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Niente recupero record per Valentino Rossi che, dopo Misano, salterà anche il prossimo appuntamento del Gp di Aragon. L’assenza del Dottore – alle prese con la frattura della tibia e del perone della gamba destra dopo la caduta di fine agosto durante un allenamento in enduro – viene ufficializzata in una nota dalla Yamaha che, a differenza del Gran Premio di San Marino, ha deciso di nominare un sostituto: l’olandese Michael van der Mark, portacolori della casa nipponica nel Mondiale Superbike.

“Rossi sta facendo buoni progressi col suo processo di riabilitazione ma nelle previsioni non sarà in grado di tornare in sella prima del Gran Premio del Giappone a Motegi, in programma dal 13 al 15 ottobre”, si legge.

Per Van der Mark sarà il debutto assoluto nella classe regina e senza alcun test alle spalle. Il tre volte vincitore della 8 ore di Suzuka vanta comunque sette gare in 125 nel 2010 e la gara di Assen, in Moto2, l’anno dopo.

Inoltre quello di Aragon non sarà un circuito del tutto nuovo per lui, visto che fra Superbike, Supersport e campionato europeo Superstock 600 ha già avuto modo di prendergli le misure in sette occasioni.

“Sono eccitato dall’opportunità di pilotare la YZR-M1 nel Gran Premio di Aragon – commenta l’olandese – Non sono mai salito in sella a una MotoGp per cui sarà un’esperienza completamente nuova per me. Sono molto curioso di vedere come ci si sente. So che non sarà facile ma sono grato alla Yamaha per l’opportunità”.

Valentino Rossi, attraverso un comunicato della Yamaha, esprime tutto il suo rammarico per non poter prendere parte nel weekend al Gp di San Marino dopo la caduta in enduro che gli è costata la frattura della tibia e del perone della gamba destra.

“E’ davvero un peccato non poter essere nel mio Gp di casa e non vedo l’ora di tornare a Misano l’anno prossimo perché correre davanti a questi tifosi è qualcosa di molto speciale. Ma devo curarmi con attenzione. Il team mi sta sostenendo durante il processo di riabilitazione, fortunatamente sto bene e sono già riuscito a iniziare una leggera fisioterapia. I tempi di recupero non sono corti ma farò tutto il possibile per tornare in pista quanto prima. Voglio ringraziare tutti per l’affetto che mi avete mostrato in questi giorni, ci vediamo presto”.

Senza Rossi, la Yamaha si presenta a Misano col solo Maverick Viñales, reduce dal secondo posto di Silverstone e ora terzo nel Mondiale, a -13 da Dovizioso e -4 da Marquez.

“E’ un peccato che non ci sia Valentino, so quanto sia speciale per lui questo Gp, è la sua gara di casa e non sarà lo stesso senza di lui. Spero di riaverlo accanto il prima possibile”. Guardando al weekend, lo spagnolo assicura che “siamo molto motivati dopo il podio di Silverstone, stiamo lavorando di nuovo nella giusta direzione. Comincio ad avere lo stesso feeling sulla M1 che avevo a inizio stagione e questo mi rasserena e mi permette di concentrarmi sull’andare a punti in ogni gara. E’ molto positivo che siamo stati in grado di fornire delle buone prestazioni a Misano nei test di qualche settimana fa, abbiamo migliorato molte cose per quanto riguarda l’assetto e come sempre darò il 100% per regalare una nuova vittoria alla Yamaha”.

Per Valentino Rossi la corsa al titolo mondiale della MotoGP è compromessa. A una settimana dal l’appuntamento di casa a Misano con il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, infatti, il “Dottore” ha rimediato la frattura scomposta della tibia e del perone della gamba destra e nella notte è stato operato dal professor Raffaele Pascarella, direttore dell’unita’ operativa ortopedia e traumatologia degli Ospedali Riuniti Torrette di Ancona.

