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Dal 21 al 25 marzo 2018 si sono svolti i Mondiali di pattinaggio artistico al Forum d’Assago. A conclusione della competizione iridata sono gli Stati Uniti a festeggiare un trionfo totale, primi nel medagliere, sia nello short program che nel free program.

Tra i suoi rappresentanti che hanno portato in alto la bandiera a stelle e strisce c’è soprattutto Nathan Chen, in grado di conquistare una medaglia dopo ben nove anni dalla vittoria di Evan Lysacek, oro nel 2009.

Già vincitore del bronzo nella gara a squadre delle Olimpiadi Invernali del 2018, Nathan Chen ha stupito tutti sia nel corto che nel secondo segmento di gara, diventando il secondo pattinatore più forte di sempre dopo Yuzuru Hanyū, plurimedagliato olimpico.

Anche la Francia merita di essere osannata per le sue performance ai Mondiali 2018, con i suoi protagonisti Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron, che hanno superato tutti i record finora registrati.

Il Canada si impone a sorpresa con Kaetlyn Osmond, che fino all’anno scorso era seconda e addirittura terza a Pyeongchang.

Delusione per la Russia, con la favorita Zagitova fuori dal podio e nessuna medaglia d’oro per gli altri pattinatori in gara.

La Germania esulta per l’ottima prestazione di Aliona Savchenko e Bruno Massot, di nuovo sul podio anche quest’anno. Un record soprattutto per la pattinatrice che si conferma campionessa mondiale per la sesta volta. Finora in dodici edizioni ha saltato la medaglia solo in un’edizione.

Per il Giappone tornano con la medaglia al collo le due giapponesi Wakaba Higuchi e Satoko Miyahara e il pattinatore Shoma Uno, ancora argento come nella competizione mondiale dell’anno scorso e in quella olimpica.

E l’Italia? Nonostante l’esibizione divina di Carolina Kostner nel programma corto e quella della coppia Cappellini-Lanotte che hanno estasiato il pubblico milanese, non si riesce a portare a casa nessun titolo iridato. Non bastano dunque l’oro della Kostner nello short program e neanche il bronzo della coppia azzurra nella free dance.

L’esperienza mondiale si conclude quindi con un medagliere a favore degli Stati Uniti per gli uomini e del Canada per le donne. Per quanto riguarda le coppie i tedeschi e i francesi hanno prevalso sugli altri paesi. 

 

Non ce la fa nemmeno stavolta la nostra Carolina Kostner ad aggiudicarsi un posto nel podio. Ai Mondiali di pattinaggio di figura in scena al Forum di Assago si piazza solo al quarto posto, vedendo sfumare per l’ennesima volta la possibilità di conquistare la medaglia e quella gloria che da tempo le è sfuggita di mano.

Dopo il quarto posto olimpico a Pyeongchang, Carolina aveva riversato tutte le energie su questa competizione iridata, certa di poter ancora essere la numero uno. Ma, dopo un inizio sorprendente nello short program che l’ha vista prima con una performance divina e un record personale di 80.27, qualche imprecisione e soprattutto una caduta di troppo le sono stati fatali.

Eppure Carolina Kostner aveva sia i numeri per farcela che le occasioni propizie, soprattutto a causa del flop del tutto inaspettato della favorita rivale russa Alina Zagitova. La zarina del ghiaccio, oro alle Olimpiadi Invernali 2018, è stata vittima di ben tre cadute e si è dovuta accontentare tra le lacrime del quinto posto.

Tutti gli occhi a Milano erano puntati sulla Regina del ghiaccio delle fiamme azzurre, ad un passo da quella tanto desiderata medaglia. Ma qualcosa è andato storto: forse le aspettative troppo alte o forse la pressione di non essere all’altezza e deludere di nuovo le hanno fatto perdere la concentrazione e causato quella caduta che l’ha fatta scendere di punteggio. 

Dopo aver ballato sulle note di “Preludio al pomeriggio di un fauno” di Debussy ha ottenuto un punteggio di 128.61 punti (54.71 di valutazione tecnica e 74.90 per i components, -1 di deduzione).  Il suo punteggio complessivo di 208.88 la relega al quarto posto, con l’amaro in bocca di avere anche stavolta sfiorato la medaglia.

