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Lunedì 3 febbraio il Napoli ha battuto la Sampdoria per 4-2 nel posticipo della 22^ giornata di Serie A. La squadra di Gattuso, dopo esser passata in vantaggio per 2-0 in 16 minuti con i gol di Milik ed Elmas si è fatta raggiungere dalle reti di Quagliarella prima e Gabbiadini dopo, su rigore, al minuto 73. Dieci minuti dopo è stato Diego Demme, subentrato all’ora di gioco al posto dell’altro neo arrivato Lobotka, a siglare la rete del nuovo vantaggio poi perfezionato dalla marcatura di Mertens al 98’.

Quella messa a segno allo stadio Ferraris dal giocatore ex-Lipsia è una piacevole coincidenza perché il Napoli vede nuovamente un giocatore di nome Diego andare in gol con la maglia azzurra: l’ultima volta fu, infatti, Diego Armando Maradona a firmare la sua ultima rete proprio contro la Sampdoria il 24 marzo del 1991, nello stesso stadio. Esattamente 10543 dopo un altro Diego va in gol. Gli unici due della storia partenopea.

Il centrocampista difensivo classe 1992 è di origini italiane, è nato in Germania a Herford, ma con il papà calabrese. Enzo, padre del calciatore, ha anche confidato:

Il nome dato a mio figlio? Mia moglie voleva chiamarlo Fabio, in onore di Cannavaro. Ma Diego ha prevalso in onore del grande Maradona

Dieci vittorie consecutive. Nessuno, in questa fase centrale della stagione 2019-2020 di Serie A sta facendo meglio della Lazio. E contro la Sampdoria,  match in programma sabato 18 gennaio alle 15 allo stadio Olimpico, la striscia positiva può solo allungarsi.  Contro i blucerchiati, poi, sono sfide sempre da “over”:  il 7 maggio 2017, si registrò addirittura un record perché Lazio-Sampdoria 7-3 è stata la partita con più gol del decennio passato. In quell’occasione andarono a segno Ciro Immobile (2), Keita, de Vrij, Hoedt, Lulic e Felipe Anderson.

Ma non fu un caso isolato. Nel 1995-96, Lazio-Samp finì 6-3  con doppietta di Signori, nel 1998-99, 5-2 e quella fu la notte magica di Sinisa Mihajlovic, autore di una tripletta. Più in generale, la Lazio segna almeno un gol alla Sampdoria all’Olimpico dal 1989, quando si registrò l’ultimo 0-0 del confronto. Dal 2000 ad oggi sono 10 le vittorie della Lazio all’Olimpico, a fronte di appena 4 pareggi e una sola sconfitta (Lazio-Samp 1-2, 23 gennaio 2005).

Cominciamo dal dato più evidente: il Genoa non vince il derby casalingo di campionato dal 2010/2011. Allora, 36esima giornata, terminò per 2-1. Eroe del popolo rossoblù l’argentino Boselli. Poi la Samp ha piazzato una serie di risultati utili fatta di 5 successi più 2 segni X. Il trionfo più recente è del 2017/2018 con uno 0-2 al 12esimo turno firmato Ramirez-Quagliarella. Mentre la passata stagione fu 1-1 con ancora Quagliarella a rete e centro del pistolero Piatek.

Non si tratta però della più corposa striscia di risultati utili in esterna per il Doria . Fra il 1973/1974 e il 1993/1994 mise assieme ben 12 gare a punti: 3 affermazioni più 9 match chiusi in parità. Se poi esuliamo dal fattore casa, scopriamo che Quagliarella e compagni fanno punti da 6 stracittadine. Nella storia del derby della Lanterna le strisce record blucerchiate raccontano di 8 gare a punti agli inizi degli anni Novanta (2V più 6X) e ben 11 fra la fine degli anni Settanta e Ottanta (4V più 7X) e fra metà anni Quaranta e Cinquanta (5V più 6X).

