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Mercoledì 15 aprile 1998, il Corriere della Sera intitola:

All’Olimpico i biancocelesti, con una partita meno brillante del solito, passano grazie all’1-0 dell’andata a Madrid. La Lazio soffre ma centra l’euroderby di Parigi. Respinti gli assalti dell’Atletico di Vieri: il 6 maggio la finale tutta italiana contro l’Inter. L’ex bianconero annullato da un Nesta implacabile. Serata negativa per Boksic e per l’estro di Mancini

La sera prima, la Lazio si gioca la semifinale di Coppa Uefa contro l’Atletico Madrid e, nonostante lo 0-0, raggiunge la storica finale grazie alla vittoria pesantissima in trasferta. Elogio negli elogi, la prestazione di Alessandro Nesta, 22 anni da poco compiuti, che giganteggia nelle retrovie e annulla l’insidia Vieri. Nesta-gladiatore, Nesta-implacabile, «Loro hanno Ronaldo, noi abbiamo Nesta», si lascia andare il laziale Diego Fuser pronosticando il duello nella finale contro l’Inter che poi vedrà i neroazzurri smontare 3-0 i biancocelesti.

Due giorni dopo, il 16 aprile, la Repubblica dedica un pezzo intero al ragazzotto romano: “Classe Nesta: la mia forza è l’indifferenza”. E poi l’attacco:

Cosa fa un giovane campione, reduce da una notte trionfale, lanciato a vele spiegate verso il Mondiale, chiamato “immenso” dal suo datore di lavoro Cragnotti e “fuoriclasse ventiduenne” dal suo allenatore Eriksson? Monta sulla sua Golf cabrio nel giorno di riposo e va dalla mamma, in campagna, nella casa che lui stesso ha comprato con i soldi guadagnati come calciatore. Località Collevecchio, provincia di Rieti, rifugio dei Nesta da quando Alessandro ha cominciato a percorrere la sua strada. Quella del predestinato…

Lanciato a vele spiegate verso il Mondiale. Quello di Francia 1998. Già.

Lunedì 8 gennaio 2007. Il giorno in cui, come lo stesso numero 13 ha avuto modo di dire, Nesta si è convinto di aver vinto il Mondiale berlinese.

…Fino a quel momento nella mia testa ne era mancato un pezzettino. E’ squillato il cellulare, ero a Miami, a curarmi la spalla dopo l’ennesimo infortunio della mia carriera. Ancelotti mi aveva concesso il permesso di andare dall’altra parte del mondo e il Milan anche. Non ero proprio carico, anzi, non andava bene niente a livello fisico. Mi sentivo un condannato al dolore, sia in Nazionale che nel club: se guarivo, poco dopo mi rifacevo male. Stancamente, in maniera quasi scocciata, ho risposto:

“Pronto…”

“Ale, sono Lippi”

“Mister, che piacere”

“Il piacere è tutto mio. Ascolta qui, senti cosa sta succedendo”

In sottofondo udivo una voce calda, importante. Era il presidente della Repubblica Napolitano. Al Quirinale stava rendendo omaggio ai Campioni del Mondo.

“Ale, siamo a Roma, ci stanno premiando per il Mondiale vinto. Sei uno di noi. Hai capito? Sei uno di noi, uno dei ventitre, non te lo dimenticare mai”

Nesta e i tre Mondiali sono questo. E questa è l’icona più fedele della sua elegante, mortale e cristallina carriera da difensore. Come le sue scivolate. Pacchetto “all-inclusive”: il migliore difensore al mondo con il rischio di lasciarti sul più bello. Tre volte convocato alla Coppa del mondo da titolare, tre volte infortunato. 

In Francia, terza partita del Gruppo B di qualificazione: Italia – Austria 2-1. Nesta gioca solo tre minuti: duro scontro, lesione del legamento crociato anteriore, sei mesi di stop e addio sogni. Al suo posto entra Bergomi. Un dejà vu quattro anni dopo, anzi, forse anche peggio: ancora Gruppo di qualificazione, è quello G, ma è la seconda partita: Italia – Croazia 1-2. Nesta esce zoppicante dopo 24 minuti, il giorno dopo è un tam-tam di speranze tra infiltrazioni, riposo e preghiere. Riesce a essere in campo nell’ultima partita del girone pareggiata 1-1 contro il Messico, ma guarderà dalla panchina la mattanza beffarda coreana con il golden gol di Ahn. 

E arriva il 2006. Quello della maturità piena di Nesta e Cannavaro come centrali difensivi dopo che Maldini ha abdicato dal trono di leader della Nazionale. Con Buffon, un reparto inespugnabile come effettivamente sarà. Ma per Alessandro il nemico peggiore è quello muscolare. Terza partita del Gruppo E, contro la Repubblica Ceca. Diciassette minuti e il ct. Lippi e il dottor Castellacci si guardano, quasi affranti, mentre Nesta fa cenno che qualcosa non va. Distrazione al muscolo ileo-pettineo, entra Materazzi ed è il momento sliding-doors di quel Mondiale italiano. Marco segna dopo nove minuti, l’Italia vince 2-0 e vincerà il quarto Mondiale.

