Tag

lazio

Browsing

Attualmente è uno degli allenatori italiani più amati e rispettati a livello nazionale e internazionale. Sulle panchine straniere di Manchester City e Galatasaray ha vinto tanto, così come con l’Inter.

Da giocatore ha guidato prima la Sampdoria agli anni d’oro grazie alla più che collaudata coppia con Gianluca Vialli, e poi la Lazio di mister Eriksonn.

Si tratta, ovviamente, di Roberto Mancini che ora è un allenatore italians a tutti gli effetti, dato che è alla guida dello Zenit San Pietroburgo, ma in realtà è stato Italians già quando indossava ancora gli scarpini

Infatti, il Mancio calciatore, dopo aver vinto tanto in Italia a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, decise di provare un’esperienza fuori dalla Serie A italiana, volando in Premier League nel Leicester City nel gennaio 2001.

Una piccola parentesi che è durata poco più di un mese in cui il giocatore jesino collezionò soltanto cinque presenze, tra campionato e FA Cup.
Un’esperienza flash a 36 anni suonati che però gli hanno dato modo di entrare a contatto con il calcio inglese che qualche anno più tardi lo vedrà protagonista come allenatore dei Citizens.

Con i Foxes non poté che indossare la maglia, la sua maglia, numero 10.

Quella a Leicester è stato un breve periodo di ambientamento per quello che è stato poi l’allenatore Italians che ha riportato la Premier League a Manchester, sponda City, dopo moltissimi anni di digiuno.

L’Italia sfida le altre big in Champions League e in Europa League. Con una certezza: rispetto agli anni passati, ha una marcia in più.

Le squadre italiane continuano il loro cammino in Europa e se la certezza è sempre la Juventus, i bianconeri in questo cammino sono accompagnati dalla Roma, in Champions, e dalla Lazio, in Europa League. Ma non è tutto: nelle due competizioni ci sono ben 4 allenatori italiani, Massimiliano Allegri (Juventus), Eusebio Di Francesco (Roma), Simone Inzaghi (Lazio) e Vincenzo Montella, ora al Siviglia, che  è riuscito nella titanica impresa di battere il Manchester United di Mourinho. Ed è il primo allenatore italiano a estromettere il portoghese in Europa.
Un dato positivo che supera anche Francia e Germania, con tre allenatori a testa.

Evitati i derby, ecco quali accoppiamenti sono usciti dall’urna di Nyon

Sorteggio Champions League

Ecco cosa la sorte ha riservato alle squadre di Allegri e Di Francesco.

La Juventus dovrà rivivere la finalissima di Champions League dell’anno scorso, dove si è battuta contro il Real Madrid. Uno scontro non facile dove la squadra italiana cercherà a tutti i costi il riscatto da quell’amara delusione. Ma Allegri non sembra affatto preoccupato a giudicare dai suoi commenti sui social.

Per i bianconeri la partita di andata si gioca in casa, a Torino, e quella di ritorno a Madrid.

La Roma, invece, giocherà contro il Barcellona e anche in questo caso il match non sarà affatto facile. La squadra di Messi ha la possibilità di giocare in casa la prima partita, mentre il ritorno è previsto a Roma.

Le altre squadre in gara sorteggiate sono Siviglia contro Bayern Monaco e Liverpool contro Manchester City.

Le partite di andata si giocheranno martedì 3 e mercoledì 4 aprile, mentre quelle di ritorno il 10 e 11 aprile.

 

Sorteggio Europa League

Più favorevole appare il risultato del sorteggio che riguarda l’Europa League. La Lazio, infatti, dovrà giocarsi i quarti di finale contro il Salisburgo, una delle avversarie meno temibili tra quelle in gara.

Ma nel club della squadra si va molto cauti con le previsioni, perché anche se meno forte di Atletico Madrid e Arsenal, il Salisburgo è stata comunque capace di eliminare avversarie come Borussia Dortmund e Real Sociedad. Ecco un commento a caldo dopo l’estrazione:

È una squadra che ha vinto il proprio girone davanti al Marsiglia e che ha eliminato Real Sociedad e Borussia Dortmund, è una buona squadra. Noi cercheremo di fare la nostra parte nel migliore dei modi, cerchiamo di fare bene dove andiamo a giocare e proviamo ad arrivare il più lontano possibile. L’andata in casa un vantaggio? Abbiamo giocato la prima all’Olimpico con la Dinamo Kiev e non avevamo fatto una grande partita. Giocare in casa o fuori la prima gara non credo che possa cambiare più di tanto. Con l’Atletico Madrid sarebbe stata più dura ma questa sfida non sarà facile, anzi, sarà molto, molto complicata

Gli altri abbinamenti sono: Lipsia contro Marsiglia, Arsenal contro CSKA Mosca e Atletico Madrid contro Sporting Lisbona.

Le partite di andata saranno giocate il 5 aprile, mentre quelle di ritorno il 12 aprile

  

Insieme a Vialli, Zola e Di Matteo ha preso parte alla spedizione degli Italians allo Stamford Bridge. Con Gianluca Vialli allenatore/calciatore ha vinto una  Supercoppa europea a Montecarlo ai danni del Real Madrid il 28 agosto 1998.

È Pierluigi Casiraghi, ex calciatore (tra le altre) di Lazio e Juventus e della Nazionale italiana.

Ha da poco compiuto 49 anni e ha intrapreso la carriera di allenatore, così come proprio i suoi ex compagni ai tempi del Chelsea. In effetti tra le esperienze più importanti come allenatore, sicuramente è da considerare quella da commissario tecnico dell’Under 21.

La sua carriera, però, è stata falcidiata da molti infortuni che ne hanno condizionato il rendimento e la costanza nel gioco.

L’approdo a Londra non è stato fortunatissimo, a parte la vittoria della Supercoppa.

Il viaggio in direzione Londra è stato possibile soprattutto grazie alla bella esperienza al Mondiale 1994 con la nazionale azzurra. Insieme a Roberto Baggio e agli altri  sono riusciti ad arrivare sino alla finale, battuti solamente dal Brasile di Romario. Con gli azzurri ha preso parte anche a Euro 1996 in Inghilterra nel quale ha realizzato anche due reti.

In realtà le aspettative in Premier League erano state altre soprattutto perché Casiraghi ne aveva di talento. Talento però spezzato in un pomeriggio dell’8 novembre 1998, a 29 anni. L’attaccante si frattura il ginocchio in più punti in seguito a uno scontro con Shaka Hislop, portiere del West Ham Utd.

La violenza dell’impatto è stata tale che Casiraghi non ha ripreso più a giocare a calcio a livello professionistico. Nonostante i numerosi interventi chirurgici, Casiraghi non riesce a recuperare dal grave infortunio ed è stato costretto ad abbandonare la carriera a soli 31 anni.

Prima di Neymar al Paris Saint Germain, prima delle megalomani operazioni di mercato in terra inglese con gli acquisti in difesa tra Manchester City e Liverpool. Prima della bolla creata da sceicchi e fondi asiatici, c’era l’Italia che come il Klondike era una miniera d’oro per numero di talenti e operazioni di calciomercato. Ma quali sono state le operazioni più costose che hanno visto coinvolta la Serie A sia in entrata che uscita? Ecco la top10

 

#10 Christian Vieri

Nella Liga, con la maglia dell’Atletico Madrid, segna 24 gol in 24 partite. Primo posto nella classifica marcatori e quindi la conquista del Trofeo Pichichi, unico italiano a vincerlo. La Lazio di Cragnotti, dunque, decide di riportarlo in Italia nell’estate 1998 dopo una sola stagione in Spagna. Ma Vieri, nella capitale rimane poco: è sensazionale il suo passaggio all’Inter l’anno successivo con Moratti che vuole regalare a Lippi l’ariete per puntare allo scudetto. L’operazione per portare a Milano il 25enne ex-Juve è, fino a quel momento, la più costosa di sempre: quasi 90 miliardi di lire offerti alla Lazio (nel prezzo è compreso il cartellino di Simeone, valutato 21 miliardi) ovvero 48 milioni di euro.

#9 Gaizka Mendieta

Sono gli anni dello strapotere della Lazio e di Cragnotti prima del crack fallimentare. I laziali non solo dominano in Serie A e si fanno valere anche in Europa sul rettangolo di gioco, ma fanno la voce grossa anche nel calciomercato. L’oggetto dei desideri è lo spagnolo Mendieta, capitano e leader del Valencia con il quale, dopo aver vinto la Coppa del Re e la Supercoppa spagnola nel 1999, disputa due finali consecutive di Champions League, perdendole entrambe contro Real Madrid e Bayern Monaco. Eletto miglior giocatore della competizione nella stagione 2000-2001, la Lazio, nella stessa estate dopo aver ceduto Nedved alla Juventus, decide di piazzare il colpo versando nelle casse valenciane 89 miliardi di lire (48 milioni di euro) diventando così il secondo acquisto più costoso nella storia del club biancoceleste dopo Hernan Crespo.

#8 Gianluigi Buffon

Quelle di inizio millennio sono estati calde, caldissime per il mercato dei calciatori, soprattutto in Italia che di talenti ne ha ancora e mantiene un prezioso fascino a livello europeo e internazionale. Così sempre nell’estate 2001, mentre Mendieta valigie in mano passa dalla Spagna all’Italia, percorso inverso – destinazione Madrid – lo fa Zinedine Zidane che lascia la Juventus per accasarsi al Real. Con i soldi incassati, la Juventus decide di investire massicciamente nel mercato facendo razzia del meglio che c’è in giro. Sfumato lo scudetto anche (ma non solo) per alcune incertezze del portiere Van Der Sar, Moggi bussa alla porta del Parma e chiede Buffon, 23 anni e un futuro certo da campione. Così, dopo aver perfezionato l’acquisto di Lilian Thuram dal Parma, sempre dagli emiliani, la Juventus acquista Buffon per 75 miliardi di lire più la cessione a titolo definitivo di Jonathan Bachini, valutato 30 miliardi (in totale 52,88 milioni di euro). Il portierone è quell’anno l’acquisto più oneroso nella storia della società bianconera, record mantenuto fino al 2016.

#7 Hernan Crespo

L’avevamo già chiamato in causa con l’operazione Mendieta. Sì, perché Gaizka è il secondo acquisto più costoso nella storia della Lazio: al primo posto c’è l’attaccante argentino Hernan Crespo. Crespo nel 2000 ha 25 anni, gioca nel Parma e con i ducali vince Coppa Italia, coppa Uefa e Supercoppa Italiana. La Lazio con il tricolore sul pezzo investe ben 110 miliardi di lire (56,81 milioni di euro) per aggiudicarsi el Valdanito. Il suo trasferimento risultò essere il più costoso nella storia del calcio mondiale, seppur per pochi giorni: nello stesso mese, infatti, il portoghese Luis Figo viene acquistato dal Real Madrid per 143 miliardi di lire.

#6 Edison Cavani

Edinson Cavani si è affermato come uno dei giocatori più prolifici d’Europa. È passato dal Napoli al PSG nel 2013 ed è adesso parte di quello che è probabilmente il miglior attacco d’Europa. Il suo trasferimento da 64 milioni e mezzo di euro adesso sembra un affare se si pensa al mercato gonfiato ed Edison, attualmente, è il miglior marcatore nella storia del club transalpino. Scommesse calcio oggi vedono il PSG tra i favoriti per la conquista della Champions League in quanto possono disporre anche della star brasiliana Neymar per rinforzare il loro attacco. Dai uno sguardo all’infografica per vedere i maggiori ingaggi della Serie A.

#5 Kakà

Mezzo milione in più rispetto all’affare Cavani – PSG, in quinta posizione c’è la cessione di Kakà nel 2009 al solito Real Madrid che, ciclicamente, mette piede nel supermercato Italia. Kakà, figliol prodigo del Milan, già promesso a gennaio al Manchester City decide di rimanere in rossonero, ma la cessione è solo rimandata e approda così nell’universo Galacticos assieme a Cristiano Ronaldo. La faraonica campagna acquisti del Real Madrid di Florentino Perez continuò con l’ingaggio del francese Karim Benzema dal Lione per 35 milioni, degli spagnoli Raul Albiol dal Valencia, Alvaro Arbeloa e Xabi Alonso dal Liverpool e Esteban Granero dal Getafe.

#4 Zlatan Ibrahimovic

Zlatan nella sua ossessiva ricerca di vincere la Champions League, dopo aver dominato in Italia prima con la Juventus e poi con l’Inter accetta il passaggio al Barcellona, nella stessa estate del doppio colpo merengues Kakà – Cristiano Ronaldo. La società spagnola paga 46 milioni di euro all’Inter più la cessione del camerunese Eto’o, valutato 20 milioni. Inizialmente è previsto anche il prestito per un anno del bielorusso Hleb, con diritto di acquisto da parte dei nerazzurri per 10 milioni, ma è saltato, e quindi il Barcellona versa altri 3 milioni circa per concludere l’affare per una valutazione totale di 69.5 milioni di euro.

