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La Mercedes di Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Spagna sul circuito di Montmelò. Seconda posizione per la Ferrari di Sebastian Vettel che ha preceduto la Red Bull di Daniel Ricciardo. Quarta posizione nel Gran Premio di Spagna per la Force di India di Perez che ha preceduto il compagno di squadra Ocon e la Renault di Hulkenberg. Settima la Sauber di Wehrlein davanti alle Toro Rosso di Sainz e di Kvyat. Chiude in zona punti la Haas di Grosjean.

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‘Ringrazio questo grandioso pubblico. Non ero partito al meglio, ma poi il team ha fatto un lavoro incredibile”. Lewis Hamilton racconta così la sua vittoria nella festa del podio del Gran Premio di Spagna. ” Ho fatto una gara ravvicinata con Sebastian che era velocissimo – aggiunge il pilota inglese della Mercedes ora a -6 punti nel Mondiale piloti dal leader Vettel – le gare dovrebbero essere sempre così”.

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”Ho spinto il più possibile, sono partito bene, ho avuto un piccolo pattinamento ma sono riuscito a restare davanti”. Sebastian Vettel non nasconde un pizzico di amarezza per la vittoria mancata nel Gp di Spagna ma allo stesso tempo si accontenta di un secondo posto che lo lascia in testa la Mondiale con 6 punti di vantaggio su Hamilton. ”E’ stata una sorpresa averlo affianco così al rientro in pista (dopo il secondo pit-stop, ndr), ho fatto tutto il possibile – aggiunge il pilota tedesco della Ferrari – ma lui è stato fantastico. Sarebbe stato bello vincerla ma va bene così sono ancora avanti”

Dodicesimo posto per Fernando Alonso, a due giri, ma per la prima volta al traguardo con la sua McLaren-Honda. Ora per lui inizia l’avventura con la 500 Miglia di Indianapolis, con le prove libere in vista della gara del 28 maggio. La classisifica del mondiale vede Vettel sempre al comando con 104 punti con Hamilton portatosi ora a sei lunghezze. Prossimo appuntamento la stessa domenica di Indy, con Monte-Carlo.

La Mercedes di Lewis Hamilton ha conquistato la pole position del Gp di Spagna. Sul circuito di Montmelò vicino a Barcellona, l’inglese ha preceduto la Ferrari di Sebastian Vettel e l’altra Mercedes di Valtteri Bottas. Quarta la Rossa di Kimi Raikkonen.

Adesso per la Ferrari sarà importante indovinare la strategia per la gara di domani, probabilmente impostata su due soste. Altrettanto importante la partenza su una pista dove i sorpassi non sono facili. I primi due in griglia, comunque, dovranno guardarsi alle spalle dai due compagni di squadra, con Bottas terzo come in Russia e con Raikkonen che in qualifica non ha reso come per tutte le prove libere.

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Da tenere d’occhio anche Max Verstappen, quinto a meno di tre decimi dal finlandese della Ferrari. Al suo fianco avrà il compagno di squadra Daniel Ricciardo che non è stato altrettanto veloce, ma che potrebbe avere un buon spunto in partenza. Alle spalle dei primi tre team, altro grande protagonista di queste qualifiche, Fernando Alonso. Il beniamino di casa, forse spinto dal tifo dei suoi, ma soprattutto da una classe cristallina e da una voglia di correre mai sopita, ha portato la McLaren-Honda che fino a ieri gli aveva dato grossi problemi, non solo nella Q3, ma al settimo posto.

Un risultato che vale quanto una pole, considerando che il suo talentuoso compagno di squadra Stoffel Vandoorne, con la stessa monoposto partirà pernultimo. Insomma, un sabato da ricordare e soprattutto antipasto di una gara domani che si spera succulenta!

