Tag

Francia 2019

Browsing

Contrasti duri, randellate, un’espulsione, un rigore parato dopo una lunghissima decisione Var. E’ una semifinale spettacolare quella tra Inghilterra e Stati Uniti scese in campo al Parc Olympique Lyonnais per la prima semifinale del Mondiale.  Partenza sprint delle ragazze della ct Ellis in vantaggio al 10′ Press a segno di testa su traversone da destra di O’Hara. Le inglesi sono riuscite subito a rispondere con White in gol al 19′ dopo aver deviato un cross da sinistra di Mead. Al 31′ gli Usa hanno trovato di nuovo il vantaggio con Morgan (31′), abile a battere Telford con un colpo di testa su assist di Horan. Per l’attaccante è il sesto gol in questa edizione e una curiosità: è la prima giocatrice a segnare in un Mondiale il giorno del suo compleanno

Tesissima, invece, la  ripresa con le inglesi che hanno provato a pareggiare. Al 67′ gol annullato a White per posizione di fuorigioco: l’arbitro ha preso questa decisione dopo essersi consultato col Var. All’84’ calcio di rigore assegnato alle inglesi grazie all’utilizzo della tecnologia, ma Houghton ha sbagliato il tiro dal dischetto, bloccato da Naeher. Poi Bright si fa espellere per doppia ammonizione e dopo sette minuti di recupero, gli Stati Uniti posso esultare: sono loro le prime finaliste.

INGHILTERRA-USA 1-2

10′ Press, 19′ White, 31 Morgan

INGHILTERRA (4-4-2): Telford; Bronze, Houghton, Bright, Stokes; Walsh (71′ Moore), Scott, Mead (58′ Kirby), Daly; Parris, White. Ct Phil Neville

USA (4-3-3): Naeher; O’Hara, Dahlkemper, Sauerbrunn, Dunn; Horan, Ertz, Lavelle (65′ Mewis); Heath, Morgan, Press. Ct Ellis

Ammoniti: Bright (I), Horan (U)
Espulsi: Bright (I) per somma d’ammonizioni
Note: al minuto 84, rigore sbagliato da Houghton

Mente in Italia si applaudiva, un po’ sconsolati, la Nazionale femminile, uscita sconfitta per 2-0 contro l’Olanda, i quarti di finale si sono chiusi con la Svezia quarta  semifinalista dei Mondiali femminili. La nazionale del commissario tecnico Gerhardsson ha sconfitto la Germania due volte campione del mondo al Roazhon Park di Rennes e affronterà l’Olanda.

Possiamo parlare di sorpresa? Forse sì nel vedere le tedesche uscire in un lato del tabellone che quantomeno avrebbero potuto cavalcare fino alle semifinali. Eppure sono proprio le teutoniche a passare in vantaggio al quarto d’ora del primo tempo con la rete di Lina Magull. Ma alla Svezia bastano pochi minuti per trovare il pareggio al 22’ con Jakobsson. Nonostante il calcio d’inizio alle 18, il caldo è un fattore importante nell’andamento della partita: l’arbitro Frappart infatti concede il cooling break sia nel primo che nel secondo tempo.

Ad inizio ripresa si concretizza la rimonta svedese: Blackstenius, autrice di un’ottima partita, è la più svelta a ribadire in rete la respinta approssimativa di Schult nell’area piccola. Da questo momento, la Svezia serra i ranghi e si chiude bene; la Germania riesce spesso a rendersi pericolosa soprattutto nel finale, anche grazie alle incertezze di Lindahl, ma non trova il pareggio che avrebbe mandato la squadra ai supplementari.

Germania – Svezia 1-2

16’ Magull (G), 22’ Jakobsson (S), 48’ Blackstenius (S)
Germania (4-3-3): Schult; Gwinn, Doorsoun, Hegering, Simon (dal 44’ Maier); Dabritz, Dallmann (dal 46’ Marozsan), Magull; Huth, Popp, Schuller (dal 69’ Oberdorf). Ct Voss-Tecklenburg.
Svezia (4-3-3): Lindahl; Glas, Fischer (dal 66’ Ilestedt), Sembrant, Eriksson; Rubensson (dall’86’ Bjorn), Asllani, Seger; Jakobsson, Blackstenius, Rolfo (dal 95’ Hurtig). Ct Gerhardsson.
Arbitro: Stephanie Frappart (FRA)
Ammoniti: Rolfo

L’Inghilterra si è ripetuta. Le inglesi battono 3-0 la Norvegia e volano in semifinale al Mondiale femminile di Francia 2019.

