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Francia 2019

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Il Mondiale storico giocata da protagonista e da leader. Poi l’accoglienza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E ancora gli impegni di qualificazione a Euro 2021 con la Nazionale, ancora tante battaglie con la maglia della Juventus e ora anche un riconoscimento. Sara Gama, capitano dell’Italia femminile e del club di Torino, infatti, è l’unica calciatrice azzurra inserita tra le 55 candidate per il FIFA FIFPro Women’s World11, il premio dedicato alla squadra “ideale” dell’ultima stagione.

Il riconoscimento per il miglior undici femminile dell’anno, introdotto per la prima volta quest’anno, sarà svelato il prossimo 23 settembre al Teatro della Scala di Milano in occasione della cerimonia per il Best FIFA Football Awards. La nazionale più rappresentata è quella delle campionesse del Mondo, gli Stati Uniti, con 14 candidate, a seguire Inghilterra e Olanda (7 calciatrici a testa) e Francia (6). Fra i club invece il primato spetta al Lione, con 13 candidate.

Le 55 calciatrici candidate al ‘FIFA FIFPro Women’s World11 2019’

Portieri (5)

Sarah Bouhaddi (FRA) – Olympique Lione
Christiane Endler (CHI) – Paris Saint-Germain
Hedvig Lindahl (SWE) – Chelsea/Wolfsburg
Alyssa Naeher (USA) – Chicago Red Stars
Sari van Veenendaal (NED) – Arsenal/Atletico Madrid

Difensori (20)

Millie Bright (ENG) – Chelsea
Lucy Bronze (ENG) – Olympique Lione
Kadeisha Buchanan (CAN) – Olympique Lione
Abby Dahlkemper (USA) – North Carolina Courage
Crystal Dunn (USA) – North Carolina Courage
Nilla Fischer (SWE) – Linkopings
Sara Gama (ITA) – Juventus
Alex Greenwood (ENG) – Manchester United/Olympique Lione
Steph Houghton (ENG) – Manchester City
Ali Krieger (USA) – Orlando Pride
Saki Kumagai (JPN) – Olympique Lione
Amel Majri (FRA) – Olympique Lione
Griedge Mbock (FRA) – Olympique Lione
Maren Mjelde (NOR) – Chelsea
Kelley O’Hara (USA) – Utah Royals
Wendie Renard (FRA) – Olympique Lione
Michelle Romero (VEN) – Deportivo La Coruna
Camila Saez (CHI) – Rayo Vallecano
Becky Sauerbrunn (USA) – Utah Royals
Stefanie van der Gragt (NED) – FC Barcellona

Centrocampisti (15)

Andressa Alves (BRA) – AS Roma
Kosovare Asllani (SWE) – CD Tacon
Sara Daebritz (GER) – Paris Saint-Germain
Julie Ertz (USA) – Chicago Red Stars
Formiga (BRA) – Paris Saint-Germain
Jackie Groenen (NED) – FFC Francoforte / Manchester United
Amandine Henry (FRA) – Olympique Lione
Lindsey Horan (USA) – Portland Thorns
Rose Lavelle (USA) – Washington Spirit
Carli Lloyd (USA) – Sky Blue
Dzsenifer Marozsan (GER) – Olympique Lione
Samantha Mewis (USA) – North Carolina Courage
Sherida Spitse (NED) – Valerenga
Danielle van de Donk (NED) – Arsenal
Keira Walsh (ENG) – Manchester City

Attaccanti (15)

Oriana Altuve (VEN) – Rayo Vallecano
Caroline Graham Hansen (NOR) – FC Barcellona
Pernille Harder (DEN) – Wolfsburg
Tobin Heath (USA) – Portland Thorns
Ada Hegerberg (NOR) – Olympique Lione
Jennifer Hermoso (ESP) – Atletico Madrid/FC Barcellona
Sam Kerr (AUS) – Chicago Red Stars
Eugenie Le Sommer (FRA) – Olympique Lione
Marta (BRA) – Orlando Pride
Lieke Martens (NED) – FC Barcellona
Vivianne Miedema (NED) – Arsenal
Alex Morgan (USA) – Orlando Pride
Nikita Parris (ENG) – Manchester City/Olympique Lione
Megan Rapinoe (USA) – Reign FC
Ellen White (ENG) – Birmingham City/Manchester City

Campionesse sul campo, fuori e negli store. Gli Stati Uniti fanno bottino pieno al Mondiale femminile di Francia 2019.