Le due squadre arrivano a questo appuntamento distanziate di 1 solo punto nella classifica generale. I rossoblù son reduci dal 2-2 ‘subito’ a Lecce. Perché al termine del primo tempo si trovavano sul 2-0. I blucerchiati dallo 0-1 casalingo col Parma e un calcio di rigore fallito dallo specialista Quagliarella. A proposito di calci di rigore, il Doria rappresenta l’unico club con ancora uno zero alla voce penalty subiti. Se sfogliamo gli almanacchi l’ultimo contro risale al 12 maggio scorso: Sampdoria-Empoli, parato da Audero a Caputo, minuto 75’. E nel match appena ricordato la Sampdoria beneficiò comunque di una massima punizione.

CONFRONTI DIRETTI COL GENOA PADRONE DI CASA (SERIE A E SERIE B)

44 incontri disputati
12 vittorie Genoa
16 pareggi
16 vittorie Sampdoria
42 gol fatti Genoa
44 gol fatti Sampdoria

CONFRONTI DIRETTI COL GENOA PADRONE DI CASA (SERIE A)*

36 incontri disputati
9 (8) vittorie Genoa
13 (17) pareggi
14 (11) vittorie Sampdoria
36 (15) gol fatti Genoa
39 (20) gol fatti Sampdoria

ULTIME 5 SFIDE IN SERIE A COL GENOA PADRONE DI CASA

Genoa-Sampdoria 0-1, 5° giornata 2014/2015
Genoa-Sampdoria 2-3, 18° giornata 2015/2016
Genoa-Sampdoria 0-1, 28° giornata 2016/2017
Genoa-Sampdoria 0-2, 12° giornata 2017/2018
Genoa-Sampdoria 1-1, 22° giornata 2018/2019

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A E SERIE B COL GENOA PADRONE DI CASA

1-1 comparso per 9 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Quagliarella 8’ – Piatek rig. 17’)
0-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2016/2017 (Muriel 71’)
0-0 comparso per 7 volte, l’ultima nel 1992/1993

* Fra parentesi i dati dei precedenti Genoa-Sampdoria in Serie A dopo la prima frazione di gioco

RANIERI VS THIAGO MOTTA

Quella in occasione del prossimo derby della Lanterna sarà la 16esima sfida in campionato, tutte in Serie A e dalla stagione 1990/1991, fra mister Claudio Ranieri e il Genoa. Per casualità avverrà proprio in occasione della 16esima giornata del campionato 2019/2020. Il bilancio degli scontri diretti sorride al tecnico romano avanti per vittorie, 10-2, e gol marcati, 31-17. Mentre i pareggi ammontano a 3.

Proprio la mole di marcature mette in evidenza una certa facilità per le compagini di Ranieri a bucare la porta del Grifone: mai un clean sheet per i portieri in rossoblù e una media di 2,06 gol/match per i giocatori allenati dell’ex manager del Leicester City. D’obbligo ricordare che i testa a testa fra Ranieri e il Genoa sono arrivati col Cagliari (2; 1V – 1X), col Napoli (2; 2V), con la Fiorentina (2; 1V – 1X), con la Juventus (4; 3V – 1P), con la Roma (4 in due riprese; 2V – 1X – 1P) e con l’Inter (1; 1V).

Per Thiago Motta si tratterà del primo derby di Genova nelle vesti di allenatore. Ma come giocatore del Vecchio Balordo ne ha vinti due su due nella stagione 2008/2009… anche se in quello fra le mura di casa fu espulso.

TUTTI I PRECEDENTI FRA RANIERI E IL GENOA IN CAMPIONATO

10 vittorie Ranieri
3 pareggi
2 vittorie Genoa
31 gol fatti squadre di Ranieri
17 gol fatti Genoa

I NUMERI DI MOTTA IN SERIE A

7 panchine
1 vittoria
3 pareggi
3 sconfitte
4 gare a punti

I NUMERI DI RANIERI IN SERIE A

376 panchine
163 vittorie
119 pareggi
94 sconfitte
282 gare a punti

 

Una delle ultimi immagini, potenti, che legano Claudio Ranieri e la Roma risalgono alla fine dello scorso campionato con la curva giallorossa che omaggia il tecnico per essere accorso in aiuto in un momento di difficoltà per la Roma stessa. Alle spalle lo striscione, lui che ringrazia, si volta e poi piange. Nella capitale, Ranieri c’è nato nel 1951, ma anche la sua carriera da giocatore ha visto la luce con la maglia giallorossa. Poi un lungo girovagare soprattutto come allenatore, due anni belli e difficili a Roma nel 2009-2011 e il ritorno, per una breve parentesi, 10 anni dopo nel 2019. Adesso è alla prima panchina con la Sampdoria e il destino del calendario di Serie A ha beffardamente incrociato passato e presente.