L’ex difensore di Lazio, Milan, Montreal Impact e Chennaiyin FC, a caldo, dice di non sentire sua questa medaglia. Non c’ha creduto fino a lunedì 8 gennaio 2007. Quel ragazzotto scoperto da uno scout della Roma, ma passato alla Lazio perché il babbo era laziale, che ha fatto il suo esordio in Nazionale prima squadra a 20 anni con Arrigo Sacchi e che ha detto definitivamente “ciao” all’azzurro l’11 ottobre 2006 nel match contro la Georgia,  quel ragazzo che si aggiustava continuamente la sua luccicante acconciatura a ogni colpo di testa, che sì, nonostante gli infortuni, ha vinto tutto. Che ha sollevato timidamente la Coppa assieme ai suoi compagni quasi in difetto e in dovere nei loro confronti. E ha messo tutti d’accordo: Alessandro Nesta, la tempesta perfetta.

Quando un uomo di sport riesce a fare tutto quello che ha fatto Nereo Rocco nella sua gloriosa carriera difficilmente lo si dimentica, anche a distanza di 40 anni dalla sua morte.

Nato a Trieste il 20 maggio 1912, el Paròn (il Padrone – com’era soprannominato già nei primi anni a Treviso) ha segnato parte della storia del calcio italiano, soprattutto negli anni sulla panchina del Milan dov’è ancora l’allenatore più vincente della storia rossonera.

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Il Milan di Rocco dopo la vittoria della Coppa dei Campioni contro l’Ajax, nella stagione 1968/69

Sì perché Rocco in quindici anni sulla panchina milanista è riuscito a vincere bene dieci trofei: due scudetti, tre Coppe Italia, due Coppe delle Coppe, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Davvero un gran palmarès per colui a cui si associano anche tantissimi aspetti del calcio che si è evoluto a partire dalla metà degli anni ’50.

Buon calciatore, ha giocato nel ruolo di libero; secondo molti, da allenatore è stato l’introduttore del catenaccio che tanto ha rivoluzionato il calcio in Italia e che ci ha permesso di vincere tanto.
Insieme all’ex capitano rossonero, Cesare Maldini, è stato il simbolo vincente del Milan trionfante che è riuscito a imporsi in Italia e soprattutto in Europa, per quella che tuttora è il club italiano con più Coppe dei Campioni in bacheca.

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Nereo Rocco e capitan Cesare Maldini dopo aver vinto la prima Coppa dei Campioni contro il Benfica di Eusebio a Wembley

Per il Paròn la squadra perfetta era quella composta da: “un portiere che para tutto, un assassino in difesa, un genio a centrocampo, un mona che segna e sette asini che corrono”. Questa citazione è soltanto una delle tante lasciate dal grande Nereo Rocco. Espressioni celebri (spesso in dialetto triestino) che, tuttora, sono ancora molto utilizzate nel mondo sportivo, e non solo.

Palla lunga e pedalare!

Mi te digo cossa far,                                    (Posso dirti cosa fare,
ma dopo in campo te ghe va ti!                ma in campo poi ci vai tu!)

Che vinca il migliore.
Sperem de no!

Insomma Rocco è stato un filosofo e insegnante di calcio ma anche un grande amante della fatica, sapeva benissimo che senza il lavoro e il sudore nessuna vittoria sarebbe arrivata. Un grande uomo che ha saputo mettere un’impronta indelebile negli anni in cui ha fatto sport. Un professionista che però, nonostante il successo, non ha mai abbandonato le sue origini e la sua Trieste, per colui che si definiva uno di provincia.

In effetti pure lui, ogni tanto, si dava del mona(stupido in triestino), ma sempre per semplicità.
“Mi a Milàn son el comendatòr Nereo Rocco. A Trieste son quel mona de bechér!”. Almeno lì, a Trieste, bechér (macellaio, mestiere di suo padre), lo è stato sino alla fine, sino al suo ultimo respiro, quello andato in scena quarant’anni fa.

L’ultimo rossonero ad aver firmato la vittoria del Milan in un derby di campionato giocato fuori casa? Risposta quasi scontata: Zlatan Ibrahimovic. Correva la 12esima giornata 2010/2011 e al minuto numero 5 un rigore del campione svedese, tornato a vestire la casacca del Diavolo solo qualche settimana fa, risultò decisivo per lo 0-1 finale. Successivamente ecco 5 successi dell’Inter, il più recente per 1-0 nello scorso campionato con Icardi man of the match al 92’, e 3 pareggi.

Cercando negli almanacchi di calcio i precedenti Inter-Milan giocati proprio alla 23esima giornata di Serie A, ci imbattiamo 5 stracittadine. Nel 1929/1930, all’esordio del campionato con la formula del girone unico, ecco un 2-0 firmato Serantoni. Nel 1934/1935 altro 2-0, stavolta frutto delle reti di Porta e Demaria. Nel 1956/1957 primo punto per il Milan grazie all’1-1 con marcatori Bean (M) e Invernizzi (I). Nel 1962/1963 furono Mazzola (I) e Sani (M) gli artefici del secondo pareggio per 1-1. Mentre nel 1975/1976 arrivò il primo segno 2 in schedina, 0-1 con Bigon uomo gol decisivo. Insomma, il bilancio di questo mini ciclo racconta di 2 successi Inter, altrettanti pareggi, 1 vittoria del Milan. Soprattutto, 6 marcature per i nerazzurri a fronte delle 3 per i rossoneri.

