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Lo sguardo è già oltre, consapevoli che da questa debacle si può ripartire – si deve – in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Eppure la Nazionale italiana di scherma ritorna dai Campionati Mondiali 2019, appena conclusi a Budapest senza neppure una medaglia d’oro.

Un dato, negativo, non accadeva dal 1995 e nelle gare individuali non ha avuto neppure nessun argento: bisogna risalire a Losanna 1987, 32 anni fa, per trovare analogie. Anche se in quella edizione le medaglie furono due, invece, da questa rassegna l’Italia torna a casa con otto medaglie, e, persino una in più del Mondiale a Wuxi 2018, quando però gli ori furono quattro. Otto medaglie non sono poche, una d’argento e sette di bronzo, in tutte le specialità. Da qui bisogna ripartire, cioè dal fatto che l‘Italia è competitiva ovunque e lo sarà anche a Tokyo 2020 con gli stessi nomi.

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L’ultima medaglia, quella di bronzo, l’ha ottenuta nel fioretto maschile a squadre: gli azzurri Alessio Foconi, Andrea Cassarà, Giorgio Avola e Daniele Garozzo hanno sconfitto nella finalina la Russia per 45-32. Grande rammarico, invece, per il fioretto femminile che conferma l’argento dello scorso anno a Wuxi arrendendosi in finale. Il quartetto composto da Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Alice Volpi e Francesca Palumbo cede in finale alla Russia per 43-42 al minuto supplementare al termine di un match al cardiopalma e dall’andamento del punteggio sempre in bilico. Dopo un iniziale vantaggio azzurro, le russe sono state capaci di rimontare e portarsi avanti, prima di subire però la rimonta delle fiorettiste italiane. Nell’ultima frazione Elisa Di Francisca ha avuto due stoccate di vantaggio ad un minuto dalla fine del tempo regolamentare. Sul vantaggio di 42-41 a sei secondi dal termine, l’azzurra ha subìto un secondo cartellino giallo per copertura di bersaglio valido, che ha portato sul 42-42 lo score, lasciando vive le speranze russe poi concretizzatesi dopo pochi secondi dall’inizio del minuto supplementare.

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Peserà, senz’altro, il non essere riusciti a salire almeno una volta sul gradino più alto del podio in una rassegna iridata segnata da “prime volte”: Brasile, Grecia, Hong Kong e Iran sono andati a punti per la prima volta nella loro storia. Il Brasile, addirittura, ha iniziato il proprio medagliere mondiale con un oro, grazie a Nathalie Moellhausen, già campionessa mondiale di spada dieci anni prima con i colori dell’Italia, che ha battuto la cinese Lin Sheng.

Nel medagliere finale l’Italia si è piazzata al nono posto, mentre in cima c’è la Russia con tre ori, altrettanti argenti e un bronzo. Un gradino più sotto la Francia con due ori e tre argenti, mentre a chiudere il podio troviamo la Corea del Sud con due medaglie d’oro e due di bronzo.

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Si arricchisce il bottino delle medaglie azzurre all’Universiade di Napoli2019.

Disciplina trainante è ancora una volta la scherma. Dopo i successi della squadra femminile del fioretto e nei singoli, sorrisi anche per il team maschile, sempre nel fioretto, e la sciabola donne.

Al PalaUnisa di Baronissi Damiano Rosatelli, Guillaume Bianchi e Francesco Ingargiola hanno strameritato la vittoria con un percorso senza reali sbavature, conclusosi con la netta vittoria contro la Corea del Sud in finale con il punteggio di 45-22. Nei quarti gli azzurri hanno annichilito l’India 45-11, poi nei quarti hanno superato la Cina 45-28 e infine l’ostacolo russo per 45-30.

Finale al cardiopalma invece per la squadra femminile della sciabola. Lucia Lucarini, Michela Battiston e Rebecca Gargano si sono imposte per 45-41 sulla Francia al termine di un incontro equilibrato che ha consegnato alle nostre ragazze il primo storico oro in questa specialità, il quinto per la nazionale azzurra in questa Universiade. Una piccola rivincita per Michela Battiston che ha battuto nello scontro finale la francese Sara Balzer, colei che l’aveva superata in semifinale nella prova individuale sabato scorso.

