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Il match d’esordio delle azzurre è previsto per domenica 9 giugno alle 13 contro l’Australia e una tifosa che sicuramente seguirà la partita sarà Melania Gabbiadini, ex stella della nazionale femminile italiana.

Dal 2004 al 2017 ha indossato la maglia azzurra 114 volte, realizzando ben 45 gol e con cui ha disputato quattro Europei (2005, 2009, 2013 e 2017). Per anni è stata il simbolo del calcio femminile in Italia.
Dopo il suo ritiro nell’agosto 2017, dal calcio a 11 ha deciso di iniziare un’avventura nel futsal con la Noalese 2013, squadra militante in A2. Terminata la parentesi nel calcio a 5, l’ex capitana ora siede in panchina e allena le giovani calciatrici della Lady Granata Cittadella.

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Il nuovo ruolo nella Lady Granata Cittadella

In esclusiva per Mondiali.it l’ex punta ha voluto dire la sua su quella che è la situazione attuale del calcio femminile, di quelle che sono le sue sensazioni del percorso che faranno le ragazze guidate dalla ct Bertolini in Francia e di ciò che è e ciò che è stata la sua esperienza professionale nel mondo del pallone.

Dopo anni da protagonista in campo, ora sei allenatrice. Ti manca il calcio giocato?

Sì e no! Sono contentissima di aver fatto il percorso che ho sempre sognato e, dopo tanti anni, ho deciso di lasciare e di intraprendere l’attività da allenatrice. Ne sono felice! Mi sento appagata di quello che è stato e di quello che sarà.

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L’ex capitana Melania Gabbiadini in azione durante un match con la maglia azzurra

C’è entusiasmo e interesse tra le ragazze che alleni?

Certo! Rispetto a qualche anno fa c’è un altro tipo di interesse, grazie all’evoluzione negli ultimi due anni. Ora come ora, finalmente, c’è molta più visibilità e una maggiore importanza com’è giusto che sia. Sicuramente la vetrina del Mondiale aiuterà ancora di più questa crescita.
Siamo sulla buona strada e sarà un bene fare un bel campionato del Mondo per cercare di recuperare il gap con gli altri Paesi.  Ovviamente bisognerà dare la giusta attenzione anche dopo la fine della competizione.

Che cos’è cambiato rispetto a quando giocavi tu?

Sicuramente grazie all’ingresso delle squadre femminili in molti club maschili l’organizzazione è migliorata. Tra gli aspetti positivi c’è quello di utilizzare strutture e impianti adeguati oltre ad avere molto più notorietà. Ciò lo possiamo constatare con i club attuali come la Juve, il Milan ecc… Si deve continuare così!

Credi che ci sia ancora un netto divario rispetto ad altre nazioni?

Siamo ancora indietro a molti altri Paesi, perché siamo stati abituati ad associare il calcio come una disciplina solamente maschile. Per troppo tempo vedere una ragazzina avvicinarsi a questo sport è stato visto in maniera diffidente.
Tuttavia  tanto è stato fatto nell’ultimo periodo e, pertanto, credo che nel medio termine ci saranno ulteriori sviluppi.

La calciatrice Ana Hederberg (Pallone d’oro 2018) non sarà presente in Francia. Condividi la sua scelta di saltare una competizione così importante?

Sono convinta che sono lotte che vanno fatte! In Italia l’abbiamo fatto anche noi in passato per ottenere quello che ci spetta. Sappiamo benissimo che spesso bisogna puntare i piedi. Certo quello della Hederberg è stato un gesto forte, ma comunque condivisibile e comprensibile.

Passiamo a te. Cos’è stato per te vestire la maglia azzurra?

Il massimo! Quando sei giovane l’obiettivo primario è giocare e divertirsi, crescendo poi ti poni degli obiettivi cercando di puntare sempre a qualcosa di grande. La nazionale è quel qualcosa di grande, è il sogno a cui tutti gli atleti ambiscono. Difendere i colori del nostro Paese è stata una bella emozione: non soltanto la prima volta che l’ho indossata.

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L’esultanza della Gabbiadini in nazionale

Credi che le ragazze possano fare bene al Mondiale?

