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Pallavolo Archives - Pagina 2 di 4 - Mondiali.it
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La nazionale italiana femminile ha esordito con una vittoria al Campionato Europeo 2019, in corso di svolgimento in Polonia, Turchia, Ungheria e Slovacchia. A Lodz nella pool B le ragazze di Mazzanti non hanno avuto problemi a superare nettamente il Portogallo 3-0 (25-15, 25-14, 25-13).
Le vice campionesse mondiali, al ritorno in campo dopo la gara che è valsa la qualificazione olimpica contro l’Olanda, si sono dimostrate troppo superiori rispetto alle lusitane, esordienti assolute in una rassegna continentale.
Nei primi scambi l’Italia è apparsa un po’ contratta, ma spazzata via la tensione Malinov e compagne hanno preso in mano il pallino del gioco e non l’hanno più lasciato.
Oggi le azzurre osserveranno una giornata di riposo, mentre domenica 25 agosto è in programma la sfida contro l’Ucraina (ore 21 diretta RaiDue e DAZN), uscita sconfitta 3-0 (25-10, 25-19, 25-22) dalla sfida contro il Belgio.

LA CRONACA DEL MATCH

Come formazione iniziale il ct Davide Mazzanti ha schierato come formazione iniziale Malinov in palleggio, opposto Egonu, centrali Chirichella e Folie, schiacciatrici Sorokaite e Sylla, libero De Gennaro.
In avvio di gara la tensione ha un po’ bloccato l’Italia, ma sul (7-7) le azzurre hanno cambiato marcia e Chirichella ha spinto avanti le compagne (11-8). Malinov ha insistito speso al centro e la scelta si è rivelata positiva (16-9). La nazionale tricolore ha tenuto percentuali molto alte in attacco, non concedendo chances alle lusitane (25-15).
Nel secondo parziale le ragazze di Mazzanti hanno subito messo le cose in chiaro e sono volate sul (10-4). Nelle fasi successive l’Italia ha continuato a spingere (15-7), senza trovare resistenze dal Portogallo. Il monologo tricolore si è chiuso con un perentorio (25-14).
La terza frazione è stata aperta dal turno in servizio di Indre Sorokaite, che ha messo in grossa difficoltà le portoghesi (6-2). L’Italia, pur commettendo qualche errore, ha gestito con autorità il vantaggio e poi chiuso definitivamente i conti sul (25-13).

I PROTAGONISTI

Raphaela Folie (Italia) «Sono particolarmente contenta per come sto fisicamente. Adesso ho ritrovato me stessa e posso il mio contributo a questo gruppo. Sono felice di essere tornata ai miei livelli dopo un anno molto sofferto, è stata dura seguire questa nazionale, di cui mi sento parte intergrante, dalla televisione. La qualificazione olimpica ci ha regalato grandi emozioni ma ora pensiamo all’europeo dove speriamo di trovare lo stesso ritmo e la stessa concentrazione di Catania. Non è semplice essere sempre al massimo contro avversarie di caratura inferiore, oggi, dopo una partenza contratta, ci siamo riuscite, con l’Ucraina dobbiamo fare la stessa cosa».

Indre Sorokaite (Italia) «Oggi abbiamo spezzato l’emozione, siamo riuscite a spingere su ogni palla, finendo in crescendo come attestano anche i parziali. Sarà un Europeo dove diventa fondamentale anche questa prima fase dove possiamo trovare ritmo e sicurezza che ci serviranno per le partite più impegnative che verranno dopo».

IL TABELLINO

ITALIA – PORTOGALLO 3-0 (25-15, 25-14, 25-13)

ITALIA: Malinov 2, Folie 11, Sylla 10, Egonu 13, Chirichella 10, Sorokaite 11. Libero: De Gennaro. Parrocchiale, Orro, N.e: Danesi, Fahr, Nwakalor, Bosetti, Enweonwu (L). All. Mazzanti

PORTOGALLO: Maio 5, Duarte 1, Kavalenka 2, Gomes 4, Rodrigues 8, Rodrigues V. Libero: Resende. Durao, Hurst 3, Lopes. N.e: Cavalcanti, Monteiro, Basto, Vale. All. Santos

ARBITRI: Murulo (Est) e Witte (Ger).

