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L’esperimento è riuscito. La fumata bianca definitiva sulla Nations League è arrivata dopo l’ultima giornata di calendario. Risultati in bilico, verdetti in rapido cambiamento, nessuna voglia di sfigurare. E così il nuovo torneo varato dall’Uefa, in attesa dell’atto finale nella prossima estate, ha soddisfatto le aspettative. Al posto di noiose quanto inutili amichevoli tra squadre di rango diverso, abbiamo un trofeo in palio con gironi equilibrati e super sfide tra grandi d’Europa. Ecco tutti i risultati definitivi.

Lega A

Accedono alle final four: Svizzera, Portogallo, Inghilterra, Olanda.

Retrocedono in Lega B: Islanda, Polonia, Croazia, Germania

La retrocessione della Germania e dei vicecampioni del mondo croati, lo stallo di Spagna e Italia, la rinascita dell’Olanda. La Lega A ridisegna parzialmente le gerarchie del calcio europeo. Conferma i progressi messi in mostra dall’Inghilterra durante Russia 2018. Boccia i tedeschi, mettendo fine per il momento alla celebre massima di Gary Lineker secondo cui alla fine vincono sempre loro. Tutto il podio degli ultimi Mondiali è fuori dalle final four, colpisce il crollo del Belgio. La fase finale si disputerà in Portogallo, (Porto e Guimarães), dal 5 al 9 giugno. Il sorteggio si svolgerà il 3 dicembre a Dublino.

Lega B

Promosse in Lega A: Danimarca, Bosnia, Svezia, Ucraina

Retrocedono in Lega C: Turchia, Eire, Irlanda del Nord, Slovacchia

Lo spareggio Svezia Russia, decisivo per l’accesso in Lega A, va agli scandinavi con Lindeloef e Berg. Russi rimandati a un altro anno in Lega B. Semaforo verde anche per la Bosnia di Pjanic e Dzeko così come per i danesi di Eriksen. Bene anche l’Ucraina di Schevchenko in panchina. Bocciate le due Irlande, la Turchia di Under e Chalanoglu e la Slovacchia di Hamsik.

Lega C

Promosse in Lega B: Serbia, Norvegia, Scozia, Finlandia

Retrocedono in Lega D: Lituania, Slovenia, Cipro, Estonia

Una tripletta di Forrest regala il successo promozione alla Scozia nel match spareggio con Israele. Avanti anche la Serbia di Ljajic e Mitrovic a scapito della Romania. Panucci ringrazia Cipro che salva la sua Albania dalla retrocessione. Vanno giù i ciprioti come peggiori terzi.

Lega D

Promosse in Lega C: Macedonia, Kosovo, Bielorussia, Georgia

Qui la notizia è il super girone vinto dal Kosovo, che nell’ultimo match demolisce 4-0 le ultime speranze di promozione dell’Azerbaigian. Segnali positivi anche dalla Macedonia di Pandev e Nestorovski.

Stessa squadra, stesso posto, stesso score. Mutuando gli 883 (Max Pezzali, 51 anni mercoledì, auguri), gli anni della Nazionale trascorrono, a prima vista, in modo uguale. Come il 13 novembre 2017, gli Azzurri impattano 0-0 a San Siro, questa volta con il Portogallo, e vengono eliminati. La competizione, però, è la Uefa Nations League e non una partecipazione mondiale. Fa meno male, anche perché qualcosa, risultato a parte, si muove.

Cosa va – Dopo lo sciagurato 0-0 contro la Svezia, l’Italia ha cambiato volto. In panchina c’è Roberto Mancini, che sta tentando l’ardua impresa di dare un’idea di gioco diversa alla sua squadra. Possesso palla, aggressività, stretta rete di passaggi, intensità. Un modello che si ispira a Guardiola e Sarri, lontano anni luce dal metodo tutto italiano difesa e ripartenza (ovvero il contropiede 2.0). In otto partite l’ex bandiera della Sampdoria ha convocato 54 giocatori. Via i senatori o aspiranti tali (Buffon, Barzagli, De Rossi, Candreva, Eder, Parolo). Spazio a tanti esordienti (gli ultimi, in ordine di tempo, Tonali, Grifo, Sensi, Mancini Gianluca e Kean). L’ossatura di base del Mancio sta trovando una quadra più o meno stabile. Donnarumma in porta. Bonucci, Chiellini (Romagnoli) Florenzi e Biraghi dietro. Barella, Jorginho, Verratti (Cristante, Pellegrini, Bonaventura). Insigne, Bernardeschi, Immobile (Chiesa, Verdi). Il gioco c’è, lo dimostrano il 70% di possesso palla contro il Portogallo e i 15 tiri (di cui solo 3 in porta) a 9. Il neo è la fase realizzativa.