C’è anche l’attaccante Fabio Quagliarella tra i 10 candidati al Puskas Award, il premio – dedicato al campione ungherese Ferenc Puskas – che dal 2009 viene assegnato annualmente dalla Fifa all’autore o all’autrice del gol più bello della stagione precedente.

La lista è compilata dalla stessa Fifa con l’aiuto di ex giocatori e allenatori: quest’anno sono stati presi in considerazione i gol segnati dal 16 luglio 2018 al 19 luglio 2019. Per essere presi in considerazione dai giudici, i gol devono essere stati realizzati senza l’aiuto di errori degli avversari ed evidenti colpi di fortuna. Non vengono fatte distinzioni tra i livelli dei campionati professionistici, le nazionalità e il genere. Dalla lista attuale ne verranno poi selezionati tre tramite votazione online: il vincitore del Puskas Award 2019 sarà annunciato nel corso della cerimonia della consegna dei premi FIFA in programma il 23 settembre al Teatro alla Scala di Milano.

Stropicciatevi gli occhi e ammirate le 10 prodezze:

🇧🇷 Matheus Cunha
🇩🇪 RB Lipsia

🇨🇴 Juan Fernando Quintero
🇦🇷 River Plate

🇸🇪 Zlatan Ibrahimovic
🇺🇸 Los Angeles Galaxy

🇦🇷 Lionel Messi
🇪🇸 Barcellona

🇮🇹 Fabio Quagliarella
🇮🇹 Sampdoria

🇺🇸 Amy Rodriguez
🇺🇸 Utah Royals

🇬🇧 Billie Simpson
🇬🇧 Cliftonville

🇬🇧Andros Townsend
🇬🇧 Crystal Palace

🇭🇺 Daniel Zsori
🇭🇺 Debrecen

🇨🇲 Ajara Nchout
🇨🇲
Camerun

 

 

Parma e Sampdoria scenderanno in campo a maglie invertite. O meglio, con maglie speciali che evocano le divise dell’avversario. L’iniziativa, che vedrà la luce il 5 maggio in occasione della sfida tra le due squadre, è stata promossa dai due club per celebrare il gemellaggio che da tempo lega Parma e Sampdoria.
«Una storia fatta di grandi sfide sul campo e di una lunga amicizia sugli spalti. Da quasi 30 anni, mentre le due squadre lottano per vincere, le due tifoserie danno prova di rispetto reciproco, amore e passione per la propria maglia. Oggi le due società hanno deciso di celebrare questo storico legame tra i propri tifosi scambiandosi la maglia», si legge in un comunicato del Parma. Le maglie da gioco verranno poi messe all’asta e il ricavato verrà devoluto in beneficienza all’Istituto Gaslini di Genova e all’Ospedale dei Bambini di Parma.

 

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 Il gemellaggio tra le due tifoserie nasce agli albori degli Anni 90, in occasione del primo anno di Serie A del Parma. I tifosi gialloblù, all’epoca, erano gemellati con gli ultrà del Verona, a loro volta legati ai tifosi doriani. Ma, si sa, i rapporti tra tifoserie nascono anche da un “nemico” comune: i tifosi del Genoa erano rivali degli ultrà del Parma già dagli Anni 80 e al Tardini, nel ‘90-’91, nasce ufficialmente il gemellaggio tra Parma e Sampdoria. Nel ‘99, poi, la Sampdoria retrocede all’ultima giornata per mano del Bologna, la cui tifoseria è storicamente rivale di quella ducale: ecco l’altro “nemico” che rende ancora più intenso il legame tra Sampdoria e Parma. L’iniziativa dei due club è l’ultimo atto di “una storia fatta di grandi sfide sul campo e di una lunga amicizia sugli spalti”.

