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La Roma nelle ultime settimane ha cercato di risollevare morale e gioco per tornare alla luce dopo un brutto periodo e raggiungere gli obiettivi minimi di stagione. I giallorossi hanno il compito di centrare la qualificazione alla prossima Champions League e tentare di andare più avanti possibile nell’attuale competizione europea.

In campionato questa sera c’è la trasferta in Ciociaria contro il Frosinone. Al Benito Stirpe, mister Di Francesco ritrova due argentini. Pienamente recuperati dopo settimane out, Diego Perotti e Javier Pastore ci saranno.
L’esterno ex Siviglia e Genoa dovrebbe partire dal primo minuto, per la gioia di quei fantallenatori che non se ne sono ancora privati nonostante la lunga assenza, l’ex Palermo potrebbe entrare a partita in corso.

DIEGO PEROTTI
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Perotti è alla Roma dal 2016, dopo due anni al Genoa

L’ultima apparizione del Monito con la maglia della Roma è stata lo scorso dicembre, poi è arrivato l’infortunio che l’ha tenuto ai box.
Gli ultimi allenamenti hanno dato più consapevolezza a Di Francesco nel puntare sul sudamericano e per far rifiatare Zaniolo in vista del Porto.
Sin qui Perotti ha giocato la sua peggior stagione in giallorosso sia in termini di prestazioni che realizzativi: solo cinque le apparizioni (quattro in Serie A e una in Champions) per un totale di 218 minuti e un solo gol, segnato su rigore contro il Sassuolo alla 18esima giornata. Per il finale di stagione ci sarà anche lui.

JAVIER PASTORE
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L’esultanza del Flaco, dopo il gol in giallorosso proprio contro il Frosinone all’andata

Sorte simile a Perotti è capitata al Flaco, arrivato a Roma dopo gli anni al Paris Saint Germain. Finora la stagione non è stata esaltante e in molte circostanze abbiamo ritrovato il Pastore ai tempi del Palermo: tanta qualità ma poca costanza e con qualche acciacco di troppo. Piacevolmente colpito da come sta lavorando durante gli allenamenti, però, è Difra che è pronto a concedergli minuti contro il Frosinone. Proprio nella gara d’andata il fantasista ha realizzato il secondo gol romanista con un bel colpo di tacco.
Per lui c’è voglia di riscatto perché le voci di mercato, che lo vedono lontano dalla capitale, sono insistenti.

Serve estro e fantasia argentina in quest’ultimo terzo di stagione in cui la Roma e Di Francesco si giocano tutto, senza dimenticare i fantallenatori

El Flaco è pronto a prendersi la Roma nel momento più delicato della stagione. Javier Pastore debutta in giallorosso in Champions League in Repubblica Ceca contro il Viktoria Plzen. Una gara che non avrà conseguenze in classifica per i capitolini, già qualificati come secondi agli ottavi. E’ un match invece determinante per i padroni di casa, in lotta per il terzo posto con il Cska Mosca, valevole per l’Europa League. La squadra di Di Francesco deve però dare una risposta dopo il suicidio di Cagliari, da 2-0 a 2-2 al 95’ in 11 vs 9. La lontananza dalla capitale e dalle sue turbolenze di tifo può essere, in questo senso, un vantaggio.

Trequartista dietro Schick e Kluivert, Pastore è chiamato a riprendersi la scena dopo un inizio a singhiozzi. La sua ultima gara da titolare risale addirittura al derby contro la Lazio del 29 settembre. Poi le sue presenze si registrano con il contagocce, a causa di problemi al polpaccio. Due i suoi gol finora, entrambi di tacco, contro Atalanta e Frosinone. Un po’ poco per un giocatore acquistato dal Paris Saint Germain per quasi 25 milioni di euro. Un investimento importante per colmare la cessione di Nainggolan all’Inter.

D’altra parte le noie fisiche hanno fin qui condizionato la carriera di Pastore, per sette anni a Parigi dal 2011 al 2018. Era esploso a Palermo, circa dieci anni fa, formando una micidiale coppia offensiva con Cavani. Proprio con il Matador si sarebbe ritrovato sotto la Torre Eiffel nei suoi anni parigini. Nel 2011 viene nominato miglior giovane calciatore l’anno prima dagli Oscar del calcio Aic. In Francia Pastore vince tutto quello che si poteva vincere in patria, ma fallisce l’obiettivo europeo. Firma tuttavia un memorabile gol contro il Chelsea nei quarti di finale di Champions nel 2014.

Le varie star che hanno affollato la rosa del Psg in questi anni hanno un po’ offuscato la classe dell’argentino. Un talento finora incompiuto che cerca riscatto a Roma. La stagione, fin qui,  è stata al di sotto delle aspettative per tutta la squadra di Di Francesco. Ottava in campionato, nel gruppone a 21 punti con Atalanta, Parma e Sassuolo. Sono ben 14 i punti ottenuti in meno rispetto all’anno scorso, peggio ha fatto solo il Chievo (-17). Eppure il quarto posto è distante solo 5 punti e gli ottavi di Champions sono in cassaforte già da due settimane. La Roma deve rialzare la testa e per farlo serve il miglior Flaco Pastore.

Due gol con la nuova maglia della Roma, due gol di tacco. Nello scombussolamento di un avvio di stagione incerto per Di Francesco e i giallorossi, dopo le cessioni di Nainggolan e di Strootman, dopo i nuovi innesti, c’è una piccola piccola certezza: Javier Pastore sa segnare solo di tacco.

L’ex Palermo e Paris Saint-Germain, infatti, ha fatto esplodere l’Olimpico prima con una magia nel 3-3 contro l’Atalanta e poi alla sesta giornata con la solita acrobazia nel 4-0 contro il Frosinone. E con il derby alle porte, la provocazione vien da sé: farà centro per la terza volta con la parte posteriore della scarpetta?

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E quando si parla di stracittadina contro la Lazio e di colpi di tacco, scorrendo all’indietro i ricordi della memoria due prodezze simili portano, casualmente, lo stesso nome…anzi lo stesso cognome. Mancini.

Il Mancini Roberto, con la casacca laziale, ha più volte infilzato la retroguardia avversaria e capitolina, ma nel derby d’andata della stagione 1998-1999 arriva a farlo proprio di tacco: rete del momentaneo 2-1 (il match finirà 3-3) su assist di Sinisa Mihajlovic.

E che dire dell’altro Mancini…Amantino? Altra genialata, altra coordinazione pazzesca del laterale brasiliano. Siamo al 9 novembre 2003 e Mancini, approfittando dei blocchi e della caduta di Corradi all’ interno dell’area di rigore, trova la deviazione vincente con la quale gli uomini di Capello colgono la vittoria nella stracittadina numero 137.

La storia ci insegna che il derby di Roma vive di fiammate, di momenti iconici da rivendicare lustri e lustri nelle discussioni da bar. Aspettiamo un colpo di genio…magari di tacco.