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L’ultimo rossonero ad aver firmato la vittoria del Milan in un derby di campionato giocato fuori casa? Risposta quasi scontata: Zlatan Ibrahimovic. Correva la 12esima giornata 2010/2011 e al minuto numero 5 un rigore del campione svedese, tornato a vestire la casacca del Diavolo solo qualche settimana fa, risultò decisivo per lo 0-1 finale. Successivamente ecco 5 successi dell’Inter, il più recente per 1-0 nello scorso campionato con Icardi man of the match al 92’, e 3 pareggi.

Cercando negli almanacchi di calcio i precedenti Inter-Milan giocati proprio alla 23esima giornata di Serie A, ci imbattiamo 5 stracittadine. Nel 1929/1930, all’esordio del campionato con la formula del girone unico, ecco un 2-0 firmato Serantoni. Nel 1934/1935 altro 2-0, stavolta frutto delle reti di Porta e Demaria. Nel 1956/1957 primo punto per il Milan grazie all’1-1 con marcatori Bean (M) e Invernizzi (I). Nel 1962/1963 furono Mazzola (I) e Sani (M) gli artefici del secondo pareggio per 1-1. Mentre nel 1975/1976 arrivò il primo segno 2 in schedina, 0-1 con Bigon uomo gol decisivo. Insomma, il bilancio di questo mini ciclo racconta di 2 successi Inter, altrettanti pareggi, 1 vittoria del Milan. Soprattutto, 6 marcature per i nerazzurri a fronte delle 3 per i rossoneri.

La compagine di mister Conte in casa ha fatto 22 punti (6V – 4X – 1P con 19GF/8GS). Lo scorso weekend con l’Udinese ha ritrovato quei tre punti che mancavano da qualche settimana. Prima, difatti, c’erano stati 3 pareggi senza soluzione di continuità. È in serie positiva da 15 turni: 9 affermazioni più 6 match chiusi in parità. L’undici del tecnico Pioli in trasferta ha raccolto 18 punti (6V – 0X – 5P con 12GF/14GS). L’ultima volta con un pareggio risale al 20 aprile 2019, 1-1 a Parma. Col Verona ha fatto 1-1, un risultato da non sottovalutare alla luce della prestazione degli scaligeri a Roma, e raggiunto quota 5 gare a punti di fila. È la miglior performance di stagione.

Chiusura con due dati dalla classifica all time di A, rossoneri a 4.699 gol marcati, e di rendimento, per entrambe le difese 8 clean sheet in questo campionato.

CONFRONTI DIRETTI CON L’INTER PADRONA DI CASA (SERIE A)*

85 incontri disputati
32 (27) vittorie Inter
30 (35) pareggi
23 (23) vittorie Milan
123 (57) gol fatti Inter
111 (48) gol fatti Milan

ULTIME 5 SFIDE IN SERIE A CON L’INTER PADRONA DI CASA

2014/2015, 31° giornata, Inter-Milan 0-0
2015/2016, 3° giornata, Inter-Milan 1-0
2016/2017, 32° giornata, Inter-Milan 2-2
2017/2018, 8° giornata, Inter-Milan 3-2
2018/2019, 9° giornata, Inter-Milan 1-0

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A CON L’INTER PADRONA DI CASA

1-1 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2012/2013 (El Shaarawy 21’ – Schelotto 71’)
2-2 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2016/2017 (Candreva 36’ – Icardi 44’ – Romagnoli 83’ – Zapata 97’)
0-0 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2014/2015

* Fra parentesi i dati dei precedenti Inter-Milan in Serie A dopo la prima frazione di gioco

Conte versus Pioli: da Grosseto-Bari in Serie B

I primi scontri diretti fra Antonio Conte, Inter, e Stefano Pioli, Milan, sono andati in scena in cadetteria. Ne contiamo 3, infatti, fra il 2007/2008 (Grosseto-Bari 2-2) e il 2008/2009 (Piacenza-Bari 2-2). Il resto, 4, si sono svolti tutti in Serie A.

Conte annovera soltanto match positivi contro il collega e negli ultimi 3 incroci ha raccolto ben 9 punti vincendo sempre grazie a 2 reti marcate dalle sue formazioni (vale a scrivere la Juventus). Da segnalare, tuttavia, che la sfida fra i due tecnici mancava nel massimo campionato italiano dalla stagione 2013/2014.