#3 Zinedine Zidane

L’avevamo già accennato. Eccoci al gradino più basso del podio. Sua maestà Zinedine Zidane che nel 2001 si trasferisce dalla Juventus al club Real Madrid che, per averlo tra le sue file sborsa 150 miliardi di lire (77,5 milioni di euro), realizzando il più costoso trasferimento di un giocatore nella storia del calcio fino a quel momento. Con i bianconeri, il talento francese gioca complessivamente 212 partite e segna 31 gol, di cui 24 in Serie A.

#2 Gonzalo Higuain

Tra acquisti e cessioni, sul podio c’è sempre la Juventus. Gonzalo Higuain, a modo suo, ha segnato la storia della Serie A: arrivato in Italia nel 2013, comprato dal Napoli per sostituire proprio Cavani, el Pipita nella stagione 2105-2016 fa il botto. Entra nella top ten dei migliori marcatori della storia del Napoli, toccando quota 70 reti complessive;  va a segno per sei giornate consecutive, eguagliando la striscia positiva di Maradona nella stagione 1987-88; supera  Cavani per gol segnati in una stagione, fino ad allora il miglior cannoniere stagionale nella storia degli azzurri e il 14 maggio, nel 4-0 dell’ultima giornata contro il Frosinone, realizza la tripletta che gli consente di chiudere il campionato con 36 reti in 35 partite, vincendo la classifica marcatori e superando il record assoluto di reti in un singolo campionato italiano, fino ad allora detenuto da Nordahl nella stagione 1949-50, ed eguagliando inoltre quello di Rossetti che resisteva dal 1928-29, quando il campionato si disputava a più gironi. Con questo bigliettino da visita niente male, la Juventus decide di fare follie e sborsa ben 90 milioni di euro per averlo. Il suo trasferimento è il più costoso nella storia della Serie A.

#1 Paul Pogba

Ma se la Juventus ha potuto sborsare questa cifra è perché nella stessa sessione di mercato, nell’estate 2016, il Manchester United bussa alla porta dei bianconeri per riportarsi a casa il gioiellino Pogba lasciato partire troppo in fretta. La cifra è da capogiro: per riacquistare a titolo definitivo il suo ex calciatore, il club inglese sborsa una somma complessiva di 105 milioni di euro. In Italia si rompe il muro dei 100 milioni di euro per un’operazione di mercato. Si tratta in quel momento del trasferimento più oneroso nella storia del calcio, superato l’estate successiva dai 222 milioni sborsati dal PSG per Neymar.

Appena poche ore fa sono state decise le sorti delle squadre che si contendono il titolo nella Champions League. La settimana scorsa si è conclusa la fase a gironi e oggi le 16 squadre rimaste in gioco hanno conosciuto i loro prossimi avversari.

Il sorteggio è avvenuto a Nyon, in Svizzera, e in Italia c’era una grande agitazione nell’attesa di scoprire le sorte di Juventus e Roma, le uniche due squadre italiane presenti dopo il passaggio di Napoli in Europa League.

E la sorte ha deciso: la Juventus dovrà vedersela con il Totthenam e la Roma contro lo Shakhtar Donetsk.

Per i bianconeri è una sfida totalmente inedita perché, amichevoli a parte, non hanno mai affrontato la squadra di Kane in un match di tale importanza. La partita di andata è prevista per il 13 febbraio a Torino, invece quella di ritorno si giocherà a Londra il 7 marzo.

Per la Roma battersi con lo Shakhtar non sarà affatto facile: le due squadre si sono già incontrate e la squadra giallorossa quindi conosce bene la qualità di gioco dell’avversaria che potrebbe dargli del filo da torcere.

Ecco la reazione di Francesco Totti dinanzi all’esito del sorteggio:

Sorteggio difficile, affrontiamo una squadra ben messa in campo, forte tecnicamente. Dagli ottavi incontri sempre squadre di livello, non dobbiamo sottovalutare nessuno

La partita di andata tra Roma e Shakhtar Donetsk avrà luogo in Ucraina il 21 febbraio e quella di ritorno a Roma il 13 marzo.

