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A Melbourne ci sarà anche un pilota portabandiera azzurro, il pugliese Antonio Giovinazzi e correrà nell’Alfa Romeo Sauber con la numero 99.

Il classe ’93 è il nuovo compagno di squadra dell’ex ferrarista Kimi Raikkonen. Dopo 8 anni, dunque, rivediamo un italiano alla guida di una monoposto di Formula 1 dopo gli addii di Jarno Trulli alla Lotus e Vitantonio Liuzzi alla HRT Cosworth nel 2011.

 

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Le impressioni durante i test invernali sono state positivissime e si spera che anche in pista ci possano essere dei risultati altrettanto incoraggianti in vista della lunga stagione. L’esperienza del pilota finalndese Raikkonen sicuramente potrà giovare al ragazzo di Martina Franca (Ta), pallino mai nascosto dell’ex presidente della Rossa, Sergio Marchionne, cresciuto nella Ferrari Academy.

 

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Era dal 1985 che l’Alfa non gareggiava nel Circus mondiale e ora torna a farlo con un pilota nostrano. L’ultima volta gareggiava Riccardo Patrese in una stagione beffarda.

I successi, infatti, risalgono al biennio 1950/51 con i tronfi dell’italiano Nino Farina su Alfa Romeo 158 e il campione argentino Juan Manuel Fangio con la 159.

Ho fiducia per l’inizio della stagione, ovviamente i primi giri in pista a Melbourne ci diranno come siamo messi. Conosco la pista e ciò è un piccolo vantaggio.

In realtà il giovane Antonio ha debuttato già in Formula 1 nel 2017 quando da terzo pilota Sauber ha esordito proprio in Australia sostituendo l’infortunato Pascal Wehrlein. Ora avrà modo di giocarsi tutte le sue carte.

Sono trascorsi ormai quasi 5 anni da quel maledetto 29 dicembre 2013. Michael Schumacher era in montagna a Meribel, in Francia, quando fu vittima di un grave incidente sugli sci. Da allora si è saputo ben poco. Portato inizialmente all’ospedale di Grenoble, dove viene mantenuto in coma farmacologico, Schumi dal 2014 starebbe seguendo un percorso di riabilitazione nella sua residenza di Gland, in Svizzera. Il condizionale d’obbligo visto che sulle sue condizioni vige il più assoluto riserbo. In questi anni voci e indiscrezioni si sono continuamente rincorse, secondo alcuni il campione tedesco si troverebbe in uno stato vegetativo. Scoop o presunti tali che non sono mai stati confermati dall’entourage di Schumacher.

Schumi con la sua Rossa

Oggi quel velo di riservatezza viene, parzialmente, squarciato dalla moglie Corinna.

Vorrei ringraziarvi sinceramente per il vostro messaggio. E’ bello ricevere così tanti pensieri gentili e parole di conforto. E’ un grande sostegno per la nostra famiglia. Sappiamo tutti che Michael è un combattente e non si arrende

Le parole della signora Schumacher sono state scritte in una lettera di risposta al musicista Sascha Herchenbach dopo il brano dedicato a Schumi contenuto in un cd inviato alla famiglia. Il titolo del pezzo è “Born to flight”, nato per combattere. Proprio Herchenbach ha rivelato l’episodio al magazine tedesco “Bunte”, tuttavia non si sa a quando risale la missiva.

Corinna Betsch è al capezzale del marito dal giorno dell’incidente. Con Michael la storia d’amore risale al 1992, tre anni dopo si sposano nel Castello di Petersberg, in Austria. La coppia ha due figli, Gina e Mick. Proprio quest’ultimo, 19enne, ha recentemente vinto il campionato di Formula 3, iniziando a ripercorrere le gesta del padre, sette volte vincitore del Mondiale di Formula 1. Il prossimo 3 gennaio Schumi senior compirà 50 anni.