Rossi era già caduto lo scorso 25 maggio mentre si allenava facendo motocross a Cavallara, ma in quella occasione non riportò grossi traumi se non una forte botta al torace che gli procurava dolore respirando, tanto da partecipate la settimana dopo al Gp D’Italia chiuso ai piedi del podio. Con lui all’ospedale l’amico Uccio Salucci e Alberto Tebaldi, ad di VR46. La gamba è la stessa che Rossi si infortunò nel corso delle prove del GP d’Italia del 2010 al Mugello cadendo alla Biondetti. L’incidente di ieri sarebbe avvenuto intorno alle 19 in località Perchiule, nei pressi di Urbania.

La prognosi sarebbe di 30 giorni il che vorrebbe dire che Valentino salterebbe sia la gara di Misano di domenica prossima che quella di Alcaniz (GP Aragon) del 24 settembre, perdendo ogni possibilità di restare in corsa per il titolo iridato della classe regina che al momento lo vede quarto con 26 punti di ritardo dal leader Andrea Dovizioso.

VALE

“L’operazione è andata bene. Stamattina, quando mi sono svegliato, mi sono sentito già bene. Voglio ringraziare lo staff degli Ospedali Riuniti di Ancona, e in particolare il dottor Pascarella che mi ha operato. Mi dispiace molto per l’incidente, ma ora voglia tornare in moto il prima possibile. Farò del mio meglio perchè ciò accada”.

 

 

Rossi, fa sapere la Yamaha, e’ stato operato tra le 2 e le 3 di notte dal dottor Raffaele Pascarella, direttore dell’unita’ operativa ortopedia e traumatologia degli Ospedali Riuniti Torrette di Ancona. Nel corso dell’intervento, “le fratture sono state fissate usando un perno metallico – un chiodo intramidollare bloccato – senza alcuna complicazione. Ulteriori bollettini medici verranno rilasciati in seguito”. Yamaha “vuole ringraziare l’intero staff dell’Ospedale Civile di Urbino e degli Ospedali Riuniti di Ancona per la loro dedizione e la loro professionalita'”.

“Valentino sta bene e questo credo che sia la cosa piu’ importante per noi e i suoi tifosi. Rimarra’ con noi per qualche giorno, adesso la gamba e’ un po’ gonfia come e’ giusto che sia. Inizierà’ subito la fisioterapia a domicilio in qualche centro di riabilitazione – ha detto il professor Pascarella in conferenza stampa -. Quando tornera’ in moto? Dipendera’ molto da lui. Credo che per 30-40 giorni dovra’ stare a riposo, poi valuteremo insieme come procedere”.

Missile Marc Marquez che nel sabato di qualifiche del GP di Gran Bretagna, sul circuito di Silverstone, conquista la 71esima pole della sua carriera con un grande tempo (1’59″941).

Dietro il formidabile spagnolo della Honda Rossi conferma di essere a suo agio a Silverstone e chiude in seconda posizione con un ritardo minimo (+0.084). Terza casella per il padrone di casa Cal Crutchlow (+0.165). Poi in seconda fila partiranno la Yamaha di Vinales e le Ducati di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso. CHiudono Pedrosa, Zarco, Espargarò e Folger.

valentino rossi

“Sono contento, anche se non ho compiuto il giro perfetto: rispetto alle prove di ieri, però, ho registrato progressi notevoli. Posso dire che il passo-gara non è per niente male, a questo punto spero di poter lottare concretamente per la conquista di un posto sul podio, nel Gp di domani”.

marc marquez

“Non mi aspettavo di andare sotto i due minuti ma quando ho visto il primo giro mi sono reso conto che si poteva fare un po’ di piu’”.

Lo ha detto Marc Marquez commentando la pole position ottenuta sul circuito di Silverstone per il Gp di Gran Bretagna in programma domani. “Non ho fatto il giro perfetto ma è molto difficile in una pista così lunga”.

E’ stato Cal Crutchlow il più veloce nella seconda sessione di prove libere di Silverstone in vista del Gp di Gran Bretagna, classe MotoGp, in programma domenica.