Spettatori: 1170. Durata Set: 22′, 18′, 22’.
ITALIA: 8 a, 12 bs, 9 mv, 19 et.
PORTOGALLO: 1 a, 8 bs, 2 mv, 18 et.

Poteva esserci di fronte la Serbia o qualsiasi altra nazionale, ma la sensazione è che questa Italia, trascinata dalla bolgia del PalaFlorio di Bari, avrebbe battuto chiunque per ottenere il pass per Tokyo2020. E così è stato: una settimana esatta dopo la qualificazione della femminile (già c’erano arrivate le ragazze del sitting volley nel settore paralimpico) ancora un trionfo del volley italiano in ottica Olimpiadi. A un anno o poco meno dalla grande delusione del Mondiale l’Italia di Blengini si prende una rivincita con gli interessi battendo 3-0  (25-16, 25-19, 25-19) la Serbia che era stata giustiziata degli azzurri in Piemonte.

Rispetto alla sera precedente, contro l’Australia, Blengini lascia in panchina Lanza (sostituito da Antonov) e Russo (gioca Anzani). L’Italia parte con la bava alla bocca e non lascia respirare i serbi: mette molta pressione sia in battuta che in difesa e per Atanasijevic e compagni si fa subito durissima. Giannelli è sempre l’ispiratore del gioco azzurro e dirige l’orchestra distribuendo sapientemente: Zaytsev 6 punti, Juantorena 4. Per la Serbia non ce n’è.

Blengini, come la sera prima, vara anche l’alternanza dei liberi: Balaso in difesa (quando l’Italia è in battuta) e Colaci a ricevere. L’azzurro è molto ispirato anche nel secondo set: e si capisce che l’Italia non vuole fermarsi quando Zaytsev con una battuta punto fissa il punteggio 16-13 (ne farà anche altri 2 fino al 24-19). Atanasijevic finisce in panchina e per la Serbia è un pessimo segnale. L’Italia non molla, anzi alza il ritmo. Anche questo set non ha più storia.

 

Tokyo è lontana solo 25 punti. Che arrivano poco dopo: la Serbia usa tutta la panchina cercando di fermare le furie azzurre (l’ultima impennata con Atanasijevic in battuta sul 14-14), ma non è serata. L’Italia conquista la sua 12a partecipazione consecutiva ai Giochi Olimpici: partecipa ininterrottamente dal 1976 e festeggia la storica serata con la sua gente. E adesso con Europeo e Coppa del Mondo può anche pensare di dare ancora più spazio ai suoi giovani. La festa azzurra può cominciare.

Italia-Olanda 3-0 (25-23, 25-17, 25-22)

L’Italia di Davide Mazzanti non delude e a Catania conquista una nettissima qualificazione olimpica travolgendo l’Olanda 3-0, staccando così il biglietto per Tokyo 2020. A 10 mesi dal Mondiale d’argento che aveva fatto innamorare tutto il Paese, Paola Egonu e compagne ottengono il pass alla prima occasione possibile e vanno all’Olimpiade in carrozza. L’Italia parte con la stessa formazione che aveva battuto il Belgio la sera prima (Folie al posto di Danesi) e le azzurre partono con il turbo innestato (10-4), ma poi l’Olanda con Robin De Kruijf, che gioca a Conegliano, resta in scia e pareggia a 12, grazie anche ai troppi errori azzurri. Poi l’Italia riparte e grazie ai 12 punti in un set dell’incredibile super Egonu e vola alla conquista del primo set.