Positivo, per l’allenatore leccese, il bilancio delle sfide al Milan. Fra l’altro nell’unica volta in cui le sue squadre non hanno segnato ha incassato la prima e sola sconfitta. Ben 14 i testa a testa fra il mister originario di Parma e l’Inter (che ha guidato per 23 panchine di A nel 2016/2017). I numeri strizzano l’occhio alla società nerazzurra. Pioli non batte la Beneamata dal 2015/2016, quando guidava la Lazio. Mentre l’ultimo scontro diretto ha prodotto un 3-3.

Da segnalare che al calcio d’inizio di Inter-Milan saranno 150 le panchine dell’ex ct nel massimo torneo italiano.

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E PIOLI IN CAMPIONATO

4 vittorie Conte
3 pareggi
0 vittorie Pioli
12 gol fatti squadre di Conte
6 gol fatti squadre di Pioli

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E IL MILAN IN CAMPIONATO

5 vittorie Conte
2 pareggi
1 vittoria Milan
12 gol fatti squadre di Conte
5 gol fatti Milan

TUTTI I PRECEDENTI FRA PIOLI E L’INTER IN CAMPIONATO

4 vittorie Pioli
4 pareggi
6 vittorie Inter
19 gol fatti squadre di Pioli
23 gol fatti Inter

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

149 panchine
101 vittorie
34 pareggi
14 sconfitte
135 gare a punti

I NUMERI DI PIOLI IN SERIE A

325 panchine
115 vittorie
94 pareggi
116 sconfitte
209 gare a punti

Il risultato più ricorrente all’intervallo di un Roma-Juventus è il pareggio. Negli 85 incontri disputati in Serie A dal 1929/1930 per 33 volte è comparso sotto forma di 0-0, l’1-1 s’è visto in 3 circostanze, mentre nel torneo 1961/1962 fu 2-2. Una tradizione che trova conferma anche negli ultimi dieci scontri diretti. Solo nel 2011/2012 le due squadre rientrarono negli spogliatoi per il tè con la schedina sprovvista del segno X: al minuto numero 6 aveva frantumato gli equilibri una rete di De Rossi.

Insomma, quella fra giallorossi e bianconeri sembra proprio una classica del calcio italiano che viene decisa nei secondi tempi e la Vecchia Signora è la migliore squadra della A 2019/2020 per differenza punti fra la prima e la seconda frazione di gioco. Gli uomini di mister Sarri, infatti, mostrano +17. La classifica stilata con i risultati al 45’ li vedrebbe a quota 28, mentre la graduatoria in vigore li trova a 45 punti.

Anche la Lupa mostra valori positivi in questa statistica: +5. I calciatori di Fonseca passano, infatti, dai 30 del primo ai 35 punti del secondo tempo. E pure l’andamento delle marcature dei due club sembra confermare il crescendo di prestazioni nell’arco dei novanta minuti di gioco. La Juventus ha segnato, infatti, 16 gol prima dell’intervallo e 19 reti dopo il rientro in campo. La Roma 15 prima del 45’ (più recuperi) e 18 fra il 46’ e il triplice fischio finale.

Gettando uno sguardo sui precedenti scopriamo che i campioni d’Italia in carica non sbancano l’Olimpico giallorosso dal 2013/2014. Guarda caso anche allora il gol partita arrivò in zona Cesarini e lo marcò l’ex Osvaldo. Successivamente ecco 3 segni 1 in schedina e 2 pareggi. La passata stagione fu 2-0 per i padroni di casa, Florenzi e Dzeko i bomber.

CONFRONTI DIRETTI ROMA-JUVENTUS (SERIE A)*

85 incontri disputati
32 (30) vittorie Roma
28 (37) pareggi
25 (18) vittorie Juventus
122 (53) gol fatti Roma
98 (38) gol fatti Juventus

ULTIME 5 SFIDE ROMA-JUVENTUS (SERIE A)

2014/2015, 25° giornata, Roma-Juventus 1-1
2015/2016, 2° giornata, Roma-Juventus 2-1
2016/2017, 36° giornata, Roma-Juventus 3-1
2017/2018, 37° giornata, Roma-Juventus 0-0
2018/2019, 36° giornata, Roma-Juventus 2-0