La maglia indossata – per celebrare i 120 anni della Sampierdarenese – era un’eccezione, la conferma invece è sempre e solo lui. Fabio Quaglierella. Questa volta il solito gol non è bastato per evitare la sconfitta per 2-1 della Sampdoria nello scontro diretto con l’Atalanta, ma, come ogni domenica di fatto, il numero 27 blucerchiato ha fatto macinare altri record personali. Il capitano è solo il secondo giocatore nella storia della Serie A ad aver segnato almeno 20 reti a 36 anni compiuti, dopo Luca Toni nelle stagioni 2013/14 e 2014/15. E ancora, ha stabilito il suo nuovo primato di gol, 20, segnati in una singola stagione di A. In più è il 6° giocatore blucerchiato ad avere toccato questa quota in un singolo campionato di A, dopo Montella, Chiesa, Brighenti, Firmani e Bassetto.

Può bastare? Certo che no, perché con il rigore di ieri, il 7° stagionale calciato ma il 6° realizzato (respinta di Sirigu del Torino al Ferraris), ha anche raggiunto Omar Sivori al 27° posto della classifica cannonieri di A all-time, a quota 147: prossimo obiettivo Adriano Bassetto (149), icona blucerchiata.

Peccato, perché Quagliarella si era immaginato una domenica differente. Aveva stretto i denti per esserci, in settimana aveva gestito la sua preparazione a causa di quel problema alla coscia destra accusato a Ferrara, nel secondo tempo, che lo aveva costretto a chiedere il cambio. Non era al meglio, ieri, e alla prima palla toccata si è dovuto subito confrontare con la fisicità di Mancini. Ha dato il suo contributo, quel che poteva e aveva nelle gambe, ha segnato il rigore e ha finito la gara con solo un numero sulla schiena, il “2”, perché il “7” gli è stato strappato da un difensore.

Una giornata dolce-amara per Quagliarella, ma ancora una rete pesantissima che gli consente di battere il suo record stagionale in Serie A e al contempo lo trascina in vetta alla classifica marcatori sopra Cristiano Ronaldo e Krzysztof Piątek. Da non crederci.

Che la maglia della Sampdoria sia una delle più belle del mondo lo hanno ribadito anche alcune riviste straniere.
Il magazine francese So Foot nel 2016 ha scritto che la famosa maglietta indossata dai gemelli del gol Vialli-Mancini nel 1990, a livello di bellezza, è solamente alle spalle di quella del Boca Juniors del 1981.

I colori della Sampdoria sono un mix delle due società, la Sampierdarenese e l’Andrea Doria, che nel 1946 si sono unite per dare vita all’attuale club.
Proprio la prima formazione, quella del quartiere genovese, festeggia i 120 anni di storia. Un traguardo importante dato che sicuramente risulta tra le prime squadre a essere fondate in Italia.

Per onorare questa importante data, i calciatori blucerchiati indosserrano una maglia speciale che ricorda molto quella del 1899, nel match di Serie A di domani contro l’Atalanta.

L’omaggio della società via Instagram

Maglia bianca con fascia rossonera, pantaloncini e calzettoni neri. Un inedito ritorno alle origini, segno di identità, di appartenenza e di attaccamento alle proprie radici genovesi. Inoltre la maglia sarà venduta in 100 esemplari, le altre saranno messi all’asta nelle prossime settimane per un nuovo progetto benefico.

Tra pochi giorni saranno 36 anni, ma il numero magico è 11 che non esce sulla ruota della serie A da 25 anni. Fabio Quagliarella è a un passo, anzi a un gol da Gabriel Batistuta. L’attaccante della Sampdoria segna da 10 gare consecutive, per un totale di 14 reti in questa stagione. Il record di Batigol è nel mirino. Se l’attaccante blucerchiato andasse a segno nel match contro la sua ex Udinese, eguaglierebbe quanto fatto dal bomber della Fiorentina nella stagione 1994-1995. Undici gare consecutive in gol in campionato.

Quagliarella è l’ultimo dei Mohicani, un Highlander, è immenso.