Al primo posto si piazza una delle favorite con un punteggio di 223.23, la canadese Kaetlyn Osmond, bronzo a Pyeongchang, al suo primo podio di carriera. Al secondo e terzo posto troviamo invece le giapponesi Higuchi e Miyahara.

Sfumato il sogno di essere incoronata regina dei Mondiali 2018, Carolina Kostner fa i conti con un’amara sconfitta che commenta con queste parole:

Ho dato il massimo, mi dispiace tantissimo di non essere riuscita a restare sul podio e di non aver trovato il ritmo giusto per un esercizio pulito: chiudere quarti non è divertente ma due anni fa ero a zero, a terra, e avrei potuto prendere altre decisioni e non essere qui oggi. Essere qua ancora tra le migliori al mondo mi rende felice, anche e soprattutto dopo quindici anni. Sono orgogliosa e felice di aver visto crescere così tanto in Italia la passione per questo sport: oggi abbiamo riempito un’arena e non ho mai pattinato in carriera con un boato e un tifo del genere 

E a chi le chiede cosa pensa di fare nel suo futuro risponde così:

Futuro? Voglio prendermi una vacanza dopo una stagione così intensa e stressante, poi deciderò con calma…

È tempo per lei di prendersi una pausa per riflettere senza pressioni di alcun tipo, contando sempre sull’affetto di un pubblico che la adora anche senza medaglia al collo.

Dopo averla vista volteggiare sul ghiaccio di Pyeongchang, l’Italia attende con ansia di vedere la sua regina gareggiare in casa in quella che potrebbe essere la sua ultima esibizione ufficiale. Carolina Kostner è una delle partecipanti ai Mondiali di pattinaggio di figura 2018 che si aprono a Milano il 21 marzo per concludersi il 25 marzo.

Imbattibile per grazia ed espressività, nella sua prima prova relativa al programma di corto, si sfiderà contro l’oro olimpico Alina Zagitova, rivale molto più giovane di lei ma con alle spalle il titolo Europeo e il primo posto agli ultimi Giochi invernali, e la canadese Kaetlyn Osmond, terza ai Giochi olimpici invernali.

Sono soprattutto loro le due pattinatrici che possono dare del filo da torcere alla nostra azzurra, data l’assenza di Evgenia Medvedeva, che non parteciperà alla competizione.

Carolina Kostner mira alla medaglia. Un obiettivo comune a tutte le partecipanti ma che nel suo caso diventa quasi un’esigenza per chiudere in bellezza una carriera eccezionale. Si, perché questa potrebbe essere la sua ultima partecipazione dopo ben oltre 10 stagioni.

La gara mondiale al Mediolanum Forum milanese segna per la fiamma azzurra la quattordicesima partecipazione ad una gara iridata. Gioie e dolori hanno accompagnato il suo percorso nell’arco della sua carriera e hanno trovato la massima espressione nel 2012 con l’oro di Nizza. È difficile immaginare il pattinaggio artistico dei prossimi anni senza di lei.

Ben sei medaglie iridate (1 oro, 2 argenti e 3 bronzi), è riuscita a regalare al nostro paese e la sua ultima performance in Corea del Sud, che le è valsa il quinto posto, è stata memorabile. Ma nel corso dei suoi anni d’oro la nostra Regina del ghiaccio ha vinto anche il bronzo a Sochi 2014, diversi campionati europei e il Grand Prix del pattinaggio di figura del 2011, diventando alla fine del 2012 la prima del mondo nella sua disciplina sportiva.

A 31 anni, sul ghiaccio riesce ad incantare tanto quanto le giovanissime pattinatrici contro le quali si batte per la sua ultima medaglia.

Dopo aver chiuso l’esperienza olimpica facendo da portabandiera nella cerimonia di chiusura dei Giochi di Pyeongchang, ha dedicato pochissimo tempo al riposo e si è concentrata duramente sul suo allenamento, per perfezionarsi in vista dei Mondiali.

Sa bene che non sarà affatto facile battere l’astro nascente del ghiaccio, Alina Zagitova, che al momento detiene anche il record nel segmento con 82.92, ma Carolina intende provarci e dare il massimo. La sua prova deve essere perfetta per avere delle chance e raggiungere il podio.

L’Italia è col fiato sospeso in attesa di vederla sulla pista e comunque vada sarà sempre uno spettacolo unico assistere ad un’altra delle sue esibizioni, capaci di dare emozioni e lasciare il pubblico completamente estasiato.

