Tag

russia

Browsing

L’Italia cede al tie-break alla Russia nella finale dei Campionati Europei Femminili Under 18  e vede così svanire il sogno di vincere una rassegna continentale che si conclude con il beffardo bilancio di una sola sconfitta nella gara più importante, dopo essere arrivata all’atto conclusivo con un percorso netto di sei successi.

La finale è stata combattuta, giocata senza esclusione di colpi, con le formazioni che hanno dato vita a una prestazione vibrante che tuttavia lascia l’amaro in bocca al gruppo azzurro che aveva dato spettacolo durante l’arco del torneo.

Un vero peccato per come si erano messe le cose, ma la medaglia d’argento rappresenta comunque un buon punto di partenza di un percorso di crescita di queste ragazze che meritano comunque un plauso. Per l’Italia si tratta della quarta medaglia d’argento della sua storia.

il tabellino

Europei Femminili Under 18

ITALIA-RUSSIA 2-3 (25-18, 16-25, 24-26, 25-21, 10-15)
ITALIA: Enweonwu 26, Lubian 10, Fahr 11, Pietrini 19, Tanase 6, Morello 6, Tonello (L). Scognamillo (L), Populini 3, Scola, Battista, Kone. All: Cristofani
RUSSIA: Kadochkina 13, Pushina 9, Zvereva 10, Brovkina 8, Shevchuk 17, Nikashova 1, Shepeleva (L). Rasputnaia 2, Soboleva 2, Yakushina 9, Bogovskaia, Novikova (L) All: Karikov
Arbitri: Mylonakis (GRE), Tekol Pelenk (TUR)
Durata set: 26’, 27’, 33’, 29’, 16’
Italia: a 14 bs 6 mv 14 et 35
Russia: a 9 bs 5 mv 12 et 19

Le prime sei classificate hanno staccato il visto per i Campionati del Mondo di categoria in programma dal 18 al 27 agosto a Rosario e Santa Fe, Argentina, mentre le prime sette assieme all’Ungheria Paese Ospitante parteciperanno all’European Youth Olympic Festival (EYOF) in programma a Győr a luglio.

Il calcio italiano si appesta a vivere una nuova era e a cambiare forma. Tecnologia e interessi economici porteranno la Serie A a una doppia epocale novità. Dalla stagione 2018-2019, infatti, sarà introdotta la Var, la cosiddetta moviola in campo e, per preparare fisicamente i calciatori al Mondiale in Qatar nel 2022 verrà sperimentato l’inizio del campionato addirittura a ferragosto.
Novità che, in realtà, circolavano già da diverso tempo, tra semplici voci di corridoio e proposte semiserie, ma dopo l’ultimo consiglio dei vertici sportivi internazionali, adesso si ha una data d’esordio che verrà ufficializzata entro il prossimo giugno.
Solo pratiche burocratiche, in verità: le strette di mano ci sono con buona pace di tutti gli organi di competenza.

La moviola in campo

Partiamo dalla Var (Video assistance referee). La recente amichevole tra Francia e Spagna con il gol annullato ai transalpini e la rete convalidata a Deulofeu tramite utilizzo della moviola ha convinto anche i più critici.
Di test nell’ultimo anno se ne sono fatti parecchi e dimostrano che, grazie a un pronto dialogo tra arbitro di gara e video assistenti, è possibile prendere con serenità la giusta decisione in pochissimo tempo.
Addio dunque alle care discussioni da bar o alla crociata di Aldo Biscardi. Dopo la goal-line technology, dunque, in Italia crolla un altro tabù legato allo sport più amato nella penisola.
Come detto, a partire dal 2018, i cinque maggiori campionati europei avranno a disposizione un prezioso aiuto tecnologico in più. Come già visto anche in Italia, ve ne avevamo parlato qui, nell’amichevole tra Italia e Germania under 16 giocata a Verona il 22 marzo è stato, infatti, annullato il primo calcio di rigore grazie all’ausilio della Var. E sono bastati solo 14 secondi.

