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Domenica 18 novembre si è conclusa la sedicesima edizione della Homeless World Cup, il Mondiale di calcio riservato ai senzatetto. Disputato al centro della suggestiva piazza el Zócalo, a Città del Messico, il torneo ha visto il dominio assoluto proprio delle formazioni maschili e femminili messicane.

Le donne hanno battuto la Colombia, al suo primo Mondiale, per  5-3 dopo un duello serrato e combattuto fino alla fine che poteva avere anche esiti differenti. Per loro è il sesto trofeo che alzano al cielo dopo i trionfi dell’ultimo lustro tra Messico 2012, Poznan 2013, Amsterdam 2015, Glasgow 2016 e Oslo 2017.

A tener testa alla compagine femminile, c’hanno pensato i ragazzi messicani che – dati largamente per favoriti alla vigilia della competizione – hanno vinto 6-3 contro il Cile dando vita a un emozionante secondo tempo dopo che il primo parziale si era concluso 2-1. Finalisti perdenti a Oslo l’anno scorso (sconfitti 4-3 dal Brasile), i messicani conquistano il loro terzo torneo iridato dopo quelli del 2015 e 2016.

Alla Homeless World Cup,  che si disputa a cadenza annuale, hanno partecipato oltre 450 giocatori, sono state giocate 328 partite, con 56 squadre provenienti da 42 paesi, in un torneo durato sei, entusiasmanti, giorni.

Il cammino dell’Italia

L’Italia, che è stata inizialmente inserita nel Gruppo A assieme ai padroni di casa del Messico, Austria, Kirghizistan e Hong Kong, non ha superato il girone di qualificazione, ma grazie alla vittoria 3-2 proprio contro Hong Kong è stata inserita in un altro raggruppamento dove ha battuto la Slovenia 6-2 e la Svezia 5-4, chiudendo a 6 punti dopo la sconfitta contro la Colombia per 7-1. Ricordiamo che la nazionale italiana (Nazionale Solidale) è volata nel Centro America con sette giocatori: il portiere Nicola Brusa, Eugenio Embranati, Michael Scroletti, Riccardo Lenzi, Cleber Resca, Alessio Nigro, tutti supportati dalla cooperativa di appartenenza Approdo e Simone Schiavulli, invece, proveniente dalla Comunità Nuova gestita dall’associazione Io tifo positivo.

L’idea di organizzare un torneo di calcio per senzatetto venne a Mel Young, cofondatore della Big Issue Scotland, e Harold Schmied, editore della Megaphon, durante l’International Network of Street Papers Conference tenutasi a Città del Capo nel 2001. Diciotto mesi dopo il loro incontro, venne organizzata la prima edizione della Homeless Word Cup a Graz, in Austria. Il successo ottenuto li spinse a proseguire con questo progetto che, annualmente, vede sempre maggior partecipazione. L’edizione 2019, la numero 17 della Homeless World Cup, si giocherà a Cardiff, in Galles.

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Ha preso il via martedì 13 novembre, in Messico, la sedicesima edizione della Homeless World Cup, la Coppa del mondo di calcio riservata annualmente ai senzatetto. Il torneo, che si conclude il 18 novembre, si gioca nella suggestiva piazza della Costituzione, popolarmente chiamata “el Zócalo”, la principale piazza di Città del Messico ed una delle più grandi al mondo. La piazza si trova nel cuore della capitale e la sua collocazione fu scelta dai conquistatori spagnoli per essere esattamente sopra i resti del centro politico e religioso di Tenochtitlán, capitale dell’impero Azteca.

Si ritorna in Messico, dunque, come nel 2012 e soprattutto per celebrare il mezzo secolo dall’iconica Olimpiade del 1968. Oltre 450 giocatori hanno preso parte al Mondiale, con 42 nazionali rappresentate e suddivise in 40 squadre per la competizione maschile/misto e 16 squadre esclusive per il torneo femminile, otto in meno rispetto all’edizione 2017 di Oslo.

