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Un digiuno lungo ormai 220 minuti! Perché l’Inter, fra le mura di casa, non marca gol alla Lazio dalla stagione 2016/2017. Allora, 18esima giornata, la sfida terminò col punteggio di 3-0 per i nerazzurri. Di Banega e Icardi (doppietta per l’attuale Psg) i centri. L’ultimo arrivò al 65’, poi ecco i restanti 28 minuti di quel match, più i 192 dei due impegni successivi con le polveri totalmente bagnate. Ovviamente abbiamo incluso anche i recuperi nel nostro conteggio.

Dando uno sguardo alla storia degli Inter-Lazio in Serie A, la Beneamata non è mai stata a secco di reti per tre stagioni di fila quando ha ospitato gli Aquilotti. L’ultima volta di una ‘doppietta’ fu nei tornei 1994/1995 (0-2) e 1995/1996 (0-0). Ma poi arrivò un 1-1. Pareggio con una marcatura per parte che è allo stesso tempo il punteggio più ricorrente. Dal 1929/1930 in poi è comparso per 17 volte.

A proposito di corsi e ricorsi storici… quante volte l’incrocio fra nerazzurri e biancocelesti, con i primi nel ruolo di padroni di casa, è stato giocato al quinto turno di Serie A? Scartabellando gli almanacchi per provare a dare una risposta troviamo 4 incroci e i numeri prodotti premiano i calciatori ospiti: trionfatori in ben 2 occasioni. Fra l’altro l’ultimo di questi scontri diretti, il 10 ottobre 1998, fu una vera e propria fiera del gol con 8 segnature. Il risultato finale fu di 3-5: Salas, Winter, Conceiçao, Mancini, Conceiçao, Nedved, doppietta di Ventola.

Chiudiamo segnalando che Handanovic in questo torneo non ha ancora raccolto un pallone in fondo alla sua rete nelle gare del Meazza. L’ultimo a beffarlo è stato Traoré 210 minuti fa in Inter-Empoli 38esima 2018/2019; la squadra di Conte è ancora alla ricerca del gol nei primi quindici minuti di un match di campionato, mentre quella di Inzaghi non ha ancora segnato fra il 76’ e il fischio finale.

CONFRONTI DIRETTI INTER-LAZIO (SERIE A)*

76 incontri disputati

41 (35) vittorie Inter

25 (26) pareggi

10 (15) vittorie Lazio

146 (68) gol fatti Inter

66 (36) gol fatti Lazio

 

ULTIME 5 SFIDE INTER-LAZIO (SERIE A)

2014/2015, 16° giornata, Inter-Lazio 2-2

2015/2016, 17° giornata, Inter-Lazio 1-2

2016/2017, 18° giornata, Inter-Lazio 3-0

2017/2018, 19° giornata, Inter-Lazio 0-0

2018/2019, 29° giornata, Inter-Lazio 0-1

 

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DI INTER-LAZIO

1-1 comparso per 17 volte, l’ultima nel 2004/2005 (Adriano 46’ – Talamonti 84’)

1-0 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2009/2010 (Eto’o 14’)

3-0 comparso per 6 volte, l’ultima nel 2016/2017 (Banega 54’ – Icardi 56’ e 65’)

0-0 comparso per 6 volte, l’ultima nel 2017/2018

* Fra parentesi i dati dei precedenti Inter-Lazio in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

In occasione del derby di Milano numero 171 nella Serie A con la formula del girone unico, saranno avversari per la prima volta in campionato. Stiamo parlando di Marco Giampaolo, Milan, e Antonio Conte, Inter. I due tecnici, infatti, non si sono mai ritrovati faccia a faccia fra A, cadetteria e C. Anzi, l’unico trait d’union è rappresentato dalla comune militanza sulla panchina del Siena. Per l’attuale rossonero fra il 2008/2009 e il 2009/2010. Per l’oggi nerazzurro nel torneo 2010/2011.

