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Giovedì 3 gennaio, in Inghilterra si è giocata la partita dell’anno tra Manchester City e Liverpool, due squadre che fino alla fine si contenderanno il titolo della Premier League 2018-2019. I ragazzi di Klopp arrivavano all’Ethiad Stadium da imbattuti, con solo otto gol subiti e con un bottino di sette punti di vantaggio sui rivali di Guardiola che, contano, invece il miglior attacco e che ha perso terreno soprattutto nel mese di dicembre con tre sconfitte.

Ha vinto il Manchester City per 2-1 al termine di una partita frizzante, combattuta, giocata a ritmi altissimi e senz’altro spettacolare. Il Liverpool trova la prima sconfitta del suo campionato nello scontro diretto deciso da Leroy Sané, a segno nel momento in cui la capolista sembrava aver preso in mano la partita con il pareggio di Firmino, risposta corale al primo vantaggio firmato da una magia del Kun Agüero. I Reds ora sono ancora in testa a 54 punti, ma il City risale e si piazza a 50.

Il Liverpool però può recriminare soprattutto per l’incredibile doppia, tripla occasione creata nel primo tempo e con il risultato ancora bloccato sullo 0-0: all’alba del minuto 18, Salah controlla e sterza su Bernardo Silva (che ha corso durante il match per 13,7 km, il dato più alto quest’anno in Premier) nel cerchio di centrocampo, serve Firmino indietreggiato che, di spalle, gli restituisce il pallone di prima con un pregevole tocco di tacco, sfera ancora all’egiziano che imbuca Mané che nel frattempo ha tagliato al centro dell’attacco. L’esterno è abile a controllare e a calciare appena dentro l’area per superare il portiere del City Ederson che, nel frattempo, è uscito sui piedi del senegalese.

 

La palla, però, lentamente finisce sul palo e qui succede di tutto: il centrale John Stones è l’unico della retroguardia  a seguire l’azione ed è il primo che si ritrova in prossimità della palla che, dopo aver centrato il legno, ritorna pericolosamente in area piccola. Il 24enne non bada al sottile e prova a spazzare il più lontano possibile, ma nel frattempo Ederson si rialza e prova intercettare la palla per bloccarla, ne viene fuori un clamoroso rimpallo che va all’indietro verso la porta con Salah che sfreccia come un treno per ribattere e sentenziare a porta vuota. Ma è ancora Stones, in questo susseguirsi d’istanti e di fiato sospeso tra le due tifoserie, che in scivolata e sulla linea intercetta ancora una volta e libera definitivamente.

E’ dentro? E’ fuori? Non è gol? L’attaccante africano del Liverpool si sbraccia, ma inutilmente: la Goal Line Tecnology dice che il pallone non ha totalmente superato la linea bianca.

Potete vedere il video e i successivi replay a partire dal minuto 2:00

Ricardo Rodriguez, nato a Zurigo nel 1992 da padre spagnolo e madre cilena, quando ha scelto di rappresentare la nazione in cui è nato, ovvero la Svizzera, mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe diventato eroe nazionale. Senza troppa enfasi, se i rossocrociati possono staccare il pass per andare in Russia a disputare il Mondiale (il quarto consecutivo), il grande merito è del terzino milanista. Decisivo dal dischetto nel match d’andata contro l’Irlanda del Nord (e vinto 1-0), fondamentale nella sfida di ritorno a Basilea con un salvataggio sulla linea al 91′ su incornata di Evans e sul risultato di 0-0, che ha evitato alla Svizzera di andare ai supplementari.

 

L’Irlanda del Nord può solo mangiarsi le mani per aver metto sotto pressione gli elvetici solo nella gara di ritorno. Inconcludente a Belfast, i ragazzi di O’Neill sembrano le belle copie di quelli visti solo qualche giorno fa. Sponda Svizzera, Seferovic continua a divorarsi gol sul gol:  l’ex fiorentino in due occasioni non trova lo specchio della porta e Mc Govern è attento sui tentativi di Shaqiri e Zuber. Il St. Jakob-Park, complice la pioggia, diventa un pantano e la Green and White Army fiuta il clima giusto e moltiplica i propri sforzi. Dopo un diagonale di poco a lato di Rodriguez, sono proprio gli ospiti a prendere in mano l’incontro. Washington colpisce di testa il centro di Ward, mettendo di poco sopra la traversa e Saville indirizza un tiro fin troppo telefonato a Sommer.

Seferovic continua a sprecare a viene rimpiazzato da Embolo che, in soli otto minuti, si dimostra il giocatore elvetico più pericoloso dell’intera partita. Poi, nel primo minuto di recupero, l’immagine di copertina di questa qualificazione svizzera con Rodriguez che, capendo l’uscita a vuoto pericolosa di Sommer, fa due passi indietro e si erge a salvatore della patria spazzando il pallone sulla linea.