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La Nazionale italiana

L’Italia (Nazionale solidale) è stata inserita nel Gruppo A assieme ai padroni di casa del Messico, Austria, Kirghizistan e Hong Kong. Presente dal 2003, la nazionale italiana è volata nel Centro America con sette giocatori: il portiere Nicola Brusa, Eugenio Embranati, Michael Scroletti, Riccardo Lenzi, Cleber Resca, Alessio Nigro, tutti supportati dalla cooperativa di appartenenza Approdo e Simone Schiavulli, invece, proveniente dalla Comunità Nuova gestita dall’associazione Io tifo positivo.

Dopo un’emozionante visita alle piramidi Maya, i ragazzi sono scesi in campo proprio nel match inaugurale contro il Messico che ha visto la vittoria per 7-0 della forte squadra vincitrice nel 2015 e 2016 e finalista contro il Brasile l’anno passato. Nell’altro match di martedì 13, gli Azzurri sono stati sconfitti anche dal Kirghizistan per 5-4.

Nella giornata di mercoledì 14, invece, l’Italia ha perso 7-2 contro l’Austria e vinto 3-2 con Hong Kong. Si sono piazzati al quarto posto nel girone (le prime tre accedono al secondo turno, le altre due partecipano a un secondo torneo) così l’Italia è stata inserita in un altro girone con Colombia, Slovenia e Svezia.

Storia e regole

L’idea di organizzare un torneo di calcio per senzatetto venne a Mel Young, cofondatore della Big Issue Scotland, e Harold Schmied, editore della Megaphon, durante l’International Network of Street Papers Conference tenutasi a Città del Capo nel 2001. Diciotto mesi dopo il loro incontro, venne organizzata la prima edizione della Homeless Word Cup a Graz, in Austria. Il successo ottenuto li spinse a proseguire con questo progetto che, annualmente, vede sempre maggior partecipazione.

Ogni squadra può schierare quattro giocatori, incluso il portiere. Quattro sono anche le sostituzioni disponibili durante una partita che dura 14 minuti. La squadra vincitrice si aggiudica 3 punti, i perdenti 0; in caso di pareggio, si ricorre ai calci di rigore e chi vince ottiene 2 punti, mentre gli sconfitti un punto.

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fonte: www.fispes.it

A San Juan De Los Lagos l’Italia esce dal tabellone principale del Mondiale di Calcio amputatisconfitta per 2-0 dall’Angola.
Partenza sprint della squadra africana col numero 9 Sonhi, che in un minuto tira per tre volte contro la porta italiana. Gli Azzurri riescono inizialmente a prendere le misure agli avversari, controllando i loro attacchi e provando a partire in contropiede con Emanuele Padoan. Al minuto 17 proprio su una ripartenza, Padoan prova a servire Daniele Piana in profondità, anticipato di poco dal portiere angolano. Sul capovolgimento di fronte, bella parata con i piedi del numero uno italiano Daniel Priami, che si ripete un minuto più tardi.
In avvio di ripresa, grande azione di capitan Messori, che recupera palla a centrocampo e triangola con Piana, ma arriva stanco davanti al portiere e tira centralmente.

La partita si gioca molto a centrocampo, con l’Angola che fa girare palla, ma non trova spazi e l’Italia che prova a ripartire. Al 32’ un’azione ancora di Padoan dalla grande distanza, ma il pallone finisce di poco alla sinistra del portiere. Al 43’ l’Angola segna sugli sviluppi di un calcio piazzato: la palla finisce al numero 10 Antonio che controlla e lascia partire un rasoterra a fil di palo. Imprendibile.
Gli Azzurri tentano di reagire spostando in avanti il baricentro, ma non trovano spazi. In pieno recupero arriva il raddoppio, ancora sugli sviluppi di un calcio piazzato. La palla, dopo un rimpallo, arriva al numero 3 Manuel che si libera di Padoan con un fallo non ravvisato dal direttore di gara, e tira un missile che colpisce il palo alla sinistra di Priami prima di terminare in rete.
Il ct Renco Vergnani è comunque soddisfatto della prestazione della squadra:

I ragazzi hanno dato tutto quello che avevano, sono orgoglioso di loro. Abbiamo tenuto testa per tutta la partita ad un team più attrezzato di noi, che ha tutte le carte in regola per giocarsi il titolo di campione del mondo, proprio come ha fatto quattro anni fa

L’avventura dell’Italia al Mondiale però non termina qui.
Oggi, venerdì 2 novembrealle 22 ora italiana (le 15 locali) gli Azzurri scenderanno in campo contro Haiti, in un match che, nel tabellone, attribuisce dalla nona alla sedicesima posizione del ranking mondiale. Quella contro Haiti è una sfida già vista in un Mondiale: nel 2014 le due formazioni si sono incontrate agli ottavi di finale con i centro-americani che hanno superato l’Italia solo ai calci di rigore. In questi Campionati, le due squadre hanno dimostrato di essere cresciute molto, passando entrambe il proprio girone a punteggio pieno, ma subendo un sorteggio sfavorevole.

I Mondiali di Calcio amputati sono trasmessi in diretta streaming sul canale Facebook di San Juan TV:

Risultati degli ottavi
Inghilterra – Argentina 2-0
Brasile – Francia 2-1
Haiti – Polonia 1-2
Italia – Angola 0-2
Colombia – Spagna 0-0 (2-3 ai rigori)
Messico – Giappone 2-0
Turchia – Irlanda 4-0
Russia – Kenya 4-1

Quarti di finale
Inghilterra – Brasile
Messico – Spagna
Polonia – Angola
Turchia – Russia

 

Fonte: www.fispes.it

A San Juan De Los Lagos l’Italia batte l’Argentina per 1-0 e conquista la testa del girone B dei Mondiali Calcio amputati a punteggio pieno.
Prima di dare il via alle ostilità, le due formazioni osservano un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del maltempo in Italia.
La partita è sofferta e nervosa, come dimostra l’espulsione del ct argentino al 13’. Al minuto 14 gli Azzurri passano in vantaggio, quando Francesco Messori calcia direttamente verso la porta una palla insidiosa ed il numero 1 albiceleste, nel tentativo di smanacciare, fa autogol.

I sudamericani sanno che la sconfitta potrebbe costare loro il secondo posto del gruppo e si riversano in avanti per trovare subito il pareggio. Gli argentini si rendono pericolosi in più di un’occasione con Montons (10), Pesod (8) e Ortis (11), ma il portiere azzurro Daniel Priami è sempre molto attento. L’Italia cerca il di colpire in contropiede con Emanuele Padoan, ma senza trovare la strada del gol.
Nel secondo tempo la pressione argentina diventa sempre più pesante, ma gli Azzurri resistono strenuamente grazie ad una grande compattezza di tutto il reparto difensivo. Priami, uomo partita, dimostra in più di un’occasione di essere tra i portieri più forti al mondo. L’Italia non riesce più a ripartire in contropiede e negli ultimi minuti difende con successo il risultato con tutti i suoi effettivi.

Il ct Renzo Vergnani  si dichiara soddisfatto di come la squadra abbia condotto la partita:

Abbiamo vinto giocando all’italiana. Sono contento soprattutto perché i ragazzi hanno dimostrato di saper soffrire e portare a casa il massimo risultato contro un team sulla carta più forte e con grandi doti tecniche

Non sono buone invece le notizie degli accoppiamenti per gli ottavi in programma giovedì 1 novembre. Le nostre “stampelle” trovano i vicecampioni del mondo dell’Angola, una squadra molto fisica e rapida. La Nazionale italiana proverà ad imporre il suo gioco, facendo girare palla e cercando gli inserimenti dei centrocampisti.