Un ottimo risultato quello ottenuto dai giocatori della nazionale azzurra di para ice hockey, che si è battuta con la padrona di casa per il terzo posto. 

Italia contro Corea del Sud è stata una sfida difficile dove i nostri rappresentanti alle Paralimpiadi Invernali 2018 hanno dato il massimo e per un soffio hanno sfiorato il podio e la medaglia olimpica.

Il match, che si è concluso per 1-0 a favore della Corea del Sud, è stato combattuto fino all’ultimo. Le due squadre hanno giocato a pari livello e la partita è rimasta a reti inviolate fino agli ultimi tre minuti di gioco. Proprio allora, infatti, è stato messo a segno quel tiro decisivo di Jang Dong-Shin che ha decretato la vittoria della squadra coreana. Ma gli azzurri non hanno nulla da rimpiangere: si sono battuti bene e complice anche un pizzico di sfortuna sono andati veramente molto vicini a quella medaglia che tanto desideravano.

Il loro percorso segna comunque un grande passo in avanti rispetto alle altre edizioni. A Pyeongchang hanno ottenuto infatti un ottimo quarto posto, un risultato che finora la squadra italiana paralimpica non era mai riuscita a raggiungere.

Certo è palpabile la delusione nel team azzurro, che conclude questa esperienza paralimpica proprio ad un passo dal podio. Florian Planker, giocatore della nazionale italiana e portabandiera nella cerimonia d’apertura, così commenta l’esito del match:

Fa male perdere per un gol fortuito. Fa male perchè ce l’abbiamo messa tutta ma andiamo avanti. Ci sono molti giovani che ci fanno ben sperare nel futuro

Ma le parole del Presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli spronano l’intera squadra a vedere l’ottima performance complessiva ottenuta a Pyeongchang e ribadisce il suo orgoglio verso tutta la rappresentanza azzurra alle paralimpiadi del 2018:

Un quarto posto che brucia ma che non toglie nulla a questo grande gruppo. Abbiamo vinto l’oro del cuore, della tenacia, della perseveranza. Dobbiamo continuare su questa strada cercando di trovare nuovi talenti che possano integrare questo straordinario gruppo. Ricordiamoci comunque che siamo la prima squadra in Europa. Siamo comunque di fronte a un grande risultato

Nessuna medaglia di bronzo, quindi, ma un paese fiero dei suoi rappresentati in Corea del Sud che hanno portato in alto la bandiera tricolore con un percorso degno di ammirazione.

Inarrestabili e inseparabili ci sono di nuovo loro sul podio a festeggiare il secondo oro nel giro di pochi giorni: la coppia formata da Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal è l’indiscussa protagonista azzurra dei XII Giochi Olimpici a Pyeongchang.

Nello slalom speciale riescono ad imporsi ancora una volta e superare i temibili slovacchi Jakub Krako e Branislav Brozman, già vincitori del SuperG, e tagliare il traguardo in un tempo di 1:36.12.

Nella categoria visually impaired conquistano la loro quarta medaglia paralimpica, che si aggiunge all’oro dello slalom gigante, all’argento del Superg e al bronzo della discesa libera.

I due campioni, che qualche giorno prima della gara dicevano di non avere grandi aspettative per quest’ultima prova, ora si ritrovano a fare i conti con una gioia quasi inaspettata, soprattutto per gli imprevisti che hanno dovuto affrontare nel percorso:

Eravamo più agitati alla seconda manche. Anche perché è successo di tutto: io avevo gli scarponi molli perché col caldo che è venuto fuori, avevo gli scarponi molli. Fabrizio che si è dimenticato di caricare l’auricolare che si è spento appena prima di partire. Un casino. Quando abbiamo visto che Haraus ci stava dietro, poi quando è uscito. Ciao proprio…

Queste le parole di Bertagnolli a fine gara, a cui fanno seguito quelle del suo compagno d’avventura:

E’ più del gigante, chiudere questa Paralimpiade con Giacomo che vince due medaglie d’oro è una grandissima soddisfazione. Sono felice per me anche, per noi, per i sacrifici che ho fatto. Porto a casa questa Paralimpiade e me la tengo stretta

Come non essere orgogliosi di questi due giovani trentini che hanno fatto brillare l’Italia in Corea del Sud? Per merito del loro talento e della loro grinta il nostro paese ha collezionato ben 4 medaglie olimpiche, che raggiungono quota cinque se si aggiunge anche quella d’argento di Pozzerle nello snowboard.

