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Poco più di 4 minuti e mezzo per avere il primo gol (europeo) di questo 2018. E ovviamente non poteva non arrivare dall’Inghilterra, terra tradizionalmente legata al football tanto da non poterne fare a meno soprattutto durante il periodo natalizio e festivo.
Così è andata in scena la 22esima giornata di Premier League che si è aperta alle 12.30 (ore locali) con il match tra Brighton e Bournemouth: 2-2 il risultato finale, ma a entrare nelle notizie a metà tra cuorisità e momento storico è l’esterno francese dei Seagulls,  Anthony Knockaert, autore del momentaneo 1-0, abile nel segnare di tap-in defilato con la porta scoperta.

Il primo gol del 2018 è stato messo dal francese, ex Leicester, alla sua seconda marcatura nella stagione, ma per il Brighton, che è appollaiato al centro della classifica, è anche la rete più veloce del club nella loro storia in Premier League.

Di questi tempi, l’anno scorso fece il giro del mondo un altro gol arrivato dalla Premier League. Ancora una volta messo a segno da un francese e candidato al Fifa Puskas Awards come miglior gol del 2017: fu messo a segno da Olivier Giroud, attaccante dell’Arsenal, nel match contro il Crystal Palace. Un’acrobazia di tacco da vedere e rivedere:

 

È arrivato in Inghilterra in punta di piedi, ma da subito ha voluto farsi notare, dimostrando che la Premier League è alla sua portata.

Si tratta di Manolo Gabbiadini, l’attaccante ex Napoli che, dallo scorso gennaio veste la maglia del Southampton. I tifosi Saints lo hanno subito apprezzato merito anche della sua prima rete all’esordio contro il West Ham. Una settimana dopo arriva addirittura la prima doppietta nella vittoria schiacciante contro il Sunderland. Mica male per un attaccante che a Napoli era quasi sempre in panchina per dare spazio a Higuain prima e Mertens poi.

La redazione di Hello Sport è volata proprio in Inghilterra a Southampton per incontrare l’attaccante azzurro. Un’intervista divertente in cui Gabbiadini racconta i suoi primi 10 mesi oltremanica

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La finestra di calciomercato estiva si è chiusa con molti colpi di scena. Se a Parigi si è conclusa la telenovela Mbappé dal Monaco al Psg, sull’asse Torino – Londra c’è stato un affare che si è deciso e definito in poche ore: il passaggio dell’ex terzino granata, Davide Zappacosta, alla corte di Antonio Conte al Chelsea.

Un trasferimento che ha del clamoroso, proprio perché mai si era pensato di un possibile acquisto da parte della squadra di patron Abramovich per il difensore ex Toro.

Ottima plusvalenza per Urbano Cairo che, reggendo il pressing su Belotti di molte squadre europee, ha invece preferito cedere il laterale, sostituendolo con il terzino Ansaldi dall’Inter e il centrocampista offensivo Niang dal Milan.

La decisione di Antonio Conte di affidarsi a Zappacosta è stata sicuramente dettata dal modulo tattico che predilige l’ex ct della Nazionale. Le doti sia difensive che offensive del laterale permette maggiore possibilità e vari cambiamenti. In effetti con Zappacosta in campo, il mister salentino potrà comodamente utilizzare una difesa a quattro utilizzandolo come terzino, oppure, in una difesa a tre, lo può schierare come quinto di centrocampo così come avviene con Marcos Alonso.

Proprio come l’ex difensore della Fiorentina, l’acquisto di Zappacosta ha fatto storcere un po’ il naso ai tifosi blues che magari sognavano un nome più altisonante. Tuttavia il terzino spagnolo ha, sin da subito, dimostrato di essere all’altezza della squadra londinese e ora è imprescindibile per il gioco di Conte. Stesso destino spera anche Zappacosta.

Sui social network i supporters del Chelsea si sono sbizzarriti appena saputa la notizia dell’arrivo di Zappacosta.

Non poche sono state le polemiche da parte della tifoseria inglese che, in questo caso, è sembrata un po’ troppo maliziosa, dato che conoscono bene il proprio allenatore e sa che non fa nulla per sbaglio. Chissà che invece l’ex Torino e Atalanta non diventi proprio un uomo indispensabile per gli schemi adoperati da Conte.

Tuttavia per stemperare i toni c’è chi ha ironizzato puntando sulla punzecchiatura nei confronti di un altro “Costa” presente nella rosa del Chelsea. Dopo il battibecco con il mister pugliese, l’attaccante Diego Costa è stato messo fuori rosa e c’è chi ha riciclato la sua maglia per aggiornarla con il neo acquisto.

