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Tre gol in due partite per Stephan El Shaarawy. Al momento è decisamente positivo l’impatto in Cina con la maglia dello Shanghai Shenhua dell’ex giocatore della Roma.  Trasferitosi l’8 luglio e dopo aver firmato un contratto triennale, il Faraone ha debutta con il club cinese il 7 agosto , entrando nella ripresa, prima di siglare la sua prima rete e il suo primo assist con il nuovo club, a danno del Tianjin Tianhai, il 15 agosto.

E si è ripetuto anche nella semifinale della Coppa di Cina contro il Dalian di Marek Hamisk. I due timbri del Faraone, due pallonetti delicati a scavalcare il portiere messi a segno al 21′ e al 47′, hanno consentito alla squadra di Choi Kang-Hee di vincere 3-2 e agguantare la finale.

El Sha, oltre alle note doti tecniche, ha messo in mostra una forma fisica davvero invidiabile. In due gare il 26enne ha dunque trovato la via del gol 3 volte: migliore inizio non poteva esserci. Mancini prende appunti, mentre l’attaccante ha pubblicato le sue marcature sul suo profilo Instagram:

 

 

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Nel giorno in cui, tredici anni fa, il Liverpool alzava al cielo di Istanbul la sua ultima Champions League vinta, torna in mente anche il ricordo di quella che è stata l’ultima finale dei Reds: due anni dopo e sempre contro il Milan ma con i rossoneri capaci di imporsi 2-1 grazie alla doppietta di Filippo Inzaghi. Non tutti saranno a conoscenza del fatto che nella rosa inglese c’era anche un italiano, Daniele Padelli: il portiere dopo essere stato in prestito al Crotone divenne un giocatore della parte rossa della Merseyside e dopo un breve periodo nella formazione riserve arrivò in prima squadra, sostituendo l’infortunato Dudek (eroe nel 3-3 del 2005) e togliendosi lo sfizio di esordire ad Anfield nell’ultima gara stagionale che coincise con l’addio al calcio di Fowler. Il primo italiano nella storia del Liverpool.

Liverpool
thisisanfield.com

Daniele Padelli ha più volte raccontato la sua esperienza nel Regno Unito anche se l’intervista più significativa resta quella rilasciata ai microfoni di calciomercato.com dove ha parlato di questa avventura magica:

l Liverpool è un grande club, per me era il massimo. Credo possa essere paragonato ad Inter, Milan o Juventus a livello di organizzazione, disponibilità e tradizione calcistica. Allenarmi ed avere a che fare con campioni come Gerrard e Carragher mi ha permesso di crescere calcisticamente e umanamente. E’ un’esperienza che porterò con me per sempre

L’estremo difensore ha poi continuato:

Nello spogliatoio la lingua più usata era ovviamente l’inglese ma si dialogava anche in spagnolo, per questo per me è stato più facile inserirmi nel gruppo. Oltretutto, Zenden e Benitez conoscevano l’italiano e per qualsiasi cosa potevo contare su di loro. Per questo non ho avuto problemi di ambientamento

E poi i ricordi vanno al suo esordio ad Anfield, un sogno irrealizzabile per lui solo qualche mese prima:

Ho giocato l’ultima partita di Premier League, contro il Charlton, davanti ad un Anfield tutto esaurito. La nostra posizione in classifica era già decisa, per questo il 2-2 finale non è importato più di tanto. E’ stata una festa, con tanto di giro di campo. Era la partita prima della finale di Champions League e il match d’addio di Fowler. Se ci penso ho di nuovo la pelle d’oca. Salire gli scalini di Anfield, sentire You’ll never walk alone. Sono emozioni indescrivibili, peccato che l’avventura sia finita dopo solo sei mesi

Un saluto con onore quello tra Vincenzo Montella e il Siviglia.

Il tecnico napoletano è stato esonerato qualche giorno fa dopo l’ennesima sconfitta nel campionato spagnolo di Liga.

La società andalusa infatti, dopo aver scelto l’ex allenatore del Milan per la guida del club, ha deciso di sollevare dall’incarico l’areoplanino.

Non una bella annata per Montella che, nel giro di pochi mesi, è stato esonerato sia dalla squadra rossonera che dagli spagnoli.

Fatale l’ennesima sconfitta in Liga, in trasferta a Valencia contro il Levante, la quale ha portato per la prima volta il Siviglia fuori dalla zona Europa League, competizione che proprio la squadra rojiblancos ha vinto tre volte di fila tra il 2014 e il 2016.

La società sivigliana ha comunque concesso al tecnico italiano di congedarsi con rispetto anche nei confronti dei tifosi,  pubblicando sui propri account social e sul proprio sito il saluto ufficiale.

Sono qui per salutare tutti i tifosi che sono stati grandiosi e i giocatori che hanno fatto tanto per me in questa stagione. Abbiamo fatto uno sforzo enorme, voglio salutare tutte le persone che lavorano nel club e per il club, non ho la possibilità di farlo di persona. Mi dispiace molto per gli ultimi momenti, ma posso dire che ho lavorato con forza ed entusiasmo fino alla fine, spero veramente che il Siviglia possa arrivare in Europa. Per questo chiedo ai tifosi di stare vicino ai giocatori nelle ultime 4 partite, ne hanno bisogno in questo momento.

Nella breve parentesi di Montella in Spagna anche alcune soddisfazioni come quella di eliminare il Manchester United di Mourinho agli ottavi di Champions League e la finale di Coppa del Re (sconfitta contro il Barcellona).

Sebastian Giovinco stavolta non è  riuscito a guidare il Toronto FC alla vittoria. I canadesi sono usciti sconfitti dalla finale di Concacaf contro il Chivas di Guadalajara del mister Matias Almeyda. 

La Formica Atomica, nonostante una prestazione da grande campione, condita anche con la rete del 2-1 che ha permesso di riacciuffare il risultato dell’andata, non ha avuto l’onore di alzare la coppa al cielo dopo i fatali rigori.

The Atomic Ant ha avuto la freddezza e la scaltrezza di segnare il 2-1 che ha permesso i canadesi di andare ai calci di rigore.

Un gol bellissimo che ha ancora confermato il talento del numero 10, idolo dei tifosi Reds.

Dal dischetto però qualcosa è andato storto, i nordamericani hanno commesso errori al contrario dei messicani.

The Atomic Ant si è “consolato” ricevendo il Golden Ball della competizione grazie alle maiuscole prestazioni fatte nella doppia sfida in finale.

La squadra di Almeyda  è riuscita ad alzare la coppa di Concacaf e quindi avrà la possibilità di andarsi a giocare il Mondiale per club il prossimo dicembre contro le altre squadre vincitrici delle coppe continentali.

Un Italians sconfitto, ma un’ex conoscenza del calcio italiano che ha trionfato. Almeyda infatti ha giocato in Serie A con il Brescia, Parma, Lazio e Inter.

Dunque neppure a Toronto riesce l’impresa di spezzare il monopolio messicano. Dal 2008, la Concacaf Champions League è stata conquistata per 10 volte da team della Liga MX. Non bastasse, in queste dieci edizioni, le messicane hanno piazzato anche sette finaliste.

Entra nel vivo la stagione di basket Nba. Gli appassionati del basket americano si preparano a vivere un finale di stagione mozzafiato. Tanti i protagonisti che prenderanno parte nella fase che poi conduce alla finale in cui si decreterà il campione del 2018.

Tra questi grandi protagonisti ci sono anche due Italians che tanto bene stanno facendo nelle loro franchigie. Il primo è tornato a dimostrare di essere un grande cestista e che l’Nba fa per lui ed è la guardia Marco Belinelli che, da quando a gennaio è approdato a Philadelphia sta vivendo una nuova “giovinezza” in terra americana.

L’altro è un veterano della panchina. Alle spalle del maestro Gregg Popovich come viceallenatore dei San Antonio Spurs, l’ex ct della nazionale italiana, Ettore Messina,  cercherà ancora una volta di dare il contributo tecnico alla squadra campione Nba del 2014 per andare il più avanti possibile.

Una bella vetrina per la pallacanestro italiana che, in America, dopo qualche anno di appannamento torna ad avere figure all’interno della fase finale della Nba.

Per Belinelli è stato un vero e proprio crescendo in questa stagione. Già ad Atlanta aveva dimostrato di essere in palla, ma è nei 76ers di Philadelphia è veramente tornato a dimostrare tutto il suo talento. Tante partite a segno con giocate sopraffine, mica male per uno che comunque i punti solitamente li fa fare agli altri. Il milanese se la vedrà contro i Miami Heats ad est.

