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Samuel Kari Fridjonsson è nato il 22 febbraio 1996 nel Reykjanesbaer. E’ la municipalità di Keflavik, la squadra con la quale ha esordito a soli 17 anni. Due presenze con la prima squadra e il ruolo da titolare nell’U17 islandese gli sono valsi l’ingaggio da parte del Reading. I tre anni passati nelle giovanili della squadra inglese non gli sono bastati per guadagnarsi la riconferma ed è così approdato ai norvegesi del Vålerenga.

Nato come difensore e dotato di una buona visione di gioco, da alcune stagioni gioca da mediano. Il precoce trasferimento in Inghilterra e le numerose presenze in tutte le under islandesi (11 con l’U17, 20 con l’U19, 8 con l’U21) hanno creato molte aspettative su di lui. Finora non ha spiccato il volo, ma la partecipazione ai mondiali di Russia può essere il trampolino per la sua carriera. La giovane età e una valutazione risicata l’ha già fatto finire su qualche taccuino. Secondo convocato più giovane dopo Albert Guðmundsson, la sua è un’altra delle sorprese messe da coach Hallgrímsson nella lista per Russia 2018.

LA CARRIERA DI SAMUEL KARI FRIDJONSSON NEI CLUB

2012–2013: Keflavík 2 (0)
2013–2016: Reading 0 (0)
2016–: Vålerenga 27 (3)

LA CARRIERA DI SAMUEL KARI FRIDJONSSON IN NAZIONALE

Presenze: 3
Esordio: il 14 gennaio 2018 al Gelora Bung Karno Stadium di Jakarta (Indonesia) in Indonesia – Islanda 1:4

CURIOSITÀ

Acquistato dal Reading nel corso della stagione 2013, ha atteso di terminare il campionato con il Keflavik prima del trasferimento. Al Reading è arrivato insieme al connazionale Tómas Ingi Urbancic (prelevato dalle giovanili del Vikingur Reykjavik) e furono accolti entrambi con grandi speranze. Nel 2005 avevo fatto lo stesso percorso un certo Gylfi Sigurðsson che, con i The Royals, ha trascorso quattro stagioni nelle giovanili e una fra i pro.

La mancata conferma di Samuel Kari alla scadenza del suo contratto è suonata come una bocciatura, ma di lui si dice un gran bene tanto che Heimir Hallgrímsson l’ha scelto per iniziare a costruire l’Islanda di domani.

Per la cronaca, a Tómas Ingi Urbancic è andata peggio. Anche lui bocciato dal Reading è tornato in patria, faticando anche lì a trovare spazio. Dal Vikingur è passato all’HK, prima di approdare al Thróttur Vogar a metà della scorsa stagione. Con gli arancioni ha conquistato la promozione in 2.deild ritagliandosi uno spazio da titolare.

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Björn Bergmann Sigurðarson è nato ad Akranes il 26 febbraio 1991. Dopo la sfortunata esperienza iniziale con il club della sua città natale, culminata con una retrocessione, si trasferisce in Norvegia, al Lillestrøm, dove viene colpito da una serie incredibile di infortuni. Ripresosi, riesce a passare agli inglesi del Wolverhampton, che però lo cedono in prestito a Molde e Copenaghen. Attualmente milita nel campionato russo con la maglia del Rostov. Convocato in nazionale per la prima volta nel 2011, non è stato più convocato nei successivi cinque anni, tanto che ad oggi conta appena 11 presenze. Inoltre, è tra i pochi giocatori del gruppo a non aver partecipato a Euro 2016.

