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Da un ristorante di Nizza ai campi d’allenamento del Leicester City.

Può sembrare un racconto grottesco ma è la vera storia che è capitata a Davide Lorenzo, 24enne ex attaccante cresciuto nelle giovanili del Torino e poi trasferitosi alla Juventus.

Il giovane ha vissuto sulla sua pelle un’esperienza unica e quasi irreale.
Dopo aver fatto di tutto per esaudire il  di giocare a calcio, ha vissuto momenti bui in cui ha deciso di mollare tutto e fare altro.

Davide si trasferisce in Costa Azzurra per seguire la compagna Noemi. A Nizza ha bisogno di lavorare, a causa anche dei risparmi spesi per il calcio, e trova un impiego come cameriere in uno dei ristoranti più famosi della città.

Una sera di qualche settimana fa tra gli ospiti c’è il proprietario del Leicester, Vichai Srivaddhanaprabha, e da quel giorno qualcosa è cambiato.

Davide si catapulta a conoscerlo e impiega pochi minuti di tempo a raccontargli la sua vita e la sua sfortunata esperienza nel mondo del calcio: le giovanili a Torino, i trasferimenti in club di C2 e della D, e anche avventure estere in campionati minori di Norvegia, Malta, Belgio, Svizzera e Stati Uniti. In Usa ha avuto modo di fare provini con i NY Cosmos e NY Red Bulls, ma la repentina scadenza del visto non gli ha permesso di restare oltreoceano.

In sintesi: esperienze con pochi risultati.
Ma Davide non molla e non appena può coglie l’occasione per farsi notare così com’è successo con il proprietario thailandese del Leicester.

Vichai, durante la cena, ascolta incuriosito la storia dell’italiano e senza mezzi termini gli propone di fare un provino per la sua squadra. Il presidente lo invita a sue spese in Inghilterra per offrirgli un’altra possibilità nel mondo del calcio.

Nel giro di tre giorni, il 24enne vola oltremanica e si arruola con la squadra delle riserve, con l’opportunità di allenarsi assieme ai titolari, sotto gli ordini del tecnico francese Puel. Il mister nota la voglia di fare e d’imparare di Davide e gli consiglia di non mollare.

A Leicester si è fatto subito apprezzare anche da molti giocatori tra cui Jamie Vardy, che gli ha anche regalato una maglia, e il giapponese Okazaki.

Un altro sogno di un altro italiano a Leicester. Dopo Claudio Ranieri, che ha regalato una storica Premier League ai tifosi Foxes, l’arrivo di Davide Lorenzo che vuole riprendersi il suo futuro.

Il Gp del Giappone apre il trittico di gare consecutive oltreoceano (Australia e Malesia le successive). Il Ducati Team è arrivato a Motegi per il quartultimo appuntamento del Mondiale, in una pista storicamente favorevole ai propri piloti che hanno ottenuto degli ottimi risultati su questo circuito, con le tre vittorie consecutive di Loris Capirossi nel 2005, 2006 e 2007 e la vittoria 2010 di Casey Stoner, che proprio a Motegi conquistò il titolo mondiale con la Ducati nel 2007.

Ad Andrea Dovizioso il tracciato giapponese piace molto, il pilota romagnolo è salito sul podio a Motegi in tutte e tre le categorie, vincendo la gara 125 nel 2004, ottenendo due delle sue cinque pole position in MotoGP e arrivando due volte secondo sul tracciato giapponese nella massima categoria. Lo scorso anno Dovizioso, che partiva dalla seconda fila, è riuscito a controllare la rimonta di Vinales e a concludere il GP del Giappone con una meritata seconda posizione.

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“Motegi è una pista speciale, una delle mie preferite soprattutto perché si frena molto forte, sono sicuro che su questo circuito potremo essere di nuovo protagonisti – ha dichiarato Dovizioso, secondo nella classifica del Mondiale -. Sono quindi molto fiducioso perché qui ho sempre ottenuto dei buoni risultati in MotoGP, conquistando due volte la pole position e lo scorso anno sono arrivato secondo. Le prossime quattro gare saranno molto importanti per la lotta per il titolo e noi siamo pronti a giocarcela fino all’ultimo”.

