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In estate lo avevano conosciuto tutti per i suoi 9 gol segnati in una sola partita al Mondiale Under 20 nel 12-0 della Norvegia sull’Honduras. Poteva essere una parentesi, ma Erling Haaland ha continuato a segnare, e tanto, arrivando fino a mercoledì 17 settembre con lo score, vestendo la maglia del Salisburgo di 11 gol nelle prime 7 partite della Bundesliga austriaca (due triplette contro Wolfsberger e TSV Hartberg) e con altri tre gol nel primo match della ÖFB-Cup, la coppa nazionale.

E poi arriva la Champions League, la notte delle prime volte, “finalmente!” può esclamare la squadra austriaca dopo 10 anni di sconfitte ai preliminari. E un esordio così neanche nei sogni si materializza: sei gol alla sua prima storica partita in una fase a gironi Champions League e poi c’è il più piccolo di tutti, il ragazzo classe 2000 che segna tantissimo, Erling Braut Haaland.

Una tripletta al debutto tra i grandi d’Europa e non ci ha messo tanto il 19enne norvegese a far capire le sue intenzioni: solamente 2 minuti gli sono bastati per segnare la sua prima rete in Champions, quando Minamino gli offre un comodo filtrante in area da incrociare alle spalle del portiere. Alla mezz’ora Haaland si ripete in contropiede sfruttando la bella giocata del coreano Hwang Hee-Chan. Il mancino norvegese fa esplodere ancora la Red Bull Arena sigillando il 4-1 e la tripletta personale poco prima dell’intervallo deviando sotto porta ancora una volta l’assist del compagno d’attacco numero 9.

Van Basten (che, in realtà, ha segnato quattro gol all’esordio della “nuova” Champions League contro il Göteborg) Asprilla, Ayegbeni, Rooney, Iaquinta, Grafite e Brahimi avevano già esordito con una tripletta nella massima competizione europea, ma nessuno prima d’ora era riuscito a segnare tre gol al debutto nei primi 45 minuti di gioco.  Ecco, come da prassi, scomodati alcuni nomi altisonanti, ma nella testa di Haaland (o Håland) tutto questo non trova spazio nei suoi pensieri: questa notte l’avrà passata rivedendo istante per istante la sua prodezza.