Le sorridenti azzurre dopo la vittoria sulla Francia nella sciabola a squadre

Tuttavia ad aprire la ricca giornata è stata Chiara Di Marzantonio che, a Durazzano, ha dominato nello skeet femminile. La tiratrice, arrivata in finale con secondo miglior punteggio, si è imposta sulla kazaka Zoya Kravchenko in una sfida decisa all’ultimo colpo.

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La grande prova di Chiara Di Marzantonio nello skeet

Spostandoci in vasca, trionfi per la lecchese Silvia Scalia nei 50mt dorso, dopo il bronzo nei 100. La 24enne è giunta davanti alla statunitense Elise Haan e all’australiana Calypso McDonell.

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La gioia di Silvia Scalia a pochi centesimi dal record italiano

Argento per la staffetta 4×200 stile libero, in cui Mattia Zuin, Alessio Proietti Colonna, Stefano Di Cola e Matteo Ciampi hanno chiuso solamente dietro gli Usa, mentre dalla pistola 10 metri mista è arrivato il terzo posto di Maria Varricchio e Dario Di Martino, capaci nell’ultima parte di gara di fermare la rimonta dell’India.

Continuano le maratone dell’Universiade di Napoli2019 e continuano i successi dell’Italia.

A portare in trionfo i colori azzurri sono stati gli atleti della scherma. In primis la squadra femminile del fioretto che ha conquistato una meritatissima medaglia d’oro contro la Russia. Personale bis per la 23enne Erica Cipressa, la quale è salita sul gradino più alto del podio anche nell’individuale.

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L’oro di Erica Cipressa nel singolo

Buon risultato anche per la squadra maschile della spada che, nella finalina, sono riusciti a ottenere una buonissima medaglia di bronzo contro la Polonia. Dopo la sconfitta in semifinale contro la Corea del Sud, Lorenzo Buzzi, Valerio Cuomo e Federico Vismara hanno avuto la meglio sui polacchi, riuscendo così a salire sul podio.

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Il trio che ha portato a casa il bronzo nella spada

Tornando alle ragazze, le bravissime Camilla Mancini, Martina Sinigalia ed Erica Cipressa hanno superato l’ostacolo russo con un netto 45-38. Un grande percorso quello realizzato dalle fiorettiste iniziato nei quarti di finale contro gli Stati Uniti e in semifinale contro la Cina, entrambe battute 45-21.

Sorrisi e gioia anche nel fioretto individuale maschile. In una finale tutta azzurra, a spuntarla è stato Damiano Rosatelli che, con il punteggio di 15-10, ha sconfitto l’amico Guillaume Bianchi. Il 24enne romano si è detto fiero di aver vinto una medaglia a pochi passi da casa.

Ed è invece napoletano di Frattamaggiore Simone D’Ambrosio, poliziotto 22enne che, in coppia con Fiammetta Rossi, ha portato a casa un oro nel trap. Per D’Ambrosio è stata una prova di riscatto dopo il flop nell’individuale (settimo), mentre per l’umbra è stata una bella conferma dopo l’argento nel singolo.

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Un duo azzurro perfetto nel tiro al volo

Leggiadra come una farfalla è stata l’etnea Carlotta Ferlito nel corpo libero. La catanese, con un numero mozzafiato, è riuscita a tenersi alle spalle la giapponese Aiko Sugihara e la russa Uliana Perebisonova.

Bebe Vio è una delle sportive italiane più amate sia dentro che fuori dal contesto agonistico ed è per questo che è sempre al centro di tante belle storie.
Una delle ultime è quella legata a Manuel Bortuzzo, il nuotatore 19enne colpito per uno scambio di persona da un colpo di proiettile che gli è costato l’utilizzo delle gambe per il resto della sua vita.

Molto attiva sui social, la fiorettista azzurra ha voluto dedicare la vittoria in Coppa del Mondo nella categoria B paralimpica proprio al giovane Manuel per invitarlo a non mollare e continuare a sperare e a credere nello sport.

Un messaggio molto sentito da parte della campionessa azzurra che da diversi anni è icona dello sport italiano: simbolo di uno sport vincente contro la malattia

E la risposta di Manuel non si è fatta attendere

Grazie di cuore, sei stata un mio grande punto di riferimento morale, spero di vederti dal vivo un giorno!