L’Italia chiude questa competizione paralimpica con soddisfazione, certa di aver dimostrato il talento dei propri ragazzi e aver superato definitivamente la delusione dovuta alla mancanza di podi nell’edizione di Sochi 2014.

Giacomo Bertagnolli e la sua guida Fabrizio Casal, dopo il bronzo e l’argento, ce l’hanno fatta a salire in cima al podio e conquistare la tanto desiderata medaglia d’oro.

È un trionfo a Pyeongchang, tra commozione e adrenalina, per i due giovani azzurri che nella categoria visually impared sono arrivati primi, portando l’Italia in vetta dopo ben otto anni. L’ultima volta che in una competizione paralimpica invernale si festeggiava un oro è stato nel 2010 a Vancouver con Francesca Porcellato nello sci di fondo.

Ma oggi sono loro i protagonisti di un successo che arriva dopo la delusione della gara di Super Combinata e che quindi viene accolto con maggiore entusiasmo.

Bertagnolli e Casal tagliano il traguardo in un tempo record di 2’10″51 e si lasciano alle spalle gli slovacchi Jakub Krako e Branizlav Brozman (+5″08) e i canadesi Mac Marcoux e Jack Leitch (+7″). 

Una gara quasi perfetta, con una sola caduta appena sfiorata per Bertagnolli, che però non altera il risultato finale e nemmeno la gioia incontenibile dei due campioni:

È stata una magnifica giornata. Volevo l’oro, ci credevo, ci ho creduto fino alla fine, anche nel momento in cui mi stavo schiantando contro una porta e ho dovuto improvvisare al volo: è andata bene e abbiamo finito con più di 5 secondi di vantaggio. Domani sera, dopo aver preso la medaglia, festeggeremo con tutta la squadra a Casa Italia e una birretta o due me le concederò, tanto il giorno dopo c’è pausa e penso che il presidente della Fisip Tiziana Nasi me lo permetterà 

Ecco come commenta il campione paralimpico che regala un’altra medaglia al suo paese, con grande orgoglio.

Fabrizio Casal, inseparabile guida, non riesce a nascondere l’emozione subito dopo la vittoria:

Mai provata questa tensione in vita mia tra le due manches. Un’emozione difficile da esprimere. Quando siamo arrivati ho gridato a Jack in cuffia: Vai vecio!

 

Sarà finita? Talento e grinta non mancano e c’è ancora una gara in programma per sabato che coinvolge i due giovani prima di salutare queste Paralimpiadi Invernali che hanno regalato loro tante soddisfazioni.

Nel frattempo Bertagnolli e Casal si godono qualche giorno di meritato riposo, mentre l’Italia continua ad esultare per la sua quarta medaglia paralimpica di questa edizione 2018.

Ormai l’esperienza paralimpica di Sochi 2014 è solo un lontano ricordo. In questa XII edizione dei Giochi Paralimpici Invernali 2018 gli italiani si stanno facendo notare da subito e stanno dimostrando tutto il loro valore.

Dopo le due medaglie conquistate da Bertagnolli e la sua guida Casal, bronzo nella discesa libera e argento nel SuperG, arriva un altro splendido risultato nello snowboard. Il protagonista che stavolta sale sul podio è Manuel Pozzerle, medaglia d’argento dopo l’australiano Simon Patmore.

Il campione azzurro, che compete nella categoria con disabilità agli arti superiori, era uno più quotati in questa competizione, dato il titolo di campione mondiale di snowboard cross nel 2015.

Il veronese ha sempre avuto la passione per lo snowboard, ancora prima di avere quel brutto incidente con la moto che gli ha causato l’amputazione della mano sinistra. Con grande forza di volontà ha deciso di continuare a coltivare la sua passione e nel 2013 è entrato nella nazionale, cominciando ad accumulare i suoi primi successi.

Ai Mondiali Paralimpici del 2015 conquista ben due medaglie, uno d’oro nella snowboardcross e una di bronzo nel banked slalom.

Adesso a Pyeongchang arriva anche un altro importante riconoscimento, con questo secondo posto sul podio che aggiunge al Medagliere 2018 un altro trofeo, raggiungendo quota tre (due argenti e un bronzo).