Così non resta che dare uno sguardo agli incroci mister-squadra, ovviamente con punti classifica in palio. Giampaolo ha sfidato l’Inter già in 14 occasioni. L’ha fatto sedendo sulle panchine di Ascoli (2), Cagliari (1), Siena (2), Catania (1), Empoli (2), Sampdoria (6). Il bilancio lo vede nettamente in svantaggio. Non solo. E’ sempre uscito ko dagli ultimi 4 scontri diretti. Così per rintracciare quelle 3 gare a punti dobbiamo scartabellare un bel po’ fra gli almanacchi. Il primo match positivo è del 2006/2007, 1-1 col Cagliari. I 2 successi sono entrambi del 2016/2017, 1-0 e 2-1 alla guida della Sampdoria.

La metà, invece, sono le sfide fra Conte e il Milan: 7. A parte 1 con l’Atalanta, tutte le altre sono arrivate guidando la Juventus (6). Le sue formazioni hanno raccolto punti per 6 volte su 7. L’unica sconfitta è lo 0-1 nel girone d’andata del 2012/2013. Soprattutto l’allenatore pugliese avrà uno stimolo in più per mettere le mani sul primo derby meneghino della sua carriera: è a quota 149 vittorie nei campionati professionistici italiani. Analizzando il suo curriculum, infatti, ne individuiamo 8 con l’Arezzo, 31 col Bari, 3 con l’Atalanta, 21 col Siena, 83 con la Juventus, infine, 3 con l’Inter.

TUTTI I PRECEDENTI FRA GIAMPAOLO E L’INTER IN CAMPIONATO

2 vittorie Giampaolo

1 pareggio

11 vittorie Inter

11 gol fatti squadre di Giampaolo

26 gol fatti Inter

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E IL MILAN IN CAMPIONATO

4 vittorie Conte

2 pareggi

1 vittoria Milan

10 gol fatti squadre di Conte

5 gol fatti Milan

I NUMERI DI GIAMPAOLO IN SERIE A

311 panchine

93 vittorie

87 pareggi

131 sconfitte

180 gare a punti

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

130 panchine

89 vittorie

28 pareggi

13 sconfitte

117 gare a punti

Sarà l’internazionale Daniele Doveri ad arbitrare il derby di Milano in quella che è la sua prima stracittadina meneghina in Serie A. Al contrario vanta già un bel po’ di precedenti sia con i rossoneri che con i nerazzurri. Gli incroci, sempre di campionato, fra il Milan e il fischietto originario di Volterra ammontano a 16.

Bilancio nettamente favorevole al Diavolo: 12 vittorie, 3 segni X, 1 sconfitta; 28 gol marcati e 12 incassati. L’ultima direzione in ordine di tempo è stata Milan-Napoli 0-0 alla 21esima giornata 2018/2019. Nello stesso torneo, ma al quinto turno, aveva fischiato in Milan-Atalanta 2-2. L’unico ko risale al campionato 2017/2018, quando alla 13esima giornata Napoli-Milan terminò col punteggio di 2-1 per gli azzurri.

Se gettiamo uno sguardo ai numeri col Milan in casa e Doveri in campo ecco che su 8 match rintracciamo 6 vittorie e 2 pareggi, con un parziale di 15-5 sul fronte reti fatte-subite. L’Inter, a differenza dei cugini, vanta un precedente in meno con Doveri arbitro di Serie A: 15. Il rendiconto parla di 4 vittorie, 5 match chiusi in parità, 6 battute d’arresto, con 17 segnature all’attivo e 22 al passivo. Il più recente incrocio è rappresentato da Napoli-Inter 4-1 al 37esimo turno del 2018/2019. Prima c’era stata Inter-Sampdoria 2-1, 24esima giornata.

Fuori casa, però, i numeri peggiorano sensibilmente. L’Inter vanta, infatti, 2 soli successi (Benevento-Inter 1-2 nel 2017/2018 e Udinese-Inter 1-2 nel 2016/2017), 5 segni X, 4 ko; 11 gol a favore e 16 a sfavore.

Dando uno sguardo al curriculum dell’arbitro classe 1977 troviamo già 145 gare dirette nel massimo torneo italiano, quest’anno Atalanta-Torino 2-3, con uno score di 65 vittorie per chi giocava in casa, 43 pareggi, 37 successi per chi si esibiva in trasferta. Chiudiamo ricordando che negli ultimi 5 impegni di campionato ha sanzionato ben 3 calci di rigore, mostrato per 25 volte il cartellino giallo e decretato 2 espulsioni (di cui una diretta).