Io sono positiva perciò dico che le azzurre potranno giocare un buon torneo. C’è un bello spirito di gruppo e c’è entusiasmo. Inoltre, i risultati positivi nel girone di qualificazione e nelle ultime amichevoli hanno trasmesso ottime sensazioni. Penso che passare il girone sia alla nostra portata.

In che calciatrice attuale ti rivedi?

Domanda difficile (ride, ndr) perché ognuno ha una propria caratteristica. Però potrei dire Barbara Bonansea (centrocampista offensiva della Juve).

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Barbara Bonansea durante i festeggiamenti per la qualificazione Mondiale ottenuta

Pronostico Australia – Italia?

Non dico il risultato e non vorrei portar sfortuna (ride, ndr). L’Australia è una buonissima squadra ma credo che si possa fare bene, così da poter partire col piede giusto.

Tornare dove tutto è cominciato.

Manolo Gabbiadini ha detto sì alla Sampdoria, squadra in cui ha giocato dal 2013 al 2015 e con cui ha fatto il grande salto nel panorama calcistico italiano.

L’attaccante bergamasco ha voluto fortemente il club blucerchiato, così come forte è stato l’interesse della Samp che ha sbaragliato la concorrenza di Real Betis, Schalke 04 e Fiorentina per riprenderselo.

Gabbiadini lascia il Southampton dopo meno di due anni in cui ha disputato 60 partite tra campionato e coppe, realizzando 12 reti. A Genova arriva in prestito a tre milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a nove. Firmerà un contratto fino al 2024 a 1,5 milioni di euro a stagione.

In Premier League è stato apprezzato soprattutto al suo arrivo in cui ha regalato gioie ai tifosi Saints. Il suo primo gol lo ha siglato al debutto dopo appena 13 minuti dal fischio d’inizio contro il West Ham in Premier League.

Gli inglesi lo hanno strappato dal Napoli nel gennaio del 2017 per 17 milioni di euro. La decisione di lasciare l’Italia e il Napoli è stata condizionata dal suo scarso utilizzo da parte dell’ex tecnico azzurro, Maurizio Sarri.

Col ritorno a Genova, l’attaccante proverà a riconquistare minuti in campo, persi negli ultimi mesi, e perché no anche il feeling davanti alla porta. Il clima e i tifosi del Marassi gli daranno la giusta spinta per riprendersi la scena. Ad aiutarlo, inoltre, ci sarà anche Fabio Quagliarella.

Con la maglia blucerchiata, Gabbiadini ha realizzato 15 gol in 47 presenze in due stagioni, prima del trasferimento al club di De Laurentis. Il suo arrivo, molto probabilmente, prevede una partenza, forse Defrel.

Il tecnico doriano Giampaolo cercherà di valutare primo lo stato fisico dell’attaccante e piano piano lo lancerà anche alternandolo con Caprari. La Samp avrà bisogno anche dei gol di Gabbiadini se vuole puntare a un posto in Europa per la prossima stagione. Un buon rendimento sarà positivo anche in ottica nazionale, Roberto Mancini preferisce l’abbondanza di uomini ed è anche per questo che Manolo Gabbiadini ha scelto nuovamente Genova.

È arrivato in Inghilterra in punta di piedi, ma da subito ha voluto farsi notare, dimostrando che la Premier League è alla sua portata.

Si tratta di Manolo Gabbiadini, l’attaccante ex Napoli che, dallo scorso gennaio veste la maglia del Southampton. I tifosi Saints lo hanno subito apprezzato merito anche della sua prima rete all’esordio contro il West Ham. Una settimana dopo arriva addirittura la prima doppietta nella vittoria schiacciante contro il Sunderland. Mica male per un attaccante che a Napoli era quasi sempre in panchina per dare spazio a Higuain prima e Mertens poi.

La redazione di Hello Sport è volata proprio in Inghilterra a Southampton per incontrare l’attaccante azzurro. Un’intervista divertente in cui Gabbiadini racconta i suoi primi 10 mesi oltremanica

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Nel campionato di calcio più bello del mondo tra i protagonisti ci sono anche gli italiani, sia nel rettangolo verde che in panchina.

