondiale 1970 in Messico. Vittoria per 1-0 nel girone eliminatorio con gol di Domeneghini.

Un anno più tardi, Italia e Svezia si affrontano nella doppia sfida del gruppo 6 valevole per la qualificazione a Euro ’72 in Belgio. La prima gara giocata a Stoccolma si conclude 0-0. Il ritorno, a San Siro, vede trionfare l’Italia per 3-0 grazie alla reti di Boninsegna e alla doppietta di Riva.

Altri match negli anni ’80 e ‘90 in cui si alternano vittori e sconfitte di rilevanza minore.

In effetti bisogna fare un salto al 2004 per ricordare un match amaro per gli azzurri all’Europeo.
Nel girone C il match termina 1-1 (reti di Cassano e Ibrahimovic). L’Italia di Trapattoni, però, terminò anzitempo quella rassegna a causa del “biscotto” tra la stessa Svezia e la Danimarca che, a pari punti degli Italiani, pareggiarono 2-2 nell’ultimo incontro qualificandosi così grazie al maggior numero di gol segnati negli scontri diretti rispetto agli Azzurri. Una beffa che lascia ancora tanta amarezza.

Alla squadra di Ventura non resta che lavorare duro per riuscire a strappare il pass per Russia 2018.

Svezia, Grecia, Irlanda o Irlanda del Nord. Ora è certo: sarà una di queste quattro nazionali l’ultimo, si spera, ostacolo tra l’Italia di Ventura e il Mondiale in Russia nell’estate 2018.
Dopo la vittoria sofferta per 1-0 contro l’Albania, la Nazionale azzurra si è piazzata come testa di serie evitando guai ben peggiori come la Croazia. Il sorteggio è in programma martedì 17 ottobre alle 14 a Zurigo e verranno decretati gli accoppiamenti che si giocheranno tra andata e ritorno, tra il 9 e l’11 novembre 2017, e tra il 12 e il 14.

Che ne sarà dell’italica sorte? I nomi rievocano emozioni alterne, ma il passato va lasciato alle spalle per rimanere concentrati su quello che è il cammino futuro. Ecco allora, nel dettaglio, le quattro possibili avversarie.

Svezia

Ibrahimovic non c’è più e la sua eredità è stata raccolta da Marcus Berg, attaccante dell’Al-Ain e, anche se autore di un poker contro il Lussemburgo, il 31enne centravanti non può rappresentare la stessa insidia di Zlatan. Ma la Svezia, pur non avendo nomi altisonanti, ha accarezzato fino all’ultimo la chance di accedere direttamente ai Mondiali, nonostante il Gruppo A davvero tosto con Francia che stacca il pass e Olanda che va a casa. Squadra fisicamente attrezzata, ha nel difensore centrale Lindelof il suo giocatore più rappresentativo, anche se nel Manchester United non sta trovando praticamente mai spazio. In squadra ci sono anche due conoscenze italiane: Ekdal e Granqvist, rispettivamente ex Cagliari e Genoa.

Grecia

La Grecia acciuffa i playoff per il rotto della cuffia e molto deve al Belgio, già qualificato, che lo scorso 7 ottobre, sul campo della Bosnia è andato a vincere per 4-3 facendo saltare tutti i piani della Nazionale dei Balcani che è scivolata al terzo posto nel Gruppo H. Dopo aver mancato la qualificazione agli ultimi Europei gli ellenici hanno voglia di rifarsi: dietro, la difesa guidata dal romanista Manolas concede davvero poco, solo sei gol in 10 match di qualificazione. Nell’equilibrio tattico a farne le spese è l’attacco che fa fatica a trovare gioco e via del gol. La punta di riferimento è Mitroglou, attualmente al Marsiglia, è ragazzo di sicuro affidamento.