In realtà la stima di Manuel Bortuzzo per Bebe Vio era stata evidenziata già qualche giorno fa quando il 19enne trevigiano aveva ribadito di volersi riprendere dall’incidente traendo ispirazione proprio dalla pluricampionessa azzurra.

È la mia eroina! Sarà un modello da seguire.

Se pensiamo al fioretto azzurro non possiamo che far riferimento alla protagonista principale degli ultimi anni: Bebe Vio.

E proprio lei, la pluricampionessa di scherma ha aggiunto un’altra medaglia d’oro alla sua già ricca bacheca, laureandosi leader nella Coppa del Mondo di fioretto paralimpico a Tblisi, in Georgia.

La fiorettista azzurra ha battuto nettamente in finale la russa Irina Mishurova 15-5 e coppa aritmeticamente nelle sue mani, la quarta consecutiva dal 2015.

Ovviamente grande soddisfazione per Bebe che però non molla la concentrazione dato che domenica prossima c’è la gara a squadre (assieme a Loredana Trigilia ed Andrea Mogos) e non vuole farsi trovare impreparata. Lei che è sempre attenta a dare il massimo sia in allenamento che in gara.

La preparazione in vista della tappa di Tbilisi è stata dura con esercizi sia in palestra che in pedana. Ovviamente il tutto è stato preparato per il meglio e i risultati sono stati ottimi.

Dal primo trionfo mondiale 2015, ma soprattutto dopo l’exploit ai Giochi Paralimpici di Rio2016, la nostra Bebe Vio non si è mai fermata collezionando successi su successi.
A livello internazionale, infatti, è imbattuta dal settembre 2016 con 11 trionfi in altrettante apparizioni, per un totale di 89 incontri vinti. Proprio dal 2011 ha vinto 36 competizioni su 37 con 27 ori, 6 argenti e 3 bronzi, restando ad altissimi livelli.

La tappa georgiana di Tbilisi ha, inoltre, aperto la fase di qualificazione per le prossime Paralimpiadi di Tokyo2020 dove, ovviamente, Bebe vuole parteciparvi e provare a vincere qualche altra medaglia.

Ancora sul gradino più alto del podio, ancora con una medaglia d’oro al collo.

Oramai ci ha abituati alla grande la fiorettista Bebe Vio, che continua a fare collezione di medaglie dopo le Paralimpiadi di Rio 2016 e il Mondiale di Roma 2017.

Stavolta la schermitrice azzurra ha trionfato a livello europeo ottenendo l’oro nel fioretto categoria B alla rassegna che si sta tenendo questi giorni a Terni. Per lei è il terzo titolo continentale dopo i trionfi a Strasburgo nel 2014 e Casal Monferrato 2016.

Ogni gara è come se fosse la prima. Ed è per questo che Bebe Vio ogni volta che scende in pedana conserva quella rabbia agonistica e quella grinta che l’aiuta a fare bene.

Con la vittoria della 21enne azzurra, salgono a cinque le medaglie conquistate dagli atleti italiani: due ori, un argento e due bronzi.

Per Bebe, dopo le vittorie nella fase a gironi, è giunto dapprima il successo ai quarti contro la russa Ludmila Vasileva per 15-8 e poi quello in semifinale contro la bielorussa Alesia Makrytskaya per 15-9.
La finale è stata poi a senso unico: contro la russa Irina Mishurova la paralimpionica azzurra ha siglato un nettissimo 15-1 al termine di un assalto che l’ha vista anche mettere a segno quel “contro di terza e fuetto” che le permette di superare un’altra barriera.

Una gran bella emozione perché gareggiare in casa è tutta un’altra storia. Sto provando nuove cose dal punto di vista tecnico e sono contenta perché il lavoro si vede. Adesso si pensa alla gara a squadre.

A poco più di due anni dal titolo olimpico ancora un successo per la nostra Bebe.

 

Una vittoria anche nella categoria a squadre arricchirebbe la bacheca ma porterebbe anche una ventata di positività in un ambente sempre caro allo sport azzurro.

Da domani a domenica la spada maschile mondiale fa tappa in Italia per il secondo appuntamento stagionale del circuito internazionale di Coppa del Mondo.