Al momento l’Italia si trova al 14esimo posto. Resta in vetta l’Usa con 10 medaglie, seguita da Francia e Ucraina.

Non servono ricorsi, false partenze o gare ripetute per smorzare l’entusiasmo e la grinta di Michela Moioli. Anche se tutto sembra contro di lei, non è una che si arrende o perde il focus sull’obiettivo, centrando il segno ancora una volta.

Dopo l’oro di Pyeongchang, Michela Moioli è ancora al centro della scena, stavolta come indiscussa regina della Coppa del mondo di snowboardcross.

Una vittoria sofferta che acquista ancora più significato: la gara, infatti, è stata ripetuta per ben tre volte, ma le performances della campionessa olimpica azzurra non hanno cambiato affatto il risultato finale.

È lei che regala il bis della vittoria avvenuta nel 2016 e finalmente può godersi i successi di una stagione esplosiva prima di ripartire più carica che mai verso nuovi e ambiziosi obiettivi.

Ma cos’è successo in quelle concitate ore prima dell’ufficializzazione della vittoria di Michela Moioli?

A Mosca si disputano ben tre finali prima di raggiungere il verdetto definitivo. La prima viene falsata da un guasto ai cancelletti. Persino la nostra azzurra risente dell’inconveniente e come le altre è costretta a ripartire.

La seconda finale è dalla parte di Michela Moioli, che arriva seconda ed esulta, preparandosi al momento della premiazione. Ma un colpo di scena mette in stand-by l’intera gara.

Le francesi, infatti, non sono soddisfatte della prova e presentano ricorso per un ulteriore guasto ai cancelletti che ha inficiato la loro prestazione. La protesta viene accolta e si decide di ripetere nuovamente la finale.

Un vero colpo per Michela che praticamente aveva già vinto, ma riesce a non perdere la concentrazione e con grande determinazione si rimette in gioco. Stavolta arriva terza, ma la coppa del mondo rimane sua di diritto, grazie ai punti acquistati nelle precedenti competizioni.

Che fatica, però, arrivare in vetta per la nostra bergamasca, che così commenta questa odissea prima della vittoria:

Abbiamo fatto praticamente tre partenze in finale: la prima non si è aperto il cancelletto, la seconda siamo riuscite ad arrivare alla fine ma abbiamo dovuto ripeterla e poi è andata benissimo. Sono contenta perché non ho mai mollato e ho raggiunto il mio obiettivo. E’ stato devastante ricevere quasi alle premiazioni la notizia di dover rifare la gara: è stata una stagione durissima e sono stanca. Meglio di così però non poteva andare, dedico la Coppa del mondo al mio staff, perché trionfare al termine di una stagione significa lavorare bene di squadra. E’ più difficile infatti affermarsi in Coppa del mondo rispetto alle Olimpiadi dove è una gara singola. Ora non vedo l’ora di andare a dormire, ma farò sicuramente qualche festa quando tornerò 

Anche se nel prossimo weekend è in programma l’ultima gara di stagione, Michele Moioli matematicamente è già la vincitrice e i complimenti le arrivano da più parti, ma soprattutto da parte di una grande amica, Sofia Goggia, che le è stata accanto anche a Pyeongchang e non può non congratularsi per il nuovo successo della sua compagna di avventura. Così le scrive sui social:

Chi è che oggi porta a casa IL COPPONE con una gara di vantaggio??? @michimoioli !!! Fiera di te!! 

E naturalmente l’intera Italia si unisce ai complimenti della Goggia, orgogliosa della sua neo campionessa.

Che la vittoria precedente li aveva caricati lo sapevamo bene, ma vederli nuovamente sul podio è una soddisfazione senza eguali: Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal vincono di nuovo e stavolta è argento.

Alle Paralimpiadi Invernali 2018 il giovane ipovedente e la sua guida arrivano secondi nel SuperG e sfiorano la medaglia d’oro davvero per pochissimo. Solo 18 centesimi li separano dai vincitori, gli slovacchi Krako e Brozman che tagliano il traguardo in 1’26″11 contro il tempo degli azzurri che è di ‘1’26″29.