La compagine di mister Conte in casa ha fatto 22 punti (6V – 4X – 1P con 19GF/8GS). Lo scorso weekend con l’Udinese ha ritrovato quei tre punti che mancavano da qualche settimana. Prima, difatti, c’erano stati 3 pareggi senza soluzione di continuità. È in serie positiva da 15 turni: 9 affermazioni più 6 match chiusi in parità. L’undici del tecnico Pioli in trasferta ha raccolto 18 punti (6V – 0X – 5P con 12GF/14GS). L’ultima volta con un pareggio risale al 20 aprile 2019, 1-1 a Parma. Col Verona ha fatto 1-1, un risultato da non sottovalutare alla luce della prestazione degli scaligeri a Roma, e raggiunto quota 5 gare a punti di fila. È la miglior performance di stagione.

Chiusura con due dati dalla classifica all time di A, rossoneri a 4.699 gol marcati, e di rendimento, per entrambe le difese 8 clean sheet in questo campionato.

CONFRONTI DIRETTI CON L’INTER PADRONA DI CASA (SERIE A)*

85 incontri disputati
32 (27) vittorie Inter
30 (35) pareggi
23 (23) vittorie Milan
123 (57) gol fatti Inter
111 (48) gol fatti Milan

ULTIME 5 SFIDE IN SERIE A CON L’INTER PADRONA DI CASA

2014/2015, 31° giornata, Inter-Milan 0-0
2015/2016, 3° giornata, Inter-Milan 1-0
2016/2017, 32° giornata, Inter-Milan 2-2
2017/2018, 8° giornata, Inter-Milan 3-2
2018/2019, 9° giornata, Inter-Milan 1-0

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A CON L’INTER PADRONA DI CASA

1-1 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2012/2013 (El Shaarawy 21’ – Schelotto 71’)
2-2 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2016/2017 (Candreva 36’ – Icardi 44’ – Romagnoli 83’ – Zapata 97’)
0-0 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2014/2015

* Fra parentesi i dati dei precedenti Inter-Milan in Serie A dopo la prima frazione di gioco

Conte versus Pioli: da Grosseto-Bari in Serie B

I primi scontri diretti fra Antonio Conte, Inter, e Stefano Pioli, Milan, sono andati in scena in cadetteria. Ne contiamo 3, infatti, fra il 2007/2008 (Grosseto-Bari 2-2) e il 2008/2009 (Piacenza-Bari 2-2). Il resto, 4, si sono svolti tutti in Serie A.

Conte annovera soltanto match positivi contro il collega e negli ultimi 3 incroci ha raccolto ben 9 punti vincendo sempre grazie a 2 reti marcate dalle sue formazioni (vale a scrivere la Juventus). Da segnalare, tuttavia, che la sfida fra i due tecnici mancava nel massimo campionato italiano dalla stagione 2013/2014.

Positivo, per l’allenatore leccese, il bilancio delle sfide al Milan. Fra l’altro nell’unica volta in cui le sue squadre non hanno segnato ha incassato la prima e sola sconfitta. Ben 14 i testa a testa fra il mister originario di Parma e l’Inter (che ha guidato per 23 panchine di A nel 2016/2017). I numeri strizzano l’occhio alla società nerazzurra. Pioli non batte la Beneamata dal 2015/2016, quando guidava la Lazio. Mentre l’ultimo scontro diretto ha prodotto un 3-3.

Da segnalare che al calcio d’inizio di Inter-Milan saranno 150 le panchine dell’ex ct nel massimo torneo italiano.

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E PIOLI IN CAMPIONATO

4 vittorie Conte
3 pareggi
0 vittorie Pioli
12 gol fatti squadre di Conte
6 gol fatti squadre di Pioli

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E IL MILAN IN CAMPIONATO

5 vittorie Conte
2 pareggi
1 vittoria Milan
12 gol fatti squadre di Conte
5 gol fatti Milan

TUTTI I PRECEDENTI FRA PIOLI E L’INTER IN CAMPIONATO

4 vittorie Pioli
4 pareggi
6 vittorie Inter
19 gol fatti squadre di Pioli
23 gol fatti Inter

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

149 panchine
101 vittorie
34 pareggi
14 sconfitte
135 gare a punti

I NUMERI DI PIOLI IN SERIE A

325 panchine
115 vittorie
94 pareggi
116 sconfitte
209 gare a punti

Quello del 1985 è un gennaio freddo, rigido e con forte nevicate in gran parte del Nord Italia. Le città sono paralizzate, le strade ghiacciate e chiuse e, con loro, molte attività commerciali. Il Milan, domenica 20 gennaio, deve giocare in trasferta sul campo dell’Udinese, ma il match è a rischio.

La partita, complice l’arduo e generoso lavoro degli inservienti e degli spalatori, si riesce a giocare, ma sul pullman per la partita friulana non sale Tassotti. Al suo posto, alla prima convocazione in prima squadra, ci va Paolo Maldini.
Il figlio di Cesare, appena 16 anni, si accomoda in panchina con la maglia numero 14, accanto a Nuciari, Ferrari, Cimmino e Giunta. In campo, invece, l’allenatore Liedholm schiera in porta Terraneo, in difesa Galli, Baresi, Russo e Di Bartolomei, a centrocampo Evani, Verza, Battistini e Manzo dietro alle due punte Hateley e Incocciati.

L’Udinese passa in vantaggio al minuto 11 con la bella rete di Selvaggi che dribbla in area difensore e portiere, mentre Battistini si infortuna poco prima dell’intervallo. Durante la fine del primo tempo, Maldini, che non pensava minimamente alla possibilità di esordire in Serie A e pensava solo a coprirsi dal gelo, fu richiamato da Liedholm: «Dove preferisci giocare?», disse lui. «Io solitamente gioco a destra, mister», rispose l’erede di Cesare.

