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Pole numero 70 in carriera per Marc Marquez, che domina le qualifiche del Gp d’Austria, undicesima prova stagionale del Mondiale MotoGp in programma sul Red Bull Ring di Spielberg.

Lo spagnolo della Honda, dopo aver fatto segnare il miglior tempo nelle ultime due sessioni di libere, ferma il cronometro a 1’23″235, centrando la quinta pole della stagione, la terza di fila dopo Sachsenring e Brno.

“Sono abbastanza, anzi molto soddisfatto. Qui l’anno scorso abbiamo faticato tanto. Stavolta siamo arrivati col set up giusto e i risultati si sono visti. Possiamo lottare per il podio – ha aggiunto il pilota della Honda parlando con Sky Sport -, ma domani sarà decisiva la resa dello pneumatico posteriore”.

Ad affiancare il campione del mondo in carica e leader della classifica iridata ci saranno le due Ducati di Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo: 144 millesimi il ritardo del pilota forlivese, a 0″386 il maiorchino.

“Occorre interpretare le situazioni – ha spiegato Dovizioso ai microfoni di Sky Sport -. Abbiamo sempre lavorato sulla morbida, poi abbiamo deciso di provare con la media ed è andata bene”.

Quarto tempo per Maverick Vinales su Yamaha (+0″519) davanti a Danilo Petrucci, ottimo quinto, mentre Valentino Rossi non riesce a far meglio del settimo tempo (+0″747) e deve accontentarsi della terza fila assieme a Dani Pedrosa e Cal Crutchlow. Decimo tempo per Andrea Iannone con la Suzuki.

Che quello del Gp d’Austria fosse un circuito adatto alle caratteristiche della scuderia di Borgo Panigale era fatto noto – del resto l’anno scorso Andrea Iannone, ora alla Suzuki, trionfò per la prima volta in MotoGp proprio a Spielberg – ma le attese vanno confermate e Andrea Dovizioso ha rispettato il pronostico, firmando le libere del venerdì.

Il forlivese della Ducati, già alle spalle della Desmosedici dello spagnolo Hector Barbera (Reale Avintia Racing) al mattino, ha conquistato il miglior tempo al pomeriggio, strappando in 1’24″046 all’ultimo spunto la prima posizione a Maverick Vinales (1’24″280), terzo invece Dani Pedrosa, reduce da sei podi nelle ultime otto gare e quindi in grande spolvero.

In chiaroscuro Marc Marquez, che si era posto al comando della tabella crono da subito e, fino agli ultimi passaggi, è stato l’unico ad abbassare i tempi della mattinata; poi un fuoripista che gli vale il settimo tempo. Quarto Johann Zarco (Monster Yamaha Tech 3) e quinto Jorge Lorenzo (Ducati Team). Il maiorchino, così come Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing), ha girato con la innovativa carena aerodinamica e paga un ritardo di 57 centesimi dal compagno di squadra. Barbera chiude il gruppo dei sei mentre il ternano è distante dai più veloci.

Lontano dalle prime posizioni Valentino Rossi (Movistar Yamaha MotoGP). Il Dottore è staccato di oltre 8 decimi da Dovizioso e, come al mattino, termina la FP2 fuori dalla top 10. Iannone (Team Suzuki Ecstar) che a meno nove minuti dalla fine aveva anche messo la sua GSX-RR al terzo posto ha perso terreno.

“Sta andando molto bene – afferma Dovizioso -. Già stamattina abbiamo cominciato col piglio giusto, nel pomeriggio abbiamo affrontato condizioni un po’ più difficili. Non era facile fare il giro giusto, ogni piccolo errore qui diventa grande, comunque ho un buon feeling, anche se mi piacerebbe frenare più forte. La carena secondo me si sta comportando bene”.

Il pilota della Mercedes Valtteri Bottas vince il gran premio di Austria di F1, secondo Vettel su Ferrari, poi Ricciardo sulla Red Bull. Quarto posto per Lewis Hamilton, quinta la Ferrari di Raikkonen.

La notizia più importante è dunque il secondo posto di Sebastian Vettel che gli consente di allungare a +20 il suo vantaggio in classifica su Lewis Hamilton. Il britannico della Mercedes, costretto alla rimonta per la penalizzazione a causa della sostituzione del cambio, chiude quarto dopo la partenza dall’ottava posizione. Bottas gestisce al meglio il suo vantaggio e si difende come può, soprattutto negli ultimi km della corsa quando il tedesco della Ferrari si avvicina davvero moltissimo.

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 “Come mi sento? Come uno che e’ arrivato a mezzo secondo dal vincitore”, ha detto dal podio il pilota tedesco della Ferrari, arrivato secondo. “Sono piu’ soddisfatto della seconda parte della gara – ha raccontato il ferrarista – ho cambiato le gomme, con le slim avevano un buon ritmo: un altro giro, e avrei preso Bottas. Purtroppo, il doppiaggio di Perez mi ha fatto perdere qualche secondo di troppo”.

Con questo risultato, Vettel allunga su Hamilton in testa al mondiale, 171 punti contro 151, ma si fa sotto Bottas (136). Nel mondiale costruttori, Mercedes ora avanti alla Ferrari (287 contro 254 punti).