Una vittoria di Schumi festeggiata dal suo box

 

Lewis Hamilton mette le ali nelle prove del Gran Premio di Singapore: l’inglese della Mercedes strappa la pole position davanti a Mark Verstappen su Red Bull. Male le Ferrari: Sebastian Vettel terzo, Kimi Raikkonen in quinta posizione. In mezzo l’altra Mercedes, quella di Valtteri Bottas. La gara è in programma domani alle 14.10 italiane con diretta su Sky Sport F1 e differita in chiaro su TV8 alle 21.15

Griglia di partenza:

Lewis HAMILTON Mercedes 1:36.015

Max VERSTAPPEN Red Bull Racing +0.319

Sebastian VETTEL Ferrari +0.613

Valtteri BOTTAS Mercedes +0.687

Kimi RÄIKKÖNEN Ferrari +0.779

Daniel RICCIARDO Red Bull Racing +0.981

 

Copione stravolto rispetto alle ultime prove libere, in cui la Rossa di Maranello aveva piazzato Vettel e Raikkonen nelle prime due posizioni, con Hamilton a inseguire a mezzo secondo. E invece il campione del mondo ha saputo rifarsi nel momento clou con un giro mostruoso nella Q3: 1:36.015. Due sessioni prima, nella Q1, lo stesso Hamilton aveva rischiato una clamorosa eliminazione finendo 14mo. Difficoltà manifestate anche dalla Ferrari, con Vettel e Raikkonen che erano riusciti a finire nei primi dieci solo negli istanti finali della Q2.

Sebastian Vettel partirà in terza posizione

Classifica piloti:

Lewis Hamilton MERCEDES 256

Sebastian Vettel FERRARI 226

Kimi Raikkonen FERRARI 164

Valtteri Bottas MERCEDES 159

Mark Verstappen RED BULL 130

Daniel Ricciardo RED BULL 118

Staccato di 30 punti rispetto a Hamilton, Vettel prosegue il suo momento negativo dopo la prova deludente di Monza. Negli occhi e nella mente dei ferraristi ci sono ancora le immagini dell’edizione 2017, quando sul tracciato cittadino di Singapore Maranello fece harakiri con Vettel e Raikkonen a stringere a sandwich Verstappen poche centinaia di metri dopo la partenza. Una carambola suicida che spianò la strada ad Hamilton alla vittoria nel GP. In 10 anni al Marina Bay Street Circuit, lungo poco più di 5 km con 23 curve, la Ferrari ha finora vinto solo due volte: Alonso nel 2010 e Vettel nel 2015.

 

La notizia era trapelata già dal deludente weekend di Monza: Kimi Raikkonen lascia la Ferrari a Charles Leclerc a partire dal prossimo anno. Contestualmente il pilota finlandese ha annunciato il suo approdo alla Sauber Alfa Romeo, lì dove aveva iniziato nel 2001.

Kimi Raikkonen annuncia su instagram l’approdo alla Sauber

L’annuncio da Maranello arriva in mattinata:

Scuderia Ferrari comunica che, alla fine della stagione 2018, Kimi Raikkonen lascerà il suo ruolo attuale.

Durante questi anni, Kimi ha dato alla squadra un contributo fondamentale, sia in qualità di pilota, sia per le sue doti umane. Il suo ruolo è stato decisivo per la crescita del team e, al tempo stesso, è sempre stato un grande uomo-squadra.

In qualità di campione del mondo, rimarrà sempre nella storia e nella famiglia della Scuderia. Per tutto questo lo ringraziamo e auguriamo a lui e alla sua famiglia un futuro pieno di soddisfazioni

L’annuncio sul sito della Ferrari

Raikkonen, 39 anni il prossimo 17 ottobre, rimane tuttora l’ultimo pilota ad aver vinto un Mondiale con la Ferrari nel 2007: da allora né Fernando Alonso né fino a oggi Sebastian Vettel sono riusciti a portare a casa l’atteso titolo iridato. Il campione finlandese ha vissuto due epoche diverse con la Rossa: la prima, dal 2007 al 2009 con Felipe Massa compagno di squadra; la seconda esperienza inizia nel 2014, prima con Alonso e poi con Vettel, dopo il momentaneo ritiro e l’approdo alla Lotus nel 2012.

Charles Leclerc arriva dalla Ferrari Driver Academy

Negli stessi minuti, la scuderia del Cavallino ha annunciato l’ingaggio di Leclerc, non ancora 20enne, prodotto dal 2016 della Ferrari Driver Academy, il serbatoio di talenti allevati a Maranello. Il pilota monegasco ha finora disputato 14 Gp in Formula 1 con il casco della Sauber, scuderia che lascerà a fine stagione, venendo sostituito proprio da Raikkonen.