Sul prossimo match contro gli angolani il ct aggiunge:

Pur arrivando primi, il sorteggio non è stato favorevole perché abbiamo pescato la più forte delle seconde. Per arrivare lontano però si devono battere i più forti e noi giocheremo come sappiamo, con la consapevolezza dei nostri mezzi

I Mondiali di Calcio amputati sono trasmessi in diretta streaming sul canale Facebook di San Juan TV

Partite Italia ai Mondiali

Italia vs Ghana 3-0
Italia vs Francia 2-1
Italia vs Argentina 1-0

Classifica girone B
1. Italia 9 punti
, 2. Argentina 4 punti, 3. Francia 4 punti, 4. Ghana 0

Ottavi di finale in programma giovedì 1 novembre

Inghilterra – Argentina
Brasile – Francia
Haiti – Polonia
Italia – Angola
Colombia – Spagna
Messico – Giappone
Turchia – Irlanda
Russia – Kenya

Risultati della terza giornata

Gruppo A
Irlanda – Uruguay 4-1, Messico – Inghilterra 0-3

Gruppo B
Argentina – Italia 0-1, Francia – Ghana 3-0 (a tavolino)

Gruppo C
Polonia – Giappone 2-0, Colombia – Costa Rica 2-1

Gruppo D
Angola – Haiti 1-2, Ucraina – Spagna 0-5

Gruppo E
Russia – Brasile 0-0, El Salvador – Nigeria 0-1

Gruppo F
Turchia – USA 5-1, Kenya – Liberia 3-0 (a tavolino)

A punteggio pieno nel proprio girone, sei punti su sei disponibili, ma soprattutto una vittoria dal peso emotivo speciale, un 2-1 sulla Francia diventata ormai una classica. La Nazionale italiana di calcio amputati, impegnata nei Mondiali in Messico, dopo i primi tre punti conquistati grazie a una vittoria per 3-0 a tavolino contro il Ghana (la Nazionale africana non è riuscita a partire per problemi interni al paese), ottiene il primo successo sul campo battendo i cugini d’Oltralpe.

Lunedì 29 ottobre, alle 23 in Italia, i ragazzi del ct Renzo Vergnani sono scesi in campo in quello che l’ennesimo appuntamento contro i francesi: le due formazioni, infatti, si sono incontrate già otto volte nella loro breve storia. Gli ultimi incontri ufficiali risalgono allo scorso febbraio al Triangolare della Fortuna di Fano, dove i transalpini si imposero per 1-0 e alla semifinale per il quinto posto agli Europei 2017, dove a vincere fu l’Italia per 1-0 ottenendo proprio il pass per questo campionato del mondo.

A Guadalajara sono proprio gli Azzurri a trionfare per 2-1 con le reti di Padoan e Magi. Un successo fondamentale perché la Francia aveva pareggiato all’esordio per 1-1 contro l’Argentina e quindi adesso l’Italia conduce in testa il gruppo B: ricordiamo che passano il turno le prime due di ciascun girone e le migliori quattro terze. Con l’Argentina (in programma martedì 30 ottobre alle 24 ore italiane) può, dunque, bastare un pareggio per passare al turno successivo come prima.

Si possono vedere le partite in streaming sulla pagina Facebook di San Juan Tv

Calendario partite Italia ai Mondiali

Domenica 28 ottobre: Italia vs Ghana 3-0

Lunedì 29 ottobre: Italia vs Francia 2-1

Martedì 30 ottobre: Italia vs Argentina alle 17 locali (ore 24 italiane)

Giovedì 1 novembre: ottavi di finale

Venerdì 2 novembre: quarti di finale

Sabato 3 novembre: semifinali

Domenica 4 novembre: finale

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Risultati della prima giornata

Girone A

Messico – Irlanda 3-1, Inghilterra – Uruguay 5-0

Girone B

Argentina – Francia 1-1, Italia – Ghana 3-0 (a tavolino)

Girone C

Polonia – Colombia 1-0, Giappone – Costa Rica 1-0

Girone D

Angola – Ucraina 4-0, Haiti – Spagna 2-0

Girone E

Russia – El Salvador 4-0, Brasile – Nigeria 6-0

Girone F

Stati Uniti-Iran, Turchia – Kenya 4-1

 

Fonte: www.fispes.it

Ottimismo, entusiasmo, orgoglio e tanta voglia di vivere quello che fino a poco tempo fa era semplicemente un sogno. Ci sono questi ingredienti e queste emozioni nei bagagli che i ragazzi della Nazionale italiana di calcio amputati portano con loro nella spedizione in Messico dove, dal 27 ottobre al 4 novembre, si giocheranno i Mondiali.

