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Sedici minuti per scrivere un record, l’ennesimo record di una carriera calcistica che l’ha visto primeggiare in ogni terra europea. Zlatan Ibrahimovic, a 36 anni, e dopo aver recuperato dopo neanche sette mesi da un infortunio ai legamenti del ginocchio, non ha intenzione di abdicare.

King Zlatan c’è e gli sono serviti 16 minuti nel match di Champions League tra Basilea e Manchester United (che ha visto la vittoria per 1-0 degli svizzeri). Quello di mercoledì 22 novembre, infatti, è stato il suo esordio ufficiale in Champions League con i Red Devils: in Europa, Ibrahimovic, aveva giocato l’anno passato, ma in Europa League, facendosi, tra l’altro, male proprio nel match contro l’Anderlecht lo scorso 20 aprile.

Con questo gettone, il 120esimo dall’inizione della sua carriera, lo svedese diventa il primo giocatore nella storia della Champions League a disputare la coppa dalle grandi orecchie con sette – ripetiamo sette – squadre diverse: Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, PSG e Manchester United.

In campo dalla stagione 2002-2003 (quella del vittoria del Milan sulla Juventus nella finale dell’Old Trafford), Ibrahimovic ha avuto un rapporto scontroso con la Champions: nonostante i tanti cambi di maglia, non è mai riuscito ad avvicinarsi all’idea di poter alzare il trofeo della competizione per club più importante al mondo. E, in alcuni, casi ha chiuso la stagione a bocca asciutta senza segnare nemmeno una rete: nel 2004-2005, primo anno alla Juventus e 2006-2007 alla sua prima stagione con la casacca neroazzurra dell’Inter.

Gustiamoci, però, ciascun “primo gol” in Champions League con le diverse maglie della sua carriera:

AJAX

Esordio con botto per Ibra con i Lancieri al suo debutto in Champions. Prima partia del girone D, Ajax – Lione, viene decisa il 17 settembre 2002 proprio dalla doppietta dello svedese. E che doppietta! Ibrahimovic segnerà altri tre gol durante il torneo (uno anche contro la Roma), prima di uscire ai quarti contro il Milan, nell’indenticabile match finito 3-2.

 

 

JUVENTUS

La prima stagione con la Vecchia Signora, come visto, si conclude con uno zero nella casella “gol segnati”. Per Ibra dieci presenze, ma nemmeno una rete. L’anno successivo, 2005-2006, piazza tre reti tutte nella prima fase del girone A, rimanendo a secco negli ottavi e nei quarti, dove la Juventus viene fatta fuori dall’Arsenal. Il suo primo gol con i bianconeri in Champions è contro il Rapid Vienna il 27 settembre 2005. Anche qui, un gol davvero notevole.

 

INTER

Primo anno in nerazzurro e stesso copione come durante l’esperienza alla Juventus. Ibrahimovi manca l’appuntamento con il gol che ritorna, nell’anno 2007-2008, anche questa volta nel girone G alla seconda giornata, con la doppietta contro il PSV Eindhoven, il 2 ottobre 2007. Ibra segnerà altre tre reti, rimanendo nuovamente a secco nella fase a eliminazione diretta: l’Inter, infatti, uscierà per mano del Liverpool.

 

 

BARCELLONA

Quella di vincere la Champions League inizia a essere un’ossessione per Ibrahimovic che lascia l’Inter per giocare nel club più vincente di questa era, il Barcellona. E’ l’anno 2009-2010, anno che i tifosi interisti ricorderanno per il Triplete, beffardo agli occhi dello svedese. Nella squadra blaugrana resiste solo un anno, realizza quattro reti in Champions arrivando fino in semifinale, il punto più lontano raggiunto dallo svedere nella sua carriera europea. Il primo gol è il 20 ottobre 2009 nella sconfitta, storica e davvero impensabile, del suo Barça contro il Rubin Kazan. E vale davvero la pena rivedere tutte le azioni di quell’incontro:

 

 

MILAN

E’ l’ultimo grande sussulto della storia di Berlusconi al Milan. I Rossoneri piazzano una formazione in grado di vincere lo scudetto nell’anno 2010-2011, puntando forte su Ibrahimovic. Il 15 settembre 2010, lo svedese bagna il suo esordio in Champions League con una doppietta all’Auxerre. Proprio come con l’Ajax, finora unico club nel quale ha segnato al suo debutto, Zlatan fa innamorare i suoi nuovi tifosi. Ma non solo: il suo fu proprio l’esordio rossonero a San Siro.

 

 

PARIS SAINT GERMAIN

Nel 2012 il Milan perde i pezzi e due su tutti, Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic volano a Parigi. Nel PSG, Zlatan, nel pieno della maturità calcistica, rimane per quattro stagioni (mai così a lungo in un club) raggiungendo numeri pazzeschi: 180 presenze, 156 gol e 61 assist. Così come con Ajax e Milan, anche con il team francese, Ibra segna al suo debutto in Champions. E’ il 18 settembre 2012 e segna una rete nel 4-1 sulla Dinamo Kiev. L’anno successivo, 2013-2014, sarà il più prolifico per l’attaccante svedese che piazzerà 10 reti in Europa.