Così il ragazzino di 17 anni inizia la sua lunga storia d’amore con il Milan. Sul campo è già sicuro e determinato: lo si vede chiudere in scivolata un paio di interventi, marchio di fabbrica per tempismo e puntualità della sua carriera. Il Milan raggiunge il pareggio al 63’ con la rete dell’inglese Hateley, abile a cogliere per primo una punizione deviata di Di Bartolomei.

Per il calcio italiano e per quello internazionale, il 20 gennaio 1985 non è un giorno qualsiasi: cinque Champions League, sette scudetti, tanti riconoscimenti e 902 partite sempre con la stessa maglia, dopo tutto questo è ancora oggi ricordato come il giorno del debutto di Paolo Maldini. Con il Milan ha vinto tanto, tutto quello che si poteva conquistare in un club; rimarranno amare delusioni, invece, con la Nazionale. Pilastro della difesa, 126 presenze di cui 74 da capitano, Maldini ha disputato ben 4 Mondiali.

Nils Liedholm al termine di quella partita contro l’Udinesedisse:

Paolo ha un grande avvenire

 

La dinastia prima e dopo: da Cesare al nipote Daniel

Ma quello di Paolo Maldini sarebbe un racconto solo parziale se non citassimo il ciclo dinastico in rossonero aperto dal padre Cesare e continuato dal figlio Daniel.  Cesare Maldini, nato a Trieste il 5 febbraio 1932 e all’età di tredici anni, impressionò favorevolmente il massaggiatore della Triestina il quale lo fece provinare presso la società alabardata, dove all’interno della stessa compì poi tutta la trafila delle formazioni giovanili, superando in questi anni anche l’ostacolo fisico di una pleurite che rischiava di precludergli la futura carriera calcistica. Nei primi anni 1950 ebbe modo di conoscere per la prima volta Nereo Rocco, destinato a diventare una figura ricorrente della carriera e ancor più della vita di Maldini. Proprio il paròn decise in questi anni di aggregarlo stabilmente alla prima squadra, seppur l’esordio da professionista avvenne poi agli ordini di Mario Perazzolo il 24 maggio 1953, all’età di ventuno anni, per la sfida di Serie A sul campo del Palermo. La stagione dopo divenne titolare e, nonostante la giovane età, eletto capitano della formazione giuliana tornata dopo tre anni nelle mani di Rocco. Passò al Milan nel 1954 e il suo esordio in Serie A con la maglia rossonera fu, coincidenza, proprio contro la Triestina nel settembre dello stesso anno. Con il Milan disputò 386 partite, molte delle quali da capitano, vincendo quattro scudetti e la prima storica Coppa dei Campioni.

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E arriviamo a Daniel. San Siro ha applaudito anche lui, domenica 2 febbraio 2020 nel pareggio per 1-1 contro l’Hellas Verona. Classe 2001, primo giocatore del nuovo millennio a debuttare in prima squadra nel Milan, Pioli ha guardato la panchina cercando forze fresche da inserire. Ceduto Piatek, c’era solo un ragazzo della Primavera, talvolta aggregato alla prima squadra. Trequartista di ruolo, Maldini di cognome. Così Pioli ha mandato in campo il secondogenito di Paolo al 93’. «È stato un sogno, peccato per il risultato. Speriamo la prossima volta di riuscire a portare a casa i tre punti.Il Verona è una squadra tosta. Forse avremmo meritato la vittoria, ma ci dobbiamo accontentare del pari» dichiara il biondino sorridente. «L’esordio era un obiettivo, ora speriamo di andare avanti così. Ho provato un’emozione forte, ma mio padre mi tranquillizza». Ha Lasciato lo stadio con lo zainetto in spalla, mentre Paolo lo segue orgoglioso: «Il debutto non era preventivato. Non avrebbe dovuto essere convocato, non si era allenato per due giorni, non stava benissimo».

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Sabato 11 gennaio il Liverpool ha battuto in Premier League il Tottenham di Mourinho con una rete dell’attaccante Firmino. Un secco 1-0 che ha confermato il predominio della squadra allenata da Klopp che, nel campionato inglese in corso, su 21 partite disputate ha centrato 20 vittorie e un solo pareggio (1-1 contro il Manchester United del 20 ottobre).

Se estendiamo lo sguardo, andando oltre a quanto già di unico sta facendo il Liverpool, la striscia di imbattibilità dei Reds è ancor più ampia se si includono anche le partite della Premier League 2018-2019 in cui sono andati a punti. Quasi un intero anno solare senza incappare in una sconfitta, 38 risultati utili e consecutivi: per trovare l’ultimo ko, infatti, bisogna risalire proprio agli albori del 2019, era il 3 gennaio e il Liverpool perse 2-1 contro il Manchester City poi laureatosi campione.

Certo, nella classifica all-time, considerando i cinque campionati principali Europa, il Liverpool è ben lontano dalle 58 partite senza sconfitte del Milan tra il 1991 e il 1993, primato ancora ineguagliato. Ma la vittoria numero 38 permette alla squadra inglese di entrare nella top-10 e di raggiungere una squadra capace di realizzare un’impresa unica e tutta italiana, il Perugia di fine anni Settanta.