Anche Jorge Lorenzo può vantare un ottimo record a Motegi in MotoGP, con quattro pole e tre vittorie all’attivo, anche se lo scorso anno il pilota maiorchino si è qualificato in prima fila, ma è poi scivolato durante la gara ed è stato costretto al ritiro.

“Il podio di Aragon è stato molto importante per la squadra e ha confermato che la direzione che stiamo seguendo è quella giusta – le parole dello spagnolo -. Ora comincia la parte finale del Mondiale, con queste tre gare consecutive oltreoceano, e il mio obiettivo è sempre lo stesso: lottare sempre per il podio e puntare alla mia prima vittoria con la Ducati. Motegi è uno dei miei tracciati preferiti, dove sono riuscito a vincere più volte in passato. Penso che la nostra moto si adatti molto bene alle caratteristiche di questa pista e quindi avremo delle ottime possibilità di ottenere un buon risultato”. 

Forse tra chi leggerà questo articolo, ci sarà chi avrà comprato all’edicola, ancora bambino, l’album di figurine della Panini, edizione Mondiali di Messico ’70. E magari, dopo aver scambiato le figurine tra amici, dev’essersi accorto di averlo lasciato incompleto.

Ma dai meandri dei ricordi è sbucata una perla rara, una chicca per collezionisti. Sul sito della casa d’aste, Catawiki, è apparso l’album Panini completo del mondiale messicano con tutte le 271 figurine, conservato in condizione pressoché perfetta.
E’ un album decisamente storico perché, quelli che si sono disputati in Messico, non sono solo i Mondiali di Italia-Germania 4-3, definita senza giri di parole la “partita del secolo”, ma anche l’ultimo torneo a fregiarsi del nome di Coppa Jules Rimet” prima di cambiare fisionomia grazie all’arte dello scultore italiano Silvio Gazzaniga.
Ma non è tutto: la peculiarità che rende questo cimelio unico e mai replicabile, è il doppio autografo del calciatore brasiliano Pelé, al tempo 29enne e già idolo affermato con la Seleçao. Due firme, una sulla copertina dell’album, l’altra proprio sulla figurina della “Perla nera” che segnò, proprio contro gli azzurri in finale, il primo dei quattro gol che permise al Brasile di alzare al cielo la Coppa Rimet.

Suggestivo, allora, pensare di accaparrarsi un gioiello inestimabile per gli appassionati di calcio e per i romantici nostalgici a quasi 50 anni di distanza: completare un album, ai tempi, non era affatto semplice perché le bustine contenevano solo due figurine.
Sembra incredibile, ma il proprietario di quello che è l’album Panini più costoso nella storia ha soltanto nove anni. L’asta organizzata da Catawiki, infatti, è stata aggiudicata dal piccolo Lonenzo Vandelli, autentico appassionato di figurine. Nonostante la sua piccolissima età, il bambino nato a Sassuolo, in provincia di Modena, ha più di 200 album.
Così, mosso dalla grande passione di suo figlio, il padre ha deciso di piazzare un’offerta record di 12mila euro, ben superiore ai circa 6mila euro come valore stimato prima della battuta d’asta. Ma mentre Lorenzo fa i salti di gioia spiegando che suo padre gli ha dedicato una stanza intera per far spazio agli album, alle figurine e ai pacchetti non ancora aperti, c’è chi non si è detto sorpreso come Federico Puccioni, country manager Italia di Catawiki:

Non c’è da stupirsi che sia stato proprio un italiano a offrire più di tutti: Mexico ’70 è stato uno dei mondiali più emozionanti per tutti gli appassionati di calcio e non. E l’Italia arrivò in finale perdendo proprio contro il Brasile di Pelé. Ma la partita più avvincente fu senza ombra di dubbio la semifinale Italia – Germania (4-3), che tenne tutto il popolo italiano col fiato sospeso per 120 minuti, passando poi agli annali del calcio come “La partita del secolo”

L’album prezioso, oltre a essere raro per gli autografi preziosi di Pelé, è ulteriormente prezioso perché fino ad oggi è stato custodito dal primo e unico proprietario e, in aggiunta, non riporta scritte o scarabocchi di risultati di partite, pratica assai diffusa negli anni ’70-’80. Non ci resta che congratularci con il piccolo Lorenzo: forse, anche grazie a lui, i ricordi di quel Mondiale e la passione per le figurine non svaniranno…