Una vittoria secca chiusa già al primo tempo con le reti di Jill Scott, che ha sbloccato il match dopo soli 3 minuti, ed Ellen White al 40esimo. Ha chiuso poi il match Lucy Bronze al minuto 57.

La squadra del ct Phil Neville attende ora la vincente tra Francia – Stati Uniti che affronterà il prossimo 2 luglio.

Norvegia – Inghilterra 3-0

Partita in salita per le scandinave che subiscono la rete al primo vero affondo britannico dopo tre minuti. La centrocampista Scott devia con un destro secco un bel traversone di Bronze. Prima della ripresa il raddoppio della White su passaggio di Parris, e capitolo chiuso intorno all’ora di gioco con Bronze che, con un tiro dalla distanza, finalizza al meglio uno schema da calcio di punizione.

Le scandinave hanno provato a rifarsi sotto, con la centrale Houghton che salva sulla linea al 65esimo e il portiere Bardsley che al minuto 68 respinge un tiro pericoloso.

Le inglesi hanno sciupato anche un rigore per quello che sarebbe stato un risultato ancora più rotondo. Nikita Parris ha sciupato un rigore, parato da Hjelmseth.

L’Inghilterra continua il suo percorso e potrebbe essere una delle outsider che potrebbero continuare a stupire in questo Mondiale.

Perché la calciatrice Marta, che con il Brasile ha segnato più gol di Pelé ed è modello ispiratrice per le giovani giocatrici, non può avere lo stesso fascino narrativo del suo omologo maschile? E perché non celebrare, per esempio, il Giappone femminile che nel 2011 ha vinto il Mondiale (cosa che non è riuscita agli uomini) nonostante il paese in ginocchio per lo tsunami di qualche mese prima? E che dire di Megan Rapinoe e della sua lotta per la parità di diritti?

Il romanticismo, le storie di successo e di determinazione contro sistema e pregiudizi, nel calcio così come nello sport più in generale, non conoscono distinzioni di sesso. Così, almeno dovrebbe essere, secondo lo sguardo artistico di Sara Liguori, in arte Sarita, illustratrice che vive a Firenze (ma originaria di Castellamare di Stabia) e che da due anni si è tuffata nel mondo del pallone impugnando una matita e una tavolozza di colori (con dovute licenze poetiche, avendo anche a disposizione tavolette grafiche): «E’ nato dopo aver conosciuto i ragazzi di Zona Cesarini, loro facevano una serie di presentazioni di film a tema calcistico e ho creato alcune locandine per ciascuna proiezione. Ricordo ancora Sócrates, una delle grafiche ancora oggi più vendute come t-shirt. Con loro ho scoperto il lato romantico del calcio per quanto sia cresciuta in una famiglia dove si idolatrava Maradona e si tifa tutt’oggi il Napoli: mi sono appassionata alla letteratura sportiva e pian piano ho pensato di metter su un progetto mio indipendente».

Un percorso artistico, iniziato prima al liceo e poi sviluppato e ampliato durante i tre anni di accademia a Firenze anche se si è focalizzata più sulla scultura. Un mondo che, però, ha abbandonato ben presto per cercare la sua strada tortuosa, fatta di titubanze e di altri mestieri (quanto è dura “campare” d’arte?) prima di convincersi a investire su se stessa e sulla passione per l’illustrazione: corsi specifici, giri di contatti, consigli e suggerimenti dai più navigati, una pagina Facebook e un profilo Instagram creati ad hoc per mostrare le proprie creazioni e farsi largo in un settore che resta a maglie strette, ma senza rivalità aperta: «Si riacquista una dimensione più infantile, lontani da preconcetti e più legata puramente all’amore verso il calcio: è un piccolo mondo che condividi con altri che ti confortano perché ti danno un grande senso di appartenenza. Devo ringraziare Gianni Galleri che ho conosciuto alla prima edizione dell’Offside Fest: mi ha dato consigli e mi ha motivato, spronandomi e convincendomi che valeva la pena crederci».

