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Girone C

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La mina vagante del Girone C, alla fine, è stata proprio l’Italia. Ribaltando i pronostici della vigilia che vedevano Brasile e Australia più indirizzate a superare il gruppo e accedere agli ottavi, le ragazze della ct Milena Bertolini hanno chiuso in testa al raggruppamento, con 6 punti, gli stessi delle due compagini, ma a premiare sono stati gli scontri diretti e la differenza reti. Il Brasile, dunque, accederà agli ottavi come migliore terza nonostante la vittoria per 1-0 di rigore firmato da Marta. Nell’altra partita l’Australia trascinata da una poderosa Samantha Kerr ha demolito la Giamaica per 4-1.

Italia – Brasile 0-1 (qui sintesi completa)

Niente en-plein per l’Italia nel raggruppamento C dei Mondiali femminili. Dopo le prime due vittorie di fila, nella terza ed ultima giornata della fase a gironi, le azzurre rimediano un ko di misura con il Brasile (1-0), ma chiudono comunque al primo posto nel girone. Decide un calcio di rigore di Marta, ma è una sconfitta del tutto indolore per le ragazze di Bertolini, che nonostante l’arrivo a pari punti con Australia e le stesse brasiliane, si qualificano comunque agli ottavi di finale da prime, vista la differenza reti migliore rispetto alle altre due selezioni.

 

Australia – Giamaica 4-1

Sam Kerr trascina l’Australia al successo contro la Giamaica: a Grenoble l’attaccante australiana ha siglato quattro gol (due per tempo), necessari per piegare la nazionale africana ma non per scalzare l’Italia dal primo posto nel girone. La nazionale allenata da Ante Milicic aveva bisogno di vincere con 5 gol di scarto e sperare in un successo del Brasile per due reti di scarto contro le Azzurre. Alla fine Kerr e compagne si devono accontentare del secondo posto e il prossimo 22 giugno se la vedranno in ottavi di finale a Nizza contro la Norvegia (seconda nel gruppo A dietro la Francia).

La serata di grazia di Samantha Kerr inizia al minuto 11, quando l’attaccante dei Chicago Red Stars segna con una gran torsione di testa. Il raddoppio della numero 20 australiana arriva al 42′, sempre di testa. Nella ripresa Solaun accorcia le distanze per la Giamaica, segnando il primo gol della nazionale africana nel torneo. Le giamaicane sfiorano in un paio di occasioni il pareggio prima del “Kerr bis”: la numero 20 Ausse segna ancora al 69′ e poi all’83’, sfruttando una clamorosa papera del portiere. Australia seconda dopo il ko iniziale con l’Italia: ad aspettare Kerr e compagne in ottavi c’è la Norvegia.

Poche storie, è la partita. Alle 18, Stade Auguste-Delaune di Reims, l’avversaria è la Giamaica. Milena Bertolini e Sara Gama non sembrano le tipe che cedono alle vanità: la ct è molto pragmatica anche se è una che ama il bel gioco, la capitana non ha la faccia della persona soddisfatta dopo vittorie ed elogi. Dopo i sobri festeggiamenti per il compleanno di Barbara Bonansea, via all’allenamento nel pomeriggio, poi l’incontro con i giornalisti e la passeggiata sul campo che ospiterà la partita con la Giamaica. «Se farò qualche cambio perché la Giamaica è una squadra fisica? Anche l’Australia lo è, e in ogni caso ho un’idea ce l’ho, ma è mia abitudine decidere la mattina della partita. Non so neppure quali cambiamenti aspettarmi dalla Giamaica, che è una squadra che conosciamo poco, ma sappiamo che ha giocatori forti fisicamente, veloci e anche di qualità. I complimenti di questi giorni ci fanno piacere, ma dobbiamo rimanere concentrare perché dall’inizio del percorso abbia immaginato questa come una gara-chiave, quelle nella quale potevamo provare a prendere punti. La Giamaica non ha il blasone dell’Australia, non è sesta nel ranking, è la squadra di quarta fascia del gruppo. Ma non dobbiamo sottovalutarla e non lo faremo». E Gama ribadisce il concetto: «Non c’è pericolo di andare in campo deconcentrate, anche perché sappiamo dove siamo. E se restiamo ancora possiamo fare un grande passo avanti».

