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È sempre Federica Pellegrini.

La pluricampionessa non intende fermarsi e continua a stupire tutti in vasca. Agli Assoluti che si stanno tenendo a Riccione l’azzurra ha dimostrato ancora una volta di essere l’atleta da battere nonostante sulla carta d’identità ci sia scritto “classe 1988”.

Dopo l’exploit televisivo in Italia’s got talent, Federica è tornata in vasca è ha conquistato un doppio pass per quella che a luglio sarà la sua nona partecipazione iridata.
Dopo avere vinto la sua gara prediletta (i 200 sl), infatti, la nuotatrice veneta ha anche dominato nei 100 sl.

Un gran bel tempo (53″72) ottenuto nelle vasche romagnole, c’è da ribadire che il suo miglior tempo italiano è del 2016 in 53″18.


Quindi Federica Pellegrini c’è e vuole essere protagonista ai Mondiali sudcoreani in estate.

L’ottimo risultato nei 100 sl si va ad aggiungere al tempone messo a segno nei 200: un ottimo 1’56″60 davanti a Simona Quadarella (1’58″83) e a Stefania Pirozzi (1’59″05), che vuol dire anche seconda miglior prestazione mondiale del 2019 dietro solo alla fortissima americana Katie Ledecky.

Un traguardo che soddisfa appieno la campionessa veneta che, come i grandi sportivi un po’ più “maturi”, segue determinati esercizi e allenamenti che possano fruttare come quando di anni ne aveva 20.

Unico neo per l’azzurra la delusione per la mancata qualificazione nella staffetta 4×100 stile libero.

Tornando invece ai numeri, alla Pellegrini non c’è che da fare un grande plauso per la sua immensa carriera. Ben 121 titoli italiani in bacheca con 32 argenti e 14 bronzi per un totale di 167 podi. Una campionessa che, nonostante il titolo olimpico, i 7 titoli mondiali e i 14 titoli europei al collo, non ha mai rinunciato a un titolo italiano. Lo spessore dei veri campioni.

È stata una giornata storica quella tra le due Coree. Prove di disgelo tra i due Paesi asiatici dopo anni di tensioni.

I due presidenti si sono incontrati in uno storico faccia a faccia in cui hanno parlato di pace. Una svolta epocale che potrebbe stabilire quiete in una parte di mondo sempre a rischio di conflitti.

Uno spiraglio positivo lo si è visto già qualche mese fa durante le Olimpiadi Invernali di PyeongChang. Proprio durante la rassegna olimpica le due Coree hanno avuto modo di sfilare nella cerimonia d’apertura sotto la stessa bandiera, quella della penisola coreana.

Quello di PyeonChang ha segnato un primo passaggio importante per i due Paesi. E oggi sono aperti anche le intermediazioni per una denuclearizzazione del territorio.

A livello calcistico, però, le due nazionali giocano autonomamente da quasi sempre.

Storico è stato il primo derby calcistico, avvenuto nel lontano 6 maggio 1976.

L’incontro si è disputato in Thailandia a Bangkok, match valido per le semifinali dei Campionati asiatici di calcio giovanili. La partita si concluse con la vittoria stringata (1-0) da parte della Corea del Nord.

Uno scenario particolare che vide a confronto due realtà da sempre sotto i riflettori per i conflitti bellici.

Quello attuale è un momento importante che potrebbe aprire altri scenari.