La carriera di Björn Sigurdarson nei club

2007-2008: ÍA, 30 (6)
2009-2012: Lillestrøm, 70 (17)
2012-2016: Wolverhampton Wanderers, 69 (7)
2014: Molde [prestito], 15 (3)
2015: Copeenaghen [prestito], 14 (1)
2016-2017: Molde, 38 (20)
2018-oggi: Rostov

La carriera di Björn Sigurdarson in nazionale

Presenze: 11
Debutto: 6 settembre 2011 contro Cipro, a Reykjavík, in una gara di qualificazione a Euro 2012. Vittoria Islanda per 1-0. Non convocato per cinque anni. Partita successiva giocata il 6 ottobre 2016 (Islanda-Finlandia 3-2).

Gol:
1) 24 marzo 2017, Scutari (Stadiumi Loro Boriçi, campo neutro), contro il Kosovo, un gol. Vittoria Islanda per 2-1.

Curiosità

A essere onesti, la carriera di Björn Sigurdarson è piuttosto anonima, ma c’è comunque un dato della sua vita privata che merita attenzione. Infatti, Björn ha tre fratellastri: Bjarni Guðjónsson, Þórður Guðjónsson e Joey Guðjónsson, tutti e tre ex giocatori. Joey, in particolare, ha giocato anche lui nel Wolverhampton.

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Ragnar Sigurdsson è nato il 19 giugno 1986 a Reykjavik. I media gli riservano poche attenzioni, ma è una delle colonne portanti dell’Islanda dei miracoli. In Russia sarà uno dei giocatori con la militanza più lunga in nazionale, il settimo nella classifica di tutti i tempi. Ha vinto coppe e campionati in Danimarca e Svezia, prima di approdare nel campionato russo.
Difensore granitico dotato di una buona tecnica, avrebbe meritato una carriera in campionati di prima fascia. In nazionale ha segnato due goal pesantissimi che hanno segnato la storia del calcio islandese: suo il primo goal contro l’Inghilterra agli ottavi di Euro 2016, suo il terzo goal al 96′ nel 3-2 di Islanda – Finlandia, passaggio fondamentale per la qualificazione ai Mondiali.

LA CARRIERA DI RAGNAR SIGURDSSON NEI CLUB

2004-2006: Fylkir Reykjavík 38 (2)
2007-2011: IFK Göteborg 132 (11)
2011-2014: FC Copenhague 76 (4)
2014-2016: FK Krasnodar 114 (6)
2016: Fulham 18 (1)
2017-2018 → (prestito) Rubin Kazan 18 (0)
2018- → (prestito) FK Rostov 9 (0)

LA CARRIERA DI RAGNAR SIGURDSSON IN NAZIONALE

Presenze: 76
Goal: 3

Debutto: 22 agosto 2007, a Reykjavik, nell’amichevole fra Islanda e Canada terminata 1-1

CURIOSITÀ

Gli ottavi agli Europei di Francia contro l’Inghilterra hanno rappresentato il momento più alto della sua carriera. Oltre il suo goal, la sua prestazione era stata monumentale anche in fase difensiva. Ancora oggi abbiamo negli occhi l’intervento prodigioso con cui ha sradicato il pallone dai piedi di Jamie Vardy lanciato a rete.

Molti meno ricordano il suo goal contro la Finlandia nel pazzo 3-2 delle qualificazioni mondiali. Era una delle prime partite sulla strada di Russia 2018. Al 90′ l’Islanda era sotto per 1-2 e una sconfitta casalinga, in un girone competitivo, contro una delle squadre meno accreditate, avrebbe minato qualsiasi sogno di gloria. Il pareggio di Alfred Finnbogason al 91′ e soprattutto il suo colpo gobbo (ancora oggi dobbiamo capire con cosa abbia colpito la palla) al 95′, sono stati la chiave di volta di questo miracolo sportivo. Per chi soffre e gioisce per l’Islanda anche quando non attira le attenzioni del mainstream, è una piccola perla da custodire gelosamente in memoria.