L’anno scorso, ha quotidianamente seguito i Mondiali in Russia, pubblicando a fine giornata un’illustrazione riepilogativa delle partite viste o qualche focus su un giocatore o momento particolare. Una soddisfazione, dice lei, sapere che molti suoi amici tenevano il passo della manifestazione iridata seguendo la sua pagina e non direttamente i canali ufficiali o giornali. Ed eccoci, un anno dopo con l’edizione femminile in Francia dei Mondiali, la prima dopo 20 anni che vede l’Italia nuovamente protagonista. Tutto il movimento calcistico crede in questa competizione come momento di svolta tra un prima e un dopo nell’opinione pubblica e anche nei diritti delle calciatrici, a livello di sponsor, retribuzione e, più in generale, rispetto: «Il calcio è manifesto di quello che ci gira attorno anche sul mondo femminile e sul ruolo della donna stessa. Mi infastidisce sentire la solita polemica sulla donna che non capisce di tattica per questo ho sentito il bisogno di dire la mia puntando sulla comunicazione positiva, senza fare polemiche o scadere nei soliti discorsi retorici o anche “iperfemmisti”. Come fare? L’unico modo è quello di esaltare i successi, io non dico di guardare le donne per presa posizione, dico solo che nel calcio femminile c’è tanta poetica quanto in quello maschile».

Storie di donne che si sono battute, che vanno enfatizzate, a cui la società in passato e ancora oggi pone dei blocchi, dei limiti, forza a prendere altre strade o semplicemente dice “tu non lo puoi fare”. Sarita vuole raccontare ragazze che sono modelli motivazionali, per loro stesse innanzitutto, ma che possono diventare beniamine da appendere nelle camerette di bambine di questa o della prossima generazione. Gama, capitano della Nazionale femminile, che con Sarita condivide il nome, in occasione delle celebrazioni per i 120 anni della Figc, davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha detto:

Molti non conoscono però i sacrifici che abbiamo fatto quando eravamo bambine, semplicemente per riuscire a praticare lo sport che amiamo, e quelli profusi negli ultimi anni anche fuori dal campo perché ci venisse riconosciuto il nostro spazio e la possibilità di esprimerci al meglio. Per me e le mie compagne oggi è una festa. Molte di noi sono state presenti su molti fronti negli ultimi tre anni e sono testimoni – soprattutto a se stesse – di quello che è stato un primo viaggio alla ricerca della nostra dimensione. Noi sappiamo che oltre ai valori sportivi e alla nostra competitività, alla voglia di dare il meglio in campo spinte dalla nostra passione e dal desiderio di rappresentare al meglio il nostro Paese, abbiamo avuto una forza in più che ci ha mosso con moto costante, la forza che solo la capacità di sognare qualcosa di più grande ti può dare. Questa forza è il coraggio di pensare di poter cambiare il volto del nostro sport in Italia, fare conoscere il nostro splendido mondo a tutti gli italiani, soprattutto alle bambine italiane, creare per loro dei nuovi modelli a cui potersi ispirare e tracciare una strada meno impervia per il loro futuro.

 

È il primo quarto di finale di questo bellissimo Mondiale femminile che tante emozioni sta regalando. Norvegia – Inghilterra sarà un bel match, tra due squadre che bene hanno fatto finora.

Tra le scandinave ci sarà Maria Thorisdottir che più di tutte sogna una vittoria e una rivincita contro quell’Inghilterra che ha battuto proprio le Gresshoppene al Campionato del Mondo del 2015 agli ottavi di finale.

Quel Mondiale ha segnato un po’ la storia del calcio femminile norvegese, in cui la federazione  ha toccato uno dei punti più bassi. Contrariamente all’Inghilterra che, in quel match vinto 2-1, ha ottenuto uno dei suoi successi più importanti (ha poi chiuso al terzo posto).

Di quella partita ha uno spiacevole ricordo la centrale Thorisdottir

Sono rimasta estremamente delusa da quella sconfitta. Ero più giovane ma è stato difficile rialzarsi!

In quel match l’attuale calciatrice del Chelsea è entrata all’inizio della ripresa, sostituendo la capitana Trine Ronning. Un vero e proprio boom, dato che le norvegesi passano in vantaggio grazie alla rete di Gulbrandsen.