La tappa italiana di Legnano è una delle grandi classiche e dopo qualche anno dedicata alla spada femminile, a solcare le pedane del PalaBorsani tornano ad essere gli spadisti.
E’ l’occasione per l’Italia per applaudire e seguire il campione del Mondo 2017, Paolo Pizzo ed i suoi compagni di squadra Enrico Garozzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli, che per la prima volta gareggiano in Italia dopo l’argento ottenuto a Rio2016.

Sono complessivamente 26 gli spadisti che comporranno la delegazione azzurra sulle pedane di casa. Oltre ai quattro che rappresentano le punte di diamante del gruppo italiano, saranno in gara a Legnano anche Edoardo Munzone, Matteo Tagliariol, Gabriele Cimini, Lorenzo Buzzi, Andrea Vallosio, Federico Vismara, Andrea Russo, Edoardo Vichi, Lorenzo Bruttini, Giacomo Paolini, Fabrizio Citro, Valerio Cuomo, Gianpaolo Buzzacchino, Davide Canzoneri, Achille Cipriani, Tullio De Santis, Davide Di Veroli, Mattia Loiacono, Cosimo Martini, Alessio Preziosi, Emanuele Rocco ed Amedeo Zancanella.

La giornata di questo venerdi sarà dedicata alla fase a gironi ed al tabellone preliminare che servirà per determinare gli ammessi al main draw, dove sono già inseriti come teste di serie Paolo Pizzo, Enrico Garozzo e Marco Fichera.

Sabato, a partire dalle 10.00, si svolgeranno i vari turni del tabellone principale, sino a giungere alle ore 17.00 quando, sull’apposita pedana, si svolgeranno le semifinali e la finale, che andrà ad assegnare non solo il punteggio della vittoria ma anche il trofeo “Carroccio” 2017.

Domenica, con inzio alle 9.30, il PalaBorsani accoglierà la gara a squadre. Il Commissario tecnico, Sandro Cuomo, punta ancora sul quartetto vicecampione olimpico e composto da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli.

A seguire gli azzurri, oltre al pubblico di casa ed ai rispettivi tecnici personali, vi sarà lo staff della Nazionale composto dal Commissario tecnico, dai maestri Alessandro Bossalini, Dario Chiadò ed Enrico Di Ciolo e dal mental coach Luigi Mazzone.

Il medagliere dei Mondiali di scherma in atto a Roma si colora ancora con il tricolore italiano. Nella terza giornata dedicata alla scherma paralimpica arriva un’altra vittoria per l’Italia.

Alessio Sarri vince la medaglia d’oro nella sciabola! E dopo il grande successo del giorno prima, con il secondo posto nella spada maschile e la conquista della medaglia d’argento, ecco la soddisfazione di essere primo ed esultare per l’oro tanto desiderato.

La corsa verso l’oro dell’atleta campione di scherma, dopo la fase a gironi, comincia con la gara contro due polacchi: Zbigniew Wyganowski, battuto per 15-2 e poi Grzegorz Pluta, battuto per di 15-7. Arriva in semifinale e deve vedersela con il russo Alexander Kurzin, che nonostante faccia di tutto per vincere viene battuto per 15-10.

La finale si gioca contro il russo Albert Kamalov, che con la gioia di tutto il suo team e di tutti gli italiani Sarri riesce a battere per 15-12.

Una giornata ricca di emozioni, non solo per la conquista del trofeo azzurro ma anche perché Sarri e gli altri italiani avevano ricevuto in mattinata una visita inaspettata da parte del Ministro dello Sport Luca Lotti, che personalmente ci teneva a fare i complimenti agli atleti in gara per i traguardi raggiunti in soli tre giorni.

Anche Luca Pancalli, Presidente del comitato sportivo paralimpico, non ha potuto fare a meno di congratularsi con Sarri:

Alessio Sarri continua a emozionarci conquistando un’altra grandiosa medaglia. Dopo l’argento nella spada, infatti, Sarri ottiene un oro straordinario nella sciabola. Un bottino incredibile per questo atleta esemplare, con gia’ alle spalle una carriera straordinaria. Un campione nello sport e nella vita che oggi si conferma ai massimi livelli. Un’altra giornata positiva, dunque, per gli azzurri della scherma paralimpica che in questo mondiale di Roma stanno tenendo in alto il nome del nostro Paese. Colgo l’occasione per rinnovare i complimenti anche alla Federscherma e a tutto il gruppo azzurro

 

Nella giornata di ieri nessun altro italiano emerge nelle gare, ma i riflettori rimangono puntati sulla grande prova di Alessio Sarri, già vincitore dell’oro a Budapest nel 2013 nella stessa disciplina, che si gode il suo successo e si prepara per le prossime sfide con più grinta di prima.