 

Parola di Marco Giampaolo, allenatore di Quagliarella alla Samp. Il filotto del centravanti di Castellamare di Stabia è iniziato con il Milan a fine ottobre. Due doppiette, contro Bologna e Fiorentina. In mezzo ci sono anche altre vittime illustri come Juventus e Lazio. Quagliarella è rifiorito dopo i 30, sulla scorta di quanto accaduto ad altri campioni e fuoriclasse del passato. Il caso più eclatante è stato quello di Antonio Di Natale, che ha segnato quasi il 78% delle sue marcature dopo le trenta candeline. Lo stesso Del Piero è a quota 51%, Totti a metà (50%), Fabio un gradino sotto (49%).

La scorsa stagione è terminata con 19 reti, quest’anno è al momento capocannoniere con 14 gol in 19 partite, in coabitazione col fenomeno Ronaldo e con l’inarrestabile Zapata. Quagliarella, a differenza del portoghese con 4 centri dal dischetto, ha realizzato solo 2 rigori (l’atalantino Zapata uno). Persino il Guardian si è occupato delle gesta dell’attaccante italiano.


Oltre Batistuta, il bomber della Samp è sulla scia di altri primati. In Premier il record è di Jamie Vardy, sempre a quota 11 partite consecutivamente in gol nella stagione 2015-2016. In Francia c’è Serge Masnaghetti, in gol per 13 gare di fila nel 1962-1963. In Germania Gerd Müller arrivò a 16 giornate di esultanza tra il 1969 e il 1970. In cima, ça va sans dire, c’è l’inarrivabile Leo Messi. Nella Liga 2012-2013, la Pulce è andato in gol addirittura per 21 volte partite di seguito.

Sarà per la fisiognomica facciale, sarà per la progressione palla al piede, sarà per quella tendenza al chilo di troppo. Ma il paragone, ingombrante, con Ronaldo il fenomeno accompagna Luis Muriel sin dagli inizi della sua carriera. Perciò non sorprende che i due super gol all’esordio con la Fiorentina abbiano ricordato le prodezze del brasiliano. L’attaccante viola ha fulminato la sua ex Sampdoria, contribuendo con Quagliarella al pirotecnico 3-3 del “Franchi”.

Già dai primi tempi in Italia con il Lecce, stagione 2011-2012, il parallelo tra il colombiano e il fuoriclasse carioca è stato subito spontaneo. Il problema, per Muriel, è che le aspettative sono state troppo elevate per il talento classe 1991

Il paragone con Ronaldo? Mi ha accompagnato molto in carriera, spero di sentirlo ogni domenica

Il secondo gol di Muriel con la Fiorentina

Il secondo gol, in particolare, ha impressionato. Al 70’ Muriel è partito dalla sua metà campo,  anticipa l’avversario con un colpo di tacco, tunnel al raddoppio di marcatura blucerchiata e poi via in campo aperto. Sessanta metri palla al piede in pieno stile fenomeno brasiliano. Poi il piazzato che supera Audero e riporta la Fiorentina in vantaggio prima del blitz di Quagliarella. Un gol che a molti ha ricordato le falcate coast coast di Ronaldo negli anni ’90.

 

Lo stesso Federico Chiesa, figlio di quell’Enrico che ha più volte sfidato Luis Nazario da Lima, è rimasto sbalordito.  Quando ha raggiunto Muriel per abbracciarlo dopo il gol ha esclamato: “Ma che gol hai fatto?”. Gongola Stefano Pioli, che immagina per la sua squadra una scalata vincente alla qualificazione in Europa League.Primo gol di Muriel con la Fiorentina

Allo stesso Pantaleo Corvino, direttore generale della Fiorentina, il colombiano pare avesse promesso una doppietta all’esordio. Detto fatto. Il paragone, se fai un gol del genere in maglia viola in serie A, è con un altro fenomeno. Con il codino e che ha iniziato la sua carriera da fuoriclasse a Firenze. Roberto Baggio e quel gol al Napoli. Ma forse stiamo esagerando e Muriel è solo un potenziale campione fermatosi prima di spiccare il volo.