La Mercedes di Valtteri Bottas ha vinto il Gran Premio di Russia. Seconda posizione per la Ferrari di Sebastian Vettel davanti alla Rossa del compagno di squadra Kimi Raikkonen ed alla Stella d’Argento di Lewis Hamilton.
Quinta posizione nel Gran Premio di Russia per la Red Bull di Verstappen davanti alle Force India di Perez e Ocon ed alla Renault di Hulkenberg. Nona posizione per Williams di Massa che ha preceduto la Toro Rosso di Sainz Junior.

Prima fila in qualifica, doppio podio in gara. Seb Vettel e Kimi Raikkonen concludono al secondo e terzo posto un GP di Russia deciso in due istanti, il via e l’ultimo giro. Con questo risultato Vettel allunga a +13 il vantaggio in classifica piloti su Hamilton, oggi quarto. La Scuderia conquista 33 punti col primo podio stagionale di Kimi.

Il primo brivido è il giro di formazione extra, quando Alonso non riesce a raggiungere la griglia. Al via Bottas riesce nell’allungo a infilarsi davanti alle Ferrari : ma è subito safety car per la collisione Palmer-Grosjean.

Alla fine del terzo giro la ripartenza lanciata: le posizioni di vertice non cambiano. Dal 6° giro viene abilitato il DRS; ma la gara è ancora lunga e va gestita.

Vettel segna il giro più veloce al 16° passaggio, la lotta prosegue a distanza. L’asfalto a 45 gradi crea il rischio di blistering (bolle sul battistrada), ma in questa fase i tempi di Seb migliorano e il suo 23° giro è il più veloce finora. Anche il ritmo di Kimi si alza. Bottas entra ai box al giro 27 per montare la Supersoft. La prima delle due Ferrari in testa a fermarsi è quella di Kimi: è il giro 29. Le Ultra cedono il posto alle Supersoft. Al 31esimo si ferma Hamilton mentre Seb prosegue, addirittura migliorando i suoi parziali.

Alla fine del giro 34 è il momento del cambio gomme per Vettel, che rientra in pista in seconda posizione, davanti a Kimi che ha un ottimo passo. Cinque giri dopo, Bottas spiattella l’anteriore sinistra con una frenata al limite e il tedesco della Rossa ne approfitta per avvicinarsi a 2”2. Il distacco scende sotto i 2 secondi nel finale, il #5 di Ferrari segna ancora un giro veloce, si avvicina in zona DRS, ma Kimi è ancora più rapido. Il traffico all’ultimo giro decide la gara, quando Massa ostacola il doppiaggio di Seb. L’arrivo è in volata, la Ferrari è staccata di soli 6 decimi, Kimi è saldamente terzo.

Su una pista che sulla carta era favorevole alla Mercedes la Ferrari dimostra nelle qualifiche del Gp di Russia che la sua SF70H è una monoposto non solo in grado di vincere (due gare su tre, ndr) ma ora anche di staccare la pole position.

Sebastian Vettel ha confermato la supremazia mostrata nelle prove libere. Supremazia confermata anche dal secondo posto in griglia di Kimi Raikkonen. La rossa, al quale mancava la pole dalla gara di Singapore del 2015, torna anche a monopolizzare la prima fila. L’ultima volta accade nel giugno del 2008 quando a Magny-Cours la pole la formò proprio il finlandese davanti a Felipe Massa.

Un risultato pesante in vista della gara di domani, anche perchè i due piloti di Maranello nei long run di venerdì hanno mostrato di avere il miglior passo.

Mercedes in grossa difficoltà nella gestione delle gomme, che la sofisticata W08 non riesce a portare a temperatura e ad utilizzarle al meglio come fa la Ferrari. Quello che fino alla passata stagione era il tallone d’Achille delle vetture di Maranello, quest’anno sembra essere ad appannaggio delle frecce d’argento.

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“Yes, yes, yes”. è stato questo, via radio, il primo commento di Sebastian Vettel dopo aver conquistato la pole position del gran premio di Russia, in programma domani sul circuito di Sochi. Il tedesco della Ferrari non ha nascosto la sua soddisfazione e parlando via radio con i meccanici ha aggiunto:

“Guidare questa macchina oggi è stato un piacere. Grazie!”. “Siamo molto soddisfatti, ma bisogna stare tranquilli. Oggi è stata una qualifica bellissima e sono contento perché abbiamo una macchina straordinaria, due piloti straordinari e un team fantastico. E’ bello vederli sorridere, ma questa cosa durerà poco perché poi ci concentriamo sulla gara di domani”.