Cosa non va – La Nazionale gioca molto il pallone, aggredisce il portatore avversario non appena perde la sfera, ma segna poco. E non crea molto, vista la mole di gioco prodotta. Nelle 8 partite di Mancini in panchina, gli Azzurri hanno fatto solo 7 gol con 7 marcatori diversi, solo una volta più di 1 (nel 2-1 in amichevole contro l’Arabia Saudita all’esordio). Le ultime reti sono state un centro allo scadere di Biraghi, un tiro deviato di Bernardeschi e un rigore di Jorginho. Gli attaccanti latitano: un gol a testa per Balotelli, Belotti, Zaza e Bernardeschi. Il ct non ha ancora trovato il suo bomber, Immobile è a secco, Balotelli non è affidabile (non è una novità), Belotti e Zaza non stanno attraversando un grande momento. Lo stesso Insigne, micidiale nel Napoli di Ancelotti, non trova la porta. Così Mancini sta rimescolando le carte, cercando il punto giusto con i vari Berardi, Giovinco, Lasagna, Pavoletti, Cutrone, Kean, Pellegri. Nel frattempo siamo arrivati secondi su tre in un girone non impossibile, perdendo una buona occasione di rivincita nella Nations League dopo il mancato accesso ai Mondiali.

Nulla di preoccupante, il 2 dicembre ci sarà il sorteggio dei gironi di qualificazione a Euro 2020. Il vero obiettivo della Nazionale di Mancini. La strada imboccata sembra buona, ma manca il gol. E non è poco.

Qui dove c’è una partita di calcio, prima c’era una battaglia militare, una rivalità storica, un’antipatia secolare. Francia Germania è tutto fuorché un semplice match tra due Nazionali. La gara è in programma questa sera alle 20.45 allo Stade de France di Saint Denis. E’ la terza giornata del gruppo 1 della fascia A di Nations League, in cui l’Olanda riposa in questo turno. I tedeschi rischiano una clamorosa retrocessione dopo la pesante sconfitta per 0-3 ad Amsterdam sabato scorso. Al momento sono ultimi in classifica a quota 1 punto e a Berlino c’è addirittura chi parla di una panchina a rischio per il tecnico Joachim Löw. I campioni del mondo del neo 50enne Didier Deschamps sono primi a 4 punti, reduci da un rocambolesco pareggio in amichevole per 2-2 contro l’Islanda (all’86’ i vichinghi erano avanti 2-0). Il match di andata a Monaco di Baviera era terminato 0-0.

La prima pagina dell’Equipe

La notte di Siviglia – Il precedente più famoso è la semifinale del Mondiale di Spagna ’82. L’8 luglio, allo stadio Ramon Sánchez Pizjuán di Siviglia, la gara termina 3-3 alla fine dei tempi supplementari. Ai rigori prevalgono i tedeschi 5-4 che approdano in finale, poi persa, contro l’Italia. Nella Germania Ovest (il Muro era ancora saldamente in piedi) ci sono, tra gli altri, Breitner, Briegel, Magath, Littbarski, Rummenigge, Hansi Müller, Stielike e il portiere Schumacher. Di fronte, tra i galletti francesi, troviamo il “quadrato magico” che avrebbe portato Les Bleus al titolo europeo nel 1984. Bernard Genghini del Sochaux, Jean Tigana e Alain Giresse del Bordeaux, Michel Platini del Saint-Etienne ma in procinto di giocare nella Juventus la stagione successiva. La partita, finita 1-1 al 90’, è ricordata per la clamorosa rimonta della Germania ai supplementari dopo il break francese con Tresor e Giresse (1-3 al 98’, poi 3-3 al 120’).