A guardarsi indietro è incredibile: tutto è nato nel 2012 da un post su Facebook, anzi da un gruppo creato da Francesco Messori, il capitano del team azzurro e 20 anni ancora da compiere, che attraverso il popolare social network ha cercato in giro per l’Italia amici e colleghi per metter su una squadra. Poi il Csi e la Fispes, la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, ha dato concretezza e robustezza al progetto. Due anni dopo, nel 2014, gli Azzurri erano già alla loro storica prima Coppa del Mondo, sempre in Messico, e seppur acerbi sono usciti agli ottavi ai calci di rigore contro Haiti.

La Coppa del Mondo vede la partecipazione di 24 squadre, suddivise in sei gruppi e passano agli ottavi le prime due classificate di ciascun girone e le quattro migliori terze. I ragazzi del ct Renzo Vergnani sono stati inseriti nel Girone B e, a Guadalajara, se la vedranno contro Argentina, Francia e Ghana. Proprio contro l’incognita africana, il 28 ottobre, il debutto  degli Azzurri. L’Italia ritrova, così, la Francia, team incontrato sette volte negli scorsi sei anni, e battuto 1-0 agli Europei in Turchia del 2017, vittoria che ha regalato agli Azzurri la qualificazione mondiale.

Vergnani ha parlato così del sorteggio e del cammino dell’Italia:

Le squadre del nostro gruppo sono tutte abbordabili. Se da un lato è un bene stare lontani dalla Russia, campioni del mondo del 2014, e dalla Turchia, prima in Europa, dall’altro siamo obbligati ad arrivare primi nel girone per evitare abbinamenti duri. Dobbiamo cercare di credere nelle nostre capacità fino in fondo e trovare la convinzione di poter vincere

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Sono 14 gli azzurri convocati: Vincenzo De Fazio (ASD Levante C Pelliese) Mattia Del Pastro (ASD Stampelle Azzurre) Marcello Cirisano (ASD Stampelle Azzurre) Pier Mario Gardino (ASD Stampelle Azzurre) Salvatore La Manna (ASD Stampelle Azzurre) Luigi Magi (ASD Stampelle Azzurre) Lorenzo Marcantognini (ASD Stampelle Azzurre) Ivan Martucci (ASD Stampelle Azzurre) Francesco Messori (ASD Stampelle Azzurre) Emanuele Padoan (ASD Stampelle Azzurre) Daniele Piana (ASD Stampelle Azzurre) Daniel Priami (ASD Stampelle Azzurre) Marco Pollicino (ASD Levante C Pelliese) Riccardo Tondi (ASD Stampelle Azzurre).

I Gironi e le partite in programma

Girone A: Messico, Inghilterra, Irlanda, Uruguay

Girone B: Argentina, Italia, Francia, Ghana

Girone C: Polonia, Giappone, Colombia, Costarica

Girone D: Angola, Haiti, Ucraina, Spagna

Girone E: Russia, Brasile, El Salvador, Nigeria

Girone F: Turchia, Stati Uniti, Kenya, Iran

Partite dell’Italia:

Domenica 28 ottobre: Italia vs Ghana alle 20 locali (ore 3 italiane)

Lunedì 29 ottobre: Italia vs Francia alle 16 locali (ore 23 italiane)

Martedì 30 ottobre: Italia vs Argentina alle 17 locali (ore 24 italiane)

Giovedì 1 novembre: ottavi di finale

Venerdì 2 novembre: quarti di finale

Sabato 3 novembre: semifinali

Domenica 4 novembre: finale

Il monaco buddhista che si diede fuoco in un piazza di SaigonRosa Parks che su un autobus si rifiutò di alzarsi per far sedere un bianco.
E poi ci sono i pugni guantati di Smith e Carlos. Sicuramente tante altre foto hanno segnato un’epoca, ma queste tre, limitate ad un un arco temporale confinante, hanno un senso comune di ribellione. Contro il regime cattolico nel Vietnam il primo, per i diritti civili dei neri gli altri due. Piccole tappe, capaci di sovrastare il dio Crono e di rimanere immutate nel tempo, come quella del 16 ottobre 1968.