 

PLAYOFFS! #trusttheprocess #Heretheycome #PhilaUnite

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Dal suo approdo ai Sixers sono arrivate 23 vittorie in 28 gare compresa la striscia di 16 successi consecutivi per concludere la stagione regolare. E con il 32enne azzurro gli stranieri di Philadelphia sono diventati sette, un record all’interno della quota di 62 non americani impegnati nella post-season.

Grazie a queste belle prestazioni sono arrivati i complimenti anche dell’ex campionissimo Kobe Bryant

Beli ha tante qualità, ma soprattutto è molto intelligente: sa come muoversi senza palla, sa sfruttare i blocchi. È proprio il tipo di giocatore che serviva a Philadelphia, da mettere accanto a Joel Embiid, che comanda raddoppi in qualsiasi zona del campo, e Ben Simmons, che attaccando il ferro costringe le difese rivali a proteggere l’area. Giocatori che vanno circondati da gente come Marco, che sa muoversi senza palla e tirare da fuori. Per questo non mi ha sorpreso la velocità con cui si è integrato.

Anche per Ettore Messina continua il momento positivo con gli Spurs che per il ventesimo anno consecutivo si qualificano ai Playoff anche se con fatica maggiore rispetto alle scorse stagioni. Tuttavia ora sono lì e non hanno intenzione di gettare subito la spugna. A Ovest se la vedranno contro i favoritissimi Golden State Warriors.

Attualmente è uno degli allenatori italiani più amati e rispettati a livello nazionale e internazionale. Sulle panchine straniere di Manchester City e Galatasaray ha vinto tanto, così come con l’Inter.

Da giocatore ha guidato prima la Sampdoria agli anni d’oro grazie alla più che collaudata coppia con Gianluca Vialli, e poi la Lazio di mister Eriksonn.

Si tratta, ovviamente, di Roberto Mancini che ora è un allenatore italians a tutti gli effetti, dato che è alla guida dello Zenit San Pietroburgo, ma in realtà è stato Italians già quando indossava ancora gli scarpini

Infatti, il Mancio calciatore, dopo aver vinto tanto in Italia a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, decise di provare un’esperienza fuori dalla Serie A italiana, volando in Premier League nel Leicester City nel gennaio 2001.

Una piccola parentesi che è durata poco più di un mese in cui il giocatore jesino collezionò soltanto cinque presenze, tra campionato e FA Cup.
Un’esperienza flash a 36 anni suonati che però gli hanno dato modo di entrare a contatto con il calcio inglese che qualche anno più tardi lo vedrà protagonista come allenatore dei Citizens.

Con i Foxes non poté che indossare la maglia, la sua maglia, numero 10.

Quella a Leicester è stato un breve periodo di ambientamento per quello che è stato poi l’allenatore Italians che ha riportato la Premier League a Manchester, sponda City, dopo moltissimi anni di digiuno.

Che la Formica Atomica, Sebastian Giovinco, stesse facendo bene in America è sotto gli occhi di tutti. Nelle ultime uscite in Concacaf ha trascinato il Toronto in semifinale.

Tuttavia stavolta non è stato direttamente la stella del calcio italiano in Mls a far parlare di sé, ma una giovane coppia di Humble, in Texas, che hanno avuto la particolare idea di chiamare il proprio figlio proprio come il numero 10 della squadra canadese.

I genitori 26enni, Jorge e Noelia Pedraza, lo scorso 8 marzo hanno gioito per la nascita del loro primo bambino, con la consapevolezza e la convinzione di dare i nome al neonato, Sebastian Giovinco Pedraza.

I due coniugi pare che siano stati sempre d’accordo a dare questo nome al proprio figlio l’unica cosa in cui hanno discusso è stata che la mamma preferiva chiamarlo solamente Giovinco, il papà ha insistito nel mettere anche Sebastian.

La giovane Noelia, raccontando la storia al sito Toronto Star, ha sottolineato che ha sempre stimato la Formica Atomica che tra l’altro pare che assomigli all’attore Theo James.

L’incredibile vicenda dal Texas e arrivata in Canada a Toronto, alle orecchie del vero Giovinco, il quale pare che abbia piacevolmente gradito.

