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Avete letto bene. No, non è una bufala, una fake news o un titolo clickbait per accaparrarsi qualche visualizzazione in più. Almeno formalmente, la notizia è vera: lo IK Junkeren, squadra norvegese di terza serie, ha davvero acquistato Lionel Messi. Non è, però, l’attaccante argentino e, in realtà, non si può nemmeno chiamare un caso di “omonimia”.

Daniel Are Knutsen, questo il suo vero nome, è un ragazzo di 16 anni talmente devoto al talento del Barcellona che ha deciso di cambiare nome, legalmente registrato all’anagrafe, adottando nome e cognome della Pulce. Chiamatelo pure fanatismo, ma il giovane calciatore, nonostante il nome altisonante, non intende creare paragoni: «Faccio del mio meglio per avvicinarmi al suo stile, ma probabilmente il mio talento  non è eccezionale quanto il suo», ha detto Daniel al magazine norvegese VG.

 

Il club, ovviamente, spera possa diventare un valido giocatore anche se Messi, quello vero, a 17 anni e tre mesi fece il suo debutto nella Liga e nella squadra dei “grandi” del Barcellona. Era il 2004 e Daniel aveva poco più di un anno. Per il momento sarà integrato nell’Under 16 e Runar Bo Eriksen, manager dell’IK Junkeren, ha scherzato sul suo acquisto: «Inizialmente eravamo interessati a Cristiano Ronaldo».

L’Inghilterra si è ripetuta. Le inglesi battono 3-0 la Norvegia e volano in semifinale al Mondiale femminile di Francia 2019.

Una vittoria secca chiusa già al primo tempo con le reti di Jill Scott, che ha sbloccato il match dopo soli 3 minuti, ed Ellen White al 40esimo. Ha chiuso poi il match Lucy Bronze al minuto 57.

La squadra del ct Phil Neville attende ora la vincente tra Francia – Stati Uniti che affronterà il prossimo 2 luglio.

Norvegia – Inghilterra 3-0

Partita in salita per le scandinave che subiscono la rete al primo vero affondo britannico dopo tre minuti. La centrocampista Scott devia con un destro secco un bel traversone di Bronze. Prima della ripresa il raddoppio della White su passaggio di Parris, e capitolo chiuso intorno all’ora di gioco con Bronze che, con un tiro dalla distanza, finalizza al meglio uno schema da calcio di punizione.

Le scandinave hanno provato a rifarsi sotto, con la centrale Houghton che salva sulla linea al 65esimo e il portiere Bardsley che al minuto 68 respinge un tiro pericoloso.

Le inglesi hanno sciupato anche un rigore per quello che sarebbe stato un risultato ancora più rotondo. Nikita Parris ha sciupato un rigore, parato da Hjelmseth.

L’Inghilterra continua il suo percorso e potrebbe essere una delle outsider che potrebbero continuare a stupire in questo Mondiale.

È il primo quarto di finale di questo bellissimo Mondiale femminile che tante emozioni sta regalando. Norvegia – Inghilterra sarà un bel match, tra due squadre che bene hanno fatto finora.

Tra le scandinave ci sarà Maria Thorisdottir che più di tutte sogna una vittoria e una rivincita contro quell’Inghilterra che ha battuto proprio le Gresshoppene al Campionato del Mondo del 2015 agli ottavi di finale.

Quel Mondiale ha segnato un po’ la storia del calcio femminile norvegese, in cui la federazione  ha toccato uno dei punti più bassi. Contrariamente all’Inghilterra che, in quel match vinto 2-1, ha ottenuto uno dei suoi successi più importanti (ha poi chiuso al terzo posto).

Di quella partita ha uno spiacevole ricordo la centrale Thorisdottir

Sono rimasta estremamente delusa da quella sconfitta. Ero più giovane ma è stato difficile rialzarsi!

In quel match l’attuale calciatrice del Chelsea è entrata all’inizio della ripresa, sostituendo la capitana Trine Ronning. Un vero e proprio boom, dato che le norvegesi passano in vantaggio grazie alla rete di Gulbrandsen.

Qualcosa poi si è inceppato con le inglesi che prima pareggiano con Steph Houghton e poi passano in vantaggio con Lucy Bronze.

Di quell’ottavo di finale sono sei le calciatrici che tuttora sono presenti a Francia2019 e la Thorisdottir è convinta che tutte abbiano voglia di vendicare quel ko.