Il pilota inglese, in sella a una Honda non ufficiale, ha fatto segnare il tempo di 2’00″897, precedendo le Yamaha di Valentino Rossi e Maverick Vinales. Il ‘Dottore’ accusa un ritardo di 241 millesimi, mentre lo spagnolo è staccato di 271 millesimi.

Quinto crono per la Honda di Marc Marquez (+0,714), le due Ducati di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso sono rispettivamente sesta e nona a 758 e 996 millesimi. Sedicesima la Ducati non ufficiale di Danilo Petrucci.

A fine sessione sperimentata la nuova procedura per il flag to flag, ancora da approvare, con delle linee prefissate in pit lane, sia per ‘parcheggiare’ la moto, sia per riprenderla, e dei percorsi guidati per evitare problemi di precedenza. In apparenza nessun problema, ma serve il verdetto dei piloti. Così Petrucci al riguardo: “Pare più sicuro perché è regolamentato, ma a tanti piloti non piacerà perché non possono fare il salto da una moto all’altra”.

Valentino Rossi reduce da un poco brillante settimo posto in Austria, è fiducioso in vista del Gp di Silverstone, tappa britannica del Motomondiale.

“Andiamo a Silverstone dopo un giorno di test a Misano e voglio tornare in pista immediatamente per capire se siamo riusciti a trovare le giuste soluzioni per migliorare la moto. Quella di Silverstone è una pista molto bella e divertente, ma al contempo molto impegnativa e molto lunga, con tanti cambi di direzione ad alta velocità. Sarà importante trovare un perfetto set-up, sia in frenata che nelle curve veloci. E’ un tracciato molto bello per me e il mio stile di guida”.

 

Maverick Vinales, dopo un inizio di stagione da vero dominatore e un primo contatto con la moto di Iwata perfetto, ha avuto delle difficoltà che gli fanno pagare un distacco di 24 punti dal leader della classifica generale Marc Marquez. 

 

“In generale siamo soddisfatti: essere in lotta per il campionato nel primo anno in Yamaha è molto significativo per me.

Rossi sta lavorando veramente bene sul nostro prototipo – aggiunge Vinales – è sempre davanti, in modo da essere ancora più veloci e migliorare il nostro livello. Una cosa eccezionale per me, ai miei primi passi nella categoria; inoltre, non credo che in Yamaha un pilota non prevalga sull’altro, siamo una grande squadra e, se non dovessi vincere io il titolo, allora l’ideale sarebbe che lo facesse Valentino”.

Infine Vinales parla del prossimo appuntamento:

“Sono pronto per Silverstone, per me una pista speciale, dove ho vinto la mia prima gara in MotoGp. Mi piace questo tracciato, fatto di curve veloci e chicane, si sposa bene al mio stile di guida”.

Che quello del Gp d’Austria fosse un circuito adatto alle caratteristiche della scuderia di Borgo Panigale era fatto noto – del resto l’anno scorso Andrea Iannone, ora alla Suzuki, trionfò per la prima volta in MotoGp proprio a Spielberg – ma le attese vanno confermate e Andrea Dovizioso ha rispettato il pronostico, firmando le libere del venerdì.

Il forlivese della Ducati, già alle spalle della Desmosedici dello spagnolo Hector Barbera (Reale Avintia Racing) al mattino, ha conquistato il miglior tempo al pomeriggio, strappando in 1’24″046 all’ultimo spunto la prima posizione a Maverick Vinales (1’24″280), terzo invece Dani Pedrosa, reduce da sei podi nelle ultime otto gare e quindi in grande spolvero.

In chiaroscuro Marc Marquez, che si era posto al comando della tabella crono da subito e, fino agli ultimi passaggi, è stato l’unico ad abbassare i tempi della mattinata; poi un fuoripista che gli vale il settimo tempo. Quarto Johann Zarco (Monster Yamaha Tech 3) e quinto Jorge Lorenzo (Ducati Team). Il maiorchino, così come Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing), ha girato con la innovativa carena aerodinamica e paga un ritardo di 57 centesimi dal compagno di squadra. Barbera chiude il gruppo dei sei mentre il ternano è distante dai più veloci.