Bebe Vio e la sua medaglia d’oro per aiutare gli altri

E nella giornata in cui l’Italia festeggia per la nuova medaglia conquistata, Bebe Vio torna a far parlare di sé, ancora una volta per il suo grande cuore. Reduce dalla vittoria nel fioretto individuale dove ha guadagnato l’oro, ha deciso di donare la sua medaglia alla maratona radiofonica benefica a favore del Cesvi.

L’evento, organizzato da Radio Deejay, sarà trasmesso poco prima di Natale e si propone di raccogliere fondi per aiutare la fondazione onlus per la solidarietà internazionale e la promozioni dei diritti umani.

E Bebe Vio poteva rimanere in disparte? I suoi trascorsi di generosità la precedono: non è la prima volta che si mette in prima linea sacrificando i suoi trofei per un bene più grande (leggi qui). Così spiega il suo gesto:

Credo tantissimo nelle associazioni, io faccio scherma grazie all’associazione “art4sport” che hanno creato mamma e papà. Anche solo una medaglia può far qualcosa di più per un’altra associazione, chissà, magari può aiutare un altro ragazzo a vincerne un’altra e poi si regalerà anche quella

Nel primo giorno dei Mondiali di scherma paralimpici che si stanno svolgendo a Roma arrivano già le prime soddisfazioni per l’Italia.

Matteo Betti conquista la medaglia d’argento! All’Hilton Rome Airport Hotel di Roma Fiumicino il campione premiato con il bronzo nei Giochi Paralimpici di Londra del 2012, è secondo solo all’ungherese Richard Osvath, che ha vinto per 15-14.

Gioia e amarezza per il giovane Betti, che conduceva la gare fino alla fine ma una rimonta incredibile dell’avversario lo vede classificarsi in conclusione al secondo posto. Ecco le parole dell’azzurro subito dopo la prova di fioretto categoria A:

Peccato perché ci tenevo a vincere qui in Italia. Una medaglia era l’obiettivo minimo e l’argento non è di certo da buttare via. Non posso però celare un pò di rammarico per avere sfiorato il successo. Adesso testa bassa e concentrazione altissima per la gara di spada maschile e soprattutto per le prove a squadre 

Matteo Betti può comunque ritenersi soddisfatto della sua prestazione per tutta la gara, perché oltre a lottare per l’oro e meritare comunque di essere sul podio, ha fatto un percorso da fuoriclasse. Prima di essere fermato dall’ungherese, infatti, ha battuto il brasiliano Alex Sandro Souza per 15-1, l’ucraino Andrii Demchuk per 15-14, il polacco Dariusz Pender ai quarti per 15-12 e infine il russo Nikita Nagaev, sconfitto in semifinale per 15-12.

Resoconto degli altri azzurri in gara

Si ferma ai quarti di finale l’italiano Lambertini Emanuele, che aveva condotto una gara eccezionale ma deve subire la sconfitta inflitta da Richard Osvath con il punteggio di 15-7.

Infine, nella categoria A, nulla di fatto anche per Matteo Dei Rossi, che non riesce ad accedere alla fasi finali della gara.

Nella categoria B di fioretto maschile, purtroppo, non arrivano altre gioie da parte degli azzurri. Marco Cima arriva ai quarti di finale, ma viene poi battuto dall’ucraino Anton Datsko (15-11). Gabriele Leopizzi viene eliminato dal britannico Dimitri Coutya (15-5). Gianmarco Paolucci non oltrepassa la fase a gironi.

Per quanto riguarda la categoria femminile nessuna azzurra in gara riesce ad arrivare oltre gli ottavi di finale.

Nella spada femminile categoria A Liliana Tolu, Sofia Brunati e Sara Bortoletto sono eliminate dopo la fase a gironi.