C’è chi ovviamente storce il naso sostenendo che le troppe perdite di tempo rallenteranno e spezzetteranno il ritmo del gioco, ma Ruud Bakker, delegato europeo della moviola in campo, rasserena gli scettici:

Il calcio adesso è molto più veloce rispetto a 20-30 anni fa. Gli arbitri sono spesso chiamati a prendere decisioni in un battito di ciglia e, come abbiamo visto, non sempre l’assistenza dei giudici di porta ha portato a decisioni corrette. Anche per gli stessi tifosi che ci mettono cuore e passione, anche per dare costante credibilità a uno sport amato e seguito, non possiamo più girare lo sguardo da un’altra parte e rimandare la decisione

 

Ancora non è chiaro quando l’arbitro potrà avvalersi dall’assistenza mediante video, se solo in caso di rigore o fuorigioco o esteso anche su espulsioni e altri episodi dubbi, ma un prezioso rapporto lo potrà dare il Mondiale che si giocherà in Russia: entro marzo 2018, infatti, l’International Board darà il suo nulla osta, o meno, all’impiego della tecnologia di supporto arbitrale durante la Coppa del mondo.

 

Il clima del Qatar preoccupa: serie A parte a ferragosto

Ma se questo piccolo passo per l’uomo, ma grande per l’umanità era già nell’aria, ha sorpreso, invece, la decisione di anticipare l’avvio della Serie A il 15 di agosto.
E qui pesa la scelta di giocare il Mondiale del 2022 in Qatar che ha già stravolto le logiche calcistiche: spinti da patti economici, per la prima volta, infatti, la manifestazione iridata farà tappa in Medio Oriente e, considerando le temperature proibitive del paese qatariota, la Fifa ha imposto di giocare in inverno e non nei classici mesi di giugno e luglio.
Ma Ala Buf, a capo dei delegati che si occupano della tutela e del monitoraggio climatico in relazione alle attività agonistiche ha di fatto confermato che, anche giocando a dicembre o gennaio, il clima sarà afoso, umido e privo di vento.

Gli atleti devono allenare il corpo ed essere pronti psicologicamente, pertanto, ecco la volontà di anticipare l’avvio della Serie A a ferragosto. Una scelta che, in sostanza, si uniforma alla Bundesliga o alla Premier League che, però, hanno medie climatiche decisamente diverse dalle nostre. Provate a immaginare una partita giocata al Barbera giù in Sicilia o anche al San Paolo di Napoli.
Una condizione, inizialmente, proibitiva non solo per calciatori, ma anche per gli stessi tifosi. Non ci sono ancora conferme sugli orari delle partite di agosto, sembra umanamente plausibile che saranno tutte in notturna anche se gira voce di un anticipo alle 18.00. Da riprogrammare, quindi, tutte le attività nei ritiri estivi delle società che già vedono ridotto il periodo di preparazione perché molti giocatori saranno da poco rientrati dal Mondiale in Russia.

Tra l’altro questa decisione arriva qualche giorno dopo la dichiarazione del ct Giampiero Ventura che aveva proposto di anticipare di una settimana l’inizio della Serie A (stagione 2017, però), in modo da avere più giorni di rodaggio nelle gambe per prepararsi alla sfida decisiva contro la Spagna del 2 settembre:

E’ interesse nazionale anticipare l’inizio del campionato al 13 agosto. Ho chiesto di giocare tre domeniche di campionato prima di affrontare la Spagna, ma mi hanno detto di andarmi a ricoverare. Giocano tutti prima, noi siamo un po’ schematizzati, ma per raggiungere grandi obiettivi, bisogna anche creare i presupposti

 

Insomma, tra calcio “spezzatino”, giocato ad agosto e con la moviola in campo, quello che sembrava impensabile anche solo 15 anni fa, ora è diventato realtà. E pensare che prima molte partite si giocavano solo la domenica in contemporanea…

Torna per amore del pattinaggio, ha detto più volte. Per riprendere in mano la sua carriera agonistica ed essere lei a decidere quando smettere e in che maniera, senza l’imposizione dall’esterno. Il pattinaggio artistico italiano riabbraccia la sua divinità più luminosa: Carolina Kostner, il 9 dicembre, rientra in gioco, in una competizione ufficiale.