Lontano dalle prime posizioni Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP). Il Dottore è staccato di oltre 8 decimi da Dovizioso e, come al mattino, termina la FP2 fuori dalla top 10. Iannone (Team Suzuki Ecstar) che a meno nove minuti dalla fine aveva anche messo la sua GSX-RR al terzo posto ha perso terreno.

“Sta andando molto bene – afferma Dovizioso -. Già stamattina abbiamo cominciato col piglio giusto, nel pomeriggio abbiamo affrontato condizioni un po’ più difficili. Non era facile fare il giro giusto, ogni piccolo errore qui diventa grande, comunque ho un buon feeling, anche se mi piacerebbe frenare più forte. La carena secondo me si sta comportando bene”.

La colonia degli italiani all’estero si arricchisce sempre di più e inoltre si può certamente dire che è l’Europa dell’est che ingolosisce gli allenatori italiani.

Dopo Andrea Stramaccioni allo Sparta Praga e Devis Mangia all’Universitatea Craiova, anche un ex mister della Serie A approda nella zona orientale del vecchio continente: Delio Rossi.

L’allenatore romagnolo ha accettato la proposta del Levski Sofia, la squadra della capitale bulgara con più tifosi e con la storia più importante.

Una nuova sfida per il mister ex Lazio e Fiorentina che, dopo due anni di pausa, ha ripreso l’attività in panchina. Il compito sarà quello di portare il Levski nella parte alta della classifica del campionato bulgaro. La partenza nelle prime tre giornate è stata incostante, così come negativa è stato il secondo turno di qualificazione all’Europa League. Il Levski, infatti, è uscito sconfitto dalla doppia sfida con i croati dell’Hajduk Spalato, ed è per questo che la società ha deciso di voltare pagina e affidare la prestigiosa panchina bulgara ad un allenatore d’esperienza come è Rossi.

L’ultima partita ufficiale di Rossi allenatore risale al 28 ottobre 2015, quando il suo Bologna perde in casa contro l’Inter e con il misero bottino di 6 punti in dieci giornate di campionato.

Ora la prima esperienza all’estero per un allenatore che comunque in Italia ha fatto bene. Dopo le stagioni positive a Lecce e a Bergamo nell’Atalanta, viene chiamato alla guida della panchina biancoceleste della Lazio del presidente Lotito. In tre stagioni nella capitale riesce a vincere la Coppa Italia nel 2008/2009.

La stagione successiva è quello dello sbarco in Sicilia, a Palermo. Il presidente “mangiallenatori”, Maurizio Zamparini, lo vuole fortemente alla guida dei rosanero. Per lui Rossi e il Palermo, la prima stagione è da incorniciare. Quinto posto in classifica e qualificazione storica all’Europa League. L’anno seguente il club decide addirittura di offrirgli la responsabilità dell’intero settore tecnico rosanero, con l’obiettivo primario di permettere un rapido ingresso dei giovani in prima squadra.
La seconda stagione però parte male con un girone d’andata da dimenticare. Viene esonerato e al suo posto arriva Serse Cosmi. Pochi mesi e Zamparini richiama alla base Rossi per cercare di raccogliere una situazione critica. La squadra raccoglie una meritata salvezza e vola anche in Coppa Italia. In finale, infatti, viene sconfitta solamente dall’Inter che passa per 3-1.

Dai rosanero alla Viola. Il tecnico di Rimini, dopo la galoppata con il Palermo, decide di volare a Firenze. L’esperienza con la società dei Della Valle è altalenante. L’addio è ancora più rumoroso a causa di fatti successi in campo.

Le ultime due esperienze in Serie A sono con Sampdoria e Bologna, non proprio due avventure da ricordare positivamente.

Ora il riscatto parte dalla Bulgaria, perché Delio Rossi vuole dimostrare di saper far bene il suo mestiere.

Dario Sette

Doppietta Honda con Marc Marquez davanti a Dani Pedrosa a Brno in occasione del Gran Premio della Repubblica Ceca, decimo appuntamento della stagione della Motogp. Un altro spagnolo sul gradino più basso del podio, ovvero Maverick Vinales su Yamaha. Quarto posto dopo una bella rimonta per il nostro Valentino Rossi.

