Tag

schumacher

Browsing

Uno, due, tre, quattro, cinque e sei. Lewis Hamilton ha conquistato il suo sesto titolo mondiale in Formula 1. Al pilota Mercedes è bastato il 2° posto nel GP degli Stati Uniti per laurearsi aritmeticamente campione e avvicinarsi a – 1 dal record assoluto di Michael Schumacher. Ad Austin la vittoria è andata all’altra Mercedes di Bottas, con la Red Bull di Verstappen a completare il podio. Giornataccia per la Ferrari: 4° Leclerc, ritiro per uno sfortunato Vettel.

Il conto alla rovescia era iniziato ormai da tempo e al Circuit of the Americas si è infine interrotto. Hamilton è campione del mondo per la sesta volta in carriera, la terza consecutiva. Un titolo arrivato al termine dell’ennesima stagione di dominio per la Mercedes, in cui il fuoriclasse di Stevenage ha portato a casa 10 vittorie e 4 pole position, su un totale di 14 e 9 per il team. La nota stonata, per un perfezionista come il britannico, è che ancora una volta non è riuscito a festeggiare con una vittoria nella gara decisiva, com’era accaduto anche nel 2017 e nel 2018. Poco male per Lewis, che già nel 2020 potrà mettere nel mirino quel settimo titolo che lo porterebbe a eguagliare il mito di Schumi.

C’è stata gloria per Bottas nella domenica di Austin: il finlandese è stato autore di una partenza impeccabile dalla pole e la strategia a due soste (contro quella singola del compagno) alla fine lo ha premiato. Si è dovuto accontentare invece del terzo posto Verstappen, che nel finale non è riuscito a infilare Hamilton nonostante la differenza di ritmo, anche a causa di una bandiera gialla nel secondo settore che non gli ha permesso di attaccare.

Domenica totalmente da dimenticare per la FerrariVettel è stato autore di una partenza disastrosa, dovuta a qualche evidente problema tecnico sulla sua SF90. Si è ritrovato 7° dopo un paio di giri ed è stato poi costretto al ritiro a causa di un incredibile cedimento della sospensione posteriore destra sulla sua vettura; Leclerc ha invece chiuso 4°, la sua posizione di partenza, con il “contentino” del giro veloce, senza però mai dare l’impressione di poter tenere il ritmo dei tre davanti. Ennesima prova di come, tanto in termini di affidabilità quanto in termini di passo, la Ferrari abbia ancora un evidente gap da colmare nei confronti della Mercedes.

Alle spalle di Leclerc ha chiuso l’altra Red Bull di Albon, seguito dalla Renault di un super Ricciardo. In settima e ottava posizione le McLaren di Norris e Sainz, a conferma del ruolo di “best of the rest” per il team britannico. A chiudere la top 10 Hulkenberg con l’altra Renault e Kvyat con la Toro Rosso.

Quel minuto di silenzio e la fascia nera al braccio sembravano a tutti una forzatura, un modo davvero poco sensibile per dimostrarsi “corretti” e dare l’ok a giocare una partita dove 22 persone correvano in campo, ma avevano la testa altrove. Come gli allenatori, i panchinari, lo staff, i dirigenti e i tifosi.
L’11 settembre 2001 per molti è stato il giorno dell’autogol del calcio marchiato Uefa. Scossi e svuotati dalle tremende immagini che ci arrivavano da New York, mentre tutto il mondo guardava attonito gli aerei schiantarsi contro le Torri Gemelle, i vertici del calcio europeo sudavano per una decisione da prendere. In quel giorno si giocava la Champions League. La risposta era ovvia per tutti, ma non per loro. Rinvio? No, si gioca comunque.

 

Risultati immagini per 11 settembre champions league

Quattro voli delle linee aeree statunitensi vengono dirottati dai terroristi di Al Qaeda. Due aerei si schiantano sulle Torri Gemelle di New York, uno sul Pentagono, il quarto cade nelle campagne della Pennsylvania. Negli attacchi suicidi muoiono 3017 persone di oltre 90 nazionalità. Ma secondo la Uefa non c’è tempo per fermare la Champions League. Roma-Real Madrid si gioca così come Galatasaray-Lazio.
La Roma tornava nel massimo torneo continentale dopo 17 anni e accoglievano il Real Madrid, in uno Olimpico tutto esaurito con 4 miliardi di lire di incasso e 35 televisioni collegate. Collegate per vedere gli spagnoli vincere 2-1. Vincere cosa?