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEI ROMA-JUVENTUS

1-1 comparso per 15 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Tevez – Keita)
0-0 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2017/2018
3-0 comparso per 7 volte, l’ultima nel 1994/1995 (Tacchinardi autogol – Fonseca – Balbo)
1-0 comparso per 7 volte, l’ultima nel 2012/2013 (Totti)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Roma-Juventus in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

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Luis Enrique, il primo mister della Roma americana, chiuse l’andata del torneo 2011/2012 con 31 punti (9V – 4X – 6P; ovviamente conteggiando anche il recupero della 18esima giornata col Catania). Dopo di lui, annata 2012/2013, fu la volta di Zdenek Zeman che in 19 turni di punti ne raccolse 32 (10V – 2X – 7P). Ecco quindi Rudi Garcia che con un bottino di 44 lunghezze (13V – 5X – 1P) fece sognare i tifosi capitolini durante il campionato 2013/2014. Passo simile per l’undici di Luciano Spalletti nel 2016/2017, 41 punti al giro di boa (13V – 2X – 4P). Mentre la squadra allenata da Eusebio Di Francesco, stagione 2017/2018, includendo la sfida con la Sampdoria prevista per settembre e slittata poi a fine gennaio, si fermò a quota 40 (12V – 4X – 3P).

Insomma, comunque vada il prossimo Roma-Juventus, Paulo Fonseca avrà fatto meglio, a questo punto della stagione, soltanto di Luis Enrique e Zdenek Zeman. Per chiudere con una vittoria il girone d’andata della Serie A 2019/2020 dovrà però fare sua la ‘doppia’ prima in Italia contro Maurizio Sarri e la Juventus.

A suo favore il bilancio in rosso del tecnico toscano quando affronta la Lupa. Su 8 scontri diretti dal torneo 2014/2015 in poi, rintracciamo 2 vittorie (ottenute entrambe col Napoli), 2 segni X (equamente divisi fra Empoli e campani) e ben 4 sconfitte (fra l’altro la più recente in occasione dell’ultimo incrocio, 2-4 al 27esimo turno 2017/2018).

Attenzione però, se la Vecchia Signora dovesse ritrovare quel successo che nell’Olimpico giallorosso le manca dal 2013/2014, ecco che i punti a metà torneo sarebbero 48 ed equivarrebbero alla quarta migliore prestazione dei bianconeri nella Serie A con i 3 punti a vittoria e dopo 19 giornate.

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E LA ROMA IN CAMPIONATO

2 vittorie Sarri
2 pareggi
4 vittorie Roma
7 gol fatti squadre di Sarri
11 gol fatti Roma

I NUMERI DI FONSECA IN SERIE A

18 panchine
10 vittorie
5 pareggi
3 sconfitte
15 gare a punti

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

170 panchine
101 vittorie
43 pareggi
26 sconfitte
144 gare a punti

Aveva detto addio alla sua Roma, che era un po’ per preannunciane il suo ritiro o quanto meno iniziare a metabolizzare. Ora è arrivato: Daniele De Rossi, a 36 anni compiuti, lascia il Boca Juniors dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, annunciata il 6 gennaio 2020 e presa fondamentalmente per motivi familiari, soprattutto pensando alla figlia Gaia di 14 anni, non è stata certo facile:

Ci pensavo da ottobre-novembre – ha detto oggi – e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare. Non voglio entrare nei dettagli ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 ore di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è

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Centrocampista, difensore centrale all’occorrenza, per il bene della sua Roma. Ben 616 partite con i giallorossi, 63 gol e 54 assist prima di volare dall’altro lato del mondo, il tempo di giocare 6 partite e segnare una rete. Bandiera di un ventennio del calcio italiano, degli anni Duemila, che forse con la maglia della Nazionale verrà sciaguratamente ricordato per la gomitata contro gli Stati Uniti nel Mondiale del 2006  e la squalifica che lo fa rientrare giusto il tempo della finale per segnare un rigore perfetto contro la Francia. E di quella squadra allenata da Lippi sopravvive solo Buffon come ultimo campione del Mondo ancora in pista, eppure DDR è stato il primo marcatore, nel Girone di qualificazione, di quella cavalcata trionfale.