 

 

Olimpiadi di Città del Messico. Tommie Smith e John Carlos, primo e terzo nella finale maschile dei 200 metri. I due atleti americani, durante la cerimonia celebrativa, sollevarono in cielo il pugno con un guanto nero, con il capo chino, al collo una collanina con delle pietre -simbolo di ogni nero morto linciato- e i piedi scalzi. Umanamente fieri e con i muscoli tesi a reggere una presa di coscienza che in quel momento non era più pesante delle medaglie che avevano al collo.
Solo sei mesi prima fu assassinato Martin Luther King e quello fu il gesto che portò il ruggito del Black Power, contro la discriminazione razziale, ad echeggiare oltre i confini dello stadio. Ventiquattro anni Smith, un anno in meno Carlos.

 

L’attimo prima della premiazione

L’aneddoto

Quella protesta è rimasta scolpita nella storia dello sport e non solo, anche perché su quel podio Smith e Carlos non si sentirono soli. La medaglia d’argento, infatti, andò a Peter Norman, australiano cresciuto a Melbourne, dove ebbe modo di osservare l’odio dei bianchi verso gli aborigeni. Lui era ignaro della protesta, ma si dice che sia stato proprio Norman, a fine gara, a suggerire ai due atleti di dividersi i guanti perché avevano solo un paio. Non solo: indossò la spilla con il simbolo del Progetto olimpico per i diritti umani.
Scesi dal podio, il loro cammino sportivo si interruppe. Norman non venne convocato, infatti, ai successivi Giochi a Montreal. A Smith e Carlon andò anche peggio: immediatamente sospesi dalla squadra americana, ricevettero in seguito numerose minacce, tra le quali anche quelle del Ku Klux Klan.

 

Ma il loro gesto non conosce lo scorrere del tempo. Peter Norman è morto a Melbourne all’età di 64 anni a causa di un infarto. Al funerale, Tommie Smith e John Carlos hanno sorretto la sua bara. Uniti, fino alla fine.

Se pensiamo ai Mondiali di calcio non possiamo che fare collegamenti diretti a quelli che sono i ricordi di ognuno di noi. Un gol che ci ha fatto saltare di gioia, un rigore sbagliato che ci ha fatto piangere o una parata miracolosa che ci ha fatto tenere il cuore in gola.

Il Mondiale di calcio è questo, un andirivieni di emozioni continue.

L’emblema del sentimento calcistico però è il gol. Ci sono gol come quello di Tardelli o quello di Fabio Grosso, ci sono i gol di Pelè, di Ronaldo, di Maradona e tanti tanti altri. Una serie innumerevoli di marcature che si sono susseguite dall’inizio del torneo calcistico più seguito al mondo.

Gli ultimi ad esultare per un gol vittoria sono stati i tedeschi che, grazie alla rete di Mario Goetze al minuto 113 dei tempi supplementari, hanno vinto il Mondiale 2014 in Brasile.
Proprio il gol di Goetze è stato l’ultimo in ordine cronologico ad essere segnato in una fase finale dei Mondiali, ma chi è stato il primo a segnare la prima storica rete in un campionato del mondo?

Questo “piccolo” record lo detiene un francese, Lucien Laurent, primo marcatore nella gara inaugurale del Mondiale 1930: Francia – Messico. La gara si disputò allo stadio Pocitos di Montevideo domenica 13 luglio, davanti a poco più di 500 spettatori.

Il centrocampista transalpino al minuto 19 del primo tempo insacca la palla alle spalle dell’incolpevole portiere messicano Oscar Bonfiglio, con un bel tiro al volo.