Al 49° Golden Spin, nona e tappa conclusiva delle Challenger Isu 2016, il secondo circuito internazionale dopo il Grand Prix; è il palaghiaccio di Zagabria il palcoscenico del suo ritorno, esattamente dove nel 2008 e 2013 ha conquistato due dei suoi cinque Europei. Solo alcuni dei tanti, tantissimi successi nella carriera dell’atleta altoatesina, bloccata per 985 giorni: in mezzo anche una squalifica di tredici mesi (scaduta il 31 dicembre scorso) per il caso Alex Schwazer, suo fidanzato all’epoca dei fatti.

Una pagina scura, da strappare in fretta per la ragazza 29enne che non disputa una gara ufficiale dal 29 marzo 2014, dai Campionati mondiali a Saitama in Giappone, dove conquistò il bronzo, uno di 26 luccicanti medaglie dove a brillare sono soprattutto il bronzo alle Olimpiadi invernali di Soci 2014 e la medaglia d’oro ai Mondiali del 2012.

E’ il 31 marzo 2012, a Nizza, all’interno del Palais des Expositions Acropolis, Carolina si classifica prima nel programma libero, segnando il proprio nuovo record personale e vincendo la medaglia d’oro con 189,94 punti. Prima pattinatrice italiana nella storia ad ottenere l’iridato nel pattinaggio di figura singolo e momento storico per il pattinaggio azzurro che, oltre al successo nel 2001 di Barbara Fusar-Poli e di Maurizio Margaglio nella danza, mai aveva raccolto un titolo individuale.
Dietro di lei la russa Alena Leonova e la giapponese Akiko Suzuki, ma gli applausi sentiti, squillanti che coprono le note di Mozart, il pezzo di sottofondo dell’esibizione dell’altoatesina, sono tutti per lei. Lei che, pian piano si scioglie, sorride e intuisce l’impresa al suo decimo mondiale, dopo due bronzi, nel 2005 e nel 2011, e un argento, nel 2008.

Maestosa ed elegante, nel 2012, a 25 anni, qualcuno ipotizzò un suo ritiro ora che era sul gradino più alto del podio, da regina mondiale, ma lei aveva ancora un obiettivo in testa, visto sfumare disgraziatamente più volte: una successo alle Olimpiadi invernali. Predestinata, ma anche dannata, portabandiera alle Olimpiadi in Italia, a Torino 2006, appena maggiorenne, in quelli che dovevano essere i suoi Giochi, poi trasformati in un incubo a causa di una caduta.
Una maledizione che la perseguiterà anche a Vancouver 2010, altra caduta. Un incantesimo spezzato, quando sembrava quasi impossibile, a Sochi, in Russia, nel 2014. Pronta mentalment e fisicamente, non ha tradito se stessa e tutti gli appassionati: nel programma libero, sulle note del Bolero di Ravel è stata perfetta, cristallina e dolce. Una medaglia di bronzo che sa tanto d’oro.

Se non bastavano le emozioni a dirci che Carolina Kostner è stata e lo sarà per molti decenni ancora, la pattinatrice più limpida e preziosa dello sport azzurro, la medaglia di bronzo ha regalato quel senso di compiutezza che la carriera della bolzanina meritava. Ma forse, non è finita qui…

Social network e media spagnoli hanno accusato Gerard Piqué, difensore del Barcellona e della Nazionale iberica, di aver volontariamente rimosso, dai bordi delle maniche, il rosso e il giallo, unici simboli che richiamano la bandiera sulla camiseta da trasferta completamente bianca. La vittoria fuori casa della Spagna di Lopetegui per 2-0 sull’Albania, valevole per la qualificazione ai Mondiali in Russia nel 2018, è passata in secondo piano perché i riflettori erano tutti puntati sulla maglietta di Piqué.

In molti, riconoscendo il forte trasporto politico del difensore blaugrana, sostenitore dell’indipendenza della Catalogna, hanno visto questo gesto come chiara offesa e presa di posizione rispetto alla bandiera spagnola. Sospetti in gran parte ingiustificati, ma che ben fanno capire quando Piqué sia sempre nell’occhio del ciclone quando scende in campo con le Furie Rosse.

Il difensore ex Manchester United ha indossato la maglia numero 3 a maniche corte con sotto una maglia termica, più aderente, a maniche lunghe. Nulla di strano, si è visto già in altri stadi e in altre partite, eppure gli occhi attenti della rete hanno notato un’anomalia rispetto al modello Adidas a maniche corte che prevede il richiamo ai colori spagnoli ai bordi. Giù il putiferio prontamente smorzato dalla Federazione calcistica spagnola e dal calciatore che in un’intervista nel post-gara ha esibito la maglia: Piqué, che è solito giocare con le maniche lunghe, sentendosi accaldato e “imballato” nei movimenti ha deciso di prendere un paio di forbici e tagliare le maniche senza cambiare direttamente divisa.

L’ennesimo episodio controverso che ha fatto definitivamente sbottare Piqué: al termine del match, infatti, ha dichiarato di dire addio dalla Nazionale dopo il Mondiale 2018. Una scelta che avrebbe dell’incredibile considerando la sua età (nel 2018 avrebbe 31 anni e ancora nel pieno della carriera). Piqué ha anche detto che non si ritirerà nei prossimi giorni solo per rispetto all’allenatore Lopetegui e al suo nuovo ciclo in Nazionale.
Quello tra il difensore, la Roja e i tifosi è un rapporto in pieno conflitto: alcuni lo vedono sempre con lo sguardo rivolto verso il basso durante la Marcha Real, l’inno ufficiale della Spagna, come atteggiamento in aperta contestazione, altri ricordano un presunto dito medio, fatto sempre durante l’inno, nella partita tra Croazia e Spagna durante l’ultimo Europeo, mentre ciclicamente torna d’attualità la partecipazione di Piqué alla Diada nel 2014, una festa molto sentita in Catalogna e che ricorda la caduta di Barcellona nelle mani di Madrid nel 1714, ovvero la fine dell’indipendenza e l’inizio del dominio della Castiglia.

Battuta la Russia 5 a 4 in un’incredibile finale

La serie A sta per abbracciare 5 iridati argentini, pronti a dare lustro alla regular season, ormai prossima al via.

Un altro Diego, quello cresciuto sui banchi di Coverciano, completa il suo capolavoro alla prima esperienza da ct di una Selecciòn. Che supera 5-4 la Russia e si consacra alla storia.

Highlights

LA “GARRA”

Eder Lima rompe l’equilibrio, ma l’Albiceleste pareggia 26” dopo, con un tap in di Alamiro Vaporaki, chiudendo avanti 2-1 all’intervallo, grazie a un tiro libero di Cuzzo.

Tre reti nei primi 2’33” della ripresa. Eder Lima si ripete. L’Argentina reagisce ancora da big: Brandi ne fa uno appresso all’altro. Al resto ci pensa la “garra” di una squadra a immagine e somiglianza di Giustozzi. L’Albiceleste a 8’40” dal termine esaurisce il bonus falli, tiene botta al 5 vs 4 russo, pescando il 5-2 con Kiki Vaporaki.

I vice campioni d’Europa se la giocano fino alla fine. Lyskov e ancora Eder Lima siglano i gol che riaprono il match a 19”. Non c’è più tempo. La Russia perde la sua quarta finale di fila fra Mondiale ed Europeo.

L’Argentina è campione per la prima volta.

#ArgentinaCampeón ? Metete en la intimidad del festejo de Argentina. La copa, protegida por los cracks. Postal para el recuerdo ?

Una foto pubblicata da Selección Argentina (@afaseleccion) in data:

ITAL-ARGENTINA

Giustozzi è diventato un tecnico a Coverciano.

Borruto ha vinto tutto in Italia, con tanto di Uefa Futsal col Montesilvano e in Colombia ha raggiunto Sanchez, Pichichi dell’Argentina al Mondiale.

Taborda ha disputato una kermesse iridata pazzesca.

Cuzzolino eliminato l’Ucraina e steso Portogallo e Russia.

Battistoni risposto sempre presente e Alan Brandi – bis in finale – giocherà con l’Acqua&Sapone.

Aggiungiamoci pure che Wilhelm, Pallone d’Oro 2016, è uno dei figli del Belpaese.

Sì, chiamatela ItalArgentina.

Russia-Argentina, una delle due alzerà la Coppa del Mondo

La prima volta non si scorda mai. Al Coliseo di Cali il mondo del futsal mondiale festeggia un campione iridato diverso, non brasiliano, nemmeno spagnolo.

Questa sera dalle ore 21.15 su Eurosport (pacchetto Sky e Mediaset Premium).

E’ la finale inedita fra Russia e Argentina (foto: fifa.com). Skorovich contro un allenatore nato sui banchi di Coverciano, una vecchia conoscenza del calcio a 5 del Belpaese: Diego Giustozzi.

5 ITALIANI

Per la stampa sudamericana la Russia è favorita, ma dicevano la stessa cosa per il Portogallo contro l’Argentina.

La Selecciòn dei 5 italiani di serie A, Cuzzolino, Borruto, Battistoni, Taborda e Brandi, otto considerando Stazzone, Rescia e Wilhelm, invece, testimonia un lato positivo del prodotto del Belpaese.

Che avrà pure perso male e chiuso un ciclo cadendo con il modesto Egitto, ma che comunque avrà perfino un commissario tecnico in panchina, che ha preso il patentino a lezione di Menichelli.

L’Argentina è fortissima, ma se la giocherà alla pari contro un’autentica Armata Russa.

EN PLEIN

I vice campioni d’Europa, infatti, sono l’unica ad aver vinto tutte le partite disputate, chiudendo primi nel girone con la Thailandia di Miguel Rodrigo (in Italia con Luparense e Padova) quell’Egitto castigatore dell’Italia negli ottavi, e Cuba; liquidando la pratica Vietnam, sconfiggendo per la prima volta la Spagna entro i 40’ e domando il coriaceo Iran in semi.

Vanno a caccia del settebello (di successi), magari con un gol di Eder Lima, pronto a entrare nei primi tre cannonieri, dove ci sono già Ricardinho e Falcao. Skorovich ritrova Romulo ed è pronto a sfatare il tabù finale.

Chi più ne ha, più ne metta: sarà un partidazo.

La Russia è la prima finalista del Mondiale delle sorprese.

Pronostico rispettato, ma quanta fatica per i vice campioni d’Europa domare 4-3 un coriaceo Iran, che vende la cara la pelle, restando in partita 40’ effettivi prima di arrendersi con l’onore delle armi.

COLPO SU COLPO – Al Coliseo Ivan de Bedout di Medellin match equilibrato, come nelle aspettative. La Russia scappa, l’Iran l’acchiappa. Il solito Esmailspour risponde alla rete iniziale di Lyskov: 1-1 all’intervallo. Abramov s’inventa il 2-1, ma bomber Hassan Zadeh batte Gustavo, ristabilendo la parità per la seconda volta. Il 2-2 dura appena 13”, il tempo che serve a Shayakhmetov per riportare avanti per la terza volta la Russia. L’Iran cade, ma si rialza, si gioca la carta del portiere di movimento, mettendo alle corde Eder Lima e compagnia. A 42”, però, l’ottimo Chishkala mura una conclusione avversaria, guarda la porta e la centra dalla sua area. Gara finita? Più o meno. L’indomita nazionale di Nazemalsherieh trova la forza per realizzare il 4-3 a 11”, con Javid. E ha l’ultimo assalto per siglare un clamoroso pari. Che, però, non arriva. Russia in finale, Iran da applausi.

L’ARGENTINA – Intanto l’Argentina è sbarcata a Cali, per la seconda semifinale contro il Portogallo di Ricardinho. Giustozzi, che recupera Rescia, è su di giri.

“Vediamo se il Portogallo è favorito, lo deve dimostrare in campo. Ricardinho? Impossibile annullare uno come lui, faremo degli accorgimenti difensivi, ma non snatureremo il nostro gioco”.