Nella sciabola categoria A escono anche Marta Nocent e Rossana Pasquino escono dopo la fase a gironi. Prosegue fino agli ottavi solo Matilde Spreafico, che però viene battuta dall’ucraina Nadiia Doloh per 15-2.

Calendario 8 novembre

Oggi scende in pista anche Bebe Vio e c’è grande attesa per la prova dell’azzurra su cui l’Italia punta moltissimo per guadagnare un’altra medaglia.

In diretta su RaiSport a partire dalle 17.30 è possibile seguire tutte le gare finali. Altrimenti si possono guardare i video in streaming su RaiSport Web2 o andare sul canale “Federazione Italiana Scherma” su YouTube, per tutte le curiosità, le interviste e i momenti salienti delle prove.

Ecco gli orari e le prove di oggi:

Fioretto femminile – categoria A
inizio gara – ore 9.00
quarti di finale – ore 12.00
semifinali – ore 12.30
finale – ore 13.00

Azzurre in gara:

Letizia Baria, Sara Bortoletto, Andreea Mogos, Loredana Trigilia

Spada maschile – categoria B
inizio gara – ore 10.30
quarti di finale – ore 13.10
semifinali – ore 13.40
finale – ore 14.10

Azzurri in gara:

Gabriele Leopizzi, Alessio Sarri, Michele Vaglini

Sciabola maschile – categoria A
inizio gara – ore 14.00
quarti di finale – ore 16.40
semifinali – ore 17.10
finale – ore 18.10

Azzurri in gara:
Edoardo Giordan, Pietro Miele, Alberto Pellegrini

Fioretto femminile – categoria B
inizio gara – ore 15.00
quarti di finale – ore 17.30
semifinali – ore 18.40
finale – ore 19.10

Azzurre in gara:

Beatrice Maria “Bebe” Vio, Alessia Biagini

Da oggi fino al 12 novembre, a Roma, si svolgeranno i Mondiali di scherma e una delle partecipanti più determinate e risolute che puntano esclusivamente alla vittoria è Beatrice Vio, detta Bebe.

Non ci sono mezze misure per la campionessa delle Paralimpiadi del 2016 che non intende accontentarsi di una medaglia d’argento ma vuole a tutti i costi arrivare prima. La sua determinazione è totale: niente svaghi, niente distrazioni ma solo allenamento e riposo in vista della gara che la vede già in prima linea da domani nell’individuale e giorno 11 nella prova a squadre.

È proprio il padre a parlare ai giornalisti raccontando questi mesi di preparazione della figlia:

Da quel momento ha smesso di bere alcool e mangiare cibi che appesantiscono. Ha rinunciato anche allo spritz con gli amici

E ha colorito il suo racconto anche con qualche simpatico episodio che dimostra quanto Bebe Vio sia concentrata:

Da settembre in poi ha fatto spola tra Tirrenia, al centro olimpico del Coni, e casa. Una settimana da una parte e una dall’altra, avanti così rinunciando a tutti gli impegni extra per concentrarsi e prepararsi al meglio. Si è fermata anche a casa dell’allenatore della Nazionale Simone Vanni con cui ha instaurato un bellissimo rapporto. Una sera lui le ha detto: Bebe, beviamoci un bicchiere di prosecco per brindare, quando lei ha detto di no, lui ha replicato che avrebbe potuto. Ma niente. Gliel’ho detto e lei, ridendo, mi ha fatto notare: “Papà, Simone l’ha fatto apposta”. Insomma, per metterla alla prova. Ma se Bebe decide, decide: punto

È evidente che la campionessa paralimpica vuole emergere a tutti i costi e per farlo non si risparmia nemmeno fisicamente. Il suo obiettivo è vincere, soprattutto nella sfida a squadre dove la prova è sicuramente più difficile. Vuole vincere per lei e vuole farlo per la sua coatch, Loredana Trigilia, che concluderebbe la sua carriera con un traguardo importantissimo.

Non resta che aspettare fino a domani per vederla gareggiare e tifare per lei, che finora ha regalato al suo paese solo grandi soddisfazioni. La mancata partecipazione della Cina potrebbe, inoltre, essere un altro elemento a suo favore per arrivare fino in fondo, senza per questo sottovalutare il talento degli avversari dell’Ungheria, della Russia e di Honk Kong.