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La Coppa del mondo di ciclismo su pista, nella seconda giornata della tappa di Santiago, in Cile, ha visto l’Italia sul podio per ben tre volte, con la conquista di tre medaglie d’argento. Le categorie che hanno visto primeggiare i ciclisti azzurre sono l’inseguimento a squadre, l’omnium e il madison.

Le protagoniste del secondo posto nell’inseguimento a squadre sono Elisa Balsamo, Simona Frapporti, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi. Il quartetto è stato grandioso nell’ultima sfida contro la Nuova Zelanda e il distacco delle due squadre, che ha poi decretato la vittoria delle neozelandesi, è stato minimo: Racquel Sheath, Bryony Botha, Rushlee Buchanan e Kirstie James, le ragazze della squadra avversaria, arrivano prime in 4’17”804, mentre le azzurre sono seconde in 4’19”415.

Per il quartetto azzurro un incredibile secondo posto non è il solo risultato di giornata, perché sono prime nella classifica di Coppa della specialità olimpica con 2800 punti, seguita dal Giappone con 2350 e dalla Germania con 2150 punti.

L’omnium ha visto salire sul podio ancora una volta Elisa Balsamo, che è stata seconda solo alla giapponese Yumi Kajihara. Al terzo posto si è classificata l’ucraina Tetyana Klimchenko. Elisa balsamo è arrivata 5^ nello scratch, 7^ nella gara a tempo, 3^ nell’eliminazione, 1^ nella corsa a punti.

L’azzurra ha fatto una gara eccezionale e solo una lunghezza l’ha separata dall’avversaria e le ha pregiudicato il primo posto. La giapponese ha totalizzato 129 punti mentre Elisa balsamo appena 128, facendole però conquistare un’importante medaglia d’argento.

La terza medaglia per l’Italia arriva nel madison con il duo formato da Francesco Lamon e Michele Scartezzini. Ancora una volta è la Nuova Zelanda a conquistare l’oro, con Thomas Sexton e Campbell Stewart, mentre arrivano terzi gli austriaci Andreas Graf e Andreas Muller.

La coppia italiana ha fatto una gara quasi perfetta che ha chiuso con 25 punti totali contro i 32 dei vincitori neozelandesi.

Per l’Italia è stata una giornata grandiosa costellata da grandi risultati e da un ulteriore conferma del talento dei ciclisti azzurri, che anche stavolta riescono a farsi spazio sul podio.

Oggi si chiudono le gare della tappa di Santiago di Coppa del mondo di ciclismo su pista, secondo il seguente programma:

13.00-17:00 Qualificazioni

20:00-22:30 Finali: velocità a squadre femminile, inseguimento a squadre maschile, madison femminile, velocità individuale maschile, omnium maschile, keirin femminile

2 giugno 1962, campionato Mondiale di calcio che si sta svolgendo in Sudamerica in Cile. La Roja sfida l’Italia, guidata dal ct Paolo Mazza, nella seconda gara del Gruppo 2.

Lo stadio Nacional de Chile di Santiago è caldo e anche il clima prepartita è stato abbastanza acceso. In effetti, a riscaldare i giorni prima del match, due giornalisti italiani inviati in Cile, per mezzo di alcuni articoli, avevano descritto la capitale come triste e ricca di difetti.
Notizie mal digerite dal popolo cileno, così come era malvisto l’uso frequente di giocatori oriundi dalla nazionale azzurra, giocatori spesso d’origine argentina (storica rivale del Cile).

Nonostante i dissapori fuori dal campo, la partita viene giocata.

I calciatori italiani, prima del fischio d’inizio, portano mazzi di fiori bianchi verso gli spalti: mossa consegnata per spezzare il clima ostile.
Gli azzurri, però, ricevono una bordata di fischi e persino i fiori donati vengono calpestati.

Ad arbitrare la partita è l’inglese Kevin Aston, il quale dirige la gara un po’ troppo all’inglese, lasciando correre parecchi contrasti duri, tanto che l’andamento del match diventa sempre più violento.
Il metro di giudizio però sembra un po’ impari, con un maggiore severità da parte del giudice nei confronti degli azzurri. Al settimo minuto, un fallo di reazione del centrocampista italiano Giorgio Ferrini, per un intervento da tergo del cileno Honorino Landa provoca la prima espulsione.

                                                                            Giorgio Ferrini espulso dall’arbitro Aston

Durante la discussione che ne segue, l’azzurro Humberto Maschio, oriundo (originario di Avellaneda), viene colpito con un pugno dal giocatore cileno Leonel Sánchez. Lo stesso Sànchez apostrofa Maschio come tradidor!” .
L’arbitro Aston, voltato, e ancora impegnato a discutere con Ferrini, non si accorge di nulla.
L’italo-argentino cade a terra con il naso fratturato e rimane in campo completamente stordito, in quanto le sostituzioni non sono ancora ammesse.
Nella colluttazione ancora Sànchez sferra un secondo pugno al terzino sinistro David e ancora una volta il direttore di gara britannico fa finta di non vedere. Salvo, poco dopo, espellere lo stesso David, il quale reagisce ai continui sputi e ingiurie ancora di Sànchez.

L’Italia, in nove contro undici e con Maschio infortunato, non riesce a evitare la sconfitta. A segnare per i cileni: Ramírez al minuto 74 e Toro all’88esimo, per il 2-0 finale.

Quel match ai fini del girone costò caro all’Italia che nonostante la vittoria netta per 3-0 contro la Svizzera non riuscì a passare il turno.

Una partita che è rimasta nella storia e tuttora pare sia una delle più violente della storia dei Mondiali, tanto da essere definita la “Battaglia di Santiago”.

Il triplice fischio dell’arbitro Coelho. Poi una sfrenata corsa ad abbracciare chi si ha accanto, in campo o sugli spalti. L’ultimo frame che abbiamo in mente è Dino Zoff che solleva in cielo la Coppa del Mondo. Nel cielo spagnolo, nel cielo di Madrid.
Il Santiago Bernabeu diventa l’altare della gloria azzurra: 11 luglio 1982. Rossi, Tardelli e Altobelli stendono la Germania Ovest nel 3-1 reso forse più beffardo e amaro per i teutonici per la rete di Breitner al minuto 83.

Contro la Spagna, nella partita decisiva nel girone G delle qualificazioni mondiali di cui fanno parte sia la Roja che gli azzurri, l’Italia torna nuovamente al Bernabeu 35 anni dopo l’ultima volta. Insomma l’accesso diretto al Mondiale di Russia, passa da Madrid, in una sera di fine estate. Estate che è la stagione più bella per il calcio nazionale.

Quella volta, sulla terra madrilena, c’era Zoff, Bergomi, Cabrini, Gentile, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani che si infortunò al settimo, e poi Altobelli e Causio. A guardarli e a dirigerli c’era Bearzot. Fu nel secondo tempo, dopo un’occasione sciupata da Cabrini nel primo tempo, che gli azzurri modellarono il loro trionfo: segnò Rossi di testa, poi Tardelli fece urlare la Penisola con una rete da cineteca. A “Spillo” Altobelli, la gioia del 3-0 per gentile concessione di uno straripante Conti. In tribuna, il presidente Pertini esultava come tutti i tifosi italiani.

Le Furire rosse, invece, non giocano una partita ufficiale nel tempio del Real Madrid dal 28 marzo 2009, quando incontrò la Turchia. La Nazionale italiana in realtà manca da Madrid da molto meno: il 5 marzo 2014, perse 1-0 l’amichevole contro la Spagna, ma si giocò allo stadio Vicente Calderon.