Per tutte le altre squadre di Champions League ecco quali sono gli accoppiamenti:

Basilea (Svi)-Manchester City (Ing)
Porto (Por)-Liverpool (Ing)
Siviglia (Spa)-Manchester United (Ing)
Real Madrid (Spa)-Paris Saint Germain (Fra)
Chelsea (Ing)-Barcellona (Spa)
Bayern Monaco (Ger)-Besiktas (Tur)

Sorteggio di Europa League 2018 

In data odierna si è svolto anche il sorteggio per le squadre di Europa League. Quattro le squadre italiane in gioco: Napoli, Milan, Lazio e Atalanta.

Il Napoli e l’Atalanta sono quelle che sono state meno favorite dalla sorte, perché dovranno vedersela rispettivamente contro Lipsia e Borussia Dortmund. Il Milan si scontrerà contro la squadra del Ludogorets e la Lazio contro Steaua Bucarest.

Ecco tutti gli altri accoppiamenti decisi nel sorteggio:

Nizza-Lokomotiv Mosca

Copenaghen-Atletico Madrid

Spartak Mosca-Athletic Bilbao

AEK Atene-Dinamo Kiev

Celtic-Zenit

Stella Rossa-Cska Mosca

Lione-Villarreal

Real Sociedad-Salisburgo

Partizan-Viktoria Plzen

Astana-Sporting Lisbona

Ostersunds-Arsenal

Braga-Marsiglia

Previste per il 15 febbraio le partite di andata e quelle di ritorno per il 22 febbraio.

Siamo alla prima giornata del campionato australiano di calcio e, come spesso accade negli ultimi anni, ci sono alcuni giocatori italiani che ne prenderanno parte.

Tra questi c’è il centrocampista centrale Iacopo La Rocca, oramai trapiantato in Australia da 5 anni.

Durante l’esperienza oceanica il calciatore romano classe 1984 ha avuto modo di indossare tre maglie diverse di squadre militanti in A-League.

Ques’estate si trasferito nella capitale e giocherà per i Melbourne City, ma ha avuto modo di essere protagonista ad Adelalaide e a Sydney.

Come procede la permanenza in Australia? Come pensi che vada questa nuova stagione?

Quest’anno dobbiamo puntare a fare bene, abbiamo le potenzialità per essere davanti ma bisogna partire col piede giusto.
In Australia ho trovato una seconda casa. Ho ottenuto la cittadinanza e mia figlia è nata qui. Con mia moglie ci troviamo benissimo , peccato per la troppa distanza dall’Italia, da parenti e amici.

Com’è stato vincere il campionato australiano ad Adelaide, dove un altro italiano (Del Piero) non c’è riuscito?

Del Piero non ha avuto modo di vincere il campionato, ma la sua presenza ha portato un cambiamento radicale al calcio australiano, lui non è solo una leggenda per noi italiani ma in tutto il mondo.
Per me vincere il campionato è stato incredibile, un’atmosfera unica con lo stadio pieno. Per me, inoltre, c’è stata doppia soddisfazione perché abbiamo battuto la mia ex squadra, i Western Sydney.

Hai avuto modo di vincere anche la Champions Asiatica e poi partecipare anche al Mondiale per club, dove ha segnato il terzo gol di un italiano nel torneo, dopo Inzaghi e Nesta. Cos’hai provato?

Vincere la Champions League Asiatica con il Western Sydney Wanderers è stato qualcosa di inaspettato. In Australia nessuna squadra c’era mai riuscito. È stata una bella impresa soprattutto contro i colossi economici cinesi con budget illimitati. Partecipare poi al Mondiale per club in Marocco è stata una bella soddisfazione. Peccato aver perso ai tempi supplementari contro il Cruz Azul su un campo impraticabile.
Ho saputo solo dopo di essere insieme a Nesta ed Inzaghi tra gli unici italiani ad aver segnato in questa competizione due grandissimi campioni. Per me che sono romano e tifoso della Lazio, avere qualcosa che mi associa a Nesta mi rende molto orgoglioso.

Nel 2014 hai ottenuto anche il Joe Marston Medal.

Il Joe Marsten medal è una medaglia che assegnano al miglior giocatore della finale, è un importante riconoscimento ma avrei preferito senza dubbio vincere la finalissima, peccato aver perso ai tempi supplementari.

Come mai ha preso un aereo per l’Australia? Lo rifaresti?