Esiste un’altra curiosità e la trovate su Freezeland.it

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Arnór Ingvi Traustason è nato a Keflavík il 30 aprile 1993. Dopo l’esordio nella squadra della sua città, si trasferisce al Sandnes Ulf in prestito, ma è con gli svedesi del Norrköping che si afferma definitivamente. Quella in Svezia resta ancora oggi la sua esperienza migliore e l’Allsvenskan sembra essere la sua dimensione ideale, viste le poche fortunate avventure in Austria e in Grecia. Dall’inizio del 2018 è tornato in Scandinavia, al Malmö, dove sta vivendo con la sua squadra un periodo molto difficile. Dal 2009 nel giro delle nazionali giovanili, il centrocampista che all’occorrenza può giocare da ala nella nazionale maggiore conta solo 18 presenze, condite però da gol pesantissimi.

La carriera di Arnór Traustason nei club

2010-2013: Keflavík, 52 (10)
2012: Sandnes Ulf [prestito], 10 (0)
2014-2016: Norrköping, 56 (12)
2016-2017: Rapid Vienna, 22 (3)
2017: AEK Atene [prestito], 3 (0)
2018-oggi: Malmö

La carriera di Arnór Traustason in nazionale

Presenze: 18
Debutto: 13 novembre 2015 contro la Polonia, a Varsavia, in amichevole. Vittoria Polonia per 4-2.

Gol:
1) 13 gennaio 2016, Abu Dhabi (Zayed Sports City Stadium), contro la Finlandia, un gol. Vittoria Islanda per 1-0.
2) 24 marzo 2016, Herning (MCH Arena), contro la Danimarca, un gol. Vittoria Danimarca per 2-1.
3) 29 marzo 2016, Il Pireo (Stadio Geōrgios Karaiskakīs), contro la Grecia, un gol. Vittoria Islanda per 3-2.
4) 22 giugno 2016, Saint-Denis (Stade de France), contro l’Austria, un gol. Vittoria Islanda per 2-1.
5) 15 novembre 2016, Ta’ Qali (Ta’ Qali Stadium Nazzjonali), contro Malta, un gol. Vittoria Islanda per 2-0.

Curiosità

Nonostante ad uno sguardo superficiale la carriera di Arnór Traustason possa sembrare non un granché, il numero 21 della nazionale del ct Hallgrímsson si è già tolto delle belle soddisfazioni. Nel 2013 è stato votato come giocatore più promettente del campionato islandese (maschile), mentre nel 2015 riuscì a trascinare il suo Norrköping verso un inaspettato e clamoroso primo posto in campionato. Tra l’altro, è proprio lì in Östergötland che Traustason ha vinto il suo unico trofeo.

Tuttavia, il suo nome è legato inevitabilmente al momento emotivamente più trascinante della spedizione islandese a Euro 2016. Qualcuno ricorda l’esultanza folle, fino a perdere letteralmente la voce, che portò il nome di Gummi Ben alla ribalta mondiale? Forse lo ricordiamo tutti. Un momento bellissimo, il 2-1 all’Austria all’ultimo minuto di gioco permise all’Islanda di continuare il suo percorso, che poi avrebbe avuto una nuova apoteosi con la clamorosa eliminazione dell’Inghilterra. Ecco, se oggi tutto il mondo conosce quel “pazzo” di Gummi Ben, il merito è di Traustason, a cui va un affettuoso ringraziamento da parte di tutti noi!

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Sverrir Ingi Ingason è nato a Kópavogur il 5 agosto del 1993. Difensore centrale, muove i suoi primi passi calcistici nella squadra della sua città, quel Breiðablik con cui conquista anche una Coppa di Lega Islandese. Ben 60 le presenze complessive (contando le Coppe) con i verdi, le cui prestazioni lo portano, appena 20enne, a giocare all’estero. Norvegia, Belgio, Spagna e adesso Russia le sue tappe: a nemmeno 25 anni, Ingason è già un giramondo del pallone. L’esperienza che ha maturato in giro per il mondo calcistico gli è servita per affermarsi anche all’attenzione del ct della Nazionale. Ricordiamoci che la coppia centrale Arnason-Sigurdsson non è più di primo pelo, per cui molto probabilmente Ingason diventerà titolare fisso nel prossimo futuro.