Alla prima uscita stagionale c’è chi ha brillato e chi invece è stato surclassato in maniera netta, ricevendo anche critiche molto pesanti. Ma andiamo per gradi.

Gli italiani che ora sono in Premier League cercano di lasciare il segno magari pensando a vecchie glorie come Gianfranco Zola o Gianluca Vialli che hanno lasciato un ricordo indelebile nella storia del loro club di appartenenza e nel cuore dei tifosi.

Partendo dalla retroguardia difensiva.

Sta cercando di farsi amare come lo hanno amato i tifosi granata, Matteo Darmian. Il terzino della nazionale, pagato 25 milioni dalla società dello United per strapparlo dal Torino, dopo un periodo di ambientamento, ha ripreso continuità nelle prestazioni ed è un titolare nella difesa di Mourinho. Il numero 36 alterna copertura e attacchi con costanza, chiave principale per lo schema di gioco dell’allenatore portoghese. Il primo trofeo stagionale (la Supercoppa Europea) è sfumato e per questo i Red Devils hanno l’obbligo di tornare protagonista in campionato e in Champions League; Matteo Darmian darà il suo contributo in vista anche di una sua convocazione per il Mondiale 2018 in Russia.

Training face!! ⚽ #MUTOUR

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A Londra, sponda West Ham, è presente un altro difensore roccioso italiano, anch’egli ex Torino: Angelo Ogbonna. Il centrale è arrivato nella capitale britannica nell’estate del 2015 per 11 milioni dalla Juventus e ora è uno dei perni principali della difesa degli Hammers almeno per molte stagioni dato che l’anno scorso ha rinnovato il contratto fino al 2022. Il difensore inoltre, non vuole uscire dai radar della Nazionale per Russia ’18.

A centrocampo non c’è nessun italiano che smista palla, mentre c’è abbondanza in attacco con Manolo Gabbiadini che gioca nel Southampton e Stefano Okaka nel Watford.

Due punte giovani e che tanto bene stanno facendo in due squadre che puntano a stupire in campionato dopo il dominio delle big.

Il calciatore ex Roma e Anderlecht, Okaka, questa stagione è partito col piede giusto segnando una rete nel rocambolesco 3-3 alla prima giornata contro il Liverpool. La squadra di proprietà della famiglia Pozzo, dopo il divorzio con Walter Mazzarri, ha chiamato il lusitano Marco Silva. Il bomber d’origine nigeriane è la prima punta degli Hornets e come tale proverà a fare parecchi gol.

Manolo Gabbiadini ha lasciato l’Italia lo scorso gennaio accettando l’offerta del Southampton. Nelle prime giornate di Premier ha subito dimostrato di poter stare appieno nel campionato inglese. L’esperienza a Napoli è stata altalenante a causa delle numerosissime panchine alle spalle prima di Gonzalo Higuain e poi di Milik e Mertens. Nei Saints vuole affermarsi cercando di strappare la convocazione per il prossimo Mondiale e diventare punto di riferimento sia per l’Italia che per l’Europa.

About last training ?? ⚽️ #SaintsFC ⚪️?? #mg20 #mtm

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Dalla panchina , invece, l’unico “superstite” italiano è Antonio Conte. Nonostante le voci di mercato che lo hanno visto vicino all’Inter, il tecnico salentino ha deciso di continuare l’avventura al Chelsea dopo la prima grande stagione, chiusa con la vittoria del campionato. 11 milioni di euro di contratto e una gran voglia di giocare la Champions League hanno aiutato Conte a decidere di restare alla panchina dei Blues. L’inizio della stagione è stato negativo con la sconfitta ai rigori in Community Shield contro l’Arsenal e il tonfo in casa alla prima di campionato contro il Burnley. Strada in salita per l’ex ct della Nazionale il quale deve cercare ben altro per poter essere protagonista in questa stagione.

In questo momento sono 5 gli italiani in Inghilterra, ma fino alla chiusura del mercato tutto può ancora succedere.

Dario Sette