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Il Perugia della stagione 1978-1979 è ricordato ancora oggi per il record d’imbattibilità stagionale in Serie A, evento prima di allora mai raggiunto da nessuna squadra nella storia dei tornei a girone unico. Al loro quarto campionato in massima serie, i grifoni chiusero imbattuti il torneo grazie a una striscia di 30 partite senza sconfitte, raggiungendo inoltre il 2^ posto finale in classifica con 41 punti, 11 vittorie e 19 pareggi, e solamente tre punti dietro al Milan vincitore dello Scudetto, il decimo della sua storia.

Malizia, Nappi, Ceccarini, Frosio, Della Martita, Dal Fiume, Bagni, Butti, Casarsa, Vannini, Speggiorin, questo era l’undici ideale allenato da Ilario Castagner. E partite epiche, eroiche come la vittoria in casa della Juventus il 22 ottobre 1978, un 2-1 con gol di Speggiorin e Vannini e con i bianconeri che allo stadio Comunale dal 1970 avevano solo perso un derby; o il 2-2 in rimonta contro l’Inter con gol del pareggio a partita quasi finita, segnato dal terzino Antonio Ceccarini, all’unica rete in carriera in Serie A.

Il primato fu piuttosto sorprendente, si parla ancora del “Perugia dei miracoli” poiché conseguito da una cosiddetta provinciale del calcio italiano: infatti, nei decenni successivi, il Milan nel 1991-1992 e la Juventus nel 2011-2012 furono i soli club capaci di eguagliare il record degli umbri.

Alle 30 partite da imbattuta nella stagione 1978-1979, la squadra di Perugia inanellò altre 7 incontri nel campionato successivo senza perdere, prima di piegarsi il 28 ottobre 1979 al cospetto del Torino che vinse in trasferta 2-0 con i gol di Salvatore Vullo e Paolo Pulici. La striscia positiva, in realtà, iniziò dalla stagione antecedente a quella “miracolosa” con il successo sul Pescara per 2-1 del 7 maggio 1978. E ha dell’incredibile se si pensa che la Serie A 1977-1978 fu funestata dalla morte di Renato Curi, a causa di un infarto, il 30 ottobre 1977 durante un Perugia – Juventus, in quello stadio che dal 26 novembre fu intitolato alla memoria del calciatore di 24 anni.

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Dopo la sosta invernale la Serie A riprenderà giocando la 18esima giornata in calendario. Già in sette occasioni dall’introduzione dei tre punti a vittoria, stagione 1994/1995, il massimo campionato ha ripreso la corsa allo scudetto da questo particolare turno, l’ultima volta fu nel 2015/2016. Dando uno sguardo all’esito del primo match del nuovo anno per le big del campionato scopriamo che è il Napoli il club che ha in corso la striscia positiva più lunga: viene infatti da 8 vittorie senza soluzione di continuità. Alle spalle degli azzurri ecco la Juventus che è in serie OK da 6 stagioni (5V + 1X), l’Inter da 5 (2V + 3X), il Milan da 3 (3V), quindi la Roma che dopo il KO del 2017/2018 dodici mesi fa ha ritrovato il successo (1V).

E la Lazio? Nel gennaio del 2019 perse lo scontro diretto col Napoli. Poiché bianconeri e azzurri hanno disputato meno tornei di Serie A rispetto a Inter, Lazio, Milan e Roma dal 1994/1995 in poi, per stilare una graduatoria è necessario affidarci alle media punti/match. E le sorprese non mancano perché la miglior squadra nel primo match dell’anno risulta il Milan che viaggia a una media di 2,32 punti/match e si piazza davanti a Napoli (2,17), Juventus (2,08), Inter (1,88) e, appaiate, Lazio e Roma (1,56).

Concludiamo ricordando che nel 2016/2017, unica volta nel periodo da noi preso in considerazione, tutte e sei le squadre esaminate aprirono l’anno con un successo. Evento che, per causa del calendario che ha messo in programma Napoli-Inter, fra qualche giorno non potrà ripetersi.

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Gli ultimi scudetti lontano da Torino, a cavallo tra il 2009 e il 2010 spartiti da Inter e Milan. Poi un predominio assoluto e mai visto in Italia con la Juventus in grado di vincere otto volte la Serie A consecutivamente. Gli anni Dieci post Duemila si stanno per chiudere e Opta, società specializzata nell’elaborazione di dati afferenti al calcio, ha stilato il Best XI del decennio. Unendo tutti i dati collezionati, facendo una media sulle stagioni giocate e sulle presenze, ecco la formazione ideale:

Nessun giocatore del Milan se non Pirlo che proprio nell’estate del 2011 è passato a vestire la maglia dei bianconeri. Un solo giocatore dell’Inter, il terzino sinistro Maicon; il Napoli è rappresentato da Koulibaly, Hamsik e Higuain che ha vestito la casacca dei partenopei dal 2013 al 2016 prima di passare alla Juventus e alla parentesi scialba milanista.

Due menzioni specifiche: Antonio Di Natale, che completa il tridente ideale con Higuain e Gomez, è stato il miglior cannoniere dell’ultima decade con 125 reti realizzate davanti allo stesso Gonzalo e Icardi. Leonardo Bonucci, invece, è stato il calciatore che ha vinto più partite, ben 212.

Al termine della prima frazione di gioco il bilancio dei Milan-Napoli di Serie A racconta di 22 successi per i rossoneri, 36 pareggi, 13 vittorie degli azzurri. Quarantacinque minuti (con eventuali recuperi) più tardi i trionfi della squadra di casa sono saliti a 32, i segni X calati a 25, le affermazioni degli ospiti passate a 14.