LA CARRIERA DI SVERRIR INGI INGASON NEI CLUB

2011-2013: Breiðablik, 42 (2)
2011: Augnablik (prestito), 4 (1)
2014: Viking, 29 (3)
2015-2016: Lokeren, 67 (1)
2017: Granada, 17 (1)
2017- Rostov, 28 (3)

LA CARRIERA DI SVERRIR INGI INGASON IN NAZIONALE

Presenze: 18
Gol: 3

Debutto in Nazionale: 21 gennaio 2014, contro la Svezia in amichevole (si giocò ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti). Vittoria Svezia 2-0.

CURIOSITÀ

Nonostante la giovane età ha già giocato, come abbiamo detto, in quattro Paesi stranieri. Peraltro, nel suo periodo di militanza al Viking (in Norvegia), condivise quell’esperienza con altri quattro giocatori islandesi:  Indriði Sigurðsson, Jón Daði Böðvarsson, Steinþór Freyr Þorsteinsson e Björn Daníel Sverrisson. Difensore centrale molto solido, vanta anche una buona confidenza con la rete. Basti pensare che la sua media in Nazionale è ottima, quasi paragonabile a quella di un attaccante: un gol ogni sei partite, tutti segnati nel 2016. Curiosamente, ha segnato più reti di Böðvarsson (attaccante e con il doppio delle presenze di Ingason) con la maglia della selezione islandese. Come tanti suoi colleghi, c’era già a Euro 2016.

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Hólmar Örn Eyjólfsson è nato a Sauðárkrókur il 6 agosto 1990. Cresce in una famiglia di sportivi, e già durante l’infanzia ha alcune esperienze con il Tindastóll e l’HK, club col quale esordirà tra i “grandi” nel 2007. Dopo un provino sfortunato col Bayern Monaco, nel 2008 firma con il West Ham, ma il club inglese non gli farà giocare nemmeno un singolo minuto. Nel 2011, dopo tre anni passati in prestito qui e lì, approda comunque in Germania, dove col Bochum conquisterà una promozione in massima serie e riceverà anche la chiamata della nazionale maggiore. Nel 2014 arriva a Trondheim, dove con la maglia del Rosenborg dominerà in lungo e in largo il calcio norvegese. Dopo un passaggio nel 2017 in Israele con il Maccabi Haifa, attualmente milita nel Levski Sofia. Con appena 9 presenze, è uno dei giocatori meno utilizzati in assoluto tra i convocati di Hallgrímsson.

La carriera di Hólmar Örn Eyjolfsson nei club

1995-1997: Tindastóll (giovanili)
1997-2007: HK (giovanili)
2007-2008: HK, 19 (0)
2008-2011: West Ham, 0 (0)
2009: Cheltenham Town [prestito], 4 (0)
2010: Roeselare [prestito], 9 (0)
2011-2014: Bochum, 45 (1)
2014-2017: Rosenborg, 65 (4)
2017-2018: Maccabi Haifa, 16 (0)
2017-2018: Levski Sofia [prestito], 17 (1)
2018-oggi: Levski Sofia

La carriera di Hólmar Örn Eyjolfsson in nazionale

Presenze: 9
Debutto: 30 maggio 2012 contro la Svezia, a Göteborg, in amichevole. Vittoria Svezia per 3-2.

Gol:
1) 11 gennaio 2018, Sleman (Stadion Maguwoharjo), contro l’Indonesia XI*, un gol. Vittoria Islanda per 6-0.

*L’Indonesia XI non va confusa con la nazionale indonesiana vera e propria. Infatti, la prima è una semplice selezione dei migliori giocatore del campionato indonesiano, la seconda invece è la rappresentante ufficiale del paese nelle competizioni FIFA.