Le americane hanno meritatamente vinto il loro quarto titolo iridato, battendo l’Olanda per 2-0 nella finale di Lione. Ma il successo è stato anche dal punto di vista del merchandising. La Nike, sponsor tecnico della nazionale a stelle e strisce, ha annunciato che la maglia Usa è stata la più venduta nella categoria calcio sul sito ufficiale dell’azienda. Battute anche quelle maschili e squadre come Brasile e Barcellona.

A confermarlo è stato anche il ceo di Nike, Mark Parker.

Una vera e propria bomba per tutto il mondo calcistico, nessuno mai si sarebbe aspettato che in così poco tempo la volontà di abbracciare il calcio femminile prendesse piede. Ma i numeri parlano chiaro, la maglia statunitense trascina gli introiti della azienda sportiva.

 

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It took all of U.S. We love you. WE WON THE WORLD CUP.

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La Nike ha puntato tantissimo nel Mondiale appena concluso: spot mozzafiato e campagne di sensibilizzazione hanno certamente aiutato. Inoltre, l’esposizione è stata tanta grazie anche al fatto che quasi due terzi delle 24 squadre partecipanti hanno vestito Nike.

La forte visibilità ha contribuito a far salire i ricavi nel segmento delle donne dell’11% a circa 7,4 miliardi di dollari nel corso dell’anno fino al 31 maggio scorso.

E alla fine sono rimaste in due. La finale dei Mondiali femminili tra Stati Uniti e Olanda (in programma domenica 7 luglio ore 17 su Sky e Rai Sport) promette di essere un’occasione storica anche per le trame intriganti e intrecciate tra storie nelle storie. Alla fine a contenderci la Coppa del Mondo ci arriva la squadra detentrice del trofeo e l’attuale campione d’Europa: gli Stati Uniti sono alla loro terza finale consecutiva, con un numero di giocatrici già presenti quattro anni fa in Canada. Jill Ellis, l’allenatrice oggi come allora alla guida della Nazionale, è proprio sull’esperienza già acquisita che preme come arma di forza.

A ostacolare la quarta stella per gli Stati Uniti c’è l’Olanda che ha raggiunto la prima finale di Coppa del Mondo femminile alla sua seconda apparizione assoluta. La loro ascesa così dirompente è stata alimentata da una generazione d’oro, guidata dall’attacco di Vivianne Miedema, Lieke Martens e Shanice van de Sanden.

Chi si aggiudica il titolo di capocannoniere?

E proprio pensando all’eccezionale talento offensivo di entrambe le squadre, la finale di questa ottava edizione dovrebbe essere allettante con la lotta intestina per aggiudicarsi anche l’Adidas Golden Boot, il riconoscimento per il capocannoniere del torneo: da un lato c’è Alex Morgan con 6 gol e Megan Rapinoe, dietro di una rete, mentre per le avversarie difficilmente Miedema, con tre marcature, può insidiare i sogni delle due americane.

Dopo un Gruppo F dominato in lungo e in largo con 18 gol fatti e zero subiti e 9 punti ottenuti battendo Svezia, Thailandia e Cile, le americane si sono trovate dal lato più insidioso e complesso del tabellone costrette ad affrontare Spagna agli ottavi, le padrone di casa della Francia ai quarti e l’ostica Inghilterra in semifinale. Tre match con tre difficoltà differenti risolte con il medesimo risultato di 2-1.  Al contrario, come ha detto la calciatrice Daniëlle van de Donk, le Oranjeleeuwinnen arrivano a questa finale per la prima volta a Francia 2019 come sfavorite dopo aver completato il Gruppo E a punteggio pieno lasciandosi alle spalle Canada, Nuova Zelanda e Camerun e dopo aver battuto Giappone agli ottavi, l’Italia ai quarti e di misura, per 1-0, la Svezia in semifinale. Ma la squadra ha anche ripetutamente dichiarato di non aver ancora mostrato il loro miglior calcio in Francia e sicuramente dovranno fare il massimo per battere le più quotate avversarie. Nelle loro mani c’è ancora una volta la possibilità di stupire il mondo intero.