Irlanda

Giocarsi l’accesso diretto in casa contro la Serbia, perdere clamorosamente, rischiare addirittura di non qualificarsi e inventarsi il colpo di genio all’ultimo contro il diretto avversario Galles. In trasferta. Andamento pazzo per l’Irlanda che con 19 punti accede ai playoff con il secondo piazzamento nel Gruppo D. Con solo 12 gol fatti, l’Irlanda ha rischiato di rovinare tutto proprio sul più bello, ma il volto di questa qualificazione è quello di James McLean, ala del West Bromwich Albion e suo il gol contro i gallesi. Curioso, il caso di McLean: il ragazzo, infatti, ha scelto di cambiare bandiera scegliendo l’Irlanda all’Irlanda del Nord. Destino doppiamente curioso: entrambe le Nazionali si giocano il pass.

 

Irlanda del Nord

In un girone, quello C, fatto di estremi (da un lato la Germania e dell’altro San Marino), l’Irlanda del Nord, quatta quatta ha scalzato posizioni superando Norvegia e Repubblica Ceca. Decisivo proprio lo scontro diretto dello scorso settembre anche perché i nordirlandesi, pur perdendo le ultime due partite, erano sicuri dei playoff. Dal punto di vista tecnico e qualitativo forse è la nazionale più abbordabile per gli azzurri, ma qui a manifestarsi è lo spauracchio del 1958. Ecco, evitiamo di chiamare la Storia a ripetersi.

 

Quale di queste squadre è la più abbordabile per l’Italia?

La palla che rimbalza nella terra di nessuno, poco lontano dall’area di rigore del Galles, il guizzo di Didì che riesce ad anticipare di testa l’intervento dell’avversario e a servire un ragazzino, tanto piccolo quanto formidabile.
Il ragazzino, spalle alla porta, in meno di due secondi riscrive la sua storia e quella del Brasile: stoppa la palla di petto che rimane incollata lì, la lascia scendere dolcemente per poi la piroetta in aria con un delicato, ma al tempo stesso energico colpo di punta, un archibugio che spiazza il difensore Mel Charles che lo stava marcando. O pensava di marcarlo.

Il ragazzino si gira in un battito di ciglio, lascia rimbalzare a terra la sfera, alza rapidamente lo sguardo per capire in quale angolo del terreno di gioco si trova e schiaffeggia la palla d’istinto. Sempre di destro, quasi storto. Jack Kelsey, il portiere, è immobilizzato: non ha capito nulla di quello che gli è successo davanti.
Può solo voltarsi a guardare la palla avvolta dalla rete e tutti i brasiliani, entusiasti, che abbracciano oltre la linea di porta l’autore del gol, in lacrime. Del suo primo gol in un Mondiale. E’ il primo capitolo della storia infinita di Edson Arantes do Nascimento, o se preferiamo Pelé, con la maglia del Brasile.

E’ il 19 giugno 1958, minuto 66, di Brasile – Galles, quarto di finale del Mondiale in Svezia, paese neutro e non allineato, ideale per ospitare la sesta Coppa Rimet in un clima globale spaccato in due dalla guerra fredda. Quello di Pelé, oltre a essere il primo gol con il Brasile, è anche la sua prima rete nel torneo che lo vedrà, successivamente, esplodere a colpi di giocate e reti: sua la tripletta nel 5-2 in semifinale contro la Francia e analogo risultato in finale coi padroni di casa della Svezia, ma qui la Perla nera segna “solo” una doppietta.

Primo dei tre Mondiali per l’attaccante verdeoro, ma anche un paio di record personali ancora imbattuti: con la rete contro il Galles, a 17 anni e 239 giorni, è diventato e lo è tuttora il marcatore più giovane in una edizione dei Mondiali; mentre a 17 anni e 249 giorni ha sollevato la Coppa Rimet diventando il più giovane vincitore del titolo iridato.

“Un gatto con gli artigli di ferro”, hanno detto i giornali brasiliani vedendo quella rete. Di soprannomi lui ne ha avuti tanti nella sua longeva carriera, da “O’ Rey” alla “Perla nera”, ma ha messo d’accordo tutti. Lui è stato è e sarà l’espressione pura del calcio.