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Anzi, c’è di meglio: Daniele De Rossi, che aveva da poco compiuto 21 anni, il 4 settembre del 2004 contro la Norvegia segnò non solo il primo gol della nuova Italia di Marcello Lippi (dopo la prima amichevole fallimentare persa 2-0 contro l’Islanda), ma anche al suo debutto assoluto con la maglia azzurra dei grandi. Impiegò quattro minuti, su cross di Favalli, per metterci la zampata e segnare il gol del momentaneo 1-1 (Carew aveva segnato dopo 40 secondi e l’Italia vincerà 2-1 con rete decisiva di Toni).

In totale, Daniele De Rossi ha vestito la maglia azzurra per 117 volte, segnando 21 reti. Ha superato Pirlo e Zoff (116 e 112) ed è quarto nella classifica all-time dietro Buffon, Cannavaro e Maldini.

Dopo la sosta invernale la Serie A riprenderà giocando la 18esima giornata in calendario. Già in sette occasioni dall’introduzione dei tre punti a vittoria, stagione 1994/1995, il massimo campionato ha ripreso la corsa allo scudetto da questo particolare turno, l’ultima volta fu nel 2015/2016. Dando uno sguardo all’esito del primo match del nuovo anno per le big del campionato scopriamo che è il Napoli il club che ha in corso la striscia positiva più lunga: viene infatti da 8 vittorie senza soluzione di continuità. Alle spalle degli azzurri ecco la Juventus che è in serie OK da 6 stagioni (5V + 1X), l’Inter da 5 (2V + 3X), il Milan da 3 (3V), quindi la Roma che dopo il KO del 2017/2018 dodici mesi fa ha ritrovato il successo (1V).

E la Lazio? Nel gennaio del 2019 perse lo scontro diretto col Napoli. Poiché bianconeri e azzurri hanno disputato meno tornei di Serie A rispetto a Inter, Lazio, Milan e Roma dal 1994/1995 in poi, per stilare una graduatoria è necessario affidarci alle media punti/match. E le sorprese non mancano perché la miglior squadra nel primo match dell’anno risulta il Milan che viaggia a una media di 2,32 punti/match e si piazza davanti a Napoli (2,17), Juventus (2,08), Inter (1,88) e, appaiate, Lazio e Roma (1,56).

Concludiamo ricordando che nel 2016/2017, unica volta nel periodo da noi preso in considerazione, tutte e sei le squadre esaminate aprirono l’anno con un successo. Evento che, per causa del calendario che ha messo in programma Napoli-Inter, fra qualche giorno non potrà ripetersi.

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Diciannove novembre 1969. Per molti fedeli brasiliani è il giorno della sublimazione da corpo a sostanza aeriforme, da calciatore a divinità di, Edson Arantes do Nascimento, Pelé.
La sua squadra, il Santos, affronta al Maracanà di Rio de Janeiro il Vasco da Gama per la Taça de Prata, un torneo antico che si disputava prima ancora della nascita del campionato nazionale datata 1971. Quando Pelé gioca questa partita, dati statistici alla mano, ha realizzato 999 gol. Solo uno al millesimo. Un traguardo inimmaginabile, fuori da ogni schema logico per un giocatore che ha già vinto tutto col Santos (Libertadores e Intercontinentali), e con il Brasile (due coppe Rimet).
Facile intuire la tensione con la quale Pelé scende sul terreno di gioco: tifosi, pubblico, giornalisti e fotografi aspettano un suo lampo di genio. Paradossalmente quel tocco divino non arriva: nessuna giocata spettacolare, nessuna prodezza per O’ Rei, ma un “comune e mortale” calcio di rigore. E De Gregori può anche cantare che non è da un calcio di rigore sbagliato che si giudica un giocatore, ma per Pelé, per il Brasile intero, quel calcio di rigore, rappresenta l’intera essenza esistenziale.

 

Diciannove novembre 1969. O forse no? L’essere aeriforme sfugge e perde di concretezza. Non lo si può toccare, ma solo credere. E’ un dogma. Nel bianco e nero delle immagini, lo si dà per vero. La sfida tra il numero 10 del Santos ed il portiere Andrada, il gol, il millesimo gol, l’esultanza, il giocatore portato in trionfo, la partita sospesa e la notizia che piroetta in ogni angolo sportivo del globo.
Dubbi. Tanti. Cosa c’è dopo il gol? Dopo l’apoteosi? Della partita ci sono luci ed ombre e questo la dice lunga sulla risonanza mediatica che ebbe il calcio di rigore. C’è chi dice che il match finì quell’istante, altri affermano che finì regolarmente con la vittoria per 2-1 del Santos sul Vasco da Gama.
E se fosse stato il 1971 e non il 1969? Dubbi anche sull’anno, ma soprattutto…e se non fossero 1000 gol? In Brasile si faceva poca distinzione tra match ufficiali, amichevoli o semplice partitelle. A fine carriera gli saranno accreditate 1.281 reti. Manca l’ufficialità, ma spalleggiandoci tra una fede ed un’altra, questa volta sentiamoci meno San Tommaso.

 

 

Del resto, il giorno dopo il Mondiale del 1970, il Sunday Times intitolò: «How do you spell Pelè? G-O-D».
Amen.

 

Ammontano a 4 i precedenti Juventus-Milan andati in scena alla 12esima giornata di Serie A. Il bilancio di questo ciclo di incontri racconta di 1 vittoria bianconera, 1 successo rossonero, 2 segni X. Nel 1935/1936 fu 3-1: Cason (J) al 55’ su rigore, Menti (J) al 60’, Borel (J) al 65’, Moretti (M) all’81’. Nel 1938/1939 terminò 2-2: Boffi (M) al 20’, Buscaglia (M) al 25’, De Filippis (J) al 47’, Gabetto (J) al 60’. Nel 1952/1953 ecco uno 0-3: Nordahl al 18’ e doppietta di Frignani, al 41’ e al 76’. Nel 1964/1965, infine, altro 2-2: Combin (J) al 48’, Amarildo (M) al 59’, Ferrario (M) al 77’, Menichelli (J) al 90’.

Ma… proprio una stagione fa, anche se a campi invertiti, andò in scena l’incrocio fra la Vecchia Signora e il Diavolo e al Meazza fu 2-0 per gli otto volte campioni d’Italia di fila, Mandzukic (di testa) all’8’, Ronaldo (di destro) all’81’. Partita rimasta negli annali anche per il calcio di rigore fallito dal grande ex di turno, Higuain, poi espulso una manciata di minuti prima del triplice fischio conclusivo. Ma l’argentino stavolta vestirà nuovamente la casacca dei piemontesi dopo un mezzo giro del Vecchio Continente che l’aveva portato anche a Londra.

A proposito Higuain, da quando è a Torino ha già timbrato il cartellino 2 volte contro il Diavolo in Serie A. Curiosamente però solo in trasferta, doppietta nel 2017/2018. Cercando le ultime volte scopriamo che… sono 8 i risultati utili di fila (tutti successi) della Juventus (ma non è record perché la storia del match racconta di altre due strisce lunghe rispettivamente 11 e 14 incontri), il Milan non coglie i tre punti dal 2010/2011, 0-1 con Gattuso match winner al 68’, mentre il più recente pareggio è rappresentato dallo 0-0 al 29esimo turno del 2005/2006.

Ricordiamo il bilancio casa/fuori dei due club in questo torneo.

Juventus 15 punti con 5V – 0X – 0P; 12GF/6GS.
Milan 6 punti con 2V – 0X – 3P; 5GF/6GS.

CONFRONTI DIRETTI JUVENTUS-MILAN (SERIE A)*

84 incontri disputati
42 (27) vittorie Juventus
21 (38) pareggi
21 (19) vittorie Milan
135 (60) gol fatti Juventus
101 (50) gol fatti Milan

ULTIME 5 SFIDE JUVENTUS-MILAN (SERIE A)

2014/2015, 22° giornata, Juventus-Milan 3-1
2015/2016, 13° giornata, Juventus-Milan 1-0
2016/2017, 28° giornata, Juventus-Milan 2-1
2017/2018, 30° giornata, Juventus-Milan 3-1
2018/2019, 31° giornata, Juventus-Milan 2-1

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEGLI JUVENTUS-MILAN

1-1 comparso per 10 volte, l’ultima nel 1995/1996 (Conte 3’ – Weah 30’)
1-0 comparso per 10 volte, l’ultima nel 2015/2016 (Dybala 65’)
2-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Piatek 39’ – Dybala 60’ – Kean 84’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Juventus-Milan in Serie A dopo la prima frazione di gioco

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Sarri versus Pioli: Maurizio ancora imbattuto contro il Milan

Il primo scontro diretto in campionato fra i mister Maurizio Sarri, Juventus, e Stefano Pioli, Milan, andò in scena nella cadetteria 2005/2006. Correva la settima giornata e Modena-Pescara si concluse col punteggio di 2-0. A dare il successo all’oggi rossonero fu Cristian Bucchi, autore di una doppietta nella ripresa del match. Curiosamente oggi l’ex attaccante gialloblù guida quell’Empoli con cui lo stesso Sarri si è fatto notare in Serie A nel corso della stagione 2014/2015.