Qualcosa poi si è inceppato con le inglesi che prima pareggiano con Steph Houghton e poi passano in vantaggio con Lucy Bronze.

Di quell’ottavo di finale sono sei le calciatrici che tuttora sono presenti a Francia2019 e la Thorisdottir è convinta che tutte abbiano voglia di vendicare quel ko.

Stiamo lavorando bene, anche in allenamento. Stiamo trovando un giusto equilibrio e la nostra forza è il gruppo. Il gioco è migliorato molto negli ultimi due anni, stavolta sono positiva.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

We can do it🇳🇴 #sterkeresammen #fifawwc

Un post condiviso da Maria Thorisdottir (@mariathorisdottir) in data:

Si giocherà sabato alle 15 il quarto di finale tra le nostre azzurre e l’Olanda.
Le orange hanno battuto 2-1, con molta difficoltà, il Giappone grazie a un rigore segnato a pochi minuti dal fischio finale da Lieke Martens.

L’attaccante del Barcellona ha trascinato le compagne grazie a una doppietta, ma sicuramente anche Sari van Veenendaal, tra i pali, ci ha messo del suo respingendo gli attacchi delle nipponiche e salvando il risultato.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Roaaarrrrrr 🦁 Hello quarter finals! #onzejacht #fifawwc #daretoshine

Un post condiviso da Sari van Veenendaal (@sarivveenendaal) in data:

Le campionesse d’Europa (titolo vinto nel 2017) approdano ai quarti per la prima volta nella loro storia. Un risultato, dunque, importante che conferma il percorso iniziato da qualche anno e che prevede una crescita costante. Nel Mondiale 2015 sono state sconfitte proprio dal Giappone con lo stesso risultato. Rivincita ottenuta.

Allo stadio Hainaut di Valenciennes le #RagazzeMondiali dovranno tener d’occhio diverse calciatrici che hanno molta più esperienza, soprattutto internazionale.

Sicuramente esperta è van de Sanden, punta esterna del Lione campione d’Europa, anche se fin ad ora non è riuscita a segnare nemmeno una rete, ma ha fornito un assist alla compagna Miedema per il gol che ha sbloccato il match contro il Camerun nella fase a gironi.

Vivianne Miedema, invece, di gol ne ha fatti due proprio contro le africane. L’attaccante dell’Arsenal ha realizzato anche una doppietta nella finale dell’Europeo contro la Danimarca e, con la maglia dei Gunners, ha una media realizzativa altissima.

La doppietta più “fresca” è stata quella di Lieke Martens. La 26enne, contro le Samurai, ha stupito tutti sbloccando la partita con un colpo di tacco su assist da calcio d’angolo di Spitse. Il raddoppio è arrivato dal dischetto.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Matchwinner-Selfie! #OnzeJacht

Un post condiviso da OranjeLeeuwinnen (@oranjeleeuwinnen) in data:

Il punto forte della nazionale guidata dal ct Sarina Wiegman è l’attacco anche se fino a qualche giorno fa dalla stampa olandese sono piovute critiche per il gioco espresso. Otto le reti segnate finora (con 6 marcatori diversi, da ogni reparto); tre quelle incassate da una difesa solita ma che, contro il Giappone, ha traballato. Le nostre azzurre, appunto, dovranno puntare sull’intensità e cercare di affondare i colpi proprio per cercare di mettere in difficoltà la loro retroguardia.

Eventualmente in semifinale una tra le azzurre e orange sfideranno la vincente tra Germania – Svezia.

Possiamo dirlo, possiamo gridarlo: queste ragazze hanno scritto una nuova pagina di calcio. Con un 2-0 sofferto soprattutto nel primo tempo contro la Cina, le Azzurre allenate dalla ct Milena Bertolini centrano i quarti del Mondiale femminile a distanza di 28 anni.  Ma per la prima volta superano una gara da dentro-fuori in una edizione della Coppa del Mondo. Giacinti protagonista in avvio: gol annullato e vantaggio al 15′; Galli raddoppia al 50′ con un altro tiro dalla lunga distanza. Gigantesca prestazione di Linari e di tutta la linea difensiva che, in più momenti critici della gara, hanno alzato la barricata. Ora la prossima sfida sarà contro Olanda o Giappone.