Dal Blues all’azzurro. Prima dell’esordio con la nuova maglia, il laterale è stato chiamato dal ct Gampiero Ventura per la gara contro Israele valida per le Qualificazioni al Mondiale 2018, in sostituzione all’infortunato Spinazzola.

Dario Sette

 

Nel campionato di calcio più bello del mondo tra i protagonisti ci sono anche gli italiani, sia nel rettangolo verde che in panchina.

Alla prima uscita stagionale c’è chi ha brillato e chi invece è stato surclassato in maniera netta, ricevendo anche critiche molto pesanti. Ma andiamo per gradi.

Gli italiani che ora sono in Premier League cercano di lasciare il segno magari pensando a vecchie glorie come Gianfranco Zola o Gianluca Vialli che hanno lasciato un ricordo indelebile nella storia del loro club di appartenenza e nel cuore dei tifosi.

Partendo dalla retroguardia difensiva.

Sta cercando di farsi amare come lo hanno amato i tifosi granata, Matteo Darmian. Il terzino della nazionale, pagato 25 milioni dalla società dello United per strapparlo dal Torino, dopo un periodo di ambientamento, ha ripreso continuità nelle prestazioni ed è un titolare nella difesa di Mourinho. Il numero 36 alterna copertura e attacchi con costanza, chiave principale per lo schema di gioco dell’allenatore portoghese. Il primo trofeo stagionale (la Supercoppa Europea) è sfumato e per questo i Red Devils hanno l’obbligo di tornare protagonista in campionato e in Champions League; Matteo Darmian darà il suo contributo in vista anche di una sua convocazione per il Mondiale 2018 in Russia.

Training face!! ⚽ #MUTOUR

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A Londra, sponda West Ham, è presente un altro difensore roccioso italiano, anch’egli ex Torino: Angelo Ogbonna. Il centrale è arrivato nella capitale britannica nell’estate del 2015 per 11 milioni dalla Juventus e ora è uno dei perni principali della difesa degli Hammers almeno per molte stagioni dato che l’anno scorso ha rinnovato il contratto fino al 2022. Il difensore inoltre, non vuole uscire dai radar della Nazionale per Russia ’18.

A centrocampo non c’è nessun italiano che smista palla, mentre c’è abbondanza in attacco con Manolo Gabbiadini che gioca nel Southampton e Stefano Okaka nel Watford.

Due punte giovani e che tanto bene stanno facendo in due squadre che puntano a stupire in campionato dopo il dominio delle big.

Il calciatore ex Roma e Anderlecht, Okaka, questa stagione è partito col piede giusto segnando una rete nel rocambolesco 3-3 alla prima giornata contro il Liverpool. La squadra di proprietà della famiglia Pozzo, dopo il divorzio con Walter Mazzarri, ha chiamato il lusitano Marco Silva. Il bomber d’origine nigeriane è la prima punta degli Hornets e come tale proverà a fare parecchi gol.

Manolo Gabbiadini ha lasciato l’Italia lo scorso gennaio accettando l’offerta del Southampton. Nelle prime giornate di Premier ha subito dimostrato di poter stare appieno nel campionato inglese. L’esperienza a Napoli è stata altalenante a causa delle numerosissime panchine alle spalle prima di Gonzalo Higuain e poi di Milik e Mertens. Nei Saints vuole affermarsi cercando di strappare la convocazione per il prossimo Mondiale e diventare punto di riferimento sia per l’Italia che per l’Europa.

About last training ?? ⚽️ #SaintsFC ⚪️?? #mg20 #mtm

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Dalla panchina , invece, l’unico “superstite” italiano è Antonio Conte. Nonostante le voci di mercato che lo hanno visto vicino all’Inter, il tecnico salentino ha deciso di continuare l’avventura al Chelsea dopo la prima grande stagione, chiusa con la vittoria del campionato. 11 milioni di euro di contratto e una gran voglia di giocare la Champions League hanno aiutato Conte a decidere di restare alla panchina dei Blues. L’inizio della stagione è stato negativo con la sconfitta ai rigori in Community Shield contro l’Arsenal e il tonfo in casa alla prima di campionato contro il Burnley. Strada in salita per l’ex ct della Nazionale il quale deve cercare ben altro per poter essere protagonista in questa stagione.