La chiave della gara è stata una, ovvero la tempestività di Marc Marquez di tornare ai box dopo due giri per cambiare la moto e puntare sull’asciutto, scelta non frutto di strategia, come lui stesso ha ammesso, ma di un errore iniziale quando ha optato per la soft da bagnato. Un rientro ai box anticipato rispetto a tutti gli altri che gli ha consentito di ottenere un cospicuo vantaggio sugli avversari, che poi è riuscito a gestire nel migliore dei modi. Un problema alla moto che ha fatto anticipare il cambio? L’essersi fatto sfilare dai suoi principali avversari per non farsi vedere rientrare?  Ovunque stia la verità va dato atto a Marc Marquez che tra furbizia e fortuna ha indovinato proprio tutto.

Un tris spagnolo dedicato ad Angel Nieto, 13 titoli iridati nel motomondiale che ne fanno il secondo pilota più vincente di sempre dietro il solo Giacomo Agostini. Nieto si è spento il 3 agosto dopo essere stato in coma per diversi giorni in seguito all’incidente che lo ha visto travolto da un’auto mentre era alla guida del suo quad.

Alla fine Marquez ha conquistato il terzo successo stagionale con oltre 12 secondi di vantaggio sul compagno di box Pedrosa.

Maverick Viñales ha iniziato la sua gara dalla settima posizione, ma anche lui una volta montate le gomme da asciutto è stato protagonista di una bella rimonta fino al terzo posto.
Valentino Rossi è stato uno degli ultimi ad entrare nella pit-lane insieme a Dovizioso. Una segnalazione ritardata di un giro che alla fine è costato un podio al “Dottore” che sembrava essere alla portata per via dei tempi da giro collezionati. Nonostante tutto una bella rimonta con sorpassi, non facili, nei riguardi di Petrucci e Crutchlow (LCR Honda) per chiudere al quarto posto.

Marc Marquez si scalda nelle ultime due sessioni di libere del Gp di Brno e in qualifica, come spesso gli accade, tira fuori dal cilindro il giro perfetto: 1’54″981 e pole numero 69 della carriera, la quarta stagionale.

Un risultato che non sorprende più di tanto il box Honda, a metà luglio in pista proprio a Brno per alcuni test le cui indicazioni si sono rivelate utilissime per Marquez.

“La pole è frutto di quei giri – riconosce lo spagnolo – In questo circuito di solito faccio fatica per il mio stile di guida ma il weekend sta andando bene, anche il passo è buono”.

La Repsol già pregustava la doppietta, con Dani Pedrosa che viaggiava su tempi non lontani da quelli del connazionale ma lo spagnolo si è dovuto accontentare del terzo tempo: a rovinare la festa ci ha pensato il solito Valentino Rossi, che col circuito ceco ha un feeling particolare (14 podi compreso il secondo posto dello scorso anno).

Il Dottore si prende la seconda piazza e, a dirla tutta, quasi quasi soffia pure la pole a Marquez, più veloce solo di 92 millesimi.

“Ma volevo almeno partire in prima fila. Stamattina abbiamo visto che con la morbida potevo essere competitivo, abbiamo migliorato la moto per il pomeriggio e con la seconda gomma ho fatto un bel giro”. Con le gomme da gara siamo un po’ più in difficoltà e mi toccherà fare di tutto sin dal primo giro per salire sul podio, gli altri dietro possono essere veloci”.

A partire dalle Ducati, a cui Rossi riconosce un buon passo gara: seconda fila per Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo, rispettivamente col quarto e sesto tempo e divisi dal solo Cal Crutchlow. Più in difficoltà Maverick Vinales con l’altra Yamaha, solo settimo: “il set-up non era quello giusto e in qualifica abbiamo avuto tanti problemi”, mastica amaro lo spagnolo. Ma occhio alla gara di domani, con la pioggia che potrebbe sparigliare le carte.