 

Articolo tratto dal Post

Alle 14:17 di domenica 1 maggio 1994 la dottoressa Maria Teresa Fiandri, allora primario del reparto di rianimazione e del 118 dell’Ospedale Maggiore di Bologna, non era in servizio ma era reperibile. Stava guardando in televisione insieme ai suoi figli il Gran Premio di San Marino di Formula 1, terza gara del Mondiale, che si correva sulla pista di Imola, e aveva appena visto un incidente che l’aveva indotta a mettersi in macchina e raggiungere l’ospedale ancor prima che il suo cercapersone cominciasse a suonare. Quattro ore e mezzo circa più tardi, poco prima delle 19, la dottoressa Fiandri – accerchiata da decine di giornalisti, in una sala dell’ospedale – annunciò in diretta televisiva:

Alle 18:40 il cuore di Senna ha smesso di battere, e quindi Senna è morto alle ore 18:40

Nel mondo degli appassionati di motori e di Formula 1 – e non solo tra loro – il weekend del 1° maggio 1994 viene ricordato come il più tragico di sempre. Fu il weekend della morte di Ayrton Senna, che viene da molti definito ancora oggi come il più grande pilota di tutti i tempi, e chi lo sostiene lo fa solitamente con una nettezza e un’espressione raramente rintracciabili sul volto di chi – quando si finisce a parlare dei più grandi di sempre – cita altri campioni leggendari invece che lui (Jim Clark, Juan Manuel Fangio, Michael Schumacher). La tragicità di quel fine settimana fu determinata da una serie di eventi incredibili e sfortunati, e la morte di Senna fu soltanto l’ultima e più clamorosa notizia.

Si dice spesso che in Italia non ci siano altri sport a parte il calcio, ma in quei giorni non si parlò di altro che di Senna, e la notizia della sua morte stravolse completamente la gerarchia delle notizie e le consuetudini. Il 2 maggio, giorno in cui le edicole sarebbero potute teoricamente restare chiuse per via della festa del 1° maggio, diversi giornali andarono comunque in stampa con un’edizione speciale, e molte edicole aprirono fin dal mattino. Dino Zoffportiere della nazionale italiana campione del mondo nel 1982, e appassionato di corse – il 1° maggio del 1994 allenava la Lazio. Nella prefazione a un bel libro recente dedicato a Senna, scritto dal giornalista sportivo Leo Turrini, Zoff racconta:

L’1 maggio 1994, quando la sorte gli tagliò la strada a Imola, io stavo in panchina, come allenatore della Lazio, per una partita del campionato di Serie A. Non ricordo assolutamente il risultato

Per capire perché il weekend del 1° maggio 1994 ebbe un impatto così devastante per il mondo della Formula 1, conviene raccontarlo tutto, dall’inizio.

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Nel segno del cognome Schumacher.

Il ricordo del pluricampione Michael è ancora tanto vivo nonostante da qualche anno combatti a causa del grave incidente subito sulle montagne francesi; tuttavia la famiglia Schumacher continua a far parlare di sé anche sui circuiti automobilistici.

In passato, infatti, sulle piste della Formula 1 non era solamente il grande Michael a prendere il via sulle griglie di partenza, ma c’era anche suo fratello minore Ralf.

Ora questo “duello” famigliare si potrebbe ripetere. Se da qualche anno si parla del figlio maggiore di Michael, Mick (già nel giro delle Formula 3), ora è tempo anche per David (figlio di Ralf).

Passato prima dai kart, il 15enne David sta cercando di intraprendere la stessa strada di suo cugino Mick, entrando nel giro della Formula 4. A differenza di Mick, il figlio di Ralf però ha scelto di gareggiare nella F4 degli Emirati Arabi Uniti.

Quasi scontato in partenza, il suo debutto è stato più che positivo. In effetti all’esordio su una monoposto ha ottenuto: una pole position in gara-1, un secondo posto nelle qualifiche di gara-3 e 4 podi su 4 gare disputate. Mica male per un debuttante anche se col sangue vincente.

E quindi tutti gli appassionati di Formula 1 sognano un doppio exploit per i cugini Schumacher che si possa concludere con un duplice esordio nel circus più importante al mondo.