TUTTI I PRECEDENTI FRA DOVERI E IL MILAN IN CAMPIONATO*

12 (6) vittorie Milan

3 (2) pareggi

1 (0) sconfitta

28 (15) gol fatti Milan

12 (5) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA DOVERI E L’INTER IN CAMPIONATO**

4 (2) vittorie Inter

5 (5) pareggi

6 (4) sconfitte

17 (11) gol fatti Inter

22 (16) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.

** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni.

C’è solo un precedente Milan-Inter alla quarta giornata di Serie A: 1936/1937, 1-1 con Bisigato (I) in rete al 21’ e Capra (M) in gol al 68’. Di conseguenza col derby di Milano numero 171, (in programma sabato 21 settembre ore 20.45) nel campionato a girone unico le due compagini meneghine torneranno a sfidarsi in occasione di questo particolare turno a più di ottanta anni di distanza dalla prima volta.

Il bilancio dei rossoneri al quarto turno di A ci racconta di 40 vittorie, 24 pareggi, 21 sconfitte, ma fra le mura di casa i numeri sono decisamente migliori: 28 vittorie con  9 pareggi e 11 partite perse, con 95 gol fatti e 48 gol subiti. Soprattutto, il Milan non perde dalla stagione 2013/2014, 1-2 interno col Napoli, poi ecco 2 successi al Meazza, 1 vittoria e 2 pareggi in trasferta.

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I nerazzurri mettono in mostra un totale di 39 vittorie, 28 pareggi, 20 sconfitte, tuttavia in esterna la lancetta punta verso il rosso: 13 vittorie, 19 con il segno “x”, 16 senza punti con 56 gol fatti e 61 reti subite. Una stagione fa arrivò il doloroso ko interno col Parma, 0-1. Era dal torneo 2012/2013 che l’Inter non raccoglieva punti alla quarta di Serie A. Da segnalare che il segno X manca dal 2-2 di Livorno nel 2007/2008.

La squadra di Giampaolo dopo il ko all’esordio contro l’Udinese s’è imposta per 1-0 contro Brescia ed Hellas Verona. Quella di Conte viene invece da tre successi senza soluzione di continuità: Lecce, Cagliari, Udinese. Rossoneri e nerazzurri hanno però un dato in comune: con 1 solo gol al passivo rappresentano, dopo duecentosettanta minuti, le migliori difese della Serie A 2019/2020.

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La passata stagione Milan-Inter terminò col punteggio di 2-3: Bakayoko e Musacchio da un lato, Vecino, De Vrij e Lautaro Martinez dall’altro. Quella appena ricordata rappresenta la vittoria numero 32 del Biscione in casa del Diavolo. In 28 occasioni è uscito il segno 1. La più recente nel 2015/2016, 3-0 firmato Alex, Bacca, Niang. Mentre i due club hanno guadagnato un punto a testa per 25 volte, l’ultima col pareggio ad occhiali, vale a dire lo 0-0, nel 2017/2018.

Chiudiamo segnalando che sono già 5 gli interisti a rete in questo avvio di torneo, mentre i milanisti a segno ammontano solamente a 2.

CONFRONTI DIRETTI COL MILAN PADRONE DI CASA (SERIE A)*

85 incontri disputati

28 (18) vittorie Milan

25 (40) pareggi

32 (27) vittorie Inter

108 (41) gol fatti Milan

113 (55) gol fatti Inter

ULTIME 5 SFIDE IN SERIE A COL MILAN PADRONE DI CASA

2014/2015, 12° giornata, Milan-Inter 1-1

2015/2016, 22° giornata, Milan-Inter 3-0

2016/2017, 13° giornata, Milan-Inter 2-2

2017/2018, 27° giornata, Milan-Inter 0-0

2018/2019, 28° giornata, Milan-Inter 2-3

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A COL MILAN PADRONE DI CASA

1-1 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Menez 23’ – Obi 61’)

0-1 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2012/2013 (Samuel 3’)

1-0 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2013/2014 (De Jong 65’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Milan-Inter in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

Ora che le voci degli ultimi tempi hanno il marchio ufficiale di un comunicato alle prime luci dell’alba, Antonio Conte è il nuovo allenatore dell’Inter. Con Beppe Marotta dietro la scrivania, si ricompone la coppia simbolo dei primi anni di rinascita juventina. E così dopo Trapattoni, Lippi (e anche Gasperini), la società nerazzurra si affida al tecnico leccese per tornare a vincere. Obiettivo dichiarato dalla società di Steven Zang se ingaggi uno dei migliori e più pagati manager a livello internazionale. Abbiamo provato a immaginare, con qualche giorno d’anticipo, la prima conferenza stampa dell’ex capitano della Juve ad Appiano Gentile con le tre domande che gli vanno assolutamente fatte.