Avevo un’offerta in Svizzera e in campionati dove non ero molto affascinato e convinto della proposta; poi il mio procuratore mi ha parlato di una squadra in Australia. Ci ho pensato, ma l’idea di andare a vivere in una delle città più belle del mondo Sydney, conoscere un nuovo Paese e una cultura differente mi ha convinto. Tuttavia è una scelta che rifarei, c’è meno stress rispetto alla Serie C italiana, dove se perdi un match sei subito contestato.

Hai avuto modo di giocare anche in Svizzera. Com’è andata?

La Svizzera è una nazione tranquilla molto simile all’Australia. Gli stadi sono bellissimi e ho un bel ricordo: la promozione nella serie A con il Bellinzona e l’aver giocato con Il Grassoppher, la squadra più titolata e una delle più forti elvetiche.

Sei cresciuto nella Lazio, senza mai esordire. Hai qualche rimpianto?

Ho giocato per 9 anni nelle giovanili dei biancocelesti  e non nascondo che certo mi sarebbe piaciuto giocare con la prima squadra.  La Lazio è la squadra per la quale faccio il tifo da bambino, ma sono comunque soddisfatto di quello che ho ottenuto e non ho nessun rimpianto.

Quando non ha gli allenamenti come trascorri il tempo libero?

Il tempo libero lo passo con mia moglie e mia figlia di 20 mesi. dedico il mio tempo alla mia famiglia. Siamo fortunati perché abitiamo vicino al mare e quindi ci concentriamo su ciò che è meglio per la piccola.

Dario Sette

La stagione calcistica da poco conclusasi è stata abbastanza positiva per gli allenatori di calcio italiani sparsi in tutta Europa e in tutto il mondo. Se Ancelotti e Conte hanno trionfato in campionati blasonati come Bundesliga e Premier League, c’è chi ha alzato la coppa nazionale maltese dopo oltre vent’anni di digiuno.

In Italia lo ricordano come un capitano dal grande cuore e centrocampista grintoso. Ma da quest’anno è arrivato il primo successo da allenatore per, Giovanni Tedesco, sulla panchina isolana del Floriana Fc.

Il tecnico palermitano ha infatti vinto la coppa nazionale di Malta la “Maltese FA Trophy” contro lo Sliema per 2-0 (reti di Borg e Ruiz) e quindi conseguente qualificazione ai preliminari di Europa League.

C’è molta Italia all’interno dell’organico della squadra maltese. Infatti, oltre al mister Tedesco, ben cinque sono i calciatori italiani che vestono la maglia biancoverde del Floriana Football Club. Su tutti la presenza del bomber Mario Fontanella che, con i suoi 18 gol stagionali, ha contribuito al successo della squadra.

Da sottolineare anche il fatto che la società è in mano a proprietà italiana. Il presidente è Riccardo Gaucci, figlio del più famoso Luciano, ex storico presidente del Perugia e noto soprattutto per le vicende giudiziarie. Lo stesso Riccardo nel novembre 2011 è stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita.

Nel 2014, anno dell’acquisizione del club da parte di Gaucci, viene nominato allenatore Giovanni Tedesco, cuore palermitano e storica bandiera perugina che, sotto un vero e proprio diluvio, l’ultima gara della stagione 2000 fermò la Juventus di Ancelotti  consegnando lo Scudetto alla Lazio di Eriksson.

Dopo una prima stagione seduto sulla panchina biancoverde (quinto posto raggiunto) si trasferisce al Birkirkara, altra società maltese, con cui disputa i preliminari di Europa League, venendo eliminato dal West Ham.

Dopo l’esperienza maltese torna sull’isola dov’è nato: la Sicilia. A Palermo ottiene un ruolo prima di allenatore ad interim e poi come vice e come collaboratore tecnico.

Nel 2016 decide di ritornare a Malta per riabbracciare il progetto del Floriana Fc di Gaucci. Il piano è quello di tornare al successo dopo anni bui. La società, infatti, ha vinto un trofeo storico dato che dal 1994 non si portava a casa qualcosa di concreto.
Ora mister Tedesco si gode i festeggiamenti con un occhio rivolto alla prossima stagione concentrandosi in primis in vista della partita per l’Europa League e magari cercare di giocarsela appieno e raggiungere la tanto desiderata fase a gironi.

Dario Sette