L’incantesimo sulla pista di Sochi è infranto. Con la doppietta rossa nelle qualifiche, la prima fila è tutta Ferrari con Vettel che ha conquistato la pole position e Raikkonen appena dietro di lui.
La seppur breve e acerba storia del circuito che dal 2014 figura tra i tracciati di Formula 1 è stata riscritta.

Nelle tre edizioni precedenti, infatti, il Gp di Russia ha avuto una sola scuderia al comando: 159 giri su 159 con i testa la Mercedes. E’ una curiosità unica, se vogliamo, nel panorama delle monoposto.
Dal 2014 al 2016 Hamilton è stato il leader per 100 giri, Rosberg per 59. Solo loro hanno avuto il piacere di trovarsi la strada spianata senza dover provare a realizzare sorpassi e contromosse.

Un record olimpico verrebbe da dire, anche perché il circuito, lungo 5,9 km (il quarto per lunghezza in questa edizione di Formula 1), è sorto proprio attorno al villaggio olimpico che ha ospitato gli atleti partecipanti ai Giochi olimpici invernali 2014, lungo la costa del Mar Nero.

La doppietta Ferrari ha, così, interrotto l’egemonia Mercedes in Russia, dove le Frecce d’Argento hanno sempre dominato in prova e in gara. Un record nel record se pensiamo che l’ultima volta che abbiamo visto una prima fila tutta rossa era il 2008 sul circuito di Magny-Cours, quando Raikkonen si piazzò davanti a Massa.

Ferrari davanti a tutti nella seconda sessione di prove libere in vista del Gran Premio di Russia a Sochi. Sebastian Vettel con il miglior tempo di 1’34”120 ha preceduto l’altra Rossa di Kimi Raikkonen (1’34”383), mentre la Mercedes di Valtteri Bottas (1’34”790) ha chiuso con il terzo crono davanti al compagno di scuderia Lewis Hamilton (1’34”829).
Più indietro le Red Bull con Max Verstappen quinto ben oltre un secondo di ritardo da Vettel in 1’35”540 e Daniel Ricciardo sesto in 1’35”910.

Nela sessione delle prove libere del mattina, vola la Ferrari di Kimi Raikkonen. Il finlandese ha fermato il cronometro in 1:36.074 e si è lasciato alle spalle di soli 45millesimi il connazionale della Mercedes Valtteri Bottas, poi l’altro pilota Mercedes Lewis Hamilton, staccato di 607 millesimi. Quarto tempo per Max Verstappen della Red Bull distanziato di 1.1 secondi, quinto tempo per l’altro ferrarista Sebastian Vettel a 1.156.

Erano anni che non si vedeva una Ferrari così competitiva nel venerdì di prove libere. Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen a Sochi hanno dettato il tempo sia sul giro secco che sul passo gara, mostrando di poter lottare con la Mercedes anche sulla pista di Sochi che, sulla carta è più favorevole alle frecce d’argento.

 

Kimi Raikkonen e Vettel nel corso della conferenza stampa di presentazione del Gran Premio di Russia parlano dell’ inizio di stagione che per il finlandese è stato meno positivo rispetto al compagno di squadra,  che ha vinto due gare ed è arrivato secondo nell’altra.

“Abbiamo avuto problemi alla prima gara, mentre dell’ultima sono più soddisfatto. Non tanto in qualifica ma in gara è andata piuttosto bene. Diciamo che il sabato è stato nella media a voler essere generosi, ma partire dietro non è facile, poi ho anche fatto una brutta partenza e ho faticato a superare chi stava davanti, poi quando ci sono riuscito è scentrata la safety car che non ci ha aiutato. Dobbiamo cercare di fare un sabato migliore” spiega il finlandese che sulla sfida con le Mercedes, aggiunge: “Vedremo domani come andrà.

