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Ci siamo, il countdown è partito! Manca oramai veramente poco al Mondiale di calcio femminile in Francia. Partita inaugurale il sette giugno prossimo tra le padrone di casa e la Corea del Sud.

Quella che sta per partire è l’edizione numero otto: torneo iniziato solamente nel 1991. In effetti il primo Mondiale femminile è nato 28 anni fa ed è stato disputato in Cina. A spuntarla nella finale di Canton furono gli Stati Uniti, che sconfissero per 2-1 la Norvegia. La nazionale a stelle e strisce ne vincerà poi altri due.

Ci sono diverse differenze da quel torneo: nel ’91 le squadre partecipanti sono state 12, ora sono il doppio; così come è raddoppiata (ma forse anche di più) l’attenzione verso il calcio femminile; quell’edizione è stata disputata a novembre.

La partita d’esordio  di quella prima storia edizione fu giocata tra Cina – Norvegia, con una nettissima vittoria per 4-0 da parte delle cinesi.

Un nome che difficilmente verrà dimenticato è quello di Ma Li: difensore della formazione cinese del 1991, autrice dello storico primo gol in un Mondiale femminile, il 16 novembre.

Inaugurazione del Mondiale femminile ’91

La rete è stata segnata al minuto 22 ed è stato lo spartiacque che ha aperto nuovi orizzonti per il calcio femminile. Un gol che ha segnato una vera e propria svolta per la Fifa.

Li Ma è stata una calciatrice atipica. Cresciuta come giocatrice di basket, è riuscita a sfruttare questa dote nel calcio. La rete messa a segno contro le scandinave è stato un colpo di testa, permesso solamente grazie all’elevazione che ha una cestista. La centrale Ma Li, alta 171 cm, è riuscita a colpire la palla dopo aver effettuato un salto degno di uno schiacciatore di pallacanestro.

La cinese è stata una stella del basket in cui ha vinto tutte le competizioni locali con la squadra scolastica. Dopo essersi inserita sul rettangolo verde, non si è più staccata ed è diventata un’importante calciatrice.

Un ricordo indelebile per Li che è riuscita a segnare questo piccolo grande traguardo non solo per la sua nazione ma per tutto l’universo femminile che gioca a calcio.

Che il mondo sportivo americano abbia l’amministrazione Donald Trump nel mirino è cosa nota. Proteste, azioni e offensive sono state messe in atto da diverso tempo dai sportivi di ogni genere: dal football americano al calcio, passando dall’Nba.

A fare la voce grossa, stavolta, è la stella del soccer a stelle e strisce: Megan Rapinoe. La centrocampista ha promesso che, in vista del prossimo Mondiale femminile in Francia, farà aumentare il grado di disappunto nei confronti del presidente statunitense.

Tra le azioni previste, la 33enne ha deciso che non canterà l’inno nazionale americano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle discriminazioni degli afroamericani e sulle politiche di Trump sulle questioni integrazione e immigrati.

Non è la prima volta che la Rapinoe si fa sentire e si mette in prima fascia contro il tycoon. In passato era stata tra le atlete che hanno deciso di inginocchiarsi durante l’inno “The Star-Spangled Banner prima di qualche match importante.

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Megan Rapinoe in ginocchio durante l’inno Usa

Questo gesto è partito da Colin Kaepernick durante il precampionato 2016 fino ai primi match della stagione Nfl.
Il quarterback aveva deciso di andare oltre la tradizione americana che prevede di essere in piedi durante l’inno. Un modo per sottolineare la situazione nei confronti delle minoranze etniche.

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Colin Kaepernick in una delle sue proteste durante l’inno americano

E proprio Kapernick è stato l’ispiratore di molti altri atleti come Megan Rapinoe

Probabilmente non metterò mai la mano sul cuore e non canterò più l’inno nazionale; è un gesto contro tutte le ineguaglianze e le cattiverie che quest’amministrazione muove contro chi non assomiglia a loro!