Lo stesso Laurent, invece, ha più volte ribadito che

Il gol non è stato nulla di speciale!

In realtà bella o non bella è stata la rete che ha segnato la storia del calcio mondiale e della vecchia Coppa Rimet.


Lucien Laurient nacque il 10 dicembre 1907 in Val de Marne. Dopo alcuni anni in cui militò tra le fila dei semiprofessionisti del Cercle Athletique de Paris, decise di passare al Sochaux, espressione calcistica della Peugeot, per la quale lavorava e ottenne uno specifico permesso. Ovviamente in quei tempi, nessuno era calciatore professionista.

Gli undici titolari della Francia al Mondiale 1930

La trasferta in Uruguay fu effettuata con la nave “Conte Verde” con a bordo la nazionale romena, quella francese e jugoslava, tre arbitri europei e il presidente Fifa Jules Rimet che con sé portava la Coppa. Si partì il 21 giugno da Genova per poi arrivare in Uruguay il 4 luglio.

Trascorremmo 15 giorni nel Conte Verde per raggiungere il Sud America. Gli esercizi di base li facevamo di sotto e ci allenavamo sulla coperta della nave. Il nostro allenatore non ci parlò mai di tattica. C’era anche una piscina, era come un villaggio turistico. Non capivamo pienamente la grandezza del motivo per cui stavamo andando in Uruguay. Solo anni e anni dopo ci siamo resi conto del nostro posto nella storia. In quel momento era solo avventura. Eravamo giovani che si stavano divertendo. (L. Laurent)

Prima del fischio d’inizio le due nazionali entrarono in campo con le proprie bandiere.

Dopo meno di 20 minuti il primo gol del Mondiale. La partita si concluse con un netto 4-1 per i francesi che con Maschinot realizzarono anche una storica prima doppietta. Anche se il record di Laurent sarà per sempre negli annali del calcio.

È tristemente noto che la Russia è molto severa con chi viola le regole legate all’omosessualità. Nessuna propaganda gay è considerata lecita e, di conseguenza, tutti i riferimenti alla cultura LGBT sono banditi dal paese.

Pena l’arresto, per chi decide di sfidare il governo in tal senso.

E anche durante la manifestazione mondiale, che da un mese circa ha attirato per le sue vie persone provenienti da tutto il mondo, niente è cambiato in termini di tolleranza.

Ma c’è chi decide di svincolarsi da questa legislazione discriminativa e camminare apertamente mostrando i colori dell’LGBT. Geniali quanto originali, un gruppo di attivisti ha sfoggiato una bandiera arcobaleno del tutto in tema con il clima calcistico del momento e pertanto non passibile di alcuna accusa.

Ecco come si presenta la cosiddetta “The Hidden Flag”, o bandiera nascosta, con i sei colori dell’arcobaleno LGBT realizzati attraverso le maglie di alcune squadre partecipanti alla rassegna iridata: Spagna, Olanda, Brasile, Messico, Argentina e Colombia.

Un effetto ottico che rimanda immediatamente alla comunità attivista per i diritti sui gay, ma che può circolare per il paese senza subire alcuna condanna.

L’idea è di un’agenzia pubblicitaria spagnola, con l’intento di dare una scossa alla burocrazia russa e indirizzare il paese verso una maggiore tolleranza della diversità.

Ecco come giustificano questa trovata:

Quando Gilbert Baker disegnò la bandiera arcobaleno nel 1978, lo fece per creare un simbolo e un’icona per la comunità Lgbt. Un simbolo, riconoscibile in tutto il mondo, che le persone potessero usare per esprimere il loro orgoglio. Purtroppo, 40 anni dopo, ci sono ancora Paesi in cui l’omosessualità è perseguitata, a volte anche con il carcere, e in cui la bandiera arcobaleno è vietata. La Russia è uno di questi Paesi. Per questo motivo, abbiamo approfittato del fatto che il Paese ospita la Coppa del mondo contemporaneamente al Pride Month, per denunciare questo comportamento e portare la bandiera arcobaleno nelle strade della Russia. Sì, alla luce del sole, di fronte alle autorità russe, alla società russa e al mondo intero, sventoliamo la bandiera con orgoglio

I sei coraggiosi attivisti sono ormai delle celebrità, soprattutto tra le fila dei sostenitori del movimento LGBT. I loro nomi sono Marta Márquez (spagnola), Eric Houter (olandese), Eloi Pierozan Junior (brasiliano), Guillermo León (messicano), Vanesa Paola Ferrario (argentina) e Mateo Fernández Gómez (colombiano).