ITALIA-CINA 2-0 

15′ Giacinti, 50′ Galli

ITALIA (4-4-2): Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli; Bergamaschi (63′ Mauro), Giugliano, Cernoia, Bonansea (70′ Rosucci); Giacinti, Girelli (40′ Galli). Ct Bertolini

CINA (4-4-2): Peng; Han, Wu, Lin, Liu Sha.; Wang Shuang, Zhang, Wang Yan (62′ Yao), Gu (46′ Yang Li); Wang Shanshan (62′ Song), Li. Ct Xiuquan

Nemmeno le temibili asiatiche, gruppo essenziale e dalle buone individualità, riescono a interrompere il cammino dell’Italia che supera anche gli ottavi e si iscrive tra le 8 squadre più forti del mondo. Superato per la prima volta un turno eliminatorio (nel 1991 partecipavano 12 formazioni), appuntamento sabato alle 15.00 a Valenciennes: regalo che le nostre ragazze si concede grazie un gol per tempo firmato da Giacinti e Galli. Una favola che non si arresta per la Nazionale che continua a sognare in grande.

Appuntamento con la storia per le Azzurre allo Stade de la Mosson, incrocio agli ottavi con le organizzatissime cinesi dall’identità pragmatica: un gol segnato e uno subìto nella fase a gironi, “Rose d’acciaio” che vent’anni fa centravano la finale Mondiale (persa contro gli Stati Uniti a Pasadena) e che accedono alla fase a eliminazione diretta tra le migliori terze. Da leader del Gruppo C, invece, l’Italia sogna l’accesso ai quarti e punta sul consolidato 4-4-2 con una novità in attacco: Valentina Giacinti vince il ballottaggio con Mauro e affianca Girelli nell’undici base di Milena Bertolini. Ed è proprio l’attaccante del Milan, tre volte capocannoniere in Serie A, che si prende la scena in avvio: gol annullato al 10’ per fuorigioco, destro a lato pochi minuti più tardi e rete del vantaggio al minuto 15. Bonansea trova il varco per Bartoli che si scontra con Peng, pallone che termina sui piedi di Giacinti che non sbaglia.

Avvio favorevole alle Azzurre, poi è la Cina ad alzare la testa: Wang Yan chiama all’intervento Giuliani, attenta come la linea difensiva protagonista di 45 minuti ad altissima concentrazione. Al 33’ Bergamaschi ha il pallone del raddoppio, ma stavolta è superlativa l’altissima Peng (182 centimetri) ad opporsi. E dopo un finale di sofferenza (con il cambio Giacinti-Galli) è l’Italia a chiudere sull’1-0 all’intervallo, risultato ritoccato al 50’ proprio da Iaia Galli: 3° gol nel Mondiale per la centrocampista azzurra, botta dalla distanza come accaduto con la Giamaica che non perdona Peng. Asiatiche a trazione anteriore, difesa italiana esaltante nel respingerne le offensive: Han è costretta a provarci da lontano senza sorprendere Giuliani, impeccabile come tutto il reparto.

Una doppietta di Megan Rapinoe su calcio di rigore fa volare gli Stati Uniti ai quarti di finale: battuta 2-1 la Spagna. Morgan e compagne troveranno al prossimo turno le padrone di casa della Francia, in una partita stellare. Nell’altro ottavo, di questa terza giornata di scontri diretti ai Mondiali femminili in Francia, la Svezia piega il Canada e raggiunge la Germania.

SPAGNA-USA 1-2

7′ e 75′ Rapinoe (U), 9′ Hermoso (S)

SPAGNA (4-3-3): Panos; Leila, Maria Leòn, Paredes, Corredera; Losada, Torrecilla (83’ Caldentey), Patri; Garcìa (32’ Losada), Hermoso, Putellas (78’ Falcon). Ct. Jorge Vilda

STATI UNITI (4-3-3): Naeher; O’Hara, Dahlkemper, Sauerbrunn, Dunn; Lavelle (89’ Horan), Ertz, Mewis; Rapinoe (97’ Press), Morgan (85’ Lloyd), Heath. Ct. Ellis

I capelli ossigenati color rosa di Megan Rapinoe sventolano a destra e a sinistra in un’esultanza che sa di quarti di finale. Gli Stati Uniti battono di rigore la Spagna e continuano la propria corsa al titolo. Allo Stadio Auguste Delaune di Reims finisce 2-1 per la nazionale a stelle e strisce grazie a due penalty al 7′ e al 75′ della giocatrice del Seattle. Inutile il momentaneo pareggio spagnolo a firma Hermoso al nono minuto. Gli Usa ora sono attesi da un big match contro la Francia padrona di casa, che domenica ha eliminato il Brasile di Marta ai supplementari.