Gli interessi quel giorno finirono per prevalere sul buonsenso, ma la pressione e le critiche furono così aspre che il giorno dopo, la Uefa rinviò le partite in programma. Arrivò tardi e fu anche grossolana e maldestra, ma quella decisione rese ancor più nitida una certezza: non si poteva parlare di calcio.

Il Gran Premio di Monza

Ma non fu solo il calcio a porsi degli interrogativi. Il weekend del 16 settembre si disputava il Gran Premio di Formula 1 di Monza. Con la Ferrari e Schumacher già sul tetto del mondo in anticipo, il 13 settembre, la Fia (Federazione Internazionale dell’Automobile) confermò il regolare svolgimento della corsa.

Gli organizzatori, allora, cercarono di rendere la manifestazione più sobria possibile per rispetto nei confronti delle vittime del terrorismo annullando le Frecce Tricolori e i festeggiamenti sul podio. La Ferrari decise di togliere tutti gli sponsor dalle monoposto e dalle tute di Michael Schumacher e Rubens Barrichello, verniciando di nero il muso delle vetture. Durante il warm-up, invece, la Jordan scese in pista con la bandiera a stelle e strisce sul cofano motore al posto del tradizionale sponsor.

Ma a sconquassare l’animo già turbato dei piloti fu la notizia del terribile incidente di Alex Zanardi avvenuto 15 settembre in una gara del campionato Cart. I piloti stremati emotivamente chiesero ufficialmente il rinvio, ma la loro richiesta viene respinta da Bernie Ecclestone.

 

La rinascita americana passò dal baseball

Il 18 settembre cominciava anche la stagione di Mlb, lo sport più “nazionalpopolare” degli Stati Uniti. Decisero di giocare regolamente, ma non per giri d’affari quanto per provare a concedere un po’ di normalità alla popolazione devastata.
Le due franchigie di New York, i Mets e gli Yankees, si misero a disposizione della città per far fronte all’emergenza: lo Shea Stadium, fortino dei Mets, si trasformò in un rifugio per sfollati e volontari.

L’inizio di ogni gara fu preceduto da un minuto di silenzio per rendere omaggio alle vittime della strage. Fu un tripudio di bandiere Usa in tutti gli stadi. A Pittsburgh, i Mets scesero in campo con cappellini che riportavano le insegne della polizia e dei vigili del fuoco della Grande mela. Lo stesso fecero i cugini degli Yankees.
E fu lanciando una pallina che l’America tornò lentamente a sorridere.

Jean Todt, ex manager della Ferrari e oggi presidente della Fia (Federazione Internazionale dell’Automobile), torna a parlare dell’ex pilota di F1 Michael Schumacher, a sei anni dal terribile incidente sulle piste da sci avvenuto a Meribel, nelle Alpi francesi, il 29 dicembre 2013.

Todt, intervistato da Radio Monte Carlo, ha parlato delle attuali condizione del campione e del rapporto di amicizia che li lega ancora oggi, seppure in maniera diversa: «Sono sempre molto cauto quando faccio queste dichiarazioni, ma è vero: ho guardato con lui le gare di Formula 1 nella sua casa in Svizzera. Michael non si arrende, continua a combattere ed è nelle migliori mani», ha dichiarato l’ex manager facendo riferimento al team che segue il campione in questa lunga fase di riabilitazione a cui è sottoposto.

Risultati immagini per todt schumacher

Oltre ad aver ammesso di aver visto il Gp di Hockenheim, durante l’intervista, Todt ha anche rivelato che, anche se oggi non c’è più la comunicazione di un tempo, a legarli c’è ancora una grande amicizia, nata nella lunga esperienza condivisa in Ferrari dal 1996 al 2006, durante la quale Schumacher ha vinto ben cinque Mondiali. Poi ha aggiunto: «Michael continua a lottare, e con lui la sua famiglia».