 

Le centro-americane sono 53esime nel ranking mondiale e sono alla sua prima presenza a un Mondiale. Jody Brown ha solo 17 anni, è del 2002 e gioca ancora nella Montverde Academy, scuola del Florida, in America. Ha talento, gioca in attacco, e si messa in mostra nei tornei giovanili Concacaf. Nel primo match la Giamaica ha perso 3-0 contro il Brasile, ma ha lasciato alle spalle ansie e paure da prima da debuttante. Ma l’Italia è dentro la partita, imbattute da 10 gare consecutive, fedeli a sé stesse, senza far calcoli sulle giocatrici diffidate (tre, e tutte piuttosto importanti: Gama, Girelli, Cernoia) o su come si comporteranno le avversarie. «Certo, nel corso di una partita si fanno degli aggiustamenti, ma io non faccio mai calcoli», dice la Bertolini. «Non li faccio per carattere, e poi la mia esperienza mi ha insegnato che nel femminile fare calcoli davvero non conviene mai. La nostra forma mentale è giocare, si gioca perché è così che bisogna fare».

 

Sul Mondiale che propone un generale rispetto delle gerarchie, a parte la sorpresa Italia (e Australia, in negativo) la ct azzurra ha una sua idea: «È così dal punto di vista del risultato, ma ripensando a come sono arrivati certi successi, e mi riferisco all’Olanda o alla Germania, si capisce come non ci siano in questo torneo partite scontate. Sono state tutte combattute, a parte quella degli Usa con le thailandesi, ma quella gara è un caso a sé». Un caso a sé con tanti gol che però ha lasciato nella Bertolini anche qualche perplessità: «Non ho capito l’esultanza sul 12 0 13 a zero. Il business, va bene, ma lo sport ha anche un lato umano da non dimenticare».

Non sottovalutare l’Australia o meglio non guardare il Paese dell’Oceania con “occhi maschili”. E’ la nostra sfida, più che delle calciatrici stesse della Nazionale italiana che domenica 9 giugno, ore 13.00, (qui per sapere dove guardare la partita) fanno l’esordio ai Mondiali femminili dopo esattamente 20 anni. Nel Girone C, contro l’Australia – come detto – e non solo: le ragazze di Milena Bertolini se la dovranno vedere anche con la Giamaica, positiva debuttante assoluta nella storia della Coppa del Mondo, e, infine, con il Brasile che ha preso parte a tutte le sette edizioni precedenti ma non ha ancora vinto.  Conosciamo meglio le avversarie:

Australia

Le azzurre agli ordini di Milena Bertolini scenderanno in campo per la prima volta – dopo un’assenza lunga 20 anni al Mondiale femminile – domenica 9 giugno (ore 13) a Valenciennes contro l’Australia. Le prime avversarie delle nostre ragazze hanno una storia che sembra simile a quanto accaduto al movimento femminile in Italia. Il loro riconoscimento, a livello ufficiale, è stato un lungo percorso, nonostante la loro presenza continua nella fase finale dei Campionati del Mondo. Esclusa la prima edizione, infatti, le australiane hanno sempre partecipato. I risultati nono sono stati esaltanti, con tre eliminazioni ai quarti di finale in sei partecipazioni. Il loro punto di forza è la 26enne attaccante Sam Kerr, che fa della velocità e della prestanza fisica le sue doti migliori.

 

Giamaica

Il secondo impegno delle nostre azzurre, venerdì 14 giugno (ore 18) metterà di fronte l’Italia alla sorpresa Giamaica. Le centro-americane sono 53esime nel ranking mondiale e questo dato potrebbe spingere a dare per scontata una loro eliminazione al primo turno (si qualificano direttamente le prime due di ogni raggruppamento e le quattro migliori terze), ma in queste competizione le motivazioni possono portare a superare gli ostacoli. La Giamaica è alla sua prima presenza a un Mondiale, ma non per questo può essere sottovalutata. Jody Brown ha solo 17 anni, è del 2002 e gioca ancora nella Montverde Academy, scuola del Florida, in America. Ha talento, gioca in attacco, e si messa in mostra nei tornei giovanili Concacaf

 

Brasile

Leggere il nome Brasile tra le avversarie dell’Italia a un Mondiale di Calcio riporta alla mente le mitiche sfide della Nazionale maschile con i verdeoro. La situazione sul versante femminile, però, sembra essere molto diversa. Le sudamericane, infatti, nonostante il blasone e il movimento sempre sulla cresta dell’onda, non hanno mai vinto un titolo iridato. Il tutto nonostante nella sua rosa si possano leggere nomi di spicco e di successo anche a livello individuale. Le ragazze verdeoro hanno perso le ultime nove partite giocare e, nonostante il successo nell’ultima Copa America, sembrano esserci dei problemi di gioco e rendimento. La loro stella è la 33enne Marta Vieira da Silva, conosciuta semplicemente come Marta, che per cinque anni di fila ha vinto il titolo di Fifa World Player. La partita contro le azzurre sarà quella che chiuderà il girone C, il 18 giugno.

 

Mio figlio è un guerriero!

Queste le prime parole della madre di Paolo Guerrero quando ha appreso la notizia che il figlio potrà partecipare ai Mondiali di Russia 2018.

Doña Peta, la sua prima tifosa, pronta a sostenerlo in qualunque caso, è stata una delle prime a gioire delle notizia giunta inaspettata dal Tribunale Federale della Svizzera. Il capitano del Perù è stato, infatti, graziato e potrà prendere parte alla competizione iridata, per poi scontare i suoi 14 mesi di squalifica per doping subito dopo la conclusione dei mondiali.

È festa in Perù dopo la conferma dell’attendibilità della notizia, che ribalta la sentenza del Tas e permette al giocatore di realizzare il suo più grande sogno.

Il caso Guerrero ha scosso non solo la nazione peruviana, ma anche l’intero mondo calcistico che era concorde nel ritenere ingiusta e troppo severa la decisione di escludere il calciatore dalla sua squadra proprio dopo una qualificazione che arriva dopo 36 anni.

Persino i capitani avversari delle squadre del Girone C, Danimarca, Australia e Francia, avevano espresso la loro opinione in una lettera rivolta proprio alla Fifa per richiedere una sospensione della pena solo in vista dei Mondiali.

Sostenuto da tutti, paese e avversari, Guerrero ha avuto la forza di affrontare questo periodo buio senza mai perdere la speranza e oggi si unisce alla festa in suo onore che lo elegge nuovamente un convocato ufficiale della prossima competizione in Russia.

È anche merito del presidente federale Edwuin Oviedo se finalmente si è data una svolta al suo caso.

El Depredador riaccende le speranze di un paese che non partecipa al Mondiale dal 1982 e, grazie alla presenza del suo capitano in campo, può tornare a sorridere pienamente e cercare il suo momento di gloria.

E per la mamma del calciatore tutta questa vicenda fa parte di un disegno più grande. Dopo aver ringraziato tutti i sostenitori del figlio, da fervente credente non può non ringraziare soprattutto Dio:

Mi congratulo con tutti quelli che hanno aiutato mio figlio. Ho sempre saputo che tutto si sarebbe risolto perché siamo benedetti. Dio ci ha aiutato, ha fatto tutto ciò che credevamo

La sua commozione, palese nelle sue parole espresse in diretta in una rete locale, è l’emblema di una battaglia vinta, che coinvolge non un singolo giocatore e la sua famiglia, ma un intero paese, che si unisce alla felicità di casa Guerrero e attende con ansia di vederlo in campo per la prima sfida del Perù ai Mondiali, che si terrà il 16 giugno alle ore 18.00 contro la Danimarca.