La semifinale di Spagna ’82

Ma la semifinale è passata alla storia soprattutto per il terribile scontro di gioco tra il portiere tedesco Schumacher e il terzino francese Battiston. Quest’ultimo, entrato al 50’, viene travolto pochi minuti dopo dall’uscita killer dell’estremo difensore avversario. Battiston aveva anticipato Schumacher dopo essere stato imbeccato da un lancio di Platini. Il francese perde tre denti, resta a terra incosciente per un paio di minuti ed entra in coma. Si risveglierà qualche giorno dopo. Schumacher invece viene molto criticato per il suo atteggiamento apparentemente disinteressato alle sorti del collega. L’arbitro olandese Corver giudica fortuito l’incidente e non ritiene di fischiare alcun fallo. Il gioco riprenderà con una rimessa dal fondo per la Germania.

La sera del Bataclan – La sera del 13 novembre 2015 Parigi viene colpita da una serie di attacchi terroristici ad opera dell’Isis con 137 vittime e oltre 300 feriti. E’ l’azione militare più grave in Francia dalla fine della II guerra mondiale. L’episodio più sanguinoso si verifica al teatro Bataclan durante il concerto degli Eagles of Death Metal con 90 persone uccise. Uno degli attacchi dei terroristi si verifica nella zona dello Stade de France, a Saint Denis, dove in quel momento si sta svolgendo l’amichevole tra Francia e Germania. A causa delle tre esplosioni ci sono tre morti. L’azione terroristica inizia alle 21.25, quando la partita è al 20’ del primo tempo. All’interno dello stadio, con circa 80mila spettatori, c’è anche il presidente francese Francoise Hollande.

I tifosi in campo alla fine del match

Le esplosioni vengono nitidamente percepite all’interno dell’impianto di gioco, ma la partita prosegue per motivi di sicurezza (vincerà la Francia per 2-0). Qualcuno nello stadio scambia le bombe per petardi, gli allenatori Deschamps e Löw, vengono avvisati di quanto sta accadendo ma non comunicano nulla ai loro giocatori fino alla fine del match. Hollande lascia lo stadio solo a mezzanotte, quando vengono fatti evacuare anche i tifosi che lasciano Saint Denis cantando la Marsigliese. La Francia abbandonerà lo stadio solo a notte fonda per motivi di sicurezza.

La Spagna a un punto dal primo posto di fatto, l’Inghilterra per non retrocedere in Lega B. Il match di questa sera al Benito Villamarin di Siviglia è uno spareggio per le Nazionali che compongono, assieme alla Croazia, il gruppo 4 della Lega A di Nations League. Le Furie Rosse, rigenerate dalla cura Luis Enrique, possono chiudere i conti dopo la vittoria nella gara d’andata (2-1) e lo show per 6-0 contro i vicecampioni del mondo croati. I Tre Leoni sono fermi a un punto ottenuto dopo lo 0-0 di Rijeka di sabato scorso.

E’ tutta un’altra Spagna rispetto all’estate russa, con il caos Lopetegui, l’arrivo lampo di Hierro e la eliminazione ai rigori contro i padroni di casa al Luzhniki di Mosca. Luis Enrique ha ridato ordine alla squadra, restituendole quei principi di gioco cari agli iberici. Possesso palla, gioco orizzontale e predominio territoriale. Con “Lucho” finora 3 vittorie su 3, 12 gol fatti e 2 subiti. Lì dove c’erano Xavi e Iniesta, ora ci sono Busquet e Thiago Alcantara. Caratteristiche diverse, classe un po’ inferiore, ma più equilibrio e polmoni. Davanti poi la qualità abbonda: Saul Niguez, Isco (out per infortunio), Asensio, Paco Alcacer (in un momento d’oro al Borussia Dortmund), Rodrigo, Iago Aspas. Senza dimenticare Suso e Morata, che farebbero le fortune di qualsiasi altra Nazionale come titolari inamovibili. La Spagna non perde un match nei 90 minuti dall’ottavo di finale contro l’Italia a Euro 2016. Basterà anche un pareggio per assicurarsi il passo praticamente certo alla fase successiva.