Stiamo lavorando bene, anche in allenamento. Stiamo trovando un giusto equilibrio e la nostra forza è il gruppo. Il gioco è migliorato molto negli ultimi due anni, stavolta sono positiva.

 

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We can do it🇳🇴 #sterkeresammen #fifawwc

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Ci siamo, le migliori otto dei Mondiali femminili di Francia si sfidano nei quarti di finale che iniziano questa sera. Alle 21 allo Stade Oceane di Le Havre Norvegia e Inghilterra si contenderanno il primo posto valido per le semifinali iridate. Domani sarà la volta di Francia-Usa mentre sabato Italia Olanda e Germania Svezia chiuderanno il programma dei quarti.

La vigilia

Norvegia e Inghilterra si scontrano stasera con umori diversi. Le norvegesi, tra le favorite del torneo, hanno chiuso il gruppo A al secondo posto, dietro la padrona di casa Francia. Contro le transalpine è finora arrivata l’unica sconfitta del torneo (1-2). Agli ottavi la squadra allenata da Martin Sjogren ha eliminato l’Australia solo ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato dopo i tempi regolamentari e supplementari. La Norvegia, già campione del mondo nel 1995, si è presentata in Francia senza la sua giocatrice più forte e rappresentativa, Ada Hegerberg, probabilmente l’atleta oggi più forte al mondo. L’attaccante del Lione ha lasciato la Nazionale nel 2017 senza un motivo apparente, probabilmente in protesta verso le discriminazioni economiche e professionali che le calciatrici affrontano rispetto ai colleghi maschi.

L’Inghilterra è finora la grande sorpresa di Francia 2019. Arrivate con i riflettori spenti, senza grandi aspettative, le ragazze di Phil Neville (fratello di Gareth, coach degli uomini) hanno finora superato in scioltezza i vari ostacoli incontrati. Capolista a punteggio pieno del gruppo D contro Giappone, Argentina e Scozia le inglesi hanno poi abbattuto il Camerun a Valenciennes (3-0) negli ottavi di finale. Ora la sfida contro le norvegesi contro cui l’Inghilterra non si pone alcun limite e vuole continuare a stupire verso la strada che porta alle semifinali.

Probabili formazioni

Norvegia (4-4-2): Hjelmseth; Wold, Mjelde, Thorisdottir, Hegland-Minde; Saevik, Risa, Syrstad Engen, Reiten; Hansen, Herlovsen.

Inghilterra (4-3-3) : Bardsley; Bronze, Houghton, Bright, Greenwood; Walsh, Kirby, Scott; Parris, White, Duggan.

In tv

Dove vederla: diretta Sky/Rai Sport ore 21

 

Entrano nel vivo i Mondiali femminili con la prima sfida degli ottavi di finale. Sabato 22 giugno, ha aperto il programma del tabellone la sfida tra Germania e Nigeria, che ha visto a Grenoble il netto successo delle tedesche per -30 che dunque volano ai quarti di finale dove affronteranno la vincente di Svezia – Canada (in programma il 24 giugno). Alle ore 21 invece entusiasmante match tra Norvegia-Australia, decisa solamente ai calci di rigore a favore delle scandinave. Sam Kerr sbaglia dal dischetto.

GERMANIA-NIGERIA 3-0

20’ Popp, 27’ rig. Dabritz, 82’ Schuller

GERMANIA (4-4-2): Schult; Gwinn, Doorsoun, Hegering, Schweers (dal 46’ Simon); Huth, Leupolz (dal 46’ Buhl), Magull (dal 69’ Oberdorf), Dabritz; Popp, Schuller. Ct Voss-Tecklenburg

NIGERIA (4-4-2): Nnadozie; Okeke, Ebi, Nwabuoku (dal 46’ Ajibade), Ohale; Ordega, Ayinde, Okobi, Kanu (dall’84’ Ogebe); Ihezuo (dal 75’ Uchendu), Oparanozie. Ct Dennerby