 

 

SVEZIA-CANADA 1-0

55’ Blackstenius

SVEZIA (4-3-3): Lindahl; Glas, Fischer, Sembrant, Eriksson; Rubensson (79’ Bjorn), Asllani, Seger; Jakobsson, Blackstenius, Rolfò. Ct. Gerhardsson

CANADA  (4-4-2): Labbé; Lawrence, Buchanan, Zadorsky, Chapman; Prince (64’ Leon), Scott, Schmidt, Beckie; Sinclair, Fleming. Ct. Heiner-Moller

Sarà la Svezia a sfidare la Germania nei quarti di finale. La squadra scandinava ha battuto 1-0 il Canada al termine di un match all’insegna della noia. Sino al minuto 55, quando Stina Blackstenius sblocca il match coronando un contropiede in velocità su palla in verticale di Asslani. La partita si accende all’improvviso e al 68’ il Canada si guadagna il calcio di rigore del possibile pareggio: dal dischetto però Hedvig Lindahl si tuffa alla propria destra respingendo il tiro di Janine Beckie. Il risultato non cambia più.

Entrano nel vivo i Mondiali femminili con la prima sfida degli ottavi di finale. Sabato 22 giugno, ha aperto il programma del tabellone la sfida tra Germania e Nigeria, che ha visto a Grenoble il netto successo delle tedesche per -30 che dunque volano ai quarti di finale dove affronteranno la vincente di Svezia – Canada (in programma il 24 giugno). Alle ore 21 invece entusiasmante match tra Norvegia-Australia, decisa solamente ai calci di rigore a favore delle scandinave. Sam Kerr sbaglia dal dischetto.

GERMANIA-NIGERIA 3-0

20’ Popp, 27’ rig. Dabritz, 82’ Schuller

GERMANIA (4-4-2): Schult; Gwinn, Doorsoun, Hegering, Schweers (dal 46’ Simon); Huth, Leupolz (dal 46’ Buhl), Magull (dal 69’ Oberdorf), Dabritz; Popp, Schuller. Ct Voss-Tecklenburg

NIGERIA (4-4-2): Nnadozie; Okeke, Ebi, Nwabuoku (dal 46’ Ajibade), Ohale; Ordega, Ayinde, Okobi, Kanu (dall’84’ Ogebe); Ihezuo (dal 75’ Uchendu), Oparanozie. Ct Dennerby

La Nigeria comincia provando a tenere subito i ritmi alti, ma ben presto la tecnica superiore della Germania viene fuori e le tedesche prendono il controllo del gioco fin dalle prime battute. Al 19’, Popp calcia dal limite ma la sua conclusione viene deviata in angolo: sugli sviluppi del corner è proprio l’attaccante a svettare di testa e portare la Germania in vantaggio, con l’arbitro chiamato al VAR per valutare una posizione di fuorigioco ritenuta ininfluente. Pochi minuti e l’arbitro Yamashita è chiamato nuovamente al monitor per valutare un intervento scomposto della Nwabuoko su Magull: le immagini lasciano poco all’interpretazione e viene concesso il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Dabritz, che piazza bene il pallone e firma il raddoppio al 27’. La Nigeria ha una prima reazione nervosa ma che non produce frutti. Nel finale di primo tempo, Oparanozie rischia l’autorete su azione di calcio d’angolo ma il pallone termina a lato. In apertura di ripresa, l’attaccante nigeriana sfiora il gol, arrivando in leggero ritardo sulla bella assistenza di Ajibade a pochi passi dalla linea di porta. Al 58’ Gwinn può calciare da ottima posizione dopo una splendida azione, ma il suo tiro termina alto. Tanti gli errori della Nigeria nella trequarti avversaria, che aprono alle ripartenze della Germania, che comunque non ha mai perso il controllo della partita. Al 79’ avrebbe anche la chance di chiudere definitivamente la gara, quando Dabritz trova un buon corridoio centrale ma poi chiude troppo il sinistro in diagonale che finisce fuori. Tre minuti dopo, le tedesche calano il tris: un’incomprensione banale sul limite dell’area tra Ohala e Ayinde diventa un assist per Schuller, che fredda Nnadozie con tiro ad incrociare perfetto. Nessuna emozione nei minuti finali, con la squadra della c.t. Voss-Tecklenburg che si qualifica con merito per i quarti di finale; alle africane, sostenute dal pubblico di Grenoble, tanti applausi.