Intanto Mick Schumacher, il figlio 20enne di Michael, ha intrapreso la strada di suo padre. Pilota di formula 2 e membro della Ferrari Driver Academy, nel Gran Premio di Hockenheim ha avuto occasione di guidare la monoposto dell’indimenticabile campione.

 

E finalmente quel giorno è arrivato, torna un nuovo Schumacher in Ferrari.

È Mick, figlio maggiore del grande Michael, il quale ha detto sì alla Rossa e farà parte della Driver Academy della scuderia di Maranello.

Ovviamente uno Schumi in Ferrari non fa che evocare piacevoli ricordi, con i grandi successi del sette volte campione del mondo.

L’arrivo del giovane pilota classe ’99 è stato promosso anche da Sebastian Vettel. I due hanno avuto modo già di affrontarsi alla Race of Champions in Messico, una gara d’esibizione con auto ben diverse da quelle di Formula 1.

Quando debuttai alla Roc feci coppia con Michael e ricordo il modo in cui lo ammiravo. Oggi sono qui con suo figlio Mick. Sono certo che Michael sarebbe estremamente orgoglioso di lui!

Mick Schumacher è riuscito a battere il connazionale per 55 secondi, facendo esaltare le sue doti tecniche. I due, poi, hanno anche gareggiato insieme cogliendo un buon secondo posto.

 

Ad accogliere il figlio del Kaiser in accademia è stato anche il nuovo Team principal Mattia Binotto. Per Schumi e compagni si prospetta un anno di apprendistato in cui ci saranno anche i test con la Rossa per sviluppi e affidabilità.

Si chiama semplicemente “Schumacher. The Official App” ed è disponibile a partire dal 3 gennaio 2019 in occasione del cinquantesimo compleanno della leggenda della Formula 1, Michael Schumacher. L’app, disponibile sia per Android che iOS e realizzata dalla Keep Fighting Foundation, permette di rivivere i momenti più intensi della carriera del tedesco.

Come si legge, infatti, sul sito ufficiale “Schumacher. The Official App” è un museo digitale senza precedenti che onora la carriera del pilota più vincente nella storia della F1 e oltre a molte immagini dell’ex ferrarista, sarà possibile vedere vetture da corsa in 3D con il loro sound originale, approfondire le statistiche e i record detenuti da Michael e ascoltare un’intervista registrata nel 2013.

Inoltre è possibile effettuare un tour virtuale della Michael Schumacher Private Collection, situata nel Motorworld Cologne-Rheinwald Museum di Colonia, e dello storico kartodromo di Kerpen, dove Michael si allenava da ragazzo.

Risultati immagini per schumacher official app

Ma le sorprese per i 50 anni del Kaiser non sono finite: il Museo Ferrari di Maranello apre proprio il 3 gennaio una mostra speciale a lui dedicata con una serie di stanze decorate con fotografie relative all’indimenticabile esperienza di Michael con il team del Cavallino Rampante. Un forte segno di amicizia e gratitudine al pilota del Cavallino Rampante più vincente di tutti i tempi.

Nel comunicato, poi, viene presentata anche una terza iniziativa, la Starbox, un’edizione limitata in 91 esemplari (come le sue vittorie) di sette fotografie autografate da Michael. Tutte le foto sono del professionista Michael Comte, impreziosite dal logo di Michael Schumacher, e ognuna di esse rappresenta ciascuno dei sette Titoli Mondiali ottenuti dal pilota tedesco. Le fotografie coprono un arco di un quarto di secolo e documentano vari aspetti della Formula Uno. Avrebbero dovuto essere già pubblicate nel 2006, all’epoca del primo ritiro, quando Michael le autografò, ma poi l’uscita venne posticipata.