Sebastian Vettel nel giorno delle interviste a Sochi dove domenica di correrà la prima gara europea della stagione 2017 di Formula 1 aggiunge:

”Tutti miglioreranno, e anche noi dovremo fare del nostro meglio. Non vedo l’ora di iniziare il weekend perché sembra che siamo più vicini ai nostri avversari rispetto all’anno scorso. Sappiamo – aggiunge il pilota tedesco come riporta il sito media della Ferrari – di avere iniziato bene la stagione, ma la Mercedes è sempre molto forte. Dovrebbe venirne fuori una gara interessante. Mi piace la pista, anche se non è facile: è difficile tirar fuori tutto il potenziale da un solo giro e c’è sempre un paio di cose a cui bisogna stare attenti.
Domani sarà un giorno importante. Siamo contenti di come sono andate le cose fino a questo momento, ma soprattutto quest’anno sarà importante essere concentrati su ogni singolo passo”.

Nico Rosberg o Lewis Hamilton? Chi vincerà l’edizione 2016 del Mondiale di Formula1? I due piloti, compagni di team alla Mercedes, se la vedranno nell’ultimo Gp della stagione, quello di Abu Dhabi. Una stagione giocata colpo su colpo con il tedesco, che sogna di alzare al cielo il primo titolo iridato della sua carriera, attualmente leader con solo 12 punti di vantaggio sul britannico.
Ma nella storia della Formula1 ci sono state sfide entusiasmanti giocate con distacchi minimi: da Niki Lauda a Michael Schumacher, passando per il primo storico Mondiale del 1950 fino ai giorni nostri. Ecco alcune storici titoli assegnati all’ultima curva:

Nel 1950, la prima edizione di Formula1 prevedeva solo sette circuiti. Se dal punto di vista dei costruttori si registrò un dominio dell’Alfa Romeo che piazzò in prima linea i suoi migliori piloti, questi si giocarono il primo titolo raggruppati in un fazzoletto. Cavallo di punta della scuderia era l’argentino Juan Manuel Fangio, ma l’italiano Nino Farina, che prima dell’ultimo Gp a Monza era terzo in classifica e distante quattro punti, riuscì a spuntarla alla fine e a trionfare perché Fangio fu costretto al ritiro. Fu il primo italiano a laurearsi campione del mondo con tre punti di vantaggio sull’argentino, 30 contro 27. Luigi Fagioli, invece, sarebbe secondo con 28 punti, ma viene classificato al terzo posto con 24.

Sul finire degli anni ’70, Niki Lauda e James Hunt hanno dato vita a una delle edizioni più storiche e drammatiche dello sport, tanto da essere raccontata nel film “Rush” diretto da Ron Howard. L’edizione del 1976 è ricordata anche per il terribile incidente di Lauda al Nurburgring che tenne lontano dalle corse il ferrarista austriaco per 42 giorni e diede la possibilità al pilota della McLaren di farsi sotto e di giocare il tutto per tutto.
E’ Giappone, sul circuito del Fuji, l’ultimo scenario della stagione: con un gap di 3 punti in favore dell’austriaco, prima della gara ci fu un fortissimo temporale che sconvolse i piani delle scuderie. Alla fine fu Hunt, grazie al ritiro di Lauda, nonostante il terzo posto in gara, riuscì a vincere il titolo iridato.

Stessa suspense nel 1984, dove si registra lo scarto più basso nella storia della Formula1, con la vittoria finale in mano per mezzo punto. E’ dominio McLaren, è ancora Niki Lauda, passato alla scuderia inglese a vedersela, questa volta, con il compagno-rivale Alain Prost. Una stagione dove gli altri hanno pagato il biglietto come spettatori nel vedere i due piloti dividersi le vittorie. In Portogallo, all’Estoril, si gioca l’ultima gara: Lauda arrivò con un risicato vantaggio di 2,5 punti, ma partì in undicesima posizione. Prost vinse, ma dopo una rimonta finale e il ritiro di Nigel Mansell, secondo a pochi giri dal termine, Lauda riuscì a strappare la seconda posizione, conseguendo il titolo iridato per mezzo punto.