 

Non cambia la musica nel secondo parziale: Egonu è ispiratissima e le azzurre la seguono (16-11). Non c’è storia ancora: De Gennaro salva tutto e l’Italia va sul 2-0. Esce anche Lucia Bosetti per un infortuno alla spalla destra e sale Elena Pietrini un’altra giovane di grandissime speranze. L’Italia dilaga nel terzo set e conquista una qualificazione in maniera nettissima: va all’Olimpiade per la porta principale (è la sesta consecutiva, la prima si era qualificata nel 2000) e dopo l’argento iridato dello scorso anno ci va con grandi ambizioni e grandi speranze. E a fine mese (in Polonia) per le azzurre c’è un’altra occasione di ben figurare nell’Europeo. Questa Italia non si accontenta.

La Champions League femminile di volley viaggia verso una finale tutta italiana. Sì, perché nell’andata delle semifinali la Igor Novara ha risposto a Conegliano, in una doppia sfida tutta Italia-Turchia.  L’Imoco ha battuto nettamente in casa il Fenerbahce per tre set a zero con il punteggio di 25-21, 25-23, 26-24, mentre la Igor Novara di Egonu e Piccinini è passata a Istanbul sul Vakifbank sempre con il risultato di tre a zero, con i parziali di 17-25, 25-27, 15-25. Le gare di ritorno,  il 9 e il 10 aprile, potrebbero sancire una finale di Champions tutta tricolore.

Novara in campo con Egonu in diagonale a Carlini, Chirichella e Veljkovic al centro, Bartsch-Hackley e Piccinini in banda e Sansonna libero; Vakifbank con Ozbai in regia e Sloetjes opposta, Rasic e Gunes centrali, Zhu e Robinson schiacciatrici e Orge libero.

 

Gunes fa il primo break a muro (5-3), Egonu replica “stoppando” Robinson per il 5-7 e Chirichella prima e un errore di Sloetjes poi lanciano le azzurre sul 6-10. Il Vakifbank rientra 10-11 ma Novara non si scompone e trova il cambio palla con Egonu (10-12) e il nuovo break con Chirichella (10-14) mentre l’ace di Carlini vale il +5 sull’11-16. Sloetjes accorcia le distanze (14-16), Barbolini ferma il gioco e Novara riparte con Egonu a segno a muro (14-19) e in attacco (14-20) e poco dopo è una magia di Carlini a regalare alle azzurre il set point di seconda intenzione (17-24). Chiude un attacco out di Zhu.

Bartsch-Hackley riparte forte (0-2) ma le turche reagiscono e scappano 6-4 con Gunes mentre la solita Egonu firma il controbreak del 6-7 cui Guidetti replica inserendo in banda Di Iulio. La schiacciatrice italiana alza il ritmo in battuta (11-8, ace) e dopo il timeout di Novara sono un muro di Piccinini (12-10) e un diagonale di Bartsch-Hackley a sigillare la nuova parità (14-14) con Egonu che sorpassa concretizzando una gran difesa di Sansonna sul 15-16. Il Vakifbank accelera (20-17), Novara non perde lucidità e rientra con Chirichella (21-20) ma nel testa a testa il primo set ball è delle padrone di casa sul 24-23. Egonu annulla e sorpassa dopo una gran difesa di Piccinini (24-25) e al secondo tentativo è ancora lei, sul 25-27, a chiudere in diagonale il parziale.

 

Guidetti rivoluziona il sestetto prima e durante il terzo set, ma il parziale è un fantastico assolo azzurro: Karakurt tiene il ritmo fino al 6-6, poi due punti in fila di Piccinini scavano il primo solco (6-9) e il resto lo fa l’alternanza tra Bartsch-Hackley (7-11, poi 7-13) ed Egonu (7-12) in attacco con Chirichella che mura Zhu e fa 7-15. Novara è impeccabile, Bartsch-Hackley raggiunge quota 20 sul +11 con un gran lob e il diagonale di Egonu vale il 13-23; Il Vakifbank prova a reagire ma due errori mettono fine al set e al match sul 15-25.

 

IL TABELLINO

VAKIFBANK ISTANBUL – IGOR GORGONZOLA NOVARA 0-3 (17-25, 25-27, 15-25)

VAKIFBANK ISTANBUL: Ozbay, Zhu 11, Robinson, Sloetjes 5, Rasic 7, Gunes 5, Orge (L), Aykac (L), Gulubay, Di Iulio 4, Caliskan, Karakurt 1. Non entrate: Gurkaynak, Senoglu. All. Guidetti.