Chissà se questa statistica troverà conferma sabato pomeriggio? Anche perché entrambe le compagini in questo torneo hanno perso rispettivamente uno e due punti nel passaggio da un tempo all’altro. Il Milan se stiliamo una classifica con i risultati parziali al 45’ avrebbe 15 punti, il Napoli addirittura 20. Ma la graduatoria in corso di validità vede i rossoneri a quota 13, mentre gli azzurri sono a 19. Negli ultimi due anni Milan-Napoli è terminata 0-0. L’ultimo successo dei giocatori di casa è il 2-0 (Ménez, Bonaventura) del 2014/2015. La più recente vittoria degli ospiti è il 2-1 (Insigne, Callejon, Kucka) del 2016/2017.

Scartabellando gli almanacchi di calcio rintracciamo già 3 Milan-Napoli alla 13esima giornata di Serie A. Nel 1930/1931 fu 2-3 (1-1 all’intervallo): Santagostino (M), Innocenti (N), Santagostino (M), Vojak (N), Tansini (N). A fine torneo rossoneri 12esimi, mentre gli azzurri chiusero sesti. Oltre mezzo secolo più tardi, annata 1987/1988, ecco un 4-1 (2-1 il primo tempo): Careca (N), Colombo (M), Virdis (M), Gullit (M), Donadoni (M). Qualche mese più tardi Diavolo col tricolore e campani medaglia d’argento. Per ultimo, nel 1995/1996, fu 0-0. Meneghini al primo posto nella classifica finale, partenopei al decimo.

La squadra di Pioli fra le mura amiche vanta 7 punti (2V – 1X – 3P con 6GF/9GS), mentre quella dell’ex Ancelotti in esterna 8 (2V – 2X – 2P con 13GF/11GS). PS: fra casa e fuori i gol marcati dal Milan al Napoli nei campionati di serie A col girone unico ammontano a 199.

CONFRONTI DIRETTI MILAN-NAPOLI (SERIE A)*

71 incontri disputati
32 (22) vittorie Milan
25 (36) pareggi
14 (13) vittorie Napoli
117 (52) gol fatti Milan
71 (39) gol fatti Napoli

ULTIME 5 SFIDE MILAN-NAPOLI (SERIE A)

2014/2015, 15° giornata, Milan-Napoli 2-0
2015/2016, 7° giornata, Milan-Napoli 0-4
2016/2017, 21° giornata, Milan-Napoli 1-2
2017/2018, 32° giornata, Milan-Napoli 0-0
2018/2019, 21° giornata, Milan-Napoli 0-0

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEI MILAN-NAPOLI

0-0 comparso per 12 volte, l’ultima nel 2018/2019
1-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2012/2013 (Flamini 30’ – Pandev 33’)
1-0 comparso per 6 volte, l’ultima nel 2008/2009 (Ronaldinho 86’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Milan-Napoli in Serie A dopo la prima frazione di gioco

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Ancelotti ritorna nel “suo” San Siro

È il secondo allenatore più longevo per numero di partite ufficiali sulla panchina rossonera, alle spalle del solo e irraggiungibile Nereo Rocco. Carlo Ancelotti tornerà sabato pomeriggio in quello che è stato il suo stadio prima da giocatore e quindi da allenatore. Non sarà un inedito. La compagine rossonera l’ha già sfidata guidando il Parma, la Juventus e, l’anno scorso, il Napoli. E dagli 11 testa a testa in campionato emerge comunque un bilancio positivo, con le uniche 2 sconfitte maturate nel periodo in bianconero, 1998/1999 e 1999/2000, entrambe per 0-2.

Molti di più gli incroci fra Stefano Pioli e il Napoli, con i primissimi che rappresentarono un derby in cadetteria. L’attuale rossonero guidava infatti la Salernitana. Il resoconto che emerge dai 19 match non strizza l’occhio al tecnico originario di Parma che però in un primo tempo… Perché dopo 7 sfide l’attuale mister del Milan aveva sempre raccolto punti, 4 vittorie più 3 segni X, mentre nelle restanti 12, dal girone di ritorno del 2012/2013, ha rimediato ben 8 KO. Naturale, verrebbe da scrivere, se le tue squadre non segnano. E in effetti gli undici di Pioli hanno trovato il modo di bucare la porta partenopea solamente in 2 delle ultime 10 gare.

Un problema di ‘produttività’ che ritroviamo anche negli scontri diretti fra i due mister. Dopo 4 match di campionato, tutti in Serie A, le compagini di Pioli ancora non hanno trovato il primo gol contro quelle di Ancelotti. Nel 2006/2007 alla guida del Parma perse 0-2 in casa e 0-1 fuori; la stagione scorsa con la Fiorentina ha pareggiato per 0-0 al Franchi e rimediato un KO per 0-1 al San Paolo.

