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Italia – Germania è da sempre una partita di calcio diversa dalle altre. Storicamente la Nazionale azzurra ha dato filo da torcere ai tedeschi che, in rare volte, sono riusciti a batterci.

Tuttavia negli anni la rivalità calcistica si è trasformata, tanto che molti calciatori italiani hanno deciso di trasferirsi in club della Bundesliga. In passato il primo grande trasferimento fu quello di Ruggiero Rizzitelli, che fu acquistato nel 1996 dal Bayern Monaco guidato da Trapattoni. Nella storia più recente, inevce, ci sono stati i passaggi del bomber Toni e Immobile e dei difensori Barzagli, Zaccardo e Oddo.

Nella stagione appena partita, sono diversi gli italiani che stanno prendendo parte a questa Bundesliga 2017/2018.

Simbolo dell’Italia in Germania attualmente è Carlo Ancelotti. L’allenatore italiano è uno dei più vincenti della storia calcistica europea. Il mister è sicuramente l’orgoglio sportivo nostrano in terra tedesca.
Tuttavia, ma come ora il numero degli italiani è aumentato, sia in campo che in panchina. L’ex allenatore di Milan, Chelsea, PSG e Real Madrid è pronto per un’altra stagione esaltante con l’obiettivo di vincere un’altra Champions League (sarebbe la terza personale).

Proseguendo dalla panca, dopo il grande Ancelotti, ha ottenuto il ruolo di mister dello Schalke 04: l’italiano Domenico Tedesco. Figlio di emigrati calabresi, il giovane tecnico è già partito alla grande con i Knappen. Mister Tedesco è alla sua prima esperienza in Bundesliga dopo la breve ma felice parentesi in Zweite Liga con l’Aue Erzgebirge. Salvezza ottenuta in largo anticipo e chiamata dal club di Gelsenkirchen.

Werder Brema e Mainz hanno voluto affidare la propria difesa agli italiani. L’ex capitano della primavera interista, Luca Caldirola, dal 2013 è a Brema, dopo che il club milanese ha deciso di non puntare su di lui. La scorsa stagione è andato in prestito allo Darmstadt, dove ha disputato tutte le gare di campionato. Quest’anno il centrale lombardo proverà ad aiutare la squadra a disputare un campionato migliore rispetto alle ultime stagioni.

Stessa sorte anche per un altro ex interista Primavera. Il terzino destro classe ‘90, Giulio Donati, si è accasato lo scorso anno con la maglia del Magonza, dopo aver trascorso tre stagioni nel Bayer Leverkusen. Terzino di spinta, Donati si è ben messo in mostra in Bundesliga, tanto da essere apprezzato da tifosi e appassionati di calcio. L’obiettivo di giocatore e club è quello di riscattarsi da un’annata così così chiusasi con un insolito 15esimo posto in classifica.

Di spinta e di sostanza è anche un altro italiano che però è cresciuto in Germania. Stiamo parlando di Vincenzo Grifo, ala e mezzala sinistra del Borussia Mönchengladbach, classe 1993. Originario della Sicilia, Grifo è cresciuto a Pforzheim, tira i primi calci al pallone nella sua città natale prima di trasferirsi alle giovanili del Karlsruhe.  Il debutto in Bundes avviene nel 2012 con la maglia dell’Hoffenheim. In questa finestra di mercato estiva è arrivata la chiamata dal Gladbach.

Di talento e di forza è anche Daniel Caligiuri. L’esterno offensivo dello Schalke 04 ha disputato grandi stagioni nel Wolfsburg tanto da far pensare una sua convocazione nella nazionale azzurra. Il ct Ventura sta valutando l’idea, in passato anche Conte l’ha convocato per un stage in vista di Euro 2016. Ala destra dotata di ottimi piedi, pronti a sfornare assist per i compagni.

Discorso a parte bisogna fare per i cosiddetti “oriundi”. In Bundesliga ci sono molti calciatori con origine italiana, magari nonni o bisnonni. Tedeschi con passaporto italiano sono Diego Demme e Marco Terrazzino, mentre Franco Di Santo, David Abraham e Filipe sono sudamericani.