La prima pagina di As

Momento diametralmente opposto contro l’Inghilterra. Il bel Mondiale, culminato con il quarto posto, sembra giù lontano. Harry Kane non segna più, è all’asciutto da sei gare in Nazionale. Diversi gli assenti, tra squalificati e infortunati: Henderson, Stones, Dele Alli, Lingard, Rose, Welbeck e Shaw. Proprio quest’ultimo è stato sfortunato protagonista di un brutto infortunio durante la gara d’andata. Il ct Southgate ha un solo risultato a disposizione, visto che la sua squadra ha un punto in classifica al cospetto di una Spagna a punteggio pieno. In caso di ko, la lotta sarebbe con la Croazia per evitare la retrocessione in Lega B. In attacco, oltre al capitano del Tottenham, ci saranno Sterling e Rashford.

Non penso che il mio livello si sia abbassato. E ‘ stato difficile non aver riposato molto dopo la Coppa del Mondo, ma penso di essermi comportato bene, sono rimasto in forma e sono rimasto in salute 

Harry Kane

Harry Kane dopo un gol

Olanda Germania non sarà mai una partita come le altre. Per il blasone delle due squadre, per la storia che le accompagna, per la rivalità nata dopo il 1974. Il match in programma stasera alle 20.45 alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam, per il gruppo 1 della League A, dirà qualcosa in più su due Nazionali che vivono un periodo opaco.

Gli orange sono in piena crisi dal 2014, dalla loro ultima partecipazione a una grande competizione (Coppa del Mondo in Brasile). Da lì solo delusioni, con le assenze agli Europei 2016 e Russia 2018. La Federazione si affida all’esperienza di Ronald Koeman in panchina, bandiera del calcio olandese e allenatore con un passato, tra le altre, al Feyenoord, Southampton ed Everton. Lontani dai fasti del calcio totale, i tulipani sono un gruppo di buoni giocatori (Cilessen in porta, Van Dijk De Vrij in difesa, Strootman, Wijnaldum e Depay a centrocampo, Babel davanti) a cui manca la stella per il salto di qualità. L’Olanda è ultima in classifica a 0 punti dopo la sconfitta per 1-2 in Francia.

Il ct dell’Olanda, “Rambo” Ronald Koeman

La Germania del confermato Joachim Löw è chiamata a risalire la china dopo la delusione mondiale. L’ultimo posto nel girone con Svezia, Messico e Corea del Sud brucia ancora. I tedeschi ripartono da Leroy Sanè, non convocato in Russia, e dalla voglia di riscatto dei senatori come Neuer, Boateng, Hummels, Kroos e Thomas Müller. In panchina lo juventino Emre Can. I quattro volte campioni del mondo sono secondi in classifica (1 punto) dietro la Francia prima a 4 punti.

La gara di questa sera ad Amsterdam è sicuramente in tono minore rispetto alle grandi classiche del passato. La finale di Germania ’74 in primis, quando i padroni di casa infransero i sogni di gloria dell’Olanda totale di Johan Cruijff. O il quarto di finale di Italia ’90 passato alla storia per lo sputo di Rijkaard a Völler.

A Trnava, alle 15, va in scena il derby tra Slovacchia e Repubblica Ceca, una partita che va oltre il mero significato sportivo. E’ un vero e proprio spareggio tra due squadre ferme a 0 punti nel gruppo 1 della League B dominato dall’Ucraina a punteggio pieno a 6 punti. Fino al 1993 sarebbe stata una partita con una sola Nazionale, la Cecoslovacchia, campione ad Euro ’76, poi scioltasi dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

La Cecoslovacchia campione d’Europa nel 1976

La Repubblica Ceca arriva con un nuovo allenatore, Jaroslav Šilhavý, designato dopo l’esonero di Karel Jarolim all’indomani della pesante sconfitta per 1-5 contro la Russia in amichevole a settembre. I cechi si affidano agli “italiani” Jankto, Barak e Schick, quest’ultimo chiamato a ritrovarsi dopo il boom nella Sampdoria e l’andamento deludente a Roma.

Nella Slovacchia del ct Jan Kozak, i sempreterni Hamsik e Kucka proveranno ad accorciare le distanze dall’Ucraina capolista, per avere ancora la speranza di un passaggio del turno.