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Frederik Schram nasce il 19 gennaio 1995 a Dragør, piccola cittadina della Danimarca orientale. Inizia a parare i primi tiri nel locale club, prima di trasferirsi nel settore giovanile dell’Odense, nel 2013. Si accasa poi al Vestsjælland nel 2014 senza però mai esordire. Il club è in cattive condizioni economiche ed alla fine della stagione 2014/15 retrocede in seconda divisione, per poi fallire nella stessa estate. Il giovane Frederik, nel 2016, passa quindi al Roskilde, altro club di seconda divisione danese, col quale esordisce e collezionando 6 presenze nel campionato. Dall’anno successivo diventa il titolare del club biancoceleste, col quale scende in campo 29 volte nella stagione 2016/2017 e 25 volte nella stagione appena conclusa. In nazionale Schram segue tutta la trafila delle giovanili islandesi, giocando con tutte le rappresentative Under. In nazionale maggiore ha disputato tre gare, tutte amichevoli, l’ultima delle quali contro il Perù (sconfitta per 3-1).

LA CARRIERA DI FREDERIK SCHRAM NEI CLUB

2014-2015: Vestsjælland 0 (0)
2016-: Roskilde 60 (-85)

LA CARRIERA DI FREDERIK SCHRAM IN NAZIONALE

Presenze: 3
Reti subite: 4
Debutto: 8 febbraio 2017 a Whitney contro il Messico (1-0 per i centroamericani)

CURIOSITÀ

Frederik (il cui nome completo è Fredrik August Albrecht Schram!), come detto, è nato in Danimarca, da padre danese e madre islandese. Questo gli ha dato la possibilità di ottenere il doppio passaporto e, quindi, di poter scegliere con quale nazionale giocare. Visti i numerosi viaggi effettuati con la madre nell’isola atlantica, ha deciso di accettare le convocazioni della nazionale materna. Inoltre, per via di questa particolare situazione, Frederik è l’unico giocatore della rosa dei 23 convocati dal ct Hallgrimsson a non avere un cognome (o meglio un patronimico) terminante in -son, avendo ereditato il cognome paterno.

Ci siamo andati veramente vicino a vedere un ‘Millenials’ ai Mondiali ma non è stato così, il titolo di giocatore più giovane a partecipare alla kermesse intercontinentale va al centrocampista del Melbourne City Daniel Arzani, il quale difenderà i colori dell’Australia. La sua storia è particolare e curiosa: il giovane ‘kangaroo‘, infatti, è nato a Khorramabad, città di quasi 350.000 abitanti collocata nell’Iran Occidentale ma è ben presto tornato nell’isola dell’Oceania dove si è perdutamente innamorato del pallone.

A sette anni lascia l’Iran con i suoi genitori e suo fratello Ben senza però dimenticare il persiano, lingua che parla tutt’ora molto bene. Arrivato a Sydney, inizia a giocare a calcio nel 2009 e dopo quattro anni in squadre locali (Coogee United, Eastern Suburbs) arriva finalmente la chiamata del Sydney FC. Il Melbourne City posa gli occhi su di lui e non se lo fa scappare: il 6 gennaio 2018 esordisce con la nuova squadra subentrando e risultando subito decisivo con due assist; una stagione in crescendo terminata con il titolo di miglior giovane della A-League e la convocazione ai Mondiali. Ora sono tutti curiosi di vedere cosa saprà fare con la maglia dell’Australia

Carl Emil Doepler era un costumista e aveva il senso del drammatico. Lui fu al capo della scelta dei costumi de “L’anello del Nibelungo”, il ciclo di quattro drammi musicali di Richard Wagner, realizzato tra il 1848 e 1874. Per dare maggior carattere ed epicità alla storia, Doepler decise di far indossare ad alcuni personaggi gli elmi cornuti.