In questo momento sono 5 gli italiani in Inghilterra, ma fino alla chiusura del mercato tutto può ancora succedere.

Dario Sette

Abbandonare  una città in cui hai lascito il segno per anni, dove i tifosi ti hanno amato e ti ricorderanno per sempre, non è una situazione semplice, ma quando un ciclo è finito è giusto che si vada via.

È l’epilogo di Massimo Maccarone, per tutti Big Mac, attaccante classe ’79 a Empoli. La punta, dopo l’ultimo campionato di Serie A con i toscani, chiusasi con la beffarda retrocessione all’ultima giornata, ha deciso di lasciare l’Italia per volare a migliaia di chilometri di distanza: l’Australia.

A quasi 38 anni l’ex numero 7 azzurro, uno dei più grandi goleador della squadra toscana con oltre 100 reti all’attivo in 280 presenze, ha optato per una scelta drastica, in grossa parte dovuta anche dalla società. Come si legge dalla lettera scritta dall’attaccante e indirizzata ai tifosi:

Giusta la rifondazione voluta dalla società, ma si doveva partire dai dirigenti!

Da qui appunto l’idea di cambiare Paese e calcio, così come è successo qualche anno fa ad Alex Del Piero dopo che non rinnovò il contratto con la Juventus. L’allora ex numero 10 bianconero si trasferì a Sydney, mentre Big Mac ha optato per Brisbane.
Gli arancioneri hanno fortemente voluto l’ex goleador empolese per riproporsi come una delle protagoniste principali del campionato di Australian League.

Ho trascorso gran parte della mia carriera a difendere questi colori, che oramai sento e ho stampati sulla pelle e avrei continuato a farlo anche a fine carriera dando il mio contributo per la crescita dei giovani.

Tono nostalgico ma anche un po’ polemico con una società che ha deciso di tagliarlo fuori.

La nuova avventura in Oceania però apre una nuova partentesi di vita per Big Mac, uno che ha già provato un’esperienza calcistica fuori dai confini nazionali.

Nel 2005, dopo due buonissima annate con l’Empoli in Serie B venne acquistato dagli inglesi del Middlesbrough squadra di Premier  League per una cifra pari a 13 milioni di euro.

L’esperienza inglese però non è stata certo una delle migliori per l’attaccante originario di Galliate (No). In effetti con i Boro non va oltre le 24 reti in 102 presenze, e quindi la decisione di ritornare in Italia dove la sua situazione calcistica personale è nettamente differente.

In Serie A, infatti, Maccarone non ha mai smesso di fare ciò che gli usciva meglio: segnare molti gol. A Siena e proprio a Empoli vive le sue migliori annate. La stagione 2015/16 con 13 reti contribuisce in maniera superlativa alla salvezza degli azzurri di mister Giampaolo.

Big Mac bene ha fatto anche con la maglia azzurra. Dopo quasi tutte le trafile, è nella Nazionale Under 21 che mostra il suo talento. Undici reti in 15 presenze con gli azzurrini e capocannoniere dell’Europeo di categoria del 2002 in Svizzera.

Ripartire non è semplice ma per uno che ha sempre tirato calci a un pallone non sarà del tutto complicato. Il suo sogno, a quasi 38 primavere, è fare bene in Australia, contribuendo con i suoi gol alla vittoria del campionato e magari festeggiando nuovamente così!

Dario Sette

La stagione calcistica da poco conclusasi è stata abbastanza positiva per gli allenatori di calcio italiani sparsi in tutta Europa e in tutto il mondo. Se Ancelotti e Conte hanno trionfato in campionati blasonati come Bundesliga e Premier League, c’è chi ha alzato la coppa nazionale maltese dopo oltre vent’anni di digiuno.

In Italia lo ricordano come un capitano dal grande cuore e centrocampista grintoso. Ma da quest’anno è arrivato il primo successo da allenatore per, Giovanni Tedesco, sulla panchina isolana del Floriana Fc.

Il tecnico palermitano ha infatti vinto la coppa nazionale di Malta la “Maltese FA Trophy” contro lo Sliema per 2-0 (reti di Borg e Ruiz) e quindi conseguente qualificazione ai preliminari di Europa League.

C’è molta Italia all’interno dell’organico della squadra maltese. Infatti, oltre al mister Tedesco, ben cinque sono i calciatori italiani che vestono la maglia biancoverde del Floriana Football Club. Su tutti la presenza del bomber Mario Fontanella che, con i suoi 18 gol stagionali, ha contribuito al successo della squadra.