La Nigeria comincia provando a tenere subito i ritmi alti, ma ben presto la tecnica superiore della Germania viene fuori e le tedesche prendono il controllo del gioco fin dalle prime battute. Al 19’, Popp calcia dal limite ma la sua conclusione viene deviata in angolo: sugli sviluppi del corner è proprio l’attaccante a svettare di testa e portare la Germania in vantaggio, con l’arbitro chiamato al VAR per valutare una posizione di fuorigioco ritenuta ininfluente. Pochi minuti e l’arbitro Yamashita è chiamato nuovamente al monitor per valutare un intervento scomposto della Nwabuoko su Magull: le immagini lasciano poco all’interpretazione e viene concesso il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Dabritz, che piazza bene il pallone e firma il raddoppio al 27’. La Nigeria ha una prima reazione nervosa ma che non produce frutti. Nel finale di primo tempo, Oparanozie rischia l’autorete su azione di calcio d’angolo ma il pallone termina a lato. In apertura di ripresa, l’attaccante nigeriana sfiora il gol, arrivando in leggero ritardo sulla bella assistenza di Ajibade a pochi passi dalla linea di porta. Al 58’ Gwinn può calciare da ottima posizione dopo una splendida azione, ma il suo tiro termina alto. Tanti gli errori della Nigeria nella trequarti avversaria, che aprono alle ripartenze della Germania, che comunque non ha mai perso il controllo della partita. Al 79’ avrebbe anche la chance di chiudere definitivamente la gara, quando Dabritz trova un buon corridoio centrale ma poi chiude troppo il sinistro in diagonale che finisce fuori. Tre minuti dopo, le tedesche calano il tris: un’incomprensione banale sul limite dell’area tra Ohala e Ayinde diventa un assist per Schuller, che fredda Nnadozie con tiro ad incrociare perfetto. Nessuna emozione nei minuti finali, con la squadra della c.t. Voss-Tecklenburg che si qualifica con merito per i quarti di finale; alle africane, sostenute dal pubblico di Grenoble, tanti applausi.

 

NORVEGIA-AUSTRALIA 1-1 (4-1 d.c.r.)

31′ Herlovsen (N), 83′ Kellond-Night (A)

NORVEGIA (4-4-2): Hjelmseth; Moe Wold (102′ Hansen), Mjelde, Thorisdottir, Minde; Saevik (72′ Maanum), Boe Risa, Engen, Reiten; Graham, Herlovsen (77′ Utland). Ct Sjogren

AUSTRALIA (4-3-3): Williams; Carpenter, Kennedy, Catley, Kellond-Knight (94′ Polkinghorne); Logarzo, Van Egmond (116′ Roestbakken), Yallop; Raso (74′ Gielnik), Kerr, Foord. Ct Milicic

Espulsa: Kennedy (A)

Nell’altro ottavo di finale di giornata la Norvegia supera l’Australia ai calci di rigore dopo un match all’insegna dell’equilibrio. Nei tempi regolamentari è 1-1: scandinave in vantaggio alla mezz’ora con Herlovsen e raggiunte da Kellond-Night a 7′ dalla fine. Nell’extra time le australiane restano in 10 per l’espulsione di Kennedy (104′), ma riescono a resistere sino ai calci di rigore. Dagli undici metri Norvegia glaciale con zero errori su cinque, mentre sono due gli errori per le ragazze di Milicic. La squadra del ct Sjogren affronterà ora la vincente di Camerun-Inghilterra.

 

Gli altri ottavi

Inghilterra – Camerun oggi alle 17:30

Francia – Brasile oggi alle 21:00

Spagna – Stati Uniti 24/6 alle 18:00

Svezia – Canada 24/6 alle 21:00

Italia – Cina 25/6 alle 18:00

Olanda – Giappone 25/6 alle 21:00

Primi gironi che si chiudono al Mondiale femminile in Francia. I Gruppi A e B, nelle partite di lunedì, hanno emesso i loro verdetti: le tedesche travolgono 4-0 il Sudafrica nel girone B e volano agli ottavi a punteggio pieno. Staccano il pass per la fase ad eliminazione diretta anche Cina e Spagna, qualificate dopo lo 0-0 nello scontro diretto. In serata vincono anche la Francia (1-0 alla Nigeria e 9 punti nel gruppo A) e la Norvegia, di rigore, contro la Corea del Sud.