L’iconografia dell’opera wagneriana ha diffuso nella cultura di massa popolare l’accostamento del copricapo con lunghe corna bovine alle popolazioni scandinave, anche se non vi è prova che i germani scandinavi li abbiano mai indossati.  Stereotipo diffuso, ma anche un’errata interpretazione dei reperti fatta da studi, sempre durante il Romanticismo, in Svezia.

Tradizione che, va sottolineato, ha finito per plasmare anche le menti degli stessi scandinavi al punto che, se riavvolgete il nastro semplicemente ai soli Europei del 2016, è facile trovare sugli spalti tifosi islandesi e svedesi che indossano l’elmo cornuto di plastica o di stoffa imbottita. Ma non è tutto perché il Minnesota Vikings, per esempio, squadra di football americano, ha sui caschi un corno su ogni lato di essi.

E noi di Mondiali.it potevano tirarci indietro? Assolutamente no e così, per i prossimi tre eventi nei quali vedremo tutti assieme le partite dell’Islanda contro Argentina (qui), Nigeria (qui) e Croazia (qui), tutti rigorosamente al Bar da Gigi, assieme alla maglia celebrativa azzurra creata per l’occasione, abbiamo deciso di realizzare anche i suddetti elmi da battaglia!

Se marea umana azzurra dev’essere, che sia allora completa dalla testa ai piedi. E al centro c’è un logo speciale, quello dell’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso onlus che è con noi in questa avventura. Il copricapo, infatti, verrà consegnato assieme alla maglia azzurra, cui parte del ricavato andrà proprio all’associazione di Sammy che ha anche svelato di avere, nel suo dna, una piccola percentuale di discendenza islandese:

Siamo felici di partecipare a questa iniziativa insieme a voi che unisce lo sport e la sensibilizzazione, assieme alla raccolta fondi, verso una malattia rara come la Progeria. Due temi, questi, che molto spesso viaggiano su binari diversi. In particolare siamo felici che la squadra che si supporterà sarà la Nazionale Islandese, una squadra che in passato, sebbene “sfavorita” dai sondaggi, con la forza di volontà, ha conquistato grandi risultati, riuscendo nella non facile impresa di unire anche le tifoserie “avversarie” nello scopo più autentico dello sport: il sano divertimento. Questa squadra ha molto in comune con la storia dell’A.I.Pro.Sa.B., la nostra associazione infatti, proprio per l’arduo obbiettivo di provare a fare ricerca su una malattia rarissima, era data per sconfitta in partenza, a distanza di 13 anni però, con l’aiuto di molte persone diversissime tra loro ma che hanno creduto in uno scopo comune, è riuscita a raggiungere grandi risultati. Saremo perciò felici, nel nostro Bel Paese, di tifare per la Terra dei Ghiacci

L’Associazione nasce per dare risposte concrete soprattutto a Sammy ma anche per far sì che questa malattia rarissima, la Progeria, non resti solo circoscritta alle famiglie colpite ma sia conosciuta in modo più diffuso:

Dalla nostra esperienza personale e da quella dei nostri amici, è emerso che pochissime persone conoscevano questa malattia. I medici stessi rimanevano sul vago non sapendo quasi niente di questa patologia. Così nel 2005 ci siamo resi conto che i tempi erano maturi e che Sammy era pronto per affrontare questa che noi definiamo una nuova avventura. Nell’ottobre di questo stesso anno con alcuni amici abbiamo dato vita a questo progetto che girava nell’aria da molto tempo. Abbiamo così deciso di dare il nome di Sammy all’associazione e di far fare a lui personalmente un simbolo che ci distinguesse. Dalla fantasia di Sammy e dalla sua geniale capacità di disegno è uscito il logo per questa associazione, logo che è diventato in poco tempo unico ed inconfondibile