Come arrivano gli Stati Uniti

Jill Ellis ha più volte sottolineate alle giocatrici l’importanza di iniziare ogni singola sfida con il piede giusto e sul campo le americane hanno risposto con un dato sorprendente: sono andate a segno nei primi 12 minuti di ogni partita di questo Mondiale. Megan Rapinoe non ha giocato la semifinale a causa di un stiramento al bicipite femorale e anche l’eclettica centrocampista Rose Lavelle si è infortunata allo stesso muscolo. Anche se non al 100% le due calciatrici saranno disponibili per la finale. Gli Stati Uniti sanno di avere una forza nella panchina lunga, con Christen Press e Sam Mewis che hanno dimostrato di poter sostituire questo duo.

Come arriva l’Olanda

Squarci di gran bel calcio. L’Olanda, in questo Mondiale, ha mostrato bellissimi triangoli tra le tre centrocampiste, sprazzi di velocità da Shanice van de Sanden e momenti di splendore agonistico da Lieke Martens, come il suo meraviglioso gol nei quarti di finale contro l’Italia. E quando questa squadra inizia a girare, sa essere molto molto letale. Ma croce e delizia, appoggiarsi su singoli talenti qualche volta non ripaga: Shanice van de Sanden durante tutto il torneo ha cercato la forma migliore, Lieke Martens sta lavorando con un infortunio al piede e il portiere titolare Sari van Veenendaal è uscito dal campo dopo aver battuto la Svezia nella semifinale mercoledì con una mano gonfia. La vera preoccupazione per l’Oranjeleeuwinnen sarà ciò che accadrà se uno o più dei suoi protagonisti non è in tempo per recuperare.

Colpaccio svedese nella finale per ma medaglia di bronzo al Mondiale di Francia2019.

Le ragazze, guidate dal ct Peter Gerhardsson, hanno battuto l’Inghilterra per 2-1 grazie alle reti di Asllani e Jakobsson in avvio di gara, seguite da quello di Kirby alla mezz’ora.

Terzo bronzo per le scandinave dopo quelli centrati nel 1991 e nel 2011, senza dimenticare la cocente sconfitta in finale nel 2003 a favore della Germania. La nazionale di Phil Neville, invece, non riesce bissare il gradino più basso del podio ottenuto a Canada2015.

Inghilterra – Svezia 1-2

All’Allianz Riviera di Nizza succede tutto nei primi trenta minuti di gioco. Al primo vero affondo (11esimo minuto) Asllani sfrutta un errore di rinvio dell’esterno difensivo Greenwood e batte un’incolpevole Telford. Allo stesso angolo di porta colpisce anche la numero 10 Jakobsson con un grande tiro a giro al minuto 22.

La reazione britannica avviene con Kirby al 31esimo che taglia al centro e supera la numero 1 Lindahl con un sinistro preciso.
Il momentaneo pareggio lo realizza Ellen White due minuti più tardi con un sontuoso pallonetto. Il gol, però, viene annullato per un sospetto tocco di mani nel primo controllo dell’attaccante. Per la bomber sarebbe stato il suo settimo centro e avrebbe staccato Alex Morgan, ferma a sei.
Prima del termine della prima parte altre due ghiotte occasioni inglesi, non sfruttate da Blackstenius e ancora White.

Girandola di sostituzione nella ripresa che però non porta alle Leonesse i risultati sperati. Una carta per le inglesi è stata Karen Carney all’ultima partita in carriera, così come l’ultimo match è stato per la numero 1 svedese Lindahl.

Terzo posto in saccoccia per le Blagult e ora non ci resta che aspettare la finale di domani tra Usa – Olanda.

Certo avrebbero voluto giocarsi la partita decisiva in finale ma, Inghilterra e Svezia lotteranno per la conquista della medaglia di bronzo ai Mondiali di calcio femminili di Francia2019, all’Allianz Riviera di Nizza alle 17.

Le due formazioni, eliminate in semifinale rispettivamente contro Usa e Olanda, avranno modo di chiudere il cerchio di questo torneo comunque con un terzo posto che vale tanto, alle spalle delle campionesse uscenti e delle campionesse europee.