GIRONE B: SUDAFRICA-GERMANIA 0-4

14′ Leupolz, 29′ Däbritz, 40′ Popp, 58′ Magull

La Germania chiude a punteggio pieno il proprio girone e vola, dunque, da prima classificata del girone B agli ottavi di finale. Prestazione super quella delle tedesche contro il Sudafrica: poker finale che costringe le avversarie a chiudere l’avventura Mondiale senza neanche un punto. È una distrazione della difesa sudafricana ad agevolare, dopo un quarto d’ora di gioco, il vantaggio della Leupolz, libera di insaccare di testa sul cross dalla bandierina. Un altro clamoroso errore lo compie poi, alla mezz’ora, il portiere che perde palla in uscita bassa e favorisce il raddoppio della Däbritz. Nel primo tempo c’è anche spazio per il tris siglato dalla Popp, sempre di testa, mentre il sigillo finale arriva nella ripresa, con la Magull rapace in area di rigore sulla corta respinta del palo. La Germania sale a 9 punti e accede al prossimo turno.

 

GIRONE B: CINA-SPAGNA 0-0

Si qualificano agli ottavi di finale anche Cina e Spagna, protagonisti di uno 0-0 che vale oro per entrambe. Il pari finale, infatti, trascina le due Nazionali a quota 4 punti: le iberiche passano da seconde, in virtù della migliore differenza reti, mentre le ragazze orientali possono festeggiare per essere tra le migliori terze, grazie a un margine sufficiente rispetto a la classifica prospettata nei gironi E e F. La partita non regala particolari emozioni. La Spagna gioca meglio e comanda il possesso di palla, rendendosi pericolosa in particolare in chiusura di primo tempo, ma né la Caldentey né la Torrecilla riescono a sbloccare nel punteggio. Nei secondi 45 minuti, invece, le due squadre capiscono che un punto a testa può andare più che bene e calano il ritmo, raggiungendo l’obiettivo.

Classifica girone B

GERMANIA: 9 punti (+6)
SPAGNA: 4 punti (+1)
CINA: 4 punti (0)
SUDAFRICA: 0 punti (-7)

 

GIRONE A: NIGERIA-FRANCIA 0-1

79′ Renard

Fa en plein nel proprio raggruppamento anche la Francia, padrona di casa del torneo. Le ragazze della Diacre mettono pressione alle avversarie già nei primi 45 minuti di gioco, ma le nigeriane fanno muro e non concedono nitide occasioni da gol, se non con il tentativo della Henry. La prima vera opportunità, tuttavia, arriva nella seconda frazione di gioco, quando la Majri sfiora il gol sugli sviluppi di un angolo. A un quarto d’ora dal termine arriva la svolta del match: la Ebere stende in area la Diani e concede calcio di rigore. Il fallo, ravvisato dall’arbitro con il Var, costa anche il secondo giallo e l’espulsione alla nigeriana. Dal dischetto si presenta Renard che si fa ipnotizzare dalla Nnadozie. Come già successo in Italia-Giamaica, però, il portiere parte con entrambi i piedi oltre la linea e il penalty viene, dunque, fatto ripetere. Al secondo tentativo, il capitano della Francia non sbaglia e regala il terzo successo. La Nigeria, nonostante il ko, ha possibilità di qualificarsi come terza del girone.

 

GIRONE A: COREA DEL SUD-NORVEGIA 1-2

5′ rig. Hansen (N), 51′ Herlovsen (N), 78′ Yeo (G)

Conquista la qualificazione, infine, anche la Norvegia. Anche in questo caso sono decisivi i tiri dagli 11 metri che permettono alla Nazionale, guidata dalla Sjogren, di battere la Corea del Sud e salire a 6 punti in classifica, al secondo posto nel girone A. È proprio un tiro dal dischetto, infatti, che porta i nordici in vantaggio. Kim intuisce, ma non basta a evitare la rete di Hansen. In avvio di ripresa, le norvegesi guadagnano un altro rigore. Questa volta se ne occupa la Herlovsen: il portiere riesce anche a toccare, ma fallisce di nuovo nel tentativo di neutralizzare. Sotto di due gol, le coreane si svegliano nel finale e dimezzano lo svantaggio con Yeo Min-Ji, ispirata da uno splendido colpo di tacco di Lee-Geum Min. Alla fine vince la Norvegia ed elimina la Corea.

