A lui, gli è stato dedicato anche un asteroide, il 3442 Yashin. Se fosse ancora in vita, oggi 22 ottobre 2019, compirebbe 90 anni, ma il “ragno nero” russo, è morto nel 1990, a 60 anni, a causa di un cancro allo stomaco.
La mitologia attorno alla figura di Lev Ivanovič Jašin (o Yashin per comodità e popolarità occidentale) è ampia perché tanto ha dato lui al calcio sia in Russia che su scala globale. Unico portiere a vincere il Pallone d’oro, nel 1963, a 34 anni e dopo aver annunciato (poi ritrattato) il suo ritiro. Dietro di lui, quell’anno, tutti in fila per levarsi il cappello c’erano Rivera, Eusebio, Schnellinger, Suarez, Trapattoni e Bobby Charlton. Un’intera carriera a difendere i pali della Dinamo Mosca, 326 partite in 20 anni di militanza nel club, e l’Urss con 74 gettoni tra il 1954 e 1967. Tanti, bellissimi, sono gli aneddoti, ma ai giorni d’oggi l’icona più visiva e immediata rimane il suo talento e il suo vestirsi completamente di nero, al punto da ricevere quel soprannome lì.
Intere generazioni di ragazzini sono cresciuti con il suo mito e, alcuni, l’hanno dimostrato recentemente: durante l’ultimo turno di Prem’er-Liga russa, Andrey Klimovich, portiere bielorusso dell’Orenburg, e Anton Šunin, omologo della Dinamo Mosca, l’hanno omaggiato scendendo in campo con un’uniforme speciale, una divisa d’altri tempi total black e con cappello modello Brixton brood.
Este martes, Lev Yashin estaría cumpliendo 90 años y el Dinamo de Moscú, equipo donde jugó toda su carrera, le realizó un homenaje en la previa del duelo frente al Krasnodar. Anton Shunin salió vestido como la “Araña Negra” y todos los niños llevaron su imagen en el pecho. pic.twitter.com/fsBS5LrBOG
— ESPN Fútbol Club (@ESPNFutbolClub) October 20, 2019
Wearing a black shirt and a black hat for Lev Yashin’s 90th anniversary: done ✅
Orenburg’s goalkeeper Andrey Klimovich did it great👏🏼 pic.twitter.com/bbNh9up9tM
— Stefano Conforti (@confortistefano) October 20, 2019