Buongiorno mister, benvenuto all’Inter. Ci tolga subito una curiosità, quanti sono gli scudetti della Juve?

Ma sicuramente per me è un grande onore vestire questi colori. Nei miei anni in bianconero, da giocatore e da allenatore, ho sempre avuto grande rispetto per questa società. Io sono un professionista, il mio passato è importante ma per me ora conta solo l’Inter. Non mi interessa il calcolo degli scudetti che ci sono stati, mi interessa l’albo d’oro dell’Inter dalla stagione 2019-2020.

Quel 26 aprile 1998 lei era in campo nel famoso Juve Inter passato alla storia per il contatto Iuliano Roaldo. Secondo lei era rigore?

Le situazioni in campo sono gestite dall’arbitro, non da me. In quella partita ero capitano dei bianconeri, così come poi sono stato allenatore della Juventus, ma ora la Juventus non c’entra. Non esiste. C’è solo l’Inter, c’è anche una canzone che dice questo, no?


Cosa rappresenta per lei il 5 maggio?

La più straordinaria opera letteraria di Alessandro Manzoni.

Se il Mondiale del 1998 non si fosse giocato in Francia, probabilmente non avremmo mai assistito al leggendario gol di Dennis Bergkamp contro l’Argentina. Vale sempre la pena rivederlo:

E’ una rete metafisica che si pone al di là della realtà per equilibrare il giusto senso delle cose. Perché è arrivata al minuto 89 di una partita tosta, bloccata sull’1-1. Perché erano i quarti di finale contro la Nazionale sudamericana. Perché se si segna una prodezza del genere, in un Mondiale, sei destinato a rimanere scolpito nei ricordi dei bambini che crescono con la magia negli occhi e la tramandando, da adulti, ai loro figli o nipoti.
C’è il lancio tagliente di Frank de Boer, c’è lo stop irreale dell’ex Ajax, Inter e Arsenal, c’è la palla che muore lì, in quell’istante, uncinata dal piede destro, c’è il tocco a rientrare che manda in tilt il difensore Ayala, uno dalla marcatura stretta e rognosa, e c’è il colpo d’esterno a trafiggere il portiere Roa.
C’era tutto, ma mancava solo una cosa: lo spazio per poter fare un’azione del genere.

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Ma soprattutto, per fortuna, c’era Dennis Bergkamp. La carriera calcistica dell’olandese è legata alla sua aerofobia, ovvero la paura di viaggiare in aereo. Un trauma che si è manifestato in un altro Mondiale, quello precedente del 1994 negli Stati Uniti d’America.
La Nazionale Oranje era in volo, assieme a staff tecnico e giornalisti e proprio uno di questi, tra scherzo e goliardia, disse: «C’è una bomba». Non c’era, forse, da dargli troppo peso, volarono qualche risata, qualche parolaccia, passato lo spavento iniziale. Ma da quel momento, Bergkamp non avrebbe più preso un volo.

Un trauma sul quale pesava una brutta esperienza giovanile. Durante una tournée con l’Ajax, nei pressi del vulcano Etna, ci fu una massiccia turbolenza: l’aereo precipitò, seppur per frammenti di secondo, per poi riprendere quota. Un fatto che aveva segnato il giovane biondo olandese glaciale sul campo. Panico e stress che diventarono successivamente fobia con l’episodio del 1994.

Ed è per questo che riuscì a essere presente al Mondiale francese ed è anche per questa sua paura che saltò il Mondiale del 2002, quello in Corea del Sud e Giappone, quando aveva ancora 32 anni dato che era impossibile organizzare uno spostamento via terra.
Se nella mitologia folcloristica intere pagine sono state scritte sul vascello fantasma, il tetro Olandese Volante, nel calcio Dennis Bergkamp verrà per sempre ricordato come “l’olandese non volante”.