Per le inglesi del ct Phil Neville che comunque vuole terminare al meglio questo Campionato del Mondo in cui le Leonesse hanno dimostrato un grande spirito di gruppo e un forte carattere.

Quando il match contro gli Stati Uniti è finito, il mio primo pensiero è stato a ‘Come vinceremo sabato?’. So che le ragazze non mi deluderanno!

 

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Final #Lionesses training session for this one!! 😭🤩😍

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Della stessa convinzione è anche il ct scandinavo Peter Gerhardsson che dopo il ko contro l’Olanda ha ribadito di volere finire terzo

Perché è molto meglio che finire quarti e faremo tutto il possibile per riuscirci.

Prima di oggi, lo scorso 11 novembre le due formazioni si sono incontrate in un’amichevole, vinta dalle Blagult per 2-0 al New York Stadium di Rotherham, per quella che è stata la prima sconfitta casalinga per le Leonesse dal lontano 2015.

Scontro di gioco tra Sofia Jakobsson e Alice Greenwood nell’amichevole del 2018

Il ct Neville dovrà fare a meno della centrale Millie Bright, espulsa nella sfida contro gli States. Tuttavia l’Inghilterra vuole cercare di chiudere nel migliore dei modi questo Campionato del Mondo, magari puntando sul possesso del gioco, colmando la distanza tra difesa e centrocampo. Inoltre c’è uno stimolo in più per Ellen White che potrebbe ancora battere Alex Morgan per l’Adidas Golden Boot (entrambe sono appaiate a 6 gol).

Il ct Gerhardsson, invece, ha tutte a disposizione e la voglia di tornare in patria con una medaglia è tanta, specie perché il sogno finale è tramontato solamente ai tempi supplementari contro l’Olanda.

Una delle tante osservate speciali sarà il portiere Hedvig Lindahl. La 36enne di proprietà del Chelsea è quasi sicuramente alla sua ultima apparizione in un Mondiale e certo avrebbe voluto giocarsi la finale così com’è stato al suo esordio nel 2003 (finale contro Usa). In 16 anni di nazionale ha partecipato a quattro Coppe del Mondo con 19 presenze. Una Finale l’avrebbe vista arrivare al punto di partenza, ma invece la sua ventesima partita sarà una battaglia per il bronzo. Tuttavia, nonostante la rabbia e la delusione, è determinata a vincere.

Alla sua seconda partecipazione assoluta ai Mondiali, l’Olanda centra per la prima volta la finale. La decide Jackie Groenen al minuto 99 dei supplementari dopo una partita molto equilibrata tra Olanda e Svezia.

Risultati immagini per groenen
L’esultanza di Jackie Groenen dopo la rete decisiva

Le campionesse europee sono riuscite a raggiungere gli Stati Uniti grazie al lampo di una delle tante campionesse in squadra. La numero 14 (in onore del grande Cruijff) ha insaccato la palle alle spalle del portiere Lindahl con un bel tiro da fuori area.

Le parate della numero 1 van Veenendaal hanno sicuramente tenuto sempre in vita le orange.

Prima vera palla gol per la Hurtig al 37′. Nella ripresa palo della Fischer e traversa di Miedema, ma il risultato non si sblocca. Nei supplementari arriva il gol che manda l’Olanda a giocarsi il titolo contro gli Stati Uniti e che consacra un biennio notevole dopo la conquista dell’Europeo nel 2017.

OLANDA-SVEZIA 1-0 

Primo tempo abbastanza equilibrato con le scandinave che vanno vicine al vantaggio con la punta Hurtig: una zampata in mischia dopo un corner, salvata benissimo d’istinto col piede dalla van Veenendaal.

Anche la ripresa è un po’ piatta dal punto di vista del gioco, meno per quanto riguarda le occasioni da rete con la Svezia che ci prova con la centrale Fischer con un rasoterra parato dall’estremo difensore olandese e il colpo di testa dell’attaccante Miedema sfiorato quanto basta da Lindahl.

Ai tempi supplementari a tirar fuori il coniglio dal cilindro è Groenen con un gran destro dai venti metri, palla rasoterra diretta sul secondo palo e imprendibile.