Un’altra cosa da evidenziare è che la famiglia Pedraza nemmeno tifa Toronto Fc, ma Dynamo Houston. Le due squadre si sfideranno alla ripresa del campionato americano e che non sia un modo per fare intrecciare i due Giovinco.

A Valencia è diventato una vera e propria bandiera durante i suoi 9 anni di permanenza al Mestalla. È stato uno dei primi italiani a vestire la maglia dei Taronges e la fascia da capitano.

Nato e cresciuto calcisticamente ad Arezzo, si è affermato a Roma dove ha giocato con i giallorossi per sette anni.

È l’ex difensore, Amedeo Carboni, classe 1965 è stato un vero e proprio Italians dato che ha esportato in Liga il carisma e l’italianità calcistica.

Al Mestalla ha avuto modo di giocare anche con altri italiani come Di Vaio, Corradi e Tavano, oltre che avere come allenatore Claudio Ranieri.

A differenza di questi nomi importanti del calcio italiano, quasi sicuramente Carboni è stato quello che ha avuto modo di mettersi in mostra oltre che a vincere molti titoli.

Con la squadra iberica vince la Coppa di Spagna nel 1999. È due volte vicecampione della Uefa Champions League e vince due titoli nazionali (2001/2002 e 2003/2004). Nel 2004 vince la Coppa Uefa e la Supercoppa europea.

L’ex difensore giallorosso è stato molto amato e rispettato dai supporter dei Taronges durante la lunga permanenza nella comunità valenciana.

Dopo la carriera da calciatore, l’ex terzino ha avuto modo di entrare anche nella società come direttore sportivo tra il 2006 e il 2007.

Da calciatore ha anche giocato anche in Nazionale. Con gli azzurri ha disputato l’Europeo 1996 in Inghilterra.

È stato escluso dalla Nazionale per le due prestigiose amichevoli contro Argentina e Inghilterra per fine marzo, ma lui ha voluto dimostrare che poteva esserci e poteva essere utile agli azzurri.

È l’Italians Simone Zaza che, dopo un periodo un po’ opaco, è tornato a fare la differenza in Liga con il suo Valencia.

Nell’ultimo match, l’attaccante lucano ha messo a segno una rete e un assist contro l’Alaves.

Una dimostrazione maiuscola che cancella un po’ la delusione riguardo la mancata convocazione con la Nazionale del ct, Gigi Di Biagio.

Il successo ha permesso, alla squadra guidata dall’allenatore Marcellino, di guadagnare punti utili per la lotta Champions League, sempre più avvincente in Liga dati i problemi anche del Real Madrid.

Con la rete messa a segno, l’ex attaccante di Juventus e Sassuolo ha raggiunto quota 12 reti in campionato. La squadra valenciana, tuttavia, ha anche altri calciatori ad aver segnato in doppia cifra. Solamente il Paris Saint Germain, tra i cinque maggiori campionati europei, ha mandato finora in doppia cifra tre giocatori.

Per il lucano ci sarà modo di farsi ancora vedere così che o Gigi Di Biagio o il nuovo commissario tecnico potranno convocare l’attaccante emigrato in Spagna.

Dopo mesi abbastanza controversi in cui ci sono stati pochi alti e molti bassi, è terminata anzitempo l’avventura di Andrea Stramaccioni sulla panchina dello Sparta Praga.

Il tecnico romano è stato esonerato dopo il pareggio ottenuto contro il Brno. Situazione critica che si dilungava già da parecchi mesi in cui c’erano state anche delle pesanti contestazioni da parte della tifoseria della squadra ceca.

Pare che prima della decisione di sciogliere l’incarico all’ex allenatore di Inter, Udinese e Panathinaikos ci sia stato un forte diverbio tra lui e il direttore sportivo del club, durante l’intervallo del match di campionato.

In effetti, il ds Scasny sarebbe intervenuto per dare consigli ai giocatori in ceco, decisione non gradita da Stramaccioni.

Nello spogliatoio, inoltre, a fine partita ci sarebbe stata anche una lite violenta tra i due, a confermare un rapporto mai decollato tra la parti.

Ringrazio gli sforzi del Presidente ma dopo gli ultimi eventi era impossibile continuare così!

Il mister romano lascia lo Sparta Praga fuori dall’Europa League e quinta in campionato a 14 punti dalla vetta.