IGOR GORGONZOLA NOVARA: Carlini 3, Chirichella 6, Piccinini 4, Bartsch-hackley 14, Veljkovic 1, Egonu 30, Sansonna (L), Plak, Nizetich, Zannoni. Non entrate: Stufi, Camera, Piacentini (L), Bici. All. Barbolini.

 

GARE DI RITORNO

Martedì 9 aprile, ore 18.00 | Fenerbahce Opet Istanbul (TUR) – Imoco Volley Conegliano

Mercoledì 10 aprile, ore 20.30 | Igor Gorgonzola Novara – VakifBank Istanbul (TUR)

Davanti al pubblico di casa del PalaVerde, per l’ultimo match casalingo della stagione, Conegliano non tradisce. Nemmeno in Champions League, nemmeno davanti a un  Fenerbahce mai domo, ma ben contenuto. In Europa come in Italia l’Imoco continua a vincere, ma questa volta il 3-0 (25-21, 25-23, 26-24) sulla squadra turca ha un’importanza diversa da altre serate perché in palio c’è la finale di Champions League di volley femminile.

E così l’andata della semifinale sorride alla squadra delle azzurre Danesi e Sylla, nonostante dall’altra parte ci sia una grande Vargas e anche se sarà battaglia al ritorno, tra le ragazze di Daniele Santarelli e la SuperFinale di maggio a Berlino ci sono soltanto 2 set. Una vittoria maturata al termine di una gara in cui Wolosz e compagne hanno dimostrato la loro qualità, ma anche la loro grinta. Vincendo con personalità il primo set, con orgoglio e carattere il secondo e il terzo chiusi con il minimo scarto, dopo essere state a lungo in svantaggio.

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Conegliano ha messo in mostra un livello di gioco, attacco e difesa, elevatissimo. Primo set che si gioca punto a punto, con le squadre che faticano a mettere per terra il pallone, tra grandi muri e ottime difese. L’allungo decisivo è di Conegliano che si porta sul 21-17 con l’attacco di Hill e mantiene il margine per chiudere 25-21.
Secondo set ancora più in bilico, Vargas continua a trovare il modo di fare punto (23 alla fine per lei), Conegliano però risponde risalendo da 12-17 e con un’entusiasmante rimonta si prende il secondo parziale 25-23. Terzo set caratterizzato da Anna Danesi che in un momento di delirio tecnico si fa sentire a muro, in attacco e in battuta per tenere a contatto Conegliano. Nel finale sbaglia anche la Vargas che manda sulle mani di De Krujif il pallone della festa Imoco che chiude 26-24. Semifinale di ritorno il 9 aprile a Istanbul.

Una prestazione scintillante sotto ogni punto di vista e uno stato di forma eccezionale proprio nel momento più importante della stagione, quello in cui ci si gioca la finale della Champions League femminile e in cui stanno per iniziare i playoff. Buonissima prova di Fabris (20 punti con il 50 per cento in attacco), concreta quella delle bande Hill (8) e Sylla (10). Alla squadra turca non sono bastati i 23 punti del nuovo fenomeno cubano Melissa Vargas e la superiore incisività al servizio. A fare la vera differenza è stato il muro: le campionesse tricolori in carica ne hanno realizzati 13, le ragazze di Istanbul soltanto 6.

La vittoria regala un buon vantaggio all’Imoco. Il 3-0 consente a Conegliano di andare in riva al Bosforo con la possibilità di arrivare in finale con 4 risultati su 6: se vince con qualsiasi punteggio e anche se perde al quinto. In casa di 3-0 o 3-1 per il Fenerbahce si andrebbe al golden set.