TUTTI I PRECEDENTI FRA PIOLI E ANCELOTTI IN CAMPIONATO

0 vittorie Pioli
1 pareggio
3 vittorie Ancelotti
0 gol fatti squadre di Pioli
4 gol fatti squadre di Ancelotti

TUTTI I PRECEDENTI FRA PIOLI E IL NAPOLI IN CAMPIONATO

6 vittorie Pioli
5 pareggi
8 vittorie Napoli
18 gol fatti squadre di Pioli
25 gol fatti Napoli

TUTTI I PRECEDENTI FRA ANCELOTTI E IL MILAN IN CAMPIONATO

5 vittorie Ancelotti
4 pareggi
2 vittorie Milan
17 gol fatti squadre di Ancelotti
12 gol fatti Milan

I NUMERI DI PIOLI IN SERIE A

315 panchine
110 vittorie
90 pareggi
115 sconfitte
200 gare a punti

I NUMERI DI ANCELOTTI IN SERIE A

485 panchine
275 vittorie
123 pareggi
87 sconfitte
398 gare a punti

Fischietto a Daniele Orsato: primo Milan-Napoli per lui

Per Daniele Orsato, arbitro della sezione AIA di Schio, sarà il primo scontro diretto fra Milan e Napoli in Serie A. Il fischietto non ha mai diretto un testa a testa fra i due club: né al Meazza, né al San Paolo.In questo torneo, però, vanta già una presenza sia con i rossoneri che con gli azzurri. Roma-Milan 2-1 è l’ultimo precedente con i lombardi. La più recente gara casalinga è rappresentata, invece, dal pareggio ad occhiali, vale a dire 0-0, col Torino dello scorso campionato. Piuttosto datato l’ultimo trionfo interno del Diavolo: 5-2 col Genoa nel torneo 2009/2010. Successivamente nel Meazza a tinte rossonere 2 pareggi e 3 sconfitte per i proprietari di casa.

Orsato non dirige il Napoli dalla trasferta all’Allianz Stadium: 4-3 per i bianconeri in un match dalle mille emozioni. L’ultima vittoria dei partenopei fuori casa risale al 2017/2018, 1-0 a Bergamo. Quindi ecco il pareggio a reti inviolate proprio a San Siro… ma con i colori nerazzurri dell’Inter. Dando uno sguardo ai numeri complessivi, il Milan vanta comunque un bilancio positivo, mentre il Napoli si ritrova in territorio negativo.

Quella di sabato pomeriggio, fischio d’inizio alle ore 18, sarà la 218esima presenza di Orsato in Serie A, dove arbitra ormai da 14 stagioni (l’esordio risale al 2006/2007, Siena-Atalanta 1-1). Il suo curriculum racconta di 92 successi per le squadre di casa, 67 pareggi, 59 vittorie per chi era in trasferta. Ma se osserviamo il parziale di quest’anno ci accorgiamo che le squadre ospiti sono ancora alla ricerca del primo exploit da tre punti: 3 trionfi interni e 2 segni X.

TUTTI I PRECEDENTI FRA ORSATO E IL MILAN IN CAMPIONATO*

9 (3) vittorie Milan

9 (3) pareggi

7 (4) sconfitte

34 (14) gol fatti Milan

23 (11) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA ORSATO E IL NAPOLI IN CAMPIONATO**

9 (5) vittorie Napoli

11 (6) pareggi

12 (8) sconfitte

36 (21) gol fatti Napoli

38 (24) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.

** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni.

 

 

Ammontano a 4 i precedenti Juventus-Milan andati in scena alla 12esima giornata di Serie A. Il bilancio di questo ciclo di incontri racconta di 1 vittoria bianconera, 1 successo rossonero, 2 segni X. Nel 1935/1936 fu 3-1: Cason (J) al 55’ su rigore, Menti (J) al 60’, Borel (J) al 65’, Moretti (M) all’81’. Nel 1938/1939 terminò 2-2: Boffi (M) al 20’, Buscaglia (M) al 25’, De Filippis (J) al 47’, Gabetto (J) al 60’. Nel 1952/1953 ecco uno 0-3: Nordahl al 18’ e doppietta di Frignani, al 41’ e al 76’. Nel 1964/1965, infine, altro 2-2: Combin (J) al 48’, Amarildo (M) al 59’, Ferrario (M) al 77’, Menichelli (J) al 90’.

Ma… proprio una stagione fa, anche se a campi invertiti, andò in scena l’incrocio fra la Vecchia Signora e il Diavolo e al Meazza fu 2-0 per gli otto volte campioni d’Italia di fila, Mandzukic (di testa) all’8’, Ronaldo (di destro) all’81’. Partita rimasta negli annali anche per il calcio di rigore fallito dal grande ex di turno, Higuain, poi espulso una manciata di minuti prima del triplice fischio conclusivo. Ma l’argentino stavolta vestirà nuovamente la casacca dei piemontesi dopo un mezzo giro del Vecchio Continente che l’aveva portato anche a Londra.

A proposito Higuain, da quando è a Torino ha già timbrato il cartellino 2 volte contro il Diavolo in Serie A. Curiosamente però solo in trasferta, doppietta nel 2017/2018. Cercando le ultime volte scopriamo che… sono 8 i risultati utili di fila (tutti successi) della Juventus (ma non è record perché la storia del match racconta di altre due strisce lunghe rispettivamente 11 e 14 incontri), il Milan non coglie i tre punti dal 2010/2011, 0-1 con Gattuso match winner al 68’, mentre il più recente pareggio è rappresentato dallo 0-0 al 29esimo turno del 2005/2006.

Ricordiamo il bilancio casa/fuori dei due club in questo torneo.

Juventus 15 punti con 5V – 0X – 0P; 12GF/6GS.
Milan 6 punti con 2V – 0X – 3P; 5GF/6GS.