99′ Groenen

OLANDA (4-3-3): van Veenendaal; van Lunteren, van der Gragt, Bloodworth, van Dongen; Groenen, van de Donk, Spitse; Beerensteyn (72′ van de Sanden), Miedema, Martens (46′ Roord). Ct: Wiegman

SVEZIA (4-2-3-1): Lindahl; Glas, Fischer, Sembrant, Eriksson (111′ Andersson); Rubensson (78′ Zigiotti Olme), Seger; Jakobsson, Asllani, Hurtig (79′ Janogy); Blackstenius (111′ Larsson). Ct: Gerhardsson

Ammonite: Spitse (O), Zigiotti Olme (S), van de Donk (O)

Con gli Stati Uniti già in finale, siamo in attesa di capire chi tra Olanda – Svezia avrà modo di sfidare le campionesse del mondo uscenti in questa edizione di Francia2019.

Al Parc OL di Lione sarà un match tutto da vivere (diretta su Rai Sport alle 21) tra due squadre che, sin qui, hanno fatto un gran bel cammino sottolineando che entrambe si reputano nazionali outsider.
Sì perché le Orange, già campionesse europee, si giocano per la prima volta un posto nella finalissima; la Svezia, invece, è alla quarta semifinale Mondiale. Le scandinave, però, sono riuscite a volare in finale solamente nel 2003, sconfitte dagli States.

Le due formazioni si sono affrontate anche durante l’Europeo 2017, con le Oranjeleeuwinnen che sono uscite vincenti agli ottavi di finale per 2-0 grazie alle reti di Lieke Martens e Vivianne Miedema, tuttora colonne portanti dell’attacco olandese.

Una giocata di Vivianne Miedema durante l’ottavo di finale a Euro2017

Le due squadre, però, partono abbastanza alla pari. Le olandesi hanno fatto bene contro l’Italia, grazie alle ottime azioni da calcio piazzato; la Svezia è galvanizzata dalla vittoria importantissima contro la Germania: un exploit che ha regalato gioia e consapevolezza dei propri mezzi.

Tra le Blagult sarà assente l’attaccante Fridolina Rolfo per squalifica. Fortunatamente il ct Peter Gerhardsson ha trovato una degna sostituta in Lina Hurtig. Per le scandinave il problema principale sarà arginare l’offensiva olandese che è il punto di forza Orange, perché a livello difensivo qualcosa concedono.

Per le ragazze di Sarina Wiegman sarà un vero banco di prova per capire se ci sono le possibilità di contrastare il grande dominio degli Stati Uniti.

Contrasti duri, randellate, un’espulsione, un rigore parato dopo una lunghissima decisione Var. E’ una semifinale spettacolare quella tra Inghilterra e Stati Uniti scese in campo al Parc Olympique Lyonnais per la prima semifinale del Mondiale.  Partenza sprint delle ragazze della ct Ellis in vantaggio al 10′ Press a segno di testa su traversone da destra di O’Hara. Le inglesi sono riuscite subito a rispondere con White in gol al 19′ dopo aver deviato un cross da sinistra di Mead. Al 31′ gli Usa hanno trovato di nuovo il vantaggio con Morgan (31′), abile a battere Telford con un colpo di testa su assist di Horan. Per l’attaccante è il sesto gol in questa edizione e una curiosità: è la prima giocatrice a segnare in un Mondiale il giorno del suo compleanno

Tesissima, invece, la  ripresa con le inglesi che hanno provato a pareggiare. Al 67′ gol annullato a White per posizione di fuorigioco: l’arbitro ha preso questa decisione dopo essersi consultato col Var. All’84’ calcio di rigore assegnato alle inglesi grazie all’utilizzo della tecnologia, ma Houghton ha sbagliato il tiro dal dischetto, bloccato da Naeher. Poi Bright si fa espellere per doppia ammonizione e dopo sette minuti di recupero, gli Stati Uniti posso esultare: sono loro le prime finaliste.