Appena 42 millesimi dalla pole del Gp d’Austria e un ultimo giro troncato a causa delle bandiere gialle per ‘colpa’ di Romain Grosjean. Ma a Sebastian Vettel tutto sommato può andar bene così. Perchè Lewis Hamilton partirà nella mischia, da un’ottava posizione dalla quale dovrà uscire al più presto per andare a caccia di punti pesantissimi in ottica Mondiale.

L’anglocaraibico non era comunque andato oltre il terzo crono odierno, la ‘mazzata’, annunciata ieri, è arrivata dalla penalizzazione di cinque posizioni che vale, da regolamento, per chi sostituisce il cambio nella propria monoposto senza averlo utilizzato per almeno sei Gran premi consecutivi.

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E allora per Vettel, leader della classifica iridata, il principale avversario nel Gp d’Austria guida l’altra Mercedes e si chiama Valtteri Bottas: è del finlandese la pole a Spielberg, la seconda in carriera, con un distacco minimo dal tedesco. In un circuito corto ma dalle curve veloci conterà un po’ tutto, strategie soprattutto: se Hamilton con le supersoft punta a una sola sosta, per chi è più avanti dipenderà molto dal meteo. Che sarà incerto fino all’ultimo.

Bottas e Vettel sono pronti a lottare fin dallo spegnimento dei semafori, del resto il distacco tra i due è veramente minimo; alle loro spalle scatterà un Kimi Raikkonen a fasi alterne e che dividerà la seconda fila con Daniel Ricciardo, uno che – Baku docet – conta poco da dove parte, ma alla fine (quasi sempre) arriva in alto.

Il primo round del Gp d’Austria va decisamente ad Hamilton, anche più nettamente di quel che non dica l’asfalto austriaco. Girando con il tempo di 1’05″483, il britannico della Mercedes ha preceduto Vettel (1’05″650) ed il finlandese e compagno di scuderia Valtteri Bottas (1’05″699).

Quarta e quinta le RedBull dell’olandese Max Verstappen (1’05″832) e dell’australiano Daniel Ricciardo (1’05″873), reduce dal trionfo di Baku; ancora sesta l’altra Rossa del finlandese Kimi Raikkonen (1’06″144).

Chiudono la top- ten il danese Kevin Magnussen su Haas-Ferrari (1’06″591), lo spagnolo Fernando Alonso su McLaren (1’06″732), apparso più pimpante e motivato rispetto alle ultime uscite, il tedesco Nico Hulkenberg su Renault (1’06″735) ed il francese Romain Grosjean su Haas (1’06″763).

Stavolta, dunque, Hamilton e Vettel fanno valere soltanto il peso specifico della loro classe, supportati da macchine vicine ma non vicinissime: l’all-inclusive della Mercedes ha qualcosa in più e siccome il pacchetto, a Zeltweg, conta più di altrove, Hamilton può a tutto diritto considerarsi il grande favorito per le qualifiche e per la corsa di domenica.

 

Dopo le scintille di dieci giorni fa, che hanno acceso il Gp dell’Azerbaigian e il relativo post gara, fino al responso della Fia di lunedì, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton si sono ritrovati fianco a fianco nella conferenza stampa di presentazione del Gp d’Austria, nono appuntamento del mondiale di Formula Uno, che andrà in scena domenica, lungo il Red Bull Ring di Spielberg.

Il primo a parlare è stato il ferrarista, attuale leader del mondiale, con 153 punti all’attivo, con 14 lunghezze di vantaggio proprio sul britannico della Mercedes.

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“Non credo che sia necessario parlare a lungo di quanto accaduto a Baku. Voglio solo spiegare alcune cose. Subito dopo la gara ho fatto delle dichiarazioni sbagliate: dalla macchina avevo una prospettiva diversa, rispetto a quella che ho avuto dopo quando ho rivisto con calma le immagini del contatto con Lewis. Ho parlato con Lewis il giorno dopo la gara. L’ho chiamato il lunedì e gli ho chiesto scusa. Ho sbagliato e ho avuto una reazione esagerata”, ha detto Vettel.

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“Sono totalmente concentrato su questo weekend. Lasciamo stare quanto accaduto e pensiamo a questo e ai prossimi impegni. Ho parlato con Sebastian dopo la gara, il lunedì successivo, quando lui mi ha contattato: il rispetto fra me e lui è rimasto immutato. L’unica cosa che gli ho detto è che ritenevo che doveva rettificare la sua dichairazione e ciò è avvenuto. Accetto le sue scuse. E’ tutto chiuso lì”, ha spiegato Hamilton.

“Non sono una testa calda. E’ stato sbagliato affiancare Lewis e colpire la sua gomma: non ho altro da aggiungere. Sul momento ero convinto che Lewis avesse frenato e per questo motivo mi sono arrabbiato e ho reagito. Non sono contento di quanto ho fatto ma guardiamo avanti. Lunedì la Fia mi ha chiesto la mia opinione e io ho espresso proprio i concetti che ora sto riportando a voi della stampa. Con Lewis ho chiarito dopo 24 ore: al momento della mia chiamata non ho avuto la stessa sensazione che ho oggi. Adesso posso dire che mi fa piacere sentire che lui abbia accettato anche pubblicamente le mie scuse“, ha poi ribattuto il ferrarista.

“La cosa più importante per me era che Sebastian dicesse chiaramente che io non avevo fatto il cosiddetto ‘break testing’. Mi fa piacere anche a me pensare che quanto che successo non abbia influito sul nostro rapporto”, ha concluso Hamilton.