Gli altri 8 incroci fra i due tecnici sono invece tutti nel massimo campionato. Il bilancio è nettamente in favore dell’ex Chelsea che fra le mura di casa vanta un ruolino di marcia davvero impressionante: 3 vittorie più 1 segno X con 10 gol marcati dalle sue squadre e solo 1 incassato. Tuttavia nell’ultimo testa a testa, Napoli-Fiorentina 2017/2018, ci scappò lo 0-0.

Da sottolineare anche come Sarri sia imbattuto nelle sfide di campionato contro il Milan, 4 affermazioni e altrettanti pareggi. E le sue compagini, ad eccezione dell’ultimo Napoli 2017/2018, hanno sempre trovato il modo di perforare Donnarumma o i suoi predecessori. Al contrario Pioli, nonostante i 13 tentativi, cerca ancora il primo successo contro la Vecchia Signora. Difficile però se non riesce a marcare. E’ dal 31 ottobre 2012, Juventus-Bologna 2-1, che Pioli non trova stratagemma per bucare la difesa avversaria. Domenica saranno trascorsi 2.567 giorni da quella data.

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E PIOLI IN CAMPIONATO

5 vittorie Sarri
1 pareggio
3 vittorie Pioli
13 gol fatti squadre di Sarri
10 gol fatti squadre di Pioli

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E IL MILAN IN CAMPIONATO

4 vittorie Sarri
4 pareggi
0 vittorie Milan
16 gol fatti squadre di Sarri
8 gol fatti Milan

TUTTI I PRECEDENTI FRA PIOLI E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO

0 vittorie Pioli
3 pareggi
10 vittorie Juventus
5 gol fatti squadre di Pioli
24 gol fatti Juventus

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

163 panchine
96 vittorie
42 pareggi
25 sconfitte
138 gare a punti

I NUMERI DI PIOLI IN SERIE A

314 panchine
110 vittorie
90 pareggi
114 sconfitte
200 gare a punti

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Fabio Maresca, secondo big-match stagionale, prima direzione con il Milan

Secondo big match stagionale per Fabio Maresca. L’arbitro della Sezione AIA di Napoli (da 7 stagioni e 58 direzioni in Serie A con un bilancio di 28 vittorie casalinghe, 17 pareggi, 13 successi esterni) dopo Inter-Lazio al quinto turno dirigerà, infatti, Juventus-Milan. Pochi ma storici i suoi precedenti con la Vecchia Signora.

Sono 4 gli arbitraggi (bilancio positivo per i bianconeri), 3 in trasferta e 1 allo Stadium: stagione 2017/2018, Juventus-Cagliari termina 3-0. La sfida però sancisce l’esordio del VAR nella Serie A italiana e proprio grazie alla tecnologia sarà fischiato un calcio di rigore a favore dei rossoblù (poi non trasformato in punto). Positivo anche il rendiconto degli incroci fra il Milan e Maresca, che sono 6. In esterna il direttore di gara classe 1981 vanta Torino-Milan 1-1 del 2017/2018, Bologna-Milan 0-0 e Roma-Milan 1-1 del 2018/2019. In questo torneo sarà la prima con i rossoneri in campo. Mentre i bianconeri li ha già visti a Parma, esordio vincente per Sarri che però… era ammalato e sostituito in panchina da Martusciello.

Chiudiamo con un’altra curiosità nel rapporto VAR-Maresca. Alla terza giornata 2017/2018 in Udinese-Genoa ci fu la prima espulsione di un giocatore di Serie A grazie all’occhio tecnologico, Bertolacci fra i rossoblù, e ad estrarre il cartellino rosso dal taschino fu proprio Maresca.