Ricordiamo, inoltre, che acquista un maglia “Mondiali.it for Iceland” non solo darà una mano a Sammy, ma potrà anche vincere la maglia originale dell’Islanda prodotta da Erreà. Come? Basta trovare, all’interno della confezione, la figurina del capitano Aron Gunnarssoon! Facile no?
Per ulteriori informazioni, scrivere a info@mondiali.it

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Nell’estate del 2016 ha fatto vibrare il suolo francese e mezza Europa. “Huh, corale, tutti assieme, un ritmo scandito e cadenzato all’unisono che accelera in un climax ascendente. Aron Gunnarsson, il capitano dell’Islanda, dà il tempo, dietro di lui i guerrieri e compagni di squadra della prima storica spedizione all’Europeo lo seguono.
Le braccia spalancate, gli occhi fissi rivolti verso i tifosi. L’8% della popolazione islandese ha seguito la squadra in Francia e proprio allo Stade de France si chiude l’epopea vichinga, sconfitti 5-2 dai padroni di casa, nei quarti di finale. “Huh”, ancora una volta, e poi un battito di mani; “Huh”, sempre più veloce, in un silenzio assordante. Sugli spalti c’è anche Guðni Jóhannesson, il presidente dell’Islanda, che declinando la tribuna d’onore, va in curva. In mezzo alla sua gente, perché anche la sua voce conta. Per far tremare l’Europa.

 

La “Viking clap” o “Geyser sound” è il coro che caratterizza l’Islanda e che traghetterà la nazionale, dopo la storica apparizione agli Europei del 2016, al prossimo Mondiale in Russia. Anch’esso un “unicum” nella cronistoria dell’isola scandinava. Il palcoscenico ideale per superare latitudini e longitudini ed espandere ancor di più il loro “Huh”. Ecco, Gylfi Sigurðsson&soci hanno reso planetaria questa esultanza, ma risalendo la corrente per arrivare all’origine e alla nascita di questo simbolo di unione tra calciatori e tifosi, possiamo dire che certamente non è nato in Islanda.

Da un’isola ad un’altra, si va in Scozia. E’ Jóhann Bianco, colui che ha l’onore di dare il ritmo attraverso il tamburo, a raccontare l’aneddoto in un video emozionante e intenso: Jóhann, che fa parte dei “Tólfan” (Il dodicesimo uomo), gruppo organizzato e ufficiale che sostiene l’Islanda con cori e coreografie, spiega che tutto è iniziato nell’estate del 2014.
Lo Stjarnan, squadra della città di Garðabær, si qualifica per preliminari di Europa League, dove, dopo aver superato Bangor City, Motherwell e Lech Poznan, giunge fino ai play-off, dove viene sconfitta dall’Inter per 3-0 in Islanda e per 6-0 a San Siro.
E’ la trasferta a Motherwell, però, la genesi di questo racconto: i 22 tifosi islandesi che arrivano al Fir Park rimangono impressionati da questo coro ritmico, sulla base di “Since I Was Young”, che coinvolge tutti i supporter scozzesi.

Nel match casalingo contro l’Inter, decidono così di replicarlo all’insaputa di tutti gli altri sostenitori. Jóhann Bianco era presente allo stadio, anche lui rimane folgorato, manda un messaggio a un suo amico dall’altra parte della tribuna, è la scintilla: «Portiamo questo coro in nazionale!».

La storia, però, affascina perché è imprevedibile e ricca di contaminazioni. In Inghilterra, i fan del Middlesbrough sono stati accusati di plagio per aver portato all’interno del Riverside Stadium il “Viking Clap”. In realtà esiste un video del 2013 che darebbe proprio ai supporter del Boro la paternità del gesto. O forse no? Sì, perché anche dalla Francia è partita una richiesta di rivendicazione: arriva direttamente da Lens e a vedere il video, anch’esso del 2013, le similitudini sono evidenti.

Onore comunque all’Islanda che ha raggiunto un’altra conquista: il loro simbolico coro è apparso anche nel videogioco Fifa18, versione Mondiali di Russia!