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IMOCO VOLLEY – FENERBAHCE ISTANBUL 3-0

(25-21,25-23,26-24)
Imoco: Wolosz 3,Fabris 20,Hill 8,Sylla 10,Danesi 6,De Gennaro, De Kruijf 8, Fersino ,Lowe ne,Moretto ne, Tirozzi ne, Folie ne,Bechis ne. All.Santarelli
Fenerbahce: Yilmaz, Dalbeler, Antonijevic 1, Ünver, Yildrim n.e., Babat 2, Vargas 23, Tanyel n.e., Toksoy Guidetti, Bricio Ramos 11, Erdem Dundar 9, Cakiroglu n.e., Caliskan n.e., Rabadzhieva 3. All.: Terzic
Arbitri: Makshanov e Medvid
Spettatori: 5.230
Note: Durata set 24′,27′,28′; Errori battuta Im 12,Fen 7;Aces 3-6 ; Muri 13-6 ; Errori attacco: 6-13

Se vinci la Coppa Italia volley è già una gioia, specie se ciò avviene al tie break e dopo una rimontona. È quello che è successo al Perugia nella finale contro la Lube Civitanova sul campo neutro di Bologna.

A sorridere è la Sir Safety Conad Perugia che, al quinto set, è riuscita a trionfare per quello che è il secondo trofeo nazioanle consecutivo.

Nuova delusione, invece, per la Lube Civitanova che si vede ancora negata una vittoria che all’inizio è sembrata in discesa. I marchigiani, infatti, sono partiti con la conquista dei primi due set, poi c’è stato il ribaltone da parte di Perugia.

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Ancora vittoria per la Sir Perugia

Per i cucinieri ennesima sconfitta degli ultimi mesi. Tra il 2018 e in queste prime settimane del 2019 le finali perse sono addirittura sette. Il flop nella finale di Coppa Italia si va ad aggiungere alle cinque della scorsa stagione e al Mondiale per Club contro Trento.
Una vera e propria maledizione che non tende a smettere.

Da Bari a Bologna, la Sir Perugia ottiene un bel bis

Per i perugini il doppio 21-25 subito nei primi due set non hanno scomposto la squadra che, anzi, ha saputo riorganizzarsi e cambiare l’inerzia del match guidati dal cubano naturalizzato polacco, Leon, il quale ha saputo dare il colpo vincente del 26-24 al terzo set. Per il resto la gara è stata molto equilibrata con la Lube che non è riuscita a chiudere la partita al quarto set per poi capitolare al tie break.

 

 

 

 

 

 

 

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What a game yesterday! I’m so happy with this victory in #delmontecoppa🏆🥇The TEAM has made it🔥💪🏾Thanks for the support to @sirmaniaciofficial 👏🏾

 

Un post condiviso da Wilfredo León Venero (@wilfredo_leon_official) in data:

 

«Campioni del Mondo, sul tetto del Mondo, sul tetto del Mondo», quella sera, anzi quella notte ormai profonda in Italia, il telecronista della Rai, Jacopo Volpi, prese “in prestito” la frase storica e celebre del collega Nando Martellini, la modificò leggermente, per festeggiare il titolo mondiale della Nazionale italiana di pallavolo. Il primo Mondiale vinto dall’Italia che tre inanellerà tre titoli iridati consecutivi assieme ad Atene 1994 e Tokyo 1998. Una generazione di fenomeni che la sera del 28 ottobre 1990 ebbe consapevolezza della sua forza, irraggiungibile per gli avversari.

Quell’anno gli azzurri volarono in Brasile (dove si svolser il campionato del mondo) da campioni europei, ma nel torneo sudamericano i favoriti erano i padroni di casa, gli Stati Uniti d’America, l’Unione sovietica e Cuba, inserita nello stesso girone dell’Italia e trainata dal portento Joel Despaigne, detto “el Diablo”. Il cammino nel gruppo D del team allenato da Julio Velasco partì in discesa con due facili vittorie con Camerun (3-0) e Bulgaria (3-1), ma il primo, pesante stop, fu proprio contro la Nazionale cubana che non lasciò all’Italia nemmeno le briciole: 3 set a 0, che non precluse l’accesso alla fase successiva, ma ridimensionò il sogno azzurro.
Tuttavia, l’aver dovuto disputare un turno in più, a fine torneo, diede ai ragazzi coraggio e maturità. Superate, infatti, agevolmente la Cecoslovacchia agli ottavi e l’Argentina ai quarti (doppio 3-0), l’Italia ha affrontato, in semifinale, il Brasile trascinato dai tifosi locali.