 

NORVEGIA-AUSTRALIA 1-1 (4-1 d.c.r.)

31′ Herlovsen (N), 83′ Kellond-Night (A)

NORVEGIA (4-4-2): Hjelmseth; Moe Wold (102′ Hansen), Mjelde, Thorisdottir, Minde; Saevik (72′ Maanum), Boe Risa, Engen, Reiten; Graham, Herlovsen (77′ Utland). Ct Sjogren

AUSTRALIA (4-3-3): Williams; Carpenter, Kennedy, Catley, Kellond-Knight (94′ Polkinghorne); Logarzo, Van Egmond (116′ Roestbakken), Yallop; Raso (74′ Gielnik), Kerr, Foord. Ct Milicic

Espulsa: Kennedy (A)

Nell’altro ottavo di finale di giornata la Norvegia supera l’Australia ai calci di rigore dopo un match all’insegna dell’equilibrio. Nei tempi regolamentari è 1-1: scandinave in vantaggio alla mezz’ora con Herlovsen e raggiunte da Kellond-Night a 7′ dalla fine. Nell’extra time le australiane restano in 10 per l’espulsione di Kennedy (104′), ma riescono a resistere sino ai calci di rigore. Dagli undici metri Norvegia glaciale con zero errori su cinque, mentre sono due gli errori per le ragazze di Milicic. La squadra del ct Sjogren affronterà ora la vincente di Camerun-Inghilterra.

 

Gli altri ottavi

Inghilterra – Camerun oggi alle 17:30

Francia – Brasile oggi alle 21:00

Spagna – Stati Uniti 24/6 alle 18:00

Svezia – Canada 24/6 alle 21:00

Italia – Cina 25/6 alle 18:00

Olanda – Giappone 25/6 alle 21:00

I Mondiali femminili in Francia entrano nel vivo. Sabato 22 giugno, infatti, iniziano gli ottavi dopo un giorno di pausa. Otto scontri diretti che ci porteranno dritti alla finale di domenica 7 luglio. L’Italia, possiamo dirlo, è stata la sorpresa nella fase a gironi avendo chiuso al primo posto e portando il Brasile a qualificarsi al terzo posto. Agli ottavi di finale, però, ci sono tutte le Nazionali più quotate comprese Stati Uniti, Germania, Francia e Inghilterra, formazioni che hanno chiuso le rispettive qualificazioni a punteggio pieno vincendo tre partite su tre. Quali possono essere le giocatrici in grado di decidere le sorti delle rispettive Nazionali? Ecco alcuni nomi:

Alex Morgan | Stati Uniti

Nel calcio femminile gli Stati Uniti hanno realizzato quello che con gli uomini proprio non sembra riuscirgli. La nazionale femminile statunitense è detentrice di tre titoli mondiali e sembra diventi più forte ogni anno che passa. In Francia si è presentata da grande favorita con uno squadrone composto da almeno una quindicina di giocatrici che troverebbero posto fra le titolari in qualsiasi altra nazionale. Carli Lloyd, Megan Rapinoe, Lindsey Horan, Julie Ertz sono fra le più grandi calciatrici in attività, ma il simbolo di questa nazionale statunitense si chiama Alex Morgan, la calciatrice americana più pagata e la prima donna ad essere finita sulla copertina del videogioco FIFA di EA Sports.

Delphine Cascarino | Francia

Vedere giocare la Francia è un piacere: non ha la potenza esplosiva degli Stati Uniti – ma forse nessuno ce l’ha in questo momento – però sembra la squadra in grado di esprimere il miglior calcio del torneo. È un miscuglio efficace e bilanciato di esperienza ed esuberanza, di organizzazione e istinto, tecnica e atletismo. Per costruirla, l’allenatrice Corinne Diacre si è affidata inevitabilmente al blocco proveniente dall’Olympique Lione, la squadra campione di Francia da undici anni consecutivi e campione d’Europa da quattro stagioni: la più forte al mondo, quindi.