Un argento che ha un po’ il sapore amaro, ma su tutto prevale sicuramente la gioia di conquistare una seconda medaglia a Pyeongchang in soli due giorni. Giacomo Bertagnolli commenta così la sua performance:

Sicuramente dispiace arrivare secondi con cosi poco distacco ma siamo comunque soddisfatti. Sopra la neve aveva mollato un po’ ma sotto siamo stati bravi a riprendere. Abbiamo fatto una rimonta pazzesca ma succede quando prendi coraggio e ti lasci andare. Purtroppo in queste gare se commetti anche solo un errore di linea rischi di perdere 30 o 40 centesimi ma devo dire che oggi non abbiamo fatto grandi errori

Anche Casal è pienamente soddisfatto del risultato ottenuto:

Mi sentivo più tranquillo rispetto a ieri, in gara non abbiamo sentito l’emozione. Sono contento perché questo argento ripaga dei tanti sforzi fatti 

E dopo la medaglia di bronzo vinta nella discesa libera è tempo di festeggiare questa seconda conquista, prima di gareggiare martedì per la Super Combinata.

Le aspettative nei confronti del paralimpico ipovedente sono alte e ben riposte, visti i risultati finora ottenuti. Del resto il suo passato da campione premiato con l’oro ai Campionati Mondiali nella combinata alpina, con l’argento nel Gigante e con il bronzo nel Supergigante, la dicono lunga sul suo talento come sciatore.

Nella categoria sci viasually impared, Bertagnolli e Casal stanno dimostrando di essere tra i migliori e non importa se non sono riusciti a conquistare la vetta, i due protagonisti di un incredibile argento si dicono soddisfatti della prova e non hanno rimpianti di alcun tipo.

E non sono gli unici che gongolano per questa seconda medaglia che fa dimenticare completamente l’insuccesso di Sochi 2014. Anche Luca Pancalli è fiero dei suoi ragazzi, ancora una volta:

Fabrizio e Giacomo si confermano una coppia vincente, sono orgoglioso di questi straordinari giovani atleti. Oggi ci hanno regalato un’altra grande gioia

Il bis firmato Bertagnolli-Casal sono un ottimo inizio per l’Italia in questa competizione paralimpica che è iniziata in Corea del Sud il 9 marzo e chiuderà i battenti il 18 marzo.

 

La tanto attesa medaglia rincorsa sin dalle scorse Paralimpiadi di Sochi nel 2014 finalmente è arrivata. Durante una delle prime gare della competizione sportiva cominciata proprio ieri con la Cerimonia d’apertura a Pyeongchang, è un azzurro che sale sul podio a conquistare una meritata medaglia di bronzo nelle Paralimpiadi 2018.

Si tratta di Giacomo Bertagnolli, che vince nella discesa libera categoria visually impaired, ipovedenti. Insieme alla sua guida Fabrizio Casal chiude la gara al terzo posto, preceduto dall’oro del canadese Marc Marcoux e dall’argento dello slovacco Jakub Krako.

Grande gioia e soddisfazione per tutto il team azzurro in Corea del Sud, che con questo primo traguardo non soltanto comincia il suo riscatto da Sochi ma carica ciascuno di ottimismo e adrenalina anche per le prossime competizioni.

Luca Pancalli, il presidente del Comitato paralimpico, esulta insieme ai suoi ragazzi, orgoglioso dei talenti che ha voluto con sé a Pyeongchang:

Sono emozionato. Un inizio così lo avevamo solo sognato. Giacomo e Fabrizio hanno dimostrato grande maturità nel gestire la pressione e oggi ci hanno regalato una medaglia che aspettavamo da tanto. Sono certo che il risultato di oggi rappresenti il viatico migliore per affrontare le altre gare, a cominciare dal Super G di domani. Siamo solo all’inizio di questa avventura

Anche i protagonisti di questo incredibile risultato non riescono a contenere l’emozione alla fine della gara e così Giacomo Bertagnolli commenta la medaglia:

Meglio di così non poteva andare. Sapevamo che potevamo fare bene ma non speravamo in un risultato così importante. Ora speriamo di fare ancora meglio e di migliorare questa medaglia: noi daremo il massimo 

L’ultima medaglia azzurra risale al lontano 2010, nell’edizione di Vancouver. È comprensibile dunque l’entusiasmo per questo primo riconoscimento che, date le aspettative, potrebbe non rimanere isolato in queste Paralimpiadi invernali del 2018, per tentare di bissare il successo delle Olimpiadi di Pyeongchang che si sono concluse con 10 medaglia per l’Italia e un’ottima posizione nel medagliere.