Che siano tifosi o meno delle nazionali di cui indossano la maglia non è importante. Ciò che conta è che il loro escamotage è di sicuro un ottimo modo per sostenere la propria causa e al contempo promuovere iniziative volte al confronto e all’unione anche tra nazionalità diverse.

I Mondiali di Russia 2018 sono ormai all’atto conclusivo e domenica 15 luglio conosceremo il nome dei nuovi Campioni del Mondo, ma fino ad allora la bandiera LGBT ha il “permesso” di continuare ad aggirarsi per le strade della Russia e diffondere i suoi colori, nella speranza di ottenere da parte del governo un’apertura che al momento è solo un’utopia.

Si delinea sempre più il quadro dei quarti di finale di questo Mondiale tanto entusiasmante quanto particolare: le due sfide disputate oggi si sommano alle quattro divise tra sabato e domenica, mancano solo Svezia-Svizzera e Colombia-Inghilterra, entrambe in campo domani. Il Brasile supera gli ottavi grazie ai gol di Neymar e Firmino, abbandona la competizione il Messico di un ottimo Ochoa che nelle competizioni intercontinentali si esalta sempre; rimonta clamorosa del Belgio completata al 90′ con il gol decisivo di Chadli, il Giappone lascia la competizione.

La seconda sudamericana ad accedere ai quarti di finale è il Brasile di Tite che nel pomeriggio si è sbarazzato, con difficoltà, del Messico con il risultato di 2-0, scaturito dalle reti di Neymar e Firmino, entrambe nella ripresa. La selezione latinoamericana torna a casa con il grande rimpianto di aver perso la partita decisiva qualche giorno fa, quando la Svezia travolse 3-0 la Tricolor togliendole la prima posizione nel raggruppamento. I verde-oro crescono con il passare della kermesse, Neymar continua a segnare (e a scatenare polemiche riguardo la sua etica) e i sostenitori iniziano a sognare la sesta Coppa del Mondo.

Il Brasile affronterà il Belgio nei quarti di finale: la squadra allenata da Martinez rimonta due gol di scarto e all’ultimo secondo supera il Giappone grazie ad un gol di Chadli. Un’ora di gioco di grandissimo livello per i Samurai Blu che riescono ad andare sopra 2-0 ma la qualità dei propri giocatori permette agli europei di ribaltare il risultato. Una vittoria d’orgoglio che lancia questa formazione, iniettandosi una dose di adrenalina non indifferente che in una competizione come il Mondiale può fare la differenza.

Domani si concluderà il quadro degli ottavi di finale: si inizia alle ore 16:00 con la sfida tra Svezia e Svizzera valevole un posto tra le migliori otto al mondo; chi passerà il turno se la vedrà con la vincitrice tra Colombia ed Inghilterra che alle 20:00 daranno vita ad una delle partite più interessanti di questo Mondiale.

Le probabili formazioni:

Svezia: Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Hiljemark, Ekdal, Forsberg; Berg, Toivonen. CT: Andersson.
Svizzera: Sommer; Elvedi, Djourou, Akanji, Rodriguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri, Dzemaili, Embolo; Gavranovic. CT: Petkovic.

Colombia: Ospina; Arias, Mina, D. Sánchez, Mojica; C. Sanchez, Uribe; Cuadrado, Quintero, Muriel; Falcao. CT: Pekerman
Inghilterra: Pickford; P. Jones, Maguire, G. Cahill; Trippier, Henderson, Alli, Young; Lingard, Kane, Sterling. CT: Southgate