TUTTI I PRECEDENTI FRA MARESCA E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO*

3 (1) vittorie Juventus
0 (0) pareggi
1 (0) sconfitta
7 (3) gol fatti Juventus
2 (0) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA MARESCA E IL MILAN IN CAMPIONATO**

3 (0) vittorie Milan
3 (3) pareggi
0 (0) sconfitte
9 (2) gol fatti Milan
5 (2) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.
** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni.

Tra i 34 precedenti, tutti in Serie A, l’Udinese ha realizzato 49 gol contro il Torino. Nella sfida dell’ottava giornata di Serie A, dunque, i bianconeri sono alla ricerca della rete numero 50 contro i granata.

Entrambi hanno indossato la maglia del Manchester United, in epoche differenti. In Serie A, quest’anno, hanno realizzato tutti e due tre reti, analogamente, di piede su azione, tramite calcio di rigore e con un colpo di testa. E’ la sfida nella sfida di questo Inter-Juventus: è Romelu Lukaku contro Cristiano Ronaldo.

 

Oltre duecento match per certificare che l’Inter rappresenta il miglior club d’Italia a settembre 2019. Alle spalle dei nerazzurri due formazioni di Serie C, l’Alessandria, per il momento seconda nel girone A, e il Padova, al comando del raggruppamento B.

LA CLASSIFICA DI SETTEMBRE 2019*

Ammontano a 266 le partite disputate fra il primo e il 30 settembre 2019 (47 di Serie A; 43 in cadetteria; 176 di Serie C), nel corso delle quali sono stati marcati 665 gol (351 da chi giocava in casa, 314 da chi era in trasferta), che hanno prodotto 100 segni 1 in schedina (37,6%), 77 pareggi (28,9%), 89 blitz in trasferta (33,5%). Stilando un’unica maxi-classifica con le cento squadre dei campionati professionistici italiani disposte per media punti/match, troviamo l’Inter davanti a tutte e con un’andatura senza intoppi: esclusivamente successi, 5 in altrettante gare per gli uomini di mister Conte.

Sugli altri due gradini del podio salgono l’Alessandria, Serie C girone A, e il Padova, Serie C girone B, con 2,67 punti/match, frutto di 5 vittorie e 1 pareggio. A completare la top ten ecco quindi: Empoli (Serie B: 3V – 1X – 0P), Juventus (Serie A: 3V – 1X – 0P) e Monza (Serie C girone A: 5V – 0X – 1P) con 2,50; Reggina (Serie C girone C: 4V – 2X – 0P) e Vicenza (Serie C girone B: 4V – 2X – 0P) con 2,33; Cittadella (Serie B: 3V – 0X – 1P) e Napoli (Serie A: 3V – 0X – 1P) con 2,25.
All’altro capo della nostra lista stazionano, invece, due club della Serie C girone C: il Rieti e il Rende con 0,17 punti/match, frutto di un pareggio in 6 impegni affrontati.

QUALCHE CURIOSITÀ

Sono 12 le compagini che a settembre 2019 non hanno subito sconfitta in campionato. Dalla Serie A alla C: Inter e Juventus; Benevento, ChievoVerona ed Empoli; Alessandria, Carrarese, Casertana, Padova, Reggiana, Reggina e Vicenza. Mentre quelle che non hanno mai centrato un colpo da tre punti ammontano a 11: Cosenza, Juve Stabia e Spezia in cadetteria; Arzignano, Giana Erminio, Gubbio, Imolese, Pergolettese, Rende, Rieti e Rimini in Serie C. La miglior difesa in assoluto è stata quella orchestrata dal tecnico Scazzola, Alessandria, che ha incassato 1 solo gol per una media di 0,2/match.

L’attacco più prolifico è risultato quello schierato dal coach Gasperini, Atalanta, con ben 12 marcature. Una in meno della Reggina, ma con un ritmo di 2,4 ogni novanta minuti contro i 2,2 tenuto dei calabresi. Terminiamo segnalando la singolare performance del Gubbio, Serie C girone B, che in 6 impegni di campionato ha raccolto ben 5 pareggi (nessuno ne somma così tanti) a fronte di 1 sconfitta.

* Considerate solo quelle gare realmente svolte nel mese di settembre 2019, valutando quindi la
data effettiva di anticipi e/o posticipi e/o recuperi in calendario.