Petkovic ce l’ha fatta: dopo Germania, Sudafrica e Brasile, la Svizzera piazza il poker di qualificazioni mondiali. Termina la favola dell’Irlanda del Nord che può solo rimpiangere l’approccio troppo remissivo davanti al proprio pubblico.

Per uno sportivo conquistare una medaglia è il coronamento di tanti sacrifici e tanta dedizione. Valerio Catoia, 17 anni e con la sindrome di Down, ha passato tutta la sua giovane vita in acqua. Da quando ha tre anni, da quando i medici consigliarono i genitori di fargli fare nuoto per irrobustire un corpo gracile.
Ancora oggi, a Latina, si allena quattro giorni alla settimana, la sua passione è cresciuta sempre più e ha iniziato a gareggiare, diventando un tesserato della Fisdir (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e vincendo la medaglia d’argento ai campionati nazionali.

Ma questa volta la medaglia che gli ha consegnato il ministro dello sport, Luca Liotti, è speciale, unica: non ha un valore metallico, né oro o bronzo, ma su di essa c’è scritto “Valerio, il nostro campione”.
Sì perché Valerio ha compiuto un gesto da piccolo grande eroe. Il 12 luglio era con la sua famiglia alla spiaggia La Bufalara di Sabaudia, non lontano da Latina quando ha visto una bambina di 10 anni che rischiava seriamente di affogare. Mentre si agitava e andava sott’acqua, Valerio e il padre si sono tuffati, ma è stato il ragazzo, senza averci pensato su due volte, ad afferrare la bambina e a riportarla a riva, dove poi sono arrivati i bagnini.

«Valerio sei uno sportivo straordinario, hai messo al servizio degli altri la tue abilità da nuotatore e per questo ti siamo riconoscenti», ha detto il ministro Lotti, durante la speciale “premiazione”. Il giovane nuotatore, forse, non si è ancora reso conto del gesto eroico e impavido che ha compiuto e, per questo, sono arrivati dei speciali messaggi: a sorpresa, infatti, direttamente dal Mondiale di Budapest, Federica Pellegrini, Gabriele Detti, Gregorio Paltrinieri e l’ex campione Massimiliano Rosolino hanno salutato Valerio, complimentandosi per quello che ha fatto.

Campione dello sport e campione della vita con tanto di invito speciale: Rosolino, accanto a Detti e Paltrinieri, ha chiesto al 17enne di fare un paio di vasche assieme ai due nuotatori che hanno annuito.

Orgoglio anche da parte di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico:

Con coraggio e altruismo si è buttato in mare per salvare una bambina in difficoltà. Si tratta di una delle tante straordinarie storie che vedono protagonisti gli atleti paralimpici, spesso capaci di azioni di grande valore etico e sociale. Valerio Catoia ha compiuto un gesto esemplare che conferma quanto sia importante essere campioni nello sport e nella vita

 

E’ finita con un sospiro di sollievo, tanta paura e tanti applausi. Ma che spavento per alcuni ragazzi che se ne sono infischiati del divieto di balneazione e delle acque agitate, tuffandosi e andando a largo. Salvo poi trovarsi in difficoltà.
Per loro fortuna, oltre ai bagnini, c’erano tre ragazze che nell’acqua ci vivono e ci passano la maggior parte delle ore della loro giornata: Elisa Queirolo, Rosaria Aiello e Aleksandra Cotti, tre azzurre del Setterosa di pallanuoto.

Le ragazze erano sulla spiaggia di Borgo Marina di Porto Maurizio, vicino a Imperia in Liguria, per un meritato risposo pomeridiano dopo la vittoria in amichevole del Setterosa contro la Grecia per 11-10.
Nonostante le bandiere rosse issate, alcuni ragazzi stranieri si sono tuffati ugualmente, ma le onde minacciose e grosse li hanno spinti mettendoli in difficoltà. Così le tre ragazze, assieme ai bagnini della spiaggia, capito il pericolo si sono tuffate per riportare tutti a riva, sollecitate anche da un luogotenente della Capitaneria di porto.

Al di là della tensione di quei momenti, è stato emozionante rendersi utili in questo modo e la cosa più  bella è il ringraziamento del ragazzo straniero che mi ha abbracciato piangendo spaventato per l’accaduto

E’ il commento di Queirolo, capitano della Nazionale di pallanuoto e vincitrice del campionato italiano col Plebiscito Padova. Il Setterosa di Fabio Conti resterà in Liguria per poi trasferirsi a Siracusa e quindi dal 30 parteciperà a un torneo a Bilbao, in Spagna. Obiettivo: preparare al meglio i Mondiali di Budapest.