Risultati immagini per Delphine Cascarino

Manuela Giugliano | Italia

Barbara Bonansea, Cristiana Girelli e Sara Gama, per esperienza e rilevanza, sono le “facce” della Nazionale italiana in Francia. Le prime due sono aiutate dal fatto di essere giocatrici offensive, la terza invece è la capitana. Se però andiamo a cercare chi intende il gioco del calcio nel migliore dei modi, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle centrocampiste, di solito le giocatrici più complete. Valentina Cernoia e Aurora Galli sono mezzali con buone capacità tecniche e ottima visione di gioco. Fra di loro può inizialmente passare inosservata Manuela Giugliano, capelli corti e rossi, più esile e bassa delle compagne di reparto. È però la giocatrice più promettente del calcio femminile italiano, e lo si nota quando iniziano le partite.

Samantha Kerr | Australia

L’australiana Sam Kerr, protagonista del tradizionale spot pubblicitario estivo di Nike, era fra le giocatrici più attese ai Mondiali: non ha deluso le aspettative. L’attaccante dei Chicago Red Stars ha segnato l’unico gol nella sconfitta all’esordio contro l’Italia, poi non ha segnato contro il Brasile, ma ha propiziato due dei tre gol della rimonta, e infine ha portato la sua squadra agli ottavi di finale, da seconda classificata, segnando quattro gol alla Giamaica nell’ultimo turno dei gironi. Sa segnare in qualsiasi modo.

Shanice van de Sanden | Olanda

L’Olanda è fra le nazionali arrivate in Francia con grandi ambizioni. Con la qualità e l’esperienza della sua rosa può ambire a un piazzamento fra le prime tre, nonostante sia solamente alla seconda partecipazione. L’attacco è il suo maggior punto di forza, grazie alla presenza di Vivianne Miedema, centravanti dell’Arsenal, Lieke Martens, esterna del Barcellona, e Shanice van de Sanden, esterna offensiva dell’Olympique Lione campione d’Europa, squadra in cui si divide la fascia destra con Delphine Cascarino.

Risultati immagini per Shanice van de Sanden

Fran Kirby | Inghilterra

È il numero 10 dell’Inghilterra e probabilmente la calciatrice più amata dai tifosi inglesi. Gioca come attaccante nel Chelsea dal 2014, dopo essere cresciuta nel Reading, la squadra della città del Berkshire in cui è nata e cresciuta. Proprio con il Reading debuttò in prima squadra a sedici anni, rivelando subito un grande talento e delle caratteristiche da seconda punta. L’anno successivo, tuttavia, lasciò il calcio per problemi di depressione nati in seguito alla morte della madre: problemi che ha poi affrontato e di cui ora condivide il percorso, rivolgendosi in particolare modo agli adolescenti.

Wendie Renard | Francia

Renard è l’ennesima grande calciatrice del Mondiale proveniente dall’Olympique Lione. Nel club rodanese ci ha trascorso tutta la carriera, iniziata con il debutto nel 2006. È probabilmente la calciatrice più vincente presente ai Mondiali, dato che detiene 13 campionati francesi, 8 coppe nazionali e 6 Champions League (un record). Nei tredici anni passati al Lione ha messo insieme 213 presenze e 66 gol, tantissimi per un difensore centrale. Renard, che ha 28 anni e viene dal dipartimento d’oltremare della Martinica, è alta 1 metro e 87 centimetri. La sua altezza la rende praticamente insuperabile nel gioco aereo e le permette di segnare quanto un giocatore offensivo.

Nichelle Prince | Canada

Seguendo l’andamento del calcio internazionale degli ultimi anni, anche ai Mondiali femminili il ruolo dell’esterna offensiva è dove si trovano le giocatrici di maggior talento, quelle che spesso rendono le partite spettacolari. Cascarino e van de Sanden sono due esempi europei, mentre la canadese Nichelle Prince lo è fra le nordamericane. La sua nazionale ha una lunga tradizione ai Mondiali. Ha partecipato a sette edizioni su otto complessive e ha organizzato quella del 2015. Nelle edizioni organizzate al di fuori dell’Europa, tuttavia, non era mai riuscita a superare il primo turno.