Gli anni ’80 si chiudono con la scoppiettante (in tutti i sensi) edizione del 1986. Prima dell’ultima gara la classifica vedeva Nigel Mansell a 70 punti, Alain Prost a 64 e Nelson Piquet a 63. In Australia, Gran Premio di Adelaide, Piquet partì forte, ma si fece raggiungere dopo un testacoda che lo rallentò, ma lo tenne ancora in gara. Dopo fu il turno di Mansell che fu costretto al ritiro a causa dell’esplosione di un pneumatico. Allarmata dall’incidente e dalla pericolosità, la Williams, per precauzione, decise di fermare anche Piquet, spianando la strada a Prost che vinse il campionato.

Gli anni ’90 sono ricordati per l’ascesa di Michael Schumacher e la sua sfrontatezza. Nel 1994, è un testa a testa tra il giovane pilota della Benetton e Damon Hill, della scuderia Williams. Schumi vince otto Gp su 16 a disposizione e si presentò in Australia con un solo punto di vantaggio sul rivale. Il tedesco mantenne la testa nella prima parte di gara, ma al 36° giro, commise un errore andando a toccare un muretto: dopo l’urto, il pilota rientrò velocemente in pista, mentre sopraggiungeva Hill che non riuscì a scansare Schumacher. Collisione inevitabile, Hill provò disperatamente a riparare la sua monoposto, ma entrambi furono costretti al ritiro. Schumacher mantenne, così, il punto di vantaggio e si aggiudicò il suo primo titolo mondiale, che nella conferenza stampa post-gara dedicò ad Ayrton Senna, morto tragicamente lo stesso anno.

L’irruenza del tedesco ritorna nel 1997. Situazione simile: Schumacher, questa volta alla Ferrari, arrivò a Jerez, in Spagna, per il Gran Premio d’Europa, con un punto di vantaggio su Jacques Villeneuve. Nel sabato di qualifiche, succede qualcosa di unico nella storia della competizione automobilistica: tre piloti, Jacques Villeneuve, Michael Schumacher e Heinz-Harald Frentzen, conquistarono la pole con lo stesso identico tempo: 1’21″072. Secondo le regole la pole position spetta al primo che ha realizzato il tempo, ovvero al canadese Villeneuve. In una gara disputata sul filo del rasoio, a ventidue giri dal termine il canadese cercò il sorpasso sul tedesco, Schumacher lo chiuse con il solo risultato di terminare la sua gara nella sabbia permettendo al canadese di proseguire verso la vittoria del titolo.

Dopo l’era dominata da Schumacher, anche gli anni 2000 riservano battaglie e trofei conquistati all’ultimo Gp.
Nel 2007, Hamilton si presentò a Interlagos, in Brasile, con 107 punti, Alonso dietro a 103 e Raikkonen leggermente distaccato a 100. La gara fu esaltante e piena di colpi di scena: Hamilton partì male e si fece scavalcare da Raikkonen e Alonso. Successivamente il britannico ebbe un problema al cambio e gettò al vento le possibilità di vincere il mondiale che andò incredibilmente al ferrarista Raikkonen.
Il 2008, forse, è l’anno del colpo di scena più incredibile: è l’anno del triste epilogo di Felipe Massa. Il brasiliano della Ferrari, arrivò a Interlagos, la sua pista, con 7 punti di ritardo su Hamilton. Sembrava impossibile, ma un acquazzone divino mischiò tutte le carte. Il ferrarista vinse la gara, con Hamilton che annaspava nelle retrovie: ai box tutti esultavano, per 39 secondi è stato campione del Mondo, poi, all’ultima curva, Hamilton superò la Toyota di Glock e conquistò il Mondiale per un solo punto.