Classifica girone A

FRANCIA: 9 punti (+6)
NORVEGIA: 6 punti (+3)
NIGERIA: 3 punti (-2)
COREA DEL SUD: 0 punti (-7)

 

Ingrid Hjelmseth e Oda Maria Bogstad si passano 16 anni di differenza. Una è il portiere della Nazionale norvegese e l’altra…lo stesso. Ingrid, 39 anni e autentica icona del calcio femminile in Norvegia, è stata la fonte d’ispirazione per Oda Maria, 23 anni e terzo portiere tra le 23 convocate ai Mondiali in Francia.

 

Cinque anni fa, quando si sono ritrovate a sfidarsi all’interno di una stessa partita, Bogstad pensava già di aver raggiunto il suo sogno, ma oggi si ritrovano ad allenarsi assieme, indossando l’importante casacca della Nazionale. Storia nella storia di una Coppa del Mondo che regala sorprese e mette in contatto emozioni ed esperienze di vita differenti. Da un lato ci si domanda cosa spinge Hjelmseth, un’ingegnere nel mondo “reale”, a trovare la forza a quasi 40 anni per continuare ad allenarsi, a scindere la sua vita in base a tanti impegni e tante trasferte; dall’altro lato c’è una giovane calciatrice, in rampa di lancio, che difficilmente giocherà un minuto di questo Mondiale francese, ma che spera un giorno di prendere il posto proprio di Ingrid.

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Ricordo ancora il giorno quando, da avversarie, ci siamo incontrate: giocavo per il Klepp e ricordo di aver pensato “Ok, ora giocherò contro il miglior portiere in Norvegia”. Avevo circa 17 anni e pensavo tra me e me “Voglio essere brava come lei”

Ingrid Hjelmseth gioca attualmente nel Vålerenga; dal 2003 è in Nazionale maggiore e ha all’attivo 134 presenze con la squadra scandinava. A livello di club ha vinto cinque campionati e sei coppe dei lega. Insomma, un punto di riferimento per continuità e abnegazione, due qualità che Bogstad ha sin da subito capito che vanno rispettate: «Ho subito notato quanto sia precisa in tutto, anche nei piccoli tecnicismi ed è stato questo che mi ha interessato a curare il mio ruolo nei minimi dettagli».

Attualmente è la terza scelta alle spalle della stessa Hjelmseth e di Cecilia Fiskestrand: Bogstad sa che deve rispettare le gerarchie, si è allenata duramente per questa convocazione e sa che deve farsi trovare pronta perché il ct può aver bisogno del suo aiuto da un momento all’altro. Ma la ragazza nata a Moi il 24 aprile del 1996, è anche convinta di una cosa:

Meriterò di essere titolare per quello che farò vedere in campo non perché dovrò sostituire un’infortunata

Va in archivio la sesta giornata del Mondiale femminile che si sta disputando in Francia con le padrone di casa che vincono 2-1 contro la Norvegia e staccano il pass per il turno successivo in virtù dei 6 punti fatti in due partite. Nello stesso girone A torna in corsa la Nigeria che vince 2-0 contro la Corea del Sud e si piazza a 3 punti. Nell’altra gara di giornata, nel pomeriggio, la Germania, nuovamente con un tirato 1-0, batte la Spagna e vola a 6 punti.

NIGERIA-COREA DEL SUD 2-0

Un gol per tempo basta alle africane per avere la meglio sulle avversarie. Alla mezz’ora Kim do-yeon sbaglia il rinvio ed infila la propria porta, regalando il vantaggio alla Nigeria, mentre nella ripresa Oshoala scarta l’estremo difensore avversario e segna da posizione defilata.

 

GERMANIA-SPAGNA 1-0

Partita tirata con le teutoniche che vincono grazie a un gol di Dabritz, aiutata da un clamoroso errore di Marta che non sente il suo arrivo alle spalle. Le iberiche giocano meglio ma non riescono mai ad impensierire il portiere avversario Schult, molto attenta sui palloni alti.

 

FRANCIA-NORVEGIA 2-1

La Francia sblocca il risultato dopo meno di un minuto dall’inizio della ripresa di gioco: Majri, lanciata in profondità sulla sinistra, crossa per Gauvin, che realizza il tap-in. Ma il vantaggio dura poco, perché dopo appena otto minuti Renard sbaglia porta e realizza un autogol beffardo che vale il pareggio della Norvegia. Al 72′ le transalpine tornano in vantaggio con la rete su rigore di Le Sommer.

 

Nel secondo giorno di Mondiale sono andate in scena tre partite e a fare la voce grossa sono state Germania, Spagna e Norvegia che hanno vinto rispettivamente contro Cina, Sudafrica e Nigeria.