INGHILTERRA-USA 1-2

10′ Press, 19′ White, 31 Morgan

INGHILTERRA (4-4-2): Telford; Bronze, Houghton, Bright, Stokes; Walsh (71′ Moore), Scott, Mead (58′ Kirby), Daly; Parris, White. Ct Phil Neville

USA (4-3-3): Naeher; O’Hara, Dahlkemper, Sauerbrunn, Dunn; Horan, Ertz, Lavelle (65′ Mewis); Heath, Morgan, Press. Ct Ellis

Ammoniti: Bright (I), Horan (U)
Espulsi: Bright (I) per somma d’ammonizioni
Note: al minuto 84, rigore sbagliato da Houghton

Mente in Italia si applaudiva, un po’ sconsolati, la Nazionale femminile, uscita sconfitta per 2-0 contro l’Olanda, i quarti di finale si sono chiusi con la Svezia quarta  semifinalista dei Mondiali femminili. La nazionale del commissario tecnico Gerhardsson ha sconfitto la Germania due volte campione del mondo al Roazhon Park di Rennes e affronterà l’Olanda.

Possiamo parlare di sorpresa? Forse sì nel vedere le tedesche uscire in un lato del tabellone che quantomeno avrebbero potuto cavalcare fino alle semifinali. Eppure sono proprio le teutoniche a passare in vantaggio al quarto d’ora del primo tempo con la rete di Lina Magull. Ma alla Svezia bastano pochi minuti per trovare il pareggio al 22’ con Jakobsson. Nonostante il calcio d’inizio alle 18, il caldo è un fattore importante nell’andamento della partita: l’arbitro Frappart infatti concede il cooling break sia nel primo che nel secondo tempo.

Ad inizio ripresa si concretizza la rimonta svedese: Blackstenius, autrice di un’ottima partita, è la più svelta a ribadire in rete la respinta approssimativa di Schult nell’area piccola. Da questo momento, la Svezia serra i ranghi e si chiude bene; la Germania riesce spesso a rendersi pericolosa soprattutto nel finale, anche grazie alle incertezze di Lindahl, ma non trova il pareggio che avrebbe mandato la squadra ai supplementari.

Germania – Svezia 1-2

16’ Magull (G), 22’ Jakobsson (S), 48’ Blackstenius (S)
Germania (4-3-3): Schult; Gwinn, Doorsoun, Hegering, Simon (dal 44’ Maier); Dabritz, Dallmann (dal 46’ Marozsan), Magull; Huth, Popp, Schuller (dal 69’ Oberdorf). Ct Voss-Tecklenburg.
Svezia (4-3-3): Lindahl; Glas, Fischer (dal 66’ Ilestedt), Sembrant, Eriksson; Rubensson (dall’86’ Bjorn), Asllani, Seger; Jakobsson, Blackstenius, Rolfo (dal 95’ Hurtig). Ct Gerhardsson.
Arbitro: Stephanie Frappart (FRA)
Ammoniti: Rolfo

L’Inghilterra si è ripetuta. Le inglesi battono 3-0 la Norvegia e volano in semifinale al Mondiale femminile di Francia 2019.

Una vittoria secca chiusa già al primo tempo con le reti di Jill Scott, che ha sbloccato il match dopo soli 3 minuti, ed Ellen White al 40esimo. Ha chiuso poi il match Lucy Bronze al minuto 57.

La squadra del ct Phil Neville attende ora la vincente tra Francia – Stati Uniti che affronterà il prossimo 2 luglio.

Norvegia – Inghilterra 3-0

Partita in salita per le scandinave che subiscono la rete al primo vero affondo britannico dopo tre minuti. La centrocampista Scott devia con un destro secco un bel traversone di Bronze. Prima della ripresa il raddoppio della White su passaggio di Parris, e capitolo chiuso intorno all’ora di gioco con Bronze che, con un tiro dalla distanza, finalizza al meglio uno schema da calcio di punizione.

Le scandinave hanno provato a rifarsi sotto, con la centrale Houghton che salva sulla linea al 65esimo e il portiere Bardsley che al minuto 68 respinge un tiro pericoloso.

Le inglesi hanno sciupato anche un rigore per quello che sarebbe stato un risultato ancora più rotondo. Nikita Parris ha sciupato un rigore, parato da Hjelmseth.

L’Inghilterra continua il suo percorso e potrebbe essere una delle outsider che potrebbero continuare a stupire in questo Mondiale.