Risultati immagini per mondiali volley 1990

 

Al Maracanazihno la sfida fu tosta, una battaglia sfibrante giocata ribattendo colpo su colpo. Sono 20mila, i tifosi brasiliani che sostennero i padroni di casa, ma il match arrivò al quinto set, dove, in un’atmosfera tiratissima fu Lucchetta a realizzare il punto del matchball. Finale proprio contro Cuba, proprio contro Despaigne, ma il 28 ottobre 1990, la storia prese una curva differente dalla sfida persa malamente qualche giorno prima. L’Italia, uscita indenne dalla bolgia verdeoro, capì di essere pronta, spalle larghe per tenere botta e reagire. Cuba non fece più paura, dopo esser arrivati fin là facendosi una «mazzo tanto così» (diranno i giocatori e l’allenatore più volte in futuro).
Così iniziò la finale con Cuba che vinse in scioltezza il primo set, ma l’Italia, sempre lì, reagì vincendo sia il secondo che il terzo set. Il quarto fu giocato punto su punto, l’equilibrio non si spezzò, fin quando Lucchetta riuscì a intercettare un pallone che diventa giocabile, fu alzato da Tofoli, perfetto per la fucilata di Bernardi, una schiacciata solamente deviata dal muro cubano.

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Italia campione del Mondo per la prima volta, Lucchetta eletto miglior giocatore del torneo, Gardini che esulta salendo sul seggiolone dell’arbitro, inaugurando una tradizione, ma ci sono anche Zorzi, Tofoli, Anastasi, Giani, fino ad arrivare all’allenatore Julio Velasco, soprannominato “Giulio Cesare”. E’ stata la Nazionale di volley più forte di sempre con una piccola eterna pecca: non aver mai vinto un’Olimpiade.

Questa volta le lacrime sono solo di dolore. A una settimana dalle emozioni delle ragazze della pallavolo con l’argento in Giappone, lo sport italiano piange la morte di Sara Anzanello. Medaglia d’oro con l’Itavolley ai Mondiali del 2002, l’atleta, 38 anni, originaria di San Donà di Piave (Ve), aveva combattuto contro una grave forma di epatite fino al trapianto di fegato. Poi una leucemia le è stata fatale.

La sua carriera, divisa tra Novara e l’esperienza in Azerbaigian a Baku, è stata ricca di successi, oltre il primo posto mondiale. Scende in campo con la Nazionale per 278 volte in cui vince anche 2 Coppe del Mondo, due argenti e due bronzi nel World Grand Prix, un secondo posto agli Europei. Nel 2006 è eletta “Miglior Muro” durante il World Grand Prix. A livello di club, tra le altre, ha alzato 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa Cev e 2 Top Teams Cup.

Dopo la malattia, contratta in Azerbaigian nel 2013, Sara Anzanello era tornata a giocare a Novara e aveva lavorato con il Club Italia. Poi, nel 2016, il ritiro dalla pallavolo. Fino ai suoi ultimi giorni non ha mai abbandonato il volley, seguendo incollata alla tv le imprese di Paola Egonu e compagne. Sara sapeva come vincere un Mondiale, visto che nel 2002 era stata tra le protagoniste del trionfo azzurro in Germania.