Il primogenito di Michael quest’anno correrà nuovamente in Formula 3 con il sogno concreto di raggiungere quella Formula 1 che sogna da sempre.

Il mio obiettivo resta identico, voglio arrivare in Formula 1! Cerco di concentrarmi su me stesso, senza guardare gli altri. Ognuno cresce e avanza secondo il proprio ritmo, è inutile fare paragoni.

Stesso desiderio per il novellino David:

Voglio arrivare in F1 e spero di farlo con un buon team, mi piacerebbe giocarmi una gara di F1 con mio cugino Mick.

Le monoposto di Formula 1, nonostante possano trascorrere anni, conservano quel fascino e quella innata bellezza che accomuna molte persone.

Molti sognano di poterla guidare almeno una volta, ma c’è chi addirittura potrebbe comprarsela!

Non si tratta di una macchina qualunque, ma la McLaren MP4/8A: la monoposto guidata da Ayrton Senna nella stagione 1993 con cui ha vinto l’ultimo di Gran Premio di Montecarlo.

Ebbene sì, un vero e proprio capolavoro di ingegneria per quegli anni messo in vendita in occasione del 25esimo anniversario di quel trionfo del brasiliano nel GP monegasco. L’asta si terrà alla casa d’aste Bonhams nel maggio prossimo.

A distanza di anni dalla sua scomparsa, tutto ciò che ruota intorno al pilota Senna ha ancora tanto fascino e il suo ricordo è ancora impresso nelle menti di tutti coloro che hanno avuto il piacere di vederlo correre nell’arco della sua carriera.

La monoposto MP4/8A, prodotta a Woking con telaio numero sei e motorizzata Ford, corse altre 7 gare nell’arco di quella stagione. Per Ayrton Senna fu il suo ultimo mondiale completo della sua carriera e l’ultimo da pilota McLaren. In quella stagione fu il rivale Alain Prost a vincere il campionato con 16 punti di vantaggio sul brasiliano. La stagione successiva, la prima nella Williams, fu quella del disastroso incidente mortale a Imola.

Tornando a Montecarlo, il campione sudamericano vinse per ben 6 volte sul circuito del principato. Dopo la gara in Italia, nella quale Senna si ritirò in seguito ad un contatto con Damon Hill e Martin Brundle, il telaio numero sei fu usato sul muletto in Giappone e Australia, corse che videro il brasiliano vincitore.

Dopo quel 1993 quindi, tornerà a brillare quella bellissima monoposto guidata dalle mani di quello che è stato uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1.

Sicuramente la MP4/8A sarà venduta a suon di milioni così com’è stata per la Ferrari F2001 di Schumacher. La Rossa, qualche mese fa, è stata venduta al prezzo record di 7,5 milioni di euro e anche quella monoposto vinse il GP di Monaco.

L’incantesimo sulla pista di Sochi è infranto. Con la doppietta rossa nelle qualifiche, la prima fila è tutta Ferrari con Vettel che ha conquistato la pole position e Raikkonen appena dietro di lui.
La seppur breve e acerba storia del circuito che dal 2014 figura tra i tracciati di Formula 1 è stata riscritta.

Nelle tre edizioni precedenti, infatti, il Gp di Russia ha avuto una sola scuderia al comando: 159 giri su 159 con i testa la Mercedes. E’ una curiosità unica, se vogliamo, nel panorama delle monoposto.
Dal 2014 al 2016 Hamilton è stato il leader per 100 giri, Rosberg per 59. Solo loro hanno avuto il piacere di trovarsi la strada spianata senza dover provare a realizzare sorpassi e contromosse.

Un record olimpico verrebbe da dire, anche perché il circuito, lungo 5,9 km (il quarto per lunghezza in questa edizione di Formula 1), è sorto proprio attorno al villaggio olimpico che ha ospitato gli atleti partecipanti ai Giochi olimpici invernali 2014, lungo la costa del Mar Nero.

La doppietta Ferrari ha, così, interrotto l’egemonia Mercedes in Russia, dove le Frecce d’Argento hanno sempre dominato in prova e in gara. Un record nel record se pensiamo che l’ultima volta che abbiamo visto una prima fila tutta rossa era il 2008 sul circuito di Magny-Cours, quando Raikkonen si piazzò davanti a Massa.