CONFRONTI DIRETTI JUVENTUS-MILAN (SERIE A)*

84 incontri disputati
42 (27) vittorie Juventus
21 (38) pareggi
21 (19) vittorie Milan
135 (60) gol fatti Juventus
101 (50) gol fatti Milan

ULTIME 5 SFIDE JUVENTUS-MILAN (SERIE A)

2014/2015, 22° giornata, Juventus-Milan 3-1
2015/2016, 13° giornata, Juventus-Milan 1-0
2016/2017, 28° giornata, Juventus-Milan 2-1
2017/2018, 30° giornata, Juventus-Milan 3-1
2018/2019, 31° giornata, Juventus-Milan 2-1

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEGLI JUVENTUS-MILAN

1-1 comparso per 10 volte, l’ultima nel 1995/1996 (Conte 3’ – Weah 30’)
1-0 comparso per 10 volte, l’ultima nel 2015/2016 (Dybala 65’)
2-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Piatek 39’ – Dybala 60’ – Kean 84’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Juventus-Milan in Serie A dopo la prima frazione di gioco

Risultati immagini per juventus milan 1-1 1996

Sarri versus Pioli: Maurizio ancora imbattuto contro il Milan

Il primo scontro diretto in campionato fra i mister Maurizio Sarri, Juventus, e Stefano Pioli, Milan, andò in scena nella cadetteria 2005/2006. Correva la settima giornata e Modena-Pescara si concluse col punteggio di 2-0. A dare il successo all’oggi rossonero fu Cristian Bucchi, autore di una doppietta nella ripresa del match. Curiosamente oggi l’ex attaccante gialloblù guida quell’Empoli con cui lo stesso Sarri si è fatto notare in Serie A nel corso della stagione 2014/2015.

Gli altri 8 incroci fra i due tecnici sono invece tutti nel massimo campionato. Il bilancio è nettamente in favore dell’ex Chelsea che fra le mura di casa vanta un ruolino di marcia davvero impressionante: 3 vittorie più 1 segno X con 10 gol marcati dalle sue squadre e solo 1 incassato. Tuttavia nell’ultimo testa a testa, Napoli-Fiorentina 2017/2018, ci scappò lo 0-0.

Da sottolineare anche come Sarri sia imbattuto nelle sfide di campionato contro il Milan, 4 affermazioni e altrettanti pareggi. E le sue compagini, ad eccezione dell’ultimo Napoli 2017/2018, hanno sempre trovato il modo di perforare Donnarumma o i suoi predecessori. Al contrario Pioli, nonostante i 13 tentativi, cerca ancora il primo successo contro la Vecchia Signora. Difficile però se non riesce a marcare. E’ dal 31 ottobre 2012, Juventus-Bologna 2-1, che Pioli non trova stratagemma per bucare la difesa avversaria. Domenica saranno trascorsi 2.567 giorni da quella data.

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E PIOLI IN CAMPIONATO

5 vittorie Sarri
1 pareggio
3 vittorie Pioli
13 gol fatti squadre di Sarri
10 gol fatti squadre di Pioli

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E IL MILAN IN CAMPIONATO

4 vittorie Sarri
4 pareggi
0 vittorie Milan
16 gol fatti squadre di Sarri
8 gol fatti Milan

TUTTI I PRECEDENTI FRA PIOLI E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO

0 vittorie Pioli
3 pareggi
10 vittorie Juventus
5 gol fatti squadre di Pioli
24 gol fatti Juventus

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

163 panchine
96 vittorie
42 pareggi
25 sconfitte
138 gare a punti

I NUMERI DI PIOLI IN SERIE A

314 panchine
110 vittorie
90 pareggi
114 sconfitte
200 gare a punti

Risultati immagini per fabio maresca arbitro var

Fabio Maresca, secondo big-match stagionale, prima direzione con il Milan

Secondo big match stagionale per Fabio Maresca. L’arbitro della Sezione AIA di Napoli (da 7 stagioni e 58 direzioni in Serie A con un bilancio di 28 vittorie casalinghe, 17 pareggi, 13 successi esterni) dopo Inter-Lazio al quinto turno dirigerà, infatti, Juventus-Milan. Pochi ma storici i suoi precedenti con la Vecchia Signora.

Sono 4 gli arbitraggi (bilancio positivo per i bianconeri), 3 in trasferta e 1 allo Stadium: stagione 2017/2018, Juventus-Cagliari termina 3-0. La sfida però sancisce l’esordio del VAR nella Serie A italiana e proprio grazie alla tecnologia sarà fischiato un calcio di rigore a favore dei rossoblù (poi non trasformato in punto). Positivo anche il rendiconto degli incroci fra il Milan e Maresca, che sono 6. In esterna il direttore di gara classe 1981 vanta Torino-Milan 1-1 del 2017/2018, Bologna-Milan 0-0 e Roma-Milan 1-1 del 2018/2019. In questo torneo sarà la prima con i rossoneri in campo. Mentre i bianconeri li ha già visti a Parma, esordio vincente per Sarri che però… era ammalato e sostituito in panchina da Martusciello.

Chiudiamo con un’altra curiosità nel rapporto VAR-Maresca. Alla terza giornata 2017/2018 in Udinese-Genoa ci fu la prima espulsione di un giocatore di Serie A grazie all’occhio tecnologico, Bertolacci fra i rossoblù, e ad estrarre il cartellino rosso dal taschino fu proprio Maresca.

TUTTI I PRECEDENTI FRA MARESCA E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO*

3 (1) vittorie Juventus
0 (0) pareggi
1 (0) sconfitta
7 (3) gol fatti Juventus
2 (0) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA MARESCA E IL MILAN IN CAMPIONATO**

3 (0) vittorie Milan
3 (3) pareggi
0 (0) sconfitte
9 (2) gol fatti Milan
5 (2) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.
** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni.