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Realizzate con materiali riciclati raccolti da vecchi smartphone: questa la novità delle medaglie con cui saranno premiati gli atleti alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020, in programma dal 24 luglio al 9 agosto. Le medaglie sono state presentate dagli organizzatori dei 32esimi Giochi olimpici, a un anno esatto dall’inizio dell’evento, con l’obiettivo di “assomigliare a pietre grezze che sono state lucidate e che ora brillano”.

I premi in oro, argento e bronzo hanno ciascuno una superficie ruvida, quasi meringata sull’anello esterno, che circonda un centro liscio e brillante. Le medaglie sono state svelate nel corso di una cerimonia ad un anno esatto dall’inizio dei Giochi, alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach, il quale ha detto: «Posso dire di non aver mai visto una città olimpica preparata come Tokyo a anno prima delle Olimpiadi».

Progettate da Junichi Kawanishi, che ha vinto un concorso a cui hanno aderito 400 designer, a livello di dimensioni avranno un diametro di 85 millimetri, e saranno spesse 12,1 mm. Le medaglie d’oro useranno 6 grammi di placcatura in oro su argento puro, mentre quelle che saranno date ai secondi classificati saranno fatte totalmente d’argento. A concludere il cerchio ci sono quelle di bronzo, che useranno una lega di ottone rosso composta da rame al 95% e zinco al 5%.

I regolamenti del Cio imponevano che il design includesse i cinque anelli, il nome ufficiale dei giochi e la dea greca della vittoria di fronte allo stadio Panatheniac. Due anni fa il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 lanciò una campagna di raccolta di vecchi dispositivi elettronici, allo scopo di riciclarli per ottenere i materiali per le medaglie: sarebbero state ricevute 78.895 tonnellate di gadget, di cui 6,21 milioni di smartphone che hanno permesso di ottenere 32 chilogrammi di oro, 3.500 chilogrammi di argento e 2.200 di bronzo.

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In attesa di vedere giocare l’Islanda contro la Nigeria nella partita in programma giorno 22 giugno alle ore 17 (ore italiana), conosciamo più da vicino i vichinghi che hanno già affascinato il mondo con il loro piccolo paese delle terre del nord.

Forse non tutti sanno che, data la dimensione ridotta dell’Islanda, all’interno del suo territorio non solo si conoscono tutti, ma la maggior parte dei suoi abitanti è imparentata. La cosa bizzarra è che non sempre sono consapevoli di questo legame genetico e si corre il rischio di simpatizzare amorevolmente col proprio cugino!

Ma gli islandesi, popolo originale e di certo ricco di inventiva, ha deciso di arginare questo problema con una soluzione che già da qualche anno aiuta le coppie a trovare l’anima gemella tra quelle poche persone che non rientrano nella parentela.

Si tratta di un’app per smartphone, che fornisce un valido aiuto nella conoscenza della persona che si ha di fronte.

In che modo?

Pare proprio che sia uno di quei congegni tecnologici capaci di scannerizzare geneticamente le persone per essere in grado di dire se ci sono geni in comune o meno.

Il suo nome è Islendinga e nasce dal genio di tre programmatori del luogo, che con questa applicazione riescono ad estrapolare la genealogia direttamente dal registro dell’anagrafe, in possesso anche di dati antichissimi.

Attraverso un servizio aggiuntivo di comparazione dati il gioco è fatto: in pochi attimi è possibile sapere tutto il necessario su chi si ha di fronte e capire se ci sono i presupposti per iniziare una relazione o meno.

L’operazione può essere svolta anche da un solo utente senza che l’altro ne sia a conoscenza, ma viene soprattutto usata nella sua modalità “anti-incesto”.

Gli informatici a cui si deve l’idea hanno infatti elaborato una funzione aggiuntiva per rendere più facile la vita sociale agli islandesi, inserendo nell’app una comparazione particolare che avviene incrociando due telefoni per avviare la modalità Bump. Solo così è possibile sapere subito se indirizzare la propria attenzione altrove o approfondire la conoscenza.

Bump in the app before you bump in the bed…dicono gli islandesi, e in un paese con 320.000 abitanti le precauzioni non sono mai troppe per evitare di ritrovarsi coinvolti in situazioni incestuose o imbarazzanti coi propri familiari!