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Ha preso il via martedì 29 agosto, a Oslo, la 15esima edizione della Homeless World Cup, la Coppa del mondo di calcio annuale rivolta ai senzatetto. Il torneo, che terminerà il 5 settembre, si svolge al centro dell’iconica Rådhusplassen, la piazza adiacente al municipio della capitale norvegese. Qui, ben 72 squadre provenienti da 54 paesi si sfideranno in più di 400 partite: 48 squadre nel gruppo maschile/misto e ben 24 squadre esclusivamente femminili. Per la prima volta Irlanda e Irlanda del Nord avranno una nazionale di donne, mentre la rappresentante maschile del Kenya ritorna dopo l’ultima apparizione nel 2011.

L’edizione del 2016 a Glasgow ha visto il dominio messicano: la compagine maschile ha conquistato il trofeo per la seconda volta consecutiva, mentre quella femminile ha alzato la Coppa del mondo per la quarta volta.

La Nazionale italiana

L’Italia è con la Nazionale Solidale (maschile) ed è stata inserita nel Gruppo C, proprio quello dei campioni messicani, assieme a Romania, Cambogia, Corea del Sud e Germania. Il progetto è sostenuto dalla Dogma Onlus, associazione milanese nata nel giugno 2011 dalla passione di tre sportivi che hanno sempre creduto nei valori e nella forza dello sport con finalità di solidarietà sociale. In particolare, l’attenzione è rivolta nei confronti delle persone senza fissa dimora o che si trovano in una situazione di forte disagio abitativo.

La Nazionale Solidale, sin dal 2003 ha sempre partecipato all’Homeless World Cup. L’allenatore Matteo Volpi, già giocatore in passato, guiderà il team composto da sette azzurri: il capitano Paolo, Carlos, Pajazit, Andrea, Elia, Kekeli e Kevin.

Sport, solidarietà, ma anche riflessione: sul sito dell’organizzazione del torneo, infatti, sotto ogni scheda del paese che partecipa, sono presentati i dati sui senzatetto. In Italia, secondo un dato del 2012, 48mila persone non hanno una casa, di questi quasi il 60% sono migranti e proprio l’immigrazione, si legge, è una delle sfide più complesse che riguarda il nostro paese.

Storia e regole

L’idea di organizzare un torneo di calcio per senzatetto venne a Mel Young, cofondatore della Big Issue Scotland, e Harold Schmied, editore della Megaphon, durante l’International Network of Street Papers Conference tenutasi a Città del Capo nel 2001. Diciotto mesi dopo il loro incontro, venne organizzata la prima edizione della Homeless Word Cup a Graz, in Austria. Il successo ottenuto li spinse a proseguire con questo progetto che, annualmente, vede sempre maggior partecipazione.

Ogni squadra può schierare quattro giocatori, incluso il portiere. Quattro sono anche le sostituzioni disponibili durante una partita che dura 14 minuti. La squadra vincitrice si aggiudica 3 punti, i perdenti 0; in caso di pareggio, si ricorre ai calci di rigore e chi vince ottiene 2 punti, mentre gli sconfitti un punto.