L’esito delle prime due sfide degli Ottavi di finale ai Mondiali di calcio a 5

Russia e Paraguay sono le prime qualificate ai quarti del Mondiale. Due partite completamente differenti, stesso risultato finale.

Gli highlights

I vice campioni d’Europa passeggiano a Medellin contro il malcapitato Vietnam: match senza storia, doppio Abramovich, 4-0 all’intervallo. Finisce 7-0, nonostante bomber Eder Lima resti all’asciutto per la seconda gara di fila. Ora la nazionale di Skorovich aspetta la Spagna, Kazakhstan permettendo.

Anche il Paraguay (in foto, credit: fifa.com) avrebbe potuto vincere 7-0 con una pessima Colombia: il Cholito Salas dispensa magie e assist, ma suo fratello Juan e Falcaozinho Ayala hanno le polveri bagnate.

Ci vogliono i rigori per decidere il match di Cali: Gary Ayala realizza il penalty decisivo, passaggio del turno strameritato per i Guaranies. Che ora aspettano il Brasile per un altro derby sudamericano, oppure (sarebbe un’impresa) il deludente Iran.

Il programma di oggi con BRasile, Spagna e Portogallo

Oggi tre quarti in programma. A Bucaramanga Falcao e soci prenotano i quarti. La Spagna perde José Ruiz per tutto il Mondiale, ma gode comunque del favore del pronostico col Kazakhstan (diretta Eurosport ore 0.15 italiane). A Cali, Ricardinho (del Portogallo, star del calcio a 5 mondiale) chiede strada a Costa Rica. Guardatevi qui sotto qualche sua magia direttamente dal suo profilo Instagram.

Un video pubblicato da Ricardinho10 (@ricardinho10oficial) in data:


Italfutsal, Lima e Leggiero suonano la carica

La Nazionale di Menichelli continua, intanto, a preparare la sfida contro l’Egitto, in programma fra il 22 e 23 settembre, alle 3 nel Belpaese, senza particolari problemi.

Gabriel Lima si accoda al coro: “Nessuno pensa all’Argentina, dobbiamo vincere gli ottavi”.

 

Leggiero pensa positivo: “Per arrivare fino in fondo bisogna pensare partita per partita”.

Portogallo in pole per la qualificazione, da prima, nel girone A, la Colombia rischia. Russia a vele spiegate verso gli ottavi.

E’ la sintesi della quarta giornata del Mondiale. Nella seconda giornata del girone A, il ciclone Ricardinho si abbatte sul malcapitato Panama: O Magico mette a segno un’incredibile sestina di reti nel 9-0 dei lusitani. Nell’altra sfida del Coliseo El Pueblo, la Colombia non risponde al successo portoghese. Tutt’altro. I Cafeteros rischiano il patatrac: sotto 3-1 con l’Uzbekistan a 4’ , ci pensa la stella Angellot Caro, a segnare due reti, acciffuando un pari a 13” dalla fine. Cafeteros, obbligati a battere Panama nell’ultimo match.

Più semplice la situazione nel girone B, dove la Russia stravince 6-1 il big match con l’Egitto, issandosi in vetta in solitaria. In serata si accendono le luci del luna park di Medellin. La Thailandia di Miguel Rodrigo (un passato nel Padova e nella Luparense) va sotto 0-3 con Cuba, rimonta nel primo tempo, se la gioca gol a gol nella ripresa, uscendo fuori alla distanza e imponendosi 8-5. Un successo che vale l’aggancio all’Egitto.

TORNA IN CAMPO L’ITALFUTSAL – Stanotte, all’una, torna in campo la Nazionale di Menichelli per l’inedita sfida con un Guatemala praticamente all’ultima spiaggia. Azzurri al completo con l’unico dubbio riguardante Murilo, alle prese con una contrattura lombare. Leggiero prenota il bis:

“Abbiamo preparato bene l’incontro, puntiamo al primo posto, dobbiamo vincere. Questo gruppo ha ancora tanto da dire”.