Diego Demme del Lipsia e Marco Terrazzino del Friburgo hanno origine italiane di famiglie che si sono trasferite in Germania nel dopoguerra per trovare fortuna e lavoro. I due calciatori hanno esordito con la maglia della nazionale tedesca e pertanto non possono più prendere parte alla selezione azzurra.

Di Santo (Schalke 04), Abraham (Eintracht Francoforte) e Filipe (Hannover 96) sono sudamericani che hanno passaporto italiano per via di avi remoti.

Dario Sette

Un’amichevole dal sapore di partita europea di Champions League quella tra Inter e Schalke 04 valida per l’International Champions Cup 2017 in Asia. La gara si è chiusa con un pareggio 1-1. Al vantaggio iniziale dell’italotedesco Caligiuri, ha risposto Murillo con un bel tiro dalla distanza.

Nonostante sia stata una partita estiva è stato un match speciale per il neotecnico dei Knappen, Domenico Tedesco. Il mister che si è seduto sulla panchina dello Schalke è un 31enne italiano che, per la prima volta, seppur in amichevole, si è trovato di fronte proprio una squadra italiana.

Il suo anagrafe è stato un po’ bizzarro dato che è italiano di origine ma Tedesco di cognome e d’adozione. La storia personale dell’allenatore è ovviamente caratteristica di tutta quella gente che decide di partire dall’Italia per trovare più fortuna all’estero, soprattutto in Germania. La famiglia Tedesco è stata una di queste.
I genitori, infatti, decidono di lasciare Rossano Calabro (Cs) per la Germania per avere una stabilità economica e lavorativa migliore. Il piccolo Domenico di soli due anni si trova subito catapultato in un’altra realtà ben diversa dalla regione meridionale.

Secondo il quotidiano Stuttgarter Zeitung, la sua famiglia si era trasferita dalle parti di Esslingen, a pochi chilometri da Stoccarda, per ricongiungersi col padre, che aveva trovato lavoro come stampatore per un quotidiano locale, Esslinger Zeitung.
Proprio nello stesso giornale, Domenico ottiene un periodo di stage nella redazione sportiva.

In effetti contemporaneamente alla vita scolastica, Domenico dedica il suo tempo libero al mondo dello sport e del calcio. Da giovanissimo gioca in piccole rappresentative calcistiche ma non ha mai esordito a livello professionistico. Pian pianino nella sua mente si presenta l’idea lasciare il scarpe con i tacchetti per tenersi più a bordo campo e sedersi in panchina.

Alternando lavoro e hobby, mr Tedesco prende in mano alcune squadre di ragazzi sino a raggiungere il settore giovanile dello Stoccarda, ad allenare i ragazzi dell’Under 17. Proprio a Stoccarda Domenico lavora come ingegnere nella casa automobilistica Mercedes Benz. Dopo alcuni anni e con l’avanzare sempre più incalzante dell’attività sportiva, decide di lasciare l’azienda d’auto per buttarsi a capofitto con il calcio.

L’esperienza a Stoccarda dura fino al 2015, dopodiché viene chiamato all’Hoffenheim prima tra i ragazzini e poi all’Under 19. Intanto decide di prendere (con il massimo dei voti) il patentino necessario ad allenare una squadra pro.

Domenico Tedesco, però, non sapeva che prima o poi sarebbe arrivata la grande occasione, che,  puntualmente arriva l’8 marzo 2017. La società dell’Aue Erzgebirge militante in Zweite Liga (seconda divisione del campionato tedesco) lo chiama affidandogli il compito di portare il club alla salvezza.
Sebbene la situazione della squadra fosse deficitaria, in undici partite mr Tedesco (alla sua prima esperienza da professionista) riesce a conquistare la bellezza di venti punti centrando salvezza con lo stupore di tutti.

L’ascesa dell’allenatore di origine calabrese però non finisce qui. A puntare su di lui e sul suo talento è lo Schalke 04. Lo storico club di Gelsenkirchen decide di affidargli la panchina per sostituire Markus Weinzierl. Quest’anno il club non disputerà nessuna competizione europea e per questo motivo si punterà a fare bene in Bundesliga e in DFB Pokal (la coppa di Germania). Un’emozione per mr Tedesco sarà sicuramente l’esordio in casa alla Veltins-Arena contro il Lipsia e il derby della Ruhr contro il Borussia Dortmund.

Dario Sette