 

Riuscirà Ibrahimovic a segnare anche con il Manchester United? Siamo pronti ad aggiornare questo articolo…e chissà magari lo vedremo clamorosamente anche ai Mondiali del 2018. La Svezia c’è…

Di elogi e di apprezzamenti ne ha avuti tanti, ma è fondamentale andarci piano. Se ne rientra in Italia con una medaglia di bronzo al collo, dopo la vittoria nella finalina della Nazionale Under-20 contro l’Uruguay ai calci di rigore, e con una bella scarpa d’oro, riconoscimento come capocannoniere del Mondiale appena concluso. Cinque gol per Riccardo Orsolini, piacevolissima sorpresa di quest’avventura dei ragazzini di Evani che hanno scritto la storia arrivando laddove mai erano arrivate le altre Nazionali, a un passo dalla gloriosa finale.

Ala destra con il numero sette sulle spalle, Orsolini è nato ad Ascoli Piceno il 24 gennaio 1997. La Juventus, sbaragliando la concorrenza, l’ha comprato nel gennaio 2017 parcheggiandolo sempre ad Ascoli dove ha disputato 41 presenze in Serie B con otto reti e una presenza in Coppa Italia.
Dopo la sua brillante performance al Mondiale già si parla di un suo inserimento nella formazione allenata da Massimiliano Allegri che, forse, starebbe più saggiamente pensando a un anno di prestito per poter giocare con continuità e svezzarsi definitivamente.

 

Orsolini ha segnato ben 5 gol, tutti uno dopo l’altro: ha aperto le marcature contro il Sudafrica e poi non si è fermato contro Giappone, Francia, Zambia e Inghilterra, l’ultima sua vittima prima di una partita non troppo entusiasmante contro l’Uruguay. Capocannoniere, dunque, ma non solo: è il giocatore italiano ad aver segnato di più in un Mondiale Under-20, battendo il precedente record, di quattro reti, di Graziano Pellè nell’edizione del 2005 giocata in Olanda.

 

Ma chi sono stati i bomber delle passate edizioni? E che fine hanno fatto? Alcuni nomi sono davvero altisonanti, altri sono finiti nel dimenticatoio, passati per grandi promesse a semplici meteore. E poi ci sono quelli che sono rimasti nel limbo tra l’esplodere definitivamente e il rammarico per qualcosa di intentato.
Come Javier Saviola, centravanti argentino, che nell’edizione del 2001 vinse la classifica dei marcatori con 11 reti alle spalle di altri nomi di un certo spessore come Djibril Cisse o Adriano. El conejo ha fatto vedere grandi cose al River Plate e poi al Barcellona, ma la sua stella ha brillato a intermittenza passando anche per Grecia e Italia, nel Verona.

Stessa sorte, ma più amara per il connazionale Fernando Cavenaghi e capocannoniere dell’edizione 2003 con quattro reti. Il classe ’83, ritiratosi a soli 33 anni anche a causa di problemi al ginocchio, è salpato anche lui dal River Plate per cercar fortuna in Europa, trovando dimora nello Spartak Mosca, in Russia, e girovagando per diversi club tra Francia, Spagna e Cipro.
Nell’edizione delle quattro reti di Pellè, a vincere la classifica del 2005, fu un altro argentino sul quale non ci dilungheremo molto: Lionel Messi con sei reti realizzate in tutto il torneo. La generazione di craque argentini non è ancora finita: nel 2007 è il turno di Sergio Agüero, soprannominato El Kun, che ha da poco compiuto 29 anni, mantenendo medie realizzative impressionati. Solo tre club hanno avuto, per il momento, la fortuna di avercelo nella propria rosa: Independiente, Atlético Madrid e Manchester City.

Di Dominic Adiyiah, invece, si sono perse le tracce: eroe del Ghana nel 2009 con ben otto realizzazioni, l’attaccante è ricordato per esser stato comprato dal Milan che provò a piazzare il colpo del futuro, pagandolo 1,4 milioni di euro. Non giocò mai in prima squadra, ma iniziò un lungo e infinito pellegrinaggio  tra Reggina, Partizan, Karşıyaka (squadra di seconda divisione turca) e Arsenal Kiev. Attualmente gioca nel Nakhon Ratchasima, squdra thailandese.

Il suo connazionale, Ebenezer Assifuah, è invece il capocannoniere del 2013 con sei reti e una carriera ancora da costruire. L’attaccante nato ad Accra, che deve ancora compiere 24 anni, ha giocato quattro stagioni al Sion, in Svizzera, prima di passare al Le Havre in Francia. Due anni prima, nel 2011, a portare a casa la scarpa d’oro fu Henrique, attaccante brasiliano, con cinque reti, le stesse messe a segno da Lacazette, giocatore del Lione di cui tutti aspettiamo la definitiva consacrazione anche dopo aver visto un gol del genere contro la Roma in Europa League:

Nel 2015, infine, lo scettro come bomber del Mondiale Under-20 è andato all’ucraino Viktor Kovalenko, classe 1996 e attualmente nello Shakhtar Donetsk. Insomma, anche per Riccardo Orsolini, il futuro è un’incognita e tutto ancora da scrivere. Starà a lui scegliere se essere ricordato come enfant prodige o signor nessuno…