Mentre i tifosi dell’Inter stanno ancora smaltendo lo stress degli ultimi 90 minuti della squadra nerazzurra contro l’Empoli, mister Luciano Spalletti ha voluto ringraziare i suoi ragazzi per il traguardo raggiunto (seppur in maniera soffertissima).

Il tecnico di Certaldo, che oramai è ai saluti finali con la società del presidente Zhang, ha voluto omaggiare i propri uomini per il lavoro e per il carattere messo in campo affinché si agguantasse quell’obiettivo minimo posto all’inizio della stagione, la qualificazione alla Champions League.

Il ringraziamento lo ha fatto in maniera del tutto particolare, postando una foto sul profilo Instagram in cui è ritratto parte di uno scaffale di casa Spalletti in cui ci sono le maglie di tantissimi campioni incrociati dal tecnico toscano durante la carriera e che sono stati protagonisti soprattutto nel torneo calcistico più bello del mondo.

Una collezione di casacche, per l’appunto, appartenute a campioni del passato e del presente in cui al centro spiccano le divise e i nomi dei giocatori nerazzurri che sono stati gli interpreti della stagione appena conclusa.

 

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Nomi da Champions League…Bravi ragazzi, avete riportato nuovamente l’Inter nel torneo più importante del mondo! Grazie 🖤💙⚽️ #senzatregua

Un post condiviso da Luciano Spalletti (@lucianospalletti) in data:

Sotto il post di Spalletti tanti i commenti di ringraziamento per il lavoro effettuato, ringraziamenti che sanno di addio. È sempre più incombente l’ombra di Antonio Conte alla Pinetina. Intanto per Spalletti un’altra brutta notizia è giunta direttamente dalla sua famiglia, con la scomparsa del fratello Marcello.

Tredici febbraio 2019, l’Inter ufficializza il passaggio della fascia da capitano da Icardi ad Handanovic e per il numero 9 argentino inizia una discesa ripida che, tuttora, pare non sia finita.

L’ultimo capitolo di questi lunghi mesi difficili per Maurito è la mancata convocazione per la prossima Coppa America. Il commissario tecnico Scaloni, infatti, ha deciso di privarsi della punta nerazzurra per il torneo continentale puntando su altri colleghi come: il compagno di squadra Lautaro, Messi, Aguero, Dybala e Suarez.

Una vera e propria beffa per l’ex capitano interista il quale, fino a qualche mese fa, era il giocatore imprescindibile per la squadra milanese e volto nuovo dell’attacco argentino, dopo l’addio di Higuain.
I mesi bui e burrascosi trascorsi alla Pinetina, le partite saltate a causa di infortuni, le divergenze con club e allenatore, i bisticci social e il poco feeling sotto porta hanno spinto il ct Lionel Scaloni a prendere questa decisione.

In effetti, questi primi cinque mesi del 2019 sono stati i peggiori della carriera di Mauro Icardi, sia dentro che fuori dal rettangolo verde.

Dal suo ritorno in squadra con più costanza ha gonfiato la rete solamente in due occasioni ed entrambe da calcio di rigore, l’ultimo messo a segno contro il Napoli nel 4-1 finale (con tanto di polemica tra la moglie Wanda Nara e il commentatore Daniele Adani).
Se cerchiamo la rete su azione, dobbiamo fare un salto addirittura al 2018 nel match prenatalizio del 18 dicembre nella vittoria contro l’Udinese a san Siro. Al braccio aveva ancora la fascia da capitano.

Da quando è arrivato a Milano questa è la sua seconda peggior stagione realizzativa in campionato. Peggio ha fatto solamente durante la prima annata (2013/14) quando di gol ne ha realizzati 9 ma in 22 match e all’età di 21 anni. Sicuramente l’ambiente e il rapporto soprattutto con mister e alcuni compagni ne hanno influito il rendimento. Mauro Icardi è sempre stato uno dei calciatori meno in discussione della rosa nerazzurra, soprattutto per la costanza nei gol.

Le varie divergenze nel triangolo Icardi – Nara – Inter hanno condizionato in maniera concreta la stagione dell’argentino, chiusasi anche con il forfait con l’Albiceleste. Il tutto collegato anche una grossa svalutazione da 100 (grazie alle reti in Champions League) a 60 milioni di euro, come riporta il Cies.

Il crollo del rendimento di Mauro Icardi da gennaio ad oggi secondo i dati del CIES, Eurosport
Il calo netto della valutazione del 9 argentino

Il futuro della punta è ancora tutto da scoprire: voci di mercato lo spingono altrove lui, attraverso Instagram, ha precisato di volere solo l’Inter.

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Il post di Icardi che spegne le voci di mercato

Con la quasi sicura partenza di Spalletti qualche scenario cambierà e chissà se Maurito sarà ancora l’attaccante chiave dei nerazzurri o ci sarà lo scossone di mercato.

L’ultima volta che l’Inter ha chiuso in vantaggio il primo tempo di un derby d’Italia giocato fra le mura di casa? Affare di quando in panchina sedevano Alberto Zaccheroni, per i nerazzurri, e Marcello Lippi, con i bianconeri. E’ quanto fa sapere FootStats.it, realtà specializzata in statistiche del calcio italiano.

DIGIUNO INTER

Quella in programma domani sarà la sfida numero 172 fra Inter e Juve nella Serie A con la formula del girone unico. La passata stagione, 2017/2018, furono i bianconeri a imporsi col punteggio di 3-2, dopo un primo tempo chiuso in vantaggio e un avvio di ripresa con rimonta e sorpasso nerazzurri. A colpire è però un altro dato: l’ultimo gol fatto dal Biscione nel primo tempo di un Inter-Juve di Serie A risale alla stagione 2014/2015, quando all’intervallo le due squadre rientrarono negli spogliatoi sul punteggio di 1-1: vantaggio firmato Icardi, pareggio di Marchisio (su rigore). Con una statistica del genere complicato vedere il segno 1 in schedina già dopo i primi quarantacinque minuti e resistere fino al triplice fischio finale.

L’ULTIMO DOPPIO 1 IN SCHEDINA

Scartabellando gli almanacchi scopriamo così che l’ultima volta di un derby d’Italia con l’Inter padrona di casa e in vantaggio sia al termine del primo che del secondo tempo porta la data della stagione 2003/2004. Allora, 28esima giornata, Martins (I), un’autorete di Kily Gonzalez e Vieri (I) fissarono il punteggio sul 2-1 al termine dei primi quarantacinque (più recupero) minuti di gioco. La sfida sarebbe poi terminata col risultato di 3-2 e i gol nel secondo tempo di Stankovic (I) e Di
Vaio (J). Dal campionato seguente, il 2004/2005, il bilancio degli Inter-Juve all’intervallo racconta di:
0 vittorie Inter
10 pareggi
3 vittorie Juventus
2 gol fatti Inter (Maicon e Icardi)
5 gol fatti Juventus (Vucinic, Marchisio, Quagliarella, Marchisio rig. e Douglas Costa)

Nel dettaglio, stagione per stagione, il risultato degli Inter-Juve dal 2004 e dopo 45’:
2004/2005, 13esima giornata, Inter-Juventus 0-0
2005/2006, 25esima giornata, Inter-Juventus 0-0
2007/2008, 30esima giornata, Inter-Juventus 0-0
2008/2009, 13esima giornata, Inter-Juventus 0-0
2009/2010, 34esima giornata, Inter-Juventus 0-0
2010/2011, sesta giornata, Inter-Juventus 0-0
2011/2012, decima giornata, Inter-Juventus 1-2
2012/2013, 30esima giornata, Inter-Juventus 0-1
2013/2014, terza giornata, Inter-Juventus 0-0
2014/2015, 36esima giornata, Inter-Juventus 1-1
2015/2016, ottava giornata, Inter-Juventus 0-0
2016/2017, quarta giornata, Inter-Juventus 0-0
2017/2018, 35esima giornata, Inter-Juventus 0-1

Corse di cavalli, piogge torrenziali, maglie scambiate con rispetto. C’è questo ed altro nella partweeta della domenica delle Palme del campionato. Ecco le dieci migliori perle che il web ha offerto nel weekend prolungato fino al lunedì.

Darsi all’ippica

I’m coaching in the rain

Gli scambi di maglia, quelli belli

Buone Palme

I promessi sposi

Social down

Photoshop

Talismani

Spalletti style

Eppure…0-0