Sicuramente sorprendente è stato il successo delle scandinave per 3-0 contro le africane nonostante l’assenza della campionessa e Pallone d’oro 2018, Ada Hegerberg.


I tre punti per le ragazze guidare dal ct svedese Martin Sjorgen hanno praticamente chiuso il match al termine dei primi 45 minuti grazie alle reti di Reiten, Utland e all’autogol del difensore Ohale.

La Norvegia raggiunge la Francia al primo posto nel gruppo A a tre punti. Le transalpine sono avanti nella differenza reti grazie al 4-0 contro la Corea del Sud.

Nel primo pomeriggio sono arrivati i primi tre punti anche per la Germania nel gruppo B contro le cinesi. Partita giocata abbastanza alla pari, solamente il gol siglato da Giulia Gwinn al 66esimo minuto ha rotto l’equilibrio in favore delle tedesche. Successo tutto sommato meritato data la maggiore percentuale di possesso (58%) e di tiri nello specchio (16-5) della porta difesa dalla cinese Peng Shimeng.

Nel primo match del girone B si sono affrontate Spagna – Sudafrica. Per le iberiche c’è stato lo spavento iniziale dovuto dal gol realizzato da Thembi Kgatlana al 25esimo che aveva fatto ben sperare alle africane. Poi la squadra guidata da Jorge Vilda ha preso in mano la gara trovando, però, il gol del pareggio su rigore solamente al 70esimo minuto grazie all’attaccante dell’Atletico Madrid, Jenni Hermoso.  Sempre dal dischetto la numero 10 si è ripetuta all’83esimo. Lucía García, infine, ha realizzato il gol della sicurezza al 89° minuto.

Ci siamo! Finalmente oggi si alza il sipario del Mondiale di calcio femminile 2019. Un evento sportivo sentito in cui si sfideranno tante nazionali forti ricche di campionesse.

Una fuoriclasse, però, ha deciso di rinunciare alla chiamata della propria squadra con delle non poche polemiche.

Non si tratta di una calciatrice qualunque: è Ada Hegerberg, attaccante norvegese del Lione, vincitrice del primo Pallone d’oro femminile nel 2018 e della Champions League.

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Il sorriso di Ada Hegerberg con il suo Pallone d’oro

In realtà la campionessa ha deciso di allontanarsi dalla federazione norvegese  NFF già nel 2017, rifiutando varie  convocazioni. Ovviamente il no per il Mondiale ha fatto molto più scalpore.

Il motivo di questa rinuncia è legato alla netta differenza di condizioni e di opportunità tra uomini e donne in Norvegia. Molte calciatrici trovano difficoltà a inserirsi nel mondo del calcio e non vengono offerte le stesse opportunità che, invece, ci sono tra i maschi.

Anche se negli ultimi tempi dei grandi miglioramenti ci sono stati, per la Hegerberg è ancora poco . Esiste ancora un divario abissale dal punto di vista organizzativo oltre che economico.

A commentare questa decisione anche l’ex calciatrice azzurra Melania Gabbiadini, in una lunga intervista.
La lotta contro la NFF e la 23enne attaccante è iniziata già da diverso tempo e, finora, la federazione non è mai scesa a compromessi con la calciatrice scandinava, scalzando molte sue richieste.

In molti Paesi, tra cui anche l’Italia, da sempre le donne lottano per ottenere quelle attenzioni che meritano. Un’attenzione che significa diritti: diritto di essere ascoltate, diritto di poter giocare liberamente, diritto di avere le giuste attrezzature oltre a un equo compenso.

L’attaccante in un’intervista

La norvegese è una delle più pagate al mondo, con uno stipendio di circa 400mila euro all’anno. Secondo uno studio, nel 2017 la media della paghe nel campionato francese era di 42mila euro, nonostante la presenza di calciatrici famose. Inoltre sotto i campionati meno famosi c’è ancora lo status del “non professionistico” come nelle giovanili o nei club più piccoli, in cui le calciatrice pur di giocare si autofinanziano.

In molti casi, inoltre, ci sono ancora atteggiamenti sessisti contro le calciatrici, situazioni spiacevoli che anche in un evento ufficiale qual è stato la consegna del Pallone d’oro Ada Hegerberg è stata protagonista.