Da sottolineare anche il fatto che la società è in mano a proprietà italiana. Il presidente è Riccardo Gaucci, figlio del più famoso Luciano, ex storico presidente del Perugia e noto soprattutto per le vicende giudiziarie. Lo stesso Riccardo nel novembre 2011 è stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita.

Nel 2014, anno dell’acquisizione del club da parte di Gaucci, viene nominato allenatore Giovanni Tedesco, cuore palermitano e storica bandiera perugina che, sotto un vero e proprio diluvio, l’ultima gara della stagione 2000 fermò la Juventus di Ancelotti  consegnando lo Scudetto alla Lazio di Eriksson.

Dopo una prima stagione seduto sulla panchina biancoverde (quinto posto raggiunto) si trasferisce al Birkirkara, altra società maltese, con cui disputa i preliminari di Europa League, venendo eliminato dal West Ham.

Dopo l’esperienza maltese torna sull’isola dov’è nato: la Sicilia. A Palermo ottiene un ruolo prima di allenatore ad interim e poi come vice e come collaboratore tecnico.

Nel 2016 decide di ritornare a Malta per riabbracciare il progetto del Floriana Fc di Gaucci. Il piano è quello di tornare al successo dopo anni bui. La società, infatti, ha vinto un trofeo storico dato che dal 1994 non si portava a casa qualcosa di concreto.
Ora mister Tedesco si gode i festeggiamenti con un occhio rivolto alla prossima stagione concentrandosi in primis in vista della partita per l’Europa League e magari cercare di giocarsela appieno e raggiungere la tanto desiderata fase a gironi.

Dario Sette

 

Siamo alla conclusione di maggio, in giro per Europa i campionati di calcio sono pressoché terminati, i titoli sono stati assegnati, rimane qua e là qualche lotta e spareggio per non retrocedere più un paio di coppe ancora da giocare, tra cui Europa League e Champions League.
Alcuni calciatori sono già in vacanza, altri stanno seguendo i trattamenti personalizzati per ristabilirsi dagli infortuni ed essere al top per la prossima stagione, altri stanno recuperando le energie in vista della Confederations Cup.

Ma c’è chi al calcio proprio non sa rinunciare: è Tyrone Mings, difensore centrale di 24 anni del Bournemouth, club inglese che quest’anno si è piazzato sorprendentemente al nono posto in Premier League. Va detto che la stagione di Mings è andata a folate, dopo aver passato due anni di calvario: solo sette presenze quest’anno, dopo aver saltato i primi mesi di stagione per recuperare dalla rottura dei legamenti del ginocchio rimediata il giorno del suo esordio in Premier League, nel settembre del 2015 contro il Leicester. Per lui solo 12 minuti e poi una stagione completamente andata.


Il numero 26 è stato molto spesso in panchina o in tribuna, ma a inizio 2017, l’allenatore Eddie Howe l’ha fatto giocare titolare con delle buone prestazioni. Poi il match contro il Manchester United e soprattutto la scazzottata da saloon contro Zlatan Ibrahimovic gli sono costate cinque giornate di squalifica e il ritorno in panca:

Forse anche per le poche partite ufficiali disputate, Tyrone Mings, annoiato, ha espresso su Twitter nel pomeriggio del 23 maggio, il desiderio di tirare due calci al pallone. Detto fatto subito dopo è arrivata la proposta di Alex Deutsch, tifoso dei Cherries, che lo invitata a giocare una partitella 7 contro 7 in un campetto della città con lui e i suoi amici. Tyrone, dopo aver chiesto informazioni sul campo, non c’ha pensato su due volte e ha semplicemente risposto con un «Figo, ci vediamo lì».

Tra l’incredulità, la speranza e l’euforia, i ragazzi hanno visto arrivare il difensore dall’alto del suo metro e 95 centimetri. Non sappiamo il risultato finale del match, ma sappiamo solo che Tyrone non è stato l’unico calciatore professionista a partecipare: assieme a lui c’era, infatti, anche Omar Sowunmi, 21enne dello Yeovil Town, squadra di quarta serie. A fine partita, Mings ha ringraziato ancora una volta su Twitter e c’è una bella foto di gruppo a immortalare e ricordare l’evento:

 

Complimenti a Tyrone: dopo due stagioni passate tra infermeria e giudice sportivo, giocare a calcio è la miglior vitamina per riprendersi e continuare a lavorare e sorridere!

Giovanni Sgobba