Quando aveva lasciato la pallavolo, due anni fa, aveva commentato:

Sono la persona più felice della terra, questi ultimi 30 mesi per me non sono stati semplici, sono ripartita dalle piccole conquiste quotidiane come mangiare e camminare. Ora riesco anche a fare pesi e provo a giocare

Poi, un nuovo male, una nuova battaglia, le cure e la lotta per provare a vincere la sua partita. Sul suo profilo facebook, nelle ultime ore, è stata pubblicata una lettera in cui Sara Anzanello manifestava tutto il suo amore non solo per la pallavolo, ma per la vita:

Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande? Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene

 

 

 

 

Contro la Serbia è arrivata la prima sconfitta di questo Mondiale, ma al di là del risultato ininfluente, l’Italia può consolidare una grande certezza: la nostra Paola Egonu è tra le superpotenze del mondo in questo momento. Galvanizzata anche dallo scontro contro la rivale Tijana Boskovic (29 punti contro le Azzurre), la schiacciatrice italiana ha messo a referto 28 punti. Medie da cecchino che, nel complesso, le valgono il primato nel Mondiale in Giappone nella classifica totale.

Ma quindi Tijana Boskovic da Trebinje o Paola Egonu da Cittadella? Il primo round di questa entusiasmante sfida ha visto trionfare la serba con la possibilità del re-match o in finale o per la finalina del terzo posto. L’azzurra è più giovane di 21 mesi e questo pesa non solo per la differenza all’anagrafe, ma anche per le esperienze professionali acquisite. Boskovic nelle ultime due stagioni si è messa al collo l’argento olimpico di Rio, nella finale persa contro la Cina, e l’anno scorso l’oro europeo conquistato in Azerbaigian.

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Diverso il cammino di Paola che si è ritagliata un ruolo importante nella Nazionale italiana a suon di bordate, ma che finora può vantare un’unica medaglia pesante nel suo palmares con l’Italia seniores, la medaglia d’argento conquistata nelle finali di Nanchino del Grand Prix 201.

Ora, spetta alle due campionesse darsi battaglia per la fase conclusiva del torneo. Ormai ci siamo: venerdì 19 ottobre, a Yokohama, si giocano le semifinali. In palio due posti per la finale. Alle 6.40 Serbia – Olanda, alle 9.10 Italia – Cina.

Erano già sicure di accedere alla Final Six di Nagoya, ultima fase del Mondiale in Giappone, e questo dimostra quanta fame e grinta hanno le ragazze della Nazionale femminile di pallavolo. Ora, battendo le campionesse de mondo in carica, si sono assicurate anche il primo posto nel Pool F. Ancora imbattute, alla nona vittoria consecutiva. L’Italia allenata da Davide Mazzanti ha battuto gli Stati Uniti per 3-1 (25-16 25-23 20-25 25-16), chiudendo a punteggio pieno e da prime della classe, e mettendo in difficoltà le americane che rischiano di l’eliminazione se la Russia dovesse battere la Cina.

 

A Osaka le ragazze di Mazzanti sono state trascinate da una immensa Paola Egonu, capace di mettere a referto ben 25 punti. Ottima prova anche della Sylla (16). Mazzanti si è affidato al sestetto tipo: Malinov in palleggio, Egonu opposto, Sylla e Bosetti in banda, centrali Danesi e Chirichella, libero De Gennaro.

La classifica del Pool F, infatti, è questa:

Alle semifinali accederanno le prime due di questi due gironi. Ora non ci si può più nascondere: a Nagoya (14-16 ottobre) le azzurre di ci arrivano da favorite. Nel corso del torneo, l’Italia ha concesso soltanto tre set alle squadre avversarie. Le Final Six si disputeranno a Nagoya dal 14 al 16 ottobre. Saranno composte da due gironi triangolari composti tramite sorteggio che qualificheranno alle semifinali le prime due classificate. Le finali si disputeranno invece a Yokohama dal 19 al 20 ottobre.

 

La prima della pool E e l’Italia verranno inserite una nella pool G e l’altra nella pool H. In seguito verranno sorteggiate le terze classificate delle pool E e F (una nel girone G e l’altra in quello H), nel caso la terza della pool E finisca nello stesso gruppo di 1E (di conseguenza 3F insieme a 1F), le seconde classificate di E e F verranno inserite automaticamente nel girone dove sono presenti le squadre non ancora affrontate, per es: Pool G (1E, 3E, 2F), Pool H (1F, 3F, 2E). Nell’altro caso, invece, si procederà al sorteggio normale tra le due seconde.