Risultati immagini per schumacher official app

La famiglia di Michael ha chiesto inoltre comprensione in merito alla volontà di mantenere la riservatezza sulle sue condizioni di salute:

Lui è nelle mani migliori in assoluto e stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile per aiutarlo. Vi chiediamo di rispettare la privacy per un argomento così delicato come la sua salute. La app è stata pensata come regalo per lui, per la sua famiglia e per tutti i suoi tifosi

Auguri Michael, continua a lottare…

Link download app iOS – Link download app Android

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Statement of Michael’s family: “We are very happy to celebrate Michael’s 50th birthday tomorrow together with you and thank you from the bottom of our hearts that we can do this together. As a gift to him, you and us, Keep Fighting Foundation has created a virtual museum. The Official Michael Schumacher App will be released tomorrow, so that we can review all together Michael’s successes. The app is another milestone in our effort to do justice to him and you, his fans, by celebrating his accomplishments. We wish you a lot of fun with it. Michael can be proud of what he has achieved, and so are we! That’s why we remember his successes with the Michael Schumacher Private Collection exhibition in Cologne, by publishing memories in social media and by continuing his charitable work through the Keep Fighting Foundation. We want to remember and celebrate his victories, his records and his jubilation. You can be sure that he is in the very best of hands and that we are doing everything humanly possible to help him. Please understand if we are following Michael’s wishes and keeping such a sensitive subject as health, as it has always been, in privacy. At the same time we say thank you very much for your friendship and wish you a healthy and happy year 2019.” @keepfighting #Michael50 #TeamMichael

Un post condiviso da Michael Schumacher (@michaelschumacher) in data:

Se confermata sarebbe una notizia speciale per tutti i tifosi strettamente legati al campione tedesco.

Era il 29 dicembre 2013 e il sette volte campione del mondi di Formula 1, Michael Schumacher, è vittima di un gravissimo incidente sulle nevi di Meribel, in Alta Savoia. Da quel giorno tante ipotesi, dubbi sul suo reale stato di salute, fino alla scoop del Daily Mail di qualche giorno fa.

Le condizioni di salute del pilota tedesco, secondo la redazione del giornale inglese, sono in miglioramento, tanto da essere in grado di respirare autonomamente e di non essere più costretto a restare a letto. Tuttavia, il fatto che Schumi possa essere addirittura cosciente, il Daily Mail non lo ammette.

Notizie davvero confortanti, che però non sono state accertate da nessuna fonte ufficiale.

Schumi, grazie al continuo supporto della famiglia, pare stia ricevendo numerose cure fisioterapiche da circa 50mila sterline a settimana a casa sua, nella villa di Gland in Svizzera.

Qualche settimana fa a parlare del tedesco è stato il suo grande amico Jean Todt, attuale presidente della Fia. L’ex manager della Ferrari ha ribadito di andare spesso a far visita all’ex pilota e che insieme hanno visto in tv il Gp del Brasile, senza però precisare lo stato di salute di Schumi.

In attesa che tali voci possano essere confermate, la Scuderia Ferrari, in occasione dei suoi cinquant’anni, che festeggerà il 3 gennaio prossimo, gli ha voluto dedicare una mostra speciale a Maranello.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

MICHAEL 50’ at Ferrari Museum. (Opening 03/01/2019) #KeepFighting #TeamMichael #ScuderiaFerrari #F1 #Ferrari #PrancingHorse #Nevergiveup

Un post condiviso da Scuderia Ferrari (@scuderiaferrari) in data:

“Michael 50” sarà un vero e proprio “tour” tra i trionfi del tedesco in Formula 1 a bordo della Rossa, e scoprire il contributo che Michael ha dato allo sviluppo di vetture GT. La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Keep Fighting.

Anno di nascita 1999 e un cognome pesante sulle spalle, ma un gran futuro davanti a sé seguendo le orme del papà.

Mick Schumacher, figlio del grande Michael, non ha paura dei parallelismi col papà e continua la sua strada nel mondo dei motori. Dopo aver vinto l’Europeo in Formula 3, per il 2019 il tedesco correrà in F2 con il team Prema. Tra le novità forse anche il cambio di manager: in effetti si potrebbe ricreare la grande coppia Schumacher – Todt, ma stavolta con i rispettivi figli. Nicolas Todt, figlio dell’attuale presidente della Fia, ha un legame indelebile con la famiglia Schumacher e pertanto non sarebbe una sorpresa se ciò dovesse accadere.

Come tutti i grandi piloti, compreso suo padre, Mick è partito dai kart. Ricorda ancora la crescente emozione sua e di Michael durante le gare, i confronti con tanti piloti che poi ha incontrato più avanti.

Risultati immagini per michael e mick schumacher
Mick Schumacher in braccio a papà Michael nel box Ferrari

Per Mick è del tutto scontato chiedere a chi s’ispira. Ha sempre detto che

È il migliore e lo resterà sempre. Potermi paragonare a lui in qualche maniera è fantastico. E allo stesso modo è bellissimo fare parte di questa storia e osservare come si sta sviluppando

Il sogno è di Mick è raggiungere la Formula 1 in cui suo padre è stato colui che ha riscritto la storia con i sette titoli iridati conquistati.

La vita del giovane è interamente dedicata ai motori e alle corse anche se la famiglia resta comunque al centro del suo universo. La condizione fisica attuale di suo padre Michael è grave e il 19enne cerca di essere il più presente possibile nonostante i tanti impegni. Mamma Corinna è sempre vicina al marito e lo assiste, offrendogli tutto l’amore che ha.

Riguardo la situazione attuale dell’ex ferrarista, ha parlato anche Georg Gänswein, arcivescovo e prefetto della Casa Pontificia, che ha avuto modo di far visita a Schumi nell’estate 2016.

Sente l’amore delle persone intorno a lui, che si prendono cura di lui e grazie a Dio lo tengono lontano dall’eccessiva curiosità della gente. Una persona malata ha bisogno di discrezione e comprensione.

Tornando al giovane Mick, tra i consigli di papà Schumi c’è sicuramente l’umiltà e il lavoro di squadra

Lavorare col team e farlo come se fosse una famiglia: bisogna avere la fiducia gli uni negli altri al 100%!

La grinta di Mick è simile a quella di Michael. Il giovane ha voglia di imparare e ascolta i consigli che gli vengono dati proprio come in passato ha fatto suo padre. È ancora chiara a tutti la scena tra un giovanissimo Schumi in Formula 1 e il veterano Ayrton Senna. Il brasiliano, out in gara a Magny Cours proprio a causa del tedesco, offre una dritta al pilota della Benetton per evitare che tutto possa riaccadere.

Sono trascorsi ormai quasi 5 anni da quel maledetto 29 dicembre 2013. Michael Schumacher era in montagna a Meribel, in Francia, quando fu vittima di un grave incidente sugli sci. Da allora si è saputo ben poco. Portato inizialmente all’ospedale di Grenoble, dove viene mantenuto in coma farmacologico, Schumi dal 2014 starebbe seguendo un percorso di riabilitazione nella sua residenza di Gland, in Svizzera. Il condizionale d’obbligo visto che sulle sue condizioni vige il più assoluto riserbo. In questi anni voci e indiscrezioni si sono continuamente rincorse, secondo alcuni il campione tedesco si troverebbe in uno stato vegetativo. Scoop o presunti tali che non sono mai stati confermati dall’entourage di Schumacher.

Schumi con la sua Rossa

Oggi quel velo di riservatezza viene, parzialmente, squarciato dalla moglie Corinna.

Vorrei ringraziarvi sinceramente per il vostro messaggio. E’ bello ricevere così tanti pensieri gentili e parole di conforto. E’ un grande sostegno per la nostra famiglia. Sappiamo tutti che Michael è un combattente e non si arrende

Le parole della signora Schumacher sono state scritte in una lettera di risposta al musicista Sascha Herchenbach dopo il brano dedicato a Schumi contenuto in un cd inviato alla famiglia. Il titolo del pezzo è “Born to flight”, nato per combattere. Proprio Herchenbach ha rivelato l’episodio al magazine tedesco “Bunte”, tuttavia non si sa a quando risale la missiva.

Corinna Betsch è al capezzale del marito dal giorno dell’incidente. Con Michael la storia d’amore risale al 1992, tre anni dopo si sposano nel Castello di Petersberg, in Austria. La coppia ha due figli, Gina e Mick. Proprio quest’ultimo, 19enne, ha recentemente vinto il campionato di Formula 3, iniziando a ripercorrere le gesta del padre, sette volte vincitore del Mondiale di Formula 1. Il prossimo 3 gennaio Schumi senior compirà 50 anni.

Una vittoria di Schumi festeggiata dal suo box

 

Il gran premio di Formula 1 a San Paolo ci ha lasciato altre impressioni: un Lewis Hamilton già campione che continua a vincere, una Mercedes sempre forte e che grazie ai suoi piloti ha vinto anche il titolo costruttori e un Max Verstappen sempre più protagonista del circus.

Il pilota olandese infatti, dopo la grande gara in Messico si è ripetuto sul circuito brasiliano che per poco non ha vinto. Per poco perché a rovinargli la festa è stato il pilota della Racing Point Force India, Esteban Ocon, reo di aver speronato Verstappen da doppiato quando l’olandese era leader della gara; per la cronaca poi la gara l’ha vinta Hamilton superando proprio il pilota della Red Bull andato in testacoda.

Da questa azione è scaturita una lite post gara in cui Verstappen ha più volte spintonato il francese durante le fasi di pesatura. Ai microfoni, inoltre, ha rincarato la dose dicendo di “esser stato buttato fuori da un idiota”. Il transalpino ha poi ribattuto: “Rifarei la stessa manovra, anzi allungherei la staccata ancora di più!”.

A causa della reazione avuta, il giovanissimo Verstappen è stato punito dalla FIA a due giorni di lavori socialmente utili da scontare entro sei mesi.

Non è la prima volta che in Formula 1 avvengono questi tipi di litigi tra piloti.

SALAZAR – PIQUET 1982

Uno scontro che è rimasto nella storia della Formula 1. Il pilota Piquet guida indisturbato la gara ad Hockenheim in Germania. Un po’ com’è successo a Verstappen a rovinarglia la festa è stato un doppiato. Il cileno Eliseo Salazar, invece di far passare il leader del Gp chiude improvvisamente sulla Brabham guidata da Piquet, ponendo fine alla gara per entrambi. La reazione del francese è stata ripresa da tutte le tv mondiali: sceso dalla vettura Piquet cerca subito il faccia a faccia con Salazar, il quale si prende due pugni sul casco e schiva pure un calcio.

SCHUMACHER – SENNA 1992

Puramente nostalgica è stato lo scontro verbale tra il compianto Ayrton Senna e l’allora giovanissimo e inesperto Michael Schumacher. Al Gp di Magny-Cours, il tedesco manda fuori gioco il campione del mondo in carica al primo giro. Il brasiliano si presenta sulla griglia di partenza in borghese e si avvicina al giovane Schumacher, il quale viene “bacchettato” dallo stesso brasiliano, ma con toni pacati.

La ramanzina di Senna a un giovane Schumacher per del Gp di Francia

SCHUMACHER – COULTHARD 1998

Meno pacato è stato invece lo scontro tra Schumi e il pilota McLaren David Coulthard al Gran Premio del Belgio a Spa del ’98. Il ferrarista era al comando della gara e una vittoria avrebbe riaperto i discorsi in ottica campionato, complice il forfait di Mika Hakkinen. Il tedesco compie il sorpasso di doppiaggio sul britannico, il quale però frena di colpo, distruggendo la Rossa del tedesco e la sua monoposto. Per Schumacher addio vittoria. Al rientro nei rispettivi box, Schumi scende dalla sua F300 per si dirige in quello McLaren arrabbiato più che mai e intenzionato a risolvere la faccenda con lo scozzese. Memorabili sono i tentativi di Jean Todt e Stefano Domenicali per cercare di calmare il tedesco. I due si rappacificarono qualche giorno più tardi in pubblico.

FISICHELLA – VILLENEUVE 2006

Durante le qualifiche del Gp d’Europa a Nürburgring va in scena un siparietto acceso tra il pilota romano della Renault Giancarlo Fisichella e Jacques Villeneuve su Bmw Sauber. L’italiano accusa il canadese, reo di aver rallentato il giro lanciato, restando fuori dai primi 10 in griglia. “Fisico” si presenta nei box Sauber insultando in maniera palese Villeneuve.

MASSA – ALONSO 2007

Sempre a Nürburgring un anno più tardi, i protagonisti di un battibecco furono Alonso e Massa. Lo spagnolo della McLaren durante l’ultimo giro si tocca con il ferrarista e, prima della premiazione sul podio, accusa il brasiliano di aver cercato volontariamente la collisione. Massa non accetta l’accusa e tra i due volano insulti in lingua italiana, con il brasiliano che sembra più nervoso.

VETTEL – WEBBER 2013

Al Gran Premio di Sepang in Malesia i due piloti della Red Bull sono rivali per il titolo. L’australiano guida la gara e il muretto ordina a Vettel di non attaccare. Il tedesco, però, non rispetta l’ordine ed effettua il sorpasso pericoloso andando a vincere la gara. Il loro rapporto si rompe e la tensione nel box Red Bull sarà palpabile fino al termine del campionato (vinto da Vettel).

Vettel vince il Gp di Sepang davanti a un visibilmente arrabbiato Mark Webber

VETTEL – HAMILTON 2017

A Baku duello tra Vettel e Hamilton. Il britannico guida la gara in regime di safety car. Il tedesco lo segue alle spalle. Dopo una curva Hamilton frena, secondo il ferrarista in maniera troppo brusca, e Vettel lo tampona danneggiando la sua Ferrari. Il tedesco perde le staffe e si affianca alla Mercedes dell’inglese, insultandolo e speronandolo con le gomme anteriori.

Ancora lui, per la quinta volta lui: Lewis Hamilton.

Il pilota britannico è nuovamente il campione del mondo di Formula 1. Vittoria ottenuta grazie al quarto posto al Gran Premio del Messico alle spalle di Verstappen e dei due ferraristi Vettel e Raikkonen.

Un titolo che, dalla seconda parte del campionato, non è mai stato messo in discussione soprattutto perché l’avversario diretto, Sebastian Vettel, non si è dimostrato lucido in molte occasioni.

Come detto Hamilton conquista un altro titolo in bacheca (il quarto in 5 anni) e raggiunge quota cinque. Staccati il tedesco Vettel e il francese Alain Prost rimasti a quattro e agguanta un altro grande e storico pilota della Formula 1: l’argentino Juan Manuel Fangio.

Sono qui dal 2013, eguagliare quello che ha fatto Fangio con la Mercedes è una sensazione incredibile. E’ una sensazione molto strana quella che provo ora. Voglio ringraziare il mio team, non ho vinto il Mondiale qui ma grazie al loro duro lavoro in tantissime gare.

Le parole del pilota sono anche per il team. In effetti negli ultimi trionfi non è stato solamente Hamilton il protagonista ma, anche meccanici e tutta la scuderia. La macchina quasi sempre è stata affidabile e veloce, nonostante il gap con la Ferrari si sia accorciato moltissimo.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Unbelievable, 5 World Championships! This is a moment I will never forget, a moment we reach together. To my parents, I am forever grateful for you supporting their small boy with a big dream. From teaching me to take my first step to racing in my first kart, you’ve enabled me to unlock my full potential. Look where we are now! If there’s one thing they’ve taught me is to always believe in possibilities, no matter what life deals you. There is a path out there to your dreams. To my Team, thank you for inspiring me everyday with your collective vision and for dreaming the biggest dreams in the sport! I love all of you guys. TeamLH, each voice of yours connects with me in ways you will never know. You are beacons of light and we continue this journey together! #LHFive 🏆🏆🏆🏆🏆 #StillWeRise #TeamLH #GodIsTheGreatest @MercedesAMGF1 📷 @motorsport.images

Un post condiviso da Lewis Hamilton (@lewishamilton) in data:

Per il fuoriclasse inglese quest’anno sono giunte 9 pole position e 9 vittorie e il campionato non è ancora finito: proverà a chiudere in bellezza.

A 33 anni Hamilton ha scritto già numerose pagine della storia della Formula 1. Il pilota, infatti, detiene diversi record come il numero di pole position (81) e maggior numero di vittorie partendo dalla pole position (45). Inoltre, se avesse vinto quei titoli sfiorati nel 2007 (a vincere è stato Kimi Raikkonen) e nel 2016 (vittoria per Nico Rosberg), il britannico avrebbe lo stesso numero di trionfi di Michael Schumacher.

Michael Schumacher e Lewis Hamilton durante la conferenza stampa del Gp di Monaco nel 2012

Tuttavia Ross Brawn, che Schumi l’ha conosciuto bene, ha affermato che Hamilton ha tutte le caratteristiche per raggiungere il tedesco e il suo numero di vittorie ottenute in pista (91).
Dopotutto il britannico ha